Autore Topic: [XBOX] Brute Force  (Letto 8032 volte)

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AndreaDF

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[XBOX] Brute Force
« il: 06 Nov 2003, 06:39 »
Assistere allo spettacolo di Brute Force, montato dall’hype, con immagini dei protagonisti in alta risoluzione visti da una prospettiva molto ravvicinata e suggestiva. Dopo aver letto dichiarazioni che partivano dal confronto con Halo per arrivare fino a descrivere come “Innovativo” un gameplay che si sarebbe arricchito di elementi presi a prestito dai giochi strategici. In sintesi descritto come quello che doveva essere il primo sparatutto in terza persona con la possibilità di utilizzare una squadra, composta da elementi in grado di mettere a disposizione peculiarità specifiche. Pubblicizzato come gioco only Xbox che avrebbe dovuto far crepare di invidia i possessori delle altre console, e far desiderare l’aggeggio Microsoft. Assistere a tutto questo e arrivare al dunque, ha implicazioni non trascurabili, dal momento in cui la confezione viene scartata, fino al termine dell’esperienza di gioco.  

Lasciato il pad accanto alla console, estratto il DVD dalla console, dopo qualche giorno di impegno per arrivare alla fatidica conclusione, rimane un’unica considerazione riassumibile nell’aggettivo che incarna tanta delusione videoludica: Flop.

Fattore 1: a volte capita che nella vita di un videoplayer medio o di consolidata esperienza, si crei come una sorta si feticismo cronico verso una creatura infausta. Un rapporto che lega gioco-utente in modo così stretto che si crea una simbiosi tale, da non notare la mediocrità cercando un’improbabile ed invasata classificazione delle qualità. In questi casi non si riesce a ragionare e a trovare il bandolo della matassa del parere oggettivo.

Fattore 2: a volte capita che nella vita di un videoplayer medio o di consolidata esperienza, si crei come una sorta di odio profondo per un prodotto, tale da portare l’utente a non valutare nessun fattore collaterale, o quel di buono da salvare, per lo scoramento provato e per la cocente delusione alla prova dei fatti. Insomma il rapporto gioco-utente diviene così labile che l’unico modo per ritornare alla serenità, è la vendita o l’eliminazione del suddetto dalla propria collezione.

Calcolati i due fattori non rimane che l’equazione.

Sommando il Fattore 1 e il Fattore 2 per arrivare ad un giudizio che metta tutti d’accordo, e che sia in grado di giungere al calcolo matematico del voto, si ottiene un unico risultato: l’impossiblità. Impossibile riuscire a trovare il grigio, la verità che sta nel mezzo, il canotto di salvataggio.

Brute Force è una rappresentazione di ciò che l’industria dell’intrattenimento elettronico, ha di peggio prodotto nella sua storia. Un gioco senza trama, fatto da brevi missioni,  che si susseguono in tre ambientazioni una meno congrua dell’altra, morfologicamente ridicole, dove il piacere di gioco è mortificato. La persistenza di Tex, Brutus, Flint e Hawk che si presentano al briefing, anche dopo la morte sul campo, grazie alla clonazione, ha quasi del ridicolo, inscenando siparietti del tipo duri e puri, che regalano emozioni che passano dal raccapriccio al non ridere per non piangere. Ma il peggio deve ancora venire. Scesi in campo ci si accorge che la grafica tentenna ed a parte gli eroici figuri che vantano un design spropositato e delirante, oltre ad essere, come tutto l’insieme, incongruo con il contesto intergalattico della vicenda, tecnicamente parlando: Pop up, Fogging e Frame rate altalenante. Il rapporto visivo-gameplay propone una struttura di estensione degli scenari ridotta da un punto di vista spaziale, e tattico. La possibilità di posizionamento  si limita al fuoco incrociato ed ad un utilizzo scontato delle abilità del singolo. Due grugni duri come Brutus e Tex, sempre avanti ad armi spianate. Flint sulla prima passerella rialzata infilata nello scenario, dove cecchinare e Hawk a gironzolare invisibile per carpire la posizione nemica. Tanto chiunque siano: mutanti, adepti dai poteri metafisici, o soldati della fazione rossa, l’IA offre l’attacco sconsiderato, salvo quegli avversari posizionati staticamente tanto per stare li. Una specie di Gauntlet tridimensionale per dirla alla retrogaming, dove l’aumento del livello di difficoltà coincide, come fu nel mesozoico videoludico, in un maggiore danno fisico inferto ai “nostri” dagli “avversari”.


Bottom line: Aspettando Halo 2.

Fattore 1 - Voto: 5 su 10.
Fattore 2 - Voto: 5 su 10.
Equazione - Voto: 5 su 10.