Autore Topic: [XBOX] Shenmue II  (Letto 6370 volte)

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AndreaDF

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[XBOX] Shenmue II
« il: 25 Ago 2003, 07:04 »
Yu Suzuki è un genio. Un genio che ha chiesto al suo datore di lavoro una console che fosse in grado di sostenere una produzione come Shenmue. Sega Dreamcast si può considerare la console di Shenmue, e soprattutto la console che ha permesso a Yu Suzuki di realizzare un sogno videoludico.

Entrambi i capitoli della saga sono usciti per Dreamcast in versione Jap e Eu, in USA invece, Microsoft è riuscita ad accaparrarsi i diritti del secondo capitolo, che non ha mai visto la luce sull’ultimo hardware Sega, per ovvie ragioni di marketing. Questo ha portato ad una contraddizione intrinseca. L’equazione seguito suggellato dal II, per Shenmue non ha senso, poiché il progetto in origine era così ambizioso da non poter essere contenuto in un'unica produzione, quindi si potrebbe parlare di Shenmue II, come seconda parte, come imprescindibile dal primo capitolo. L’uscita su Xbox racchiude questa contraddizioni e purtroppo finisce per diventarne vittima. Il tentativo di ricostruire gli eventi grazie al film del primo capitolo, che è allegato al gioco (Shenmue the movie), riesce solo ad illustrare le dinamiche che hanno portato all’evoluzione della trama, ma non compensano assolutamente l’assenza della prima parte della saga di Ryo Hazuki.

Un atto dovuto sarebbe stato quello di darci Shemue in versione integrale, punto.

Hong Kong 1987. Ryo sbarca da un mercantile per seguire le tracce di Lan Di, che oltre aver ucciso suo padre ha rubato alla famiglia Hazuki uno dei due preziosi specchi di cui erano proprietari. Sfruttando il desiderio di vendetta di Ryo, Lan Di gioca la partita per riunire i due antichi gioielli, essendo lo specchio della fenice in mano al giovane Hazuki. Che altro dire? Giocatelo.

Una città a disposizione, quartieri da esplorare, una trama intrigante, una rivisitazione della cultura orientale, un incontro e scontro di arti marziali, un action game, basato sull’amore per le arti marziali, che il guru di Sega ha avuto modo di esprimere nelle sue innumerevoli produzioni, e che in Shenmue diventano una storia che ci porta attraverso la crescita di un uomo. Un ragazzo che cresce ed  evolve spiritualmente man mano che impara a combattere e a disciplinare le tecniche che acquisisce. Tipicamente  orientale e funziona benissimo. Dopo il primo capitolo dedicato al Karate, quale migliore occasione per  avvicinarsi alla raffinata e tipicamente cinese arte del kung Fu? Sull’aspetto portante si poggiano dinamiche di gioco diversificate che si integrano perfettamente con la trama. Shenmue è un’esperienza irrinunciabile per gli amanti di questo passatempo e una pietra miliare che fa sembrare giochi come GTA semplici esercizi di programmazione. La ricchezza dell’ambiente è impressionante, nessun dettaglio è trascurato e il comparto tecnico datato e adattato, non sfigura rispetto alle produzioni di questa nuova generazione 128 bit. Il senso di meraviglia è fortissimo ad  ogni istante di gioco e soprattutto trascinante, in poche parole non si riesce a smettere, di giocare e di vivere Shenmue II.

Sostanzialmente Shenmue II si vive come un’avventura, suddivisa in sezioni assestanti di gameplay, perfettamente integrate tra loro. Considerando che sebbene la trama segua il suo percorso, Ryo è libero di interpretare il suo ruolo a nostro piacimento, mentre il tempo scorre, mentre il sole cala e si avvicina la notte, e all’alba inizia una nuova giornata; ci sono persone con cui parlare, cercare lavoro per pagarsi la camera, in cui alloggiamo, e interagire con un ambiente suggestivo in cui  ogni individuo che incontreremo ha un volto e un’anima digitale. Ma tornando al gameplay sostanzialmente avremo a che fare con:
-Mini giochi che variano dal semplice svago, come la  possibilità di giocare a vecchi classici Sega, soldi permettendo, a quella di doverne risolvere alcuni che portano al proseguo della trama o che ci permettono di procurarci pecunia necessaria per vivere.
- Quick Time Events che scattano in alcuni frangenti della trama e che metteranno alla prova i nostri riflessi, visto che dovremo reagire, in una sorta di laser game, ad una sequenza di comandi che ci renderanno partecipi ad un FMV interattivo.
- Free battle che io chiamerei più semplicemente sezione picchiaduro, perché si tratta proprio di questo combattere usando tutta una serie di combinazioni di attacchi come nei più blasonati Virtual Fighter. Se pur semplificato, nella sua essenza, tutta la classe del maestro Yu Suzuki si fa sentire.

Questo è linguaggio videoludico, insuperabile. E tale rimarrà nella storia dell’intrattenimento  elettronico, per gli amanti e per i cultori. Un pezzo da avere e da scoprire per chi non ha avuto modo di provarlo.

Pragmaticamente: se avete giocato il primo capitolo o lo possedete voto 9 se non avete giocato il primo capitolo, procuratevene una copia e un Dreamcast.



FOTO: www.xbox.com