Autore Topic: [DC] Tokyo Xtreme Racer 2  (Letto 1179 volte)

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AndreaDF

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[DC] Tokyo Xtreme Racer 2
« il: 28 Giu 2003, 11:22 »
Il boss dei Tokio Jungle mi lampeggia con la sua Subaru Impreza Coupe STi 4WD. Questa volta sono su un tratto a mio favore. Devo riuscire a stare davanti e sfruttare i 500HP della mia R34 Skyline, più pesante ma con un assetto che dovrebbe garantirmi una velocità vicino ai 320kmh. Prendo fiato mentre schiaccio il grilletto di destra del pad a fondo corsa. 3-2-1, la Subaru schizza letteralmente via lasciandomi leggermente basito. La mia skyline arranca: 50m alla prima curva, sono in svantaggio e c’è anche un camion in traiettoria. Decide di passare largo. Io invece per l’interno, c’è un fazzoletto tra me e il camion ma ce la posso fare se riesco a domare il sottosterzo. Grilletto di sinistra a metà corsa, dolcemente rallento scodando, doso il gas e apro in uscita, ora siamo affiancati. Prendo una violenta sportellata e in accelerazione vengo passato. Curva lunga, a 50m, affondo al massimo, guadagnando velocità: 260kmh. L’Impreza zingzaga per non farmi passare, mi sposto tutto a destra: davanti a me c’è un auto civile che procede lentamente. La Subaru esita. Prima dell’impatto ho già il muso davanti, una scarto a sinistra, e l’Impreza è dietro. Non mollo: 300kmh, la barra dell’avversario cala visibilmente, ora ho una curva a destra e un breve tratto in discesa, doso leggermene e freno, 285 kmh, poi in pieno a 335kmh. 100m-50m, secca a destra, frenata violenta. La macchina si incunea ma la recupero in accelerazione (180 pulsazioni al minuto). YOU WIN. Ce l’ho fatta, neanche me ne sono reso conto…mi godo il replay accasciandomi sullo schienale della poltrona.

La serie Tokio Xtreme Racer riprende la passione che i giapponesi hanno per le macchine sportive e per la tangenziale che gira intorno a Tokio. Insieme le due passioni si trasformano in una mania feticista per l’elaborazione e la tamarizzazione delle prestazioni e dell’aspetto di vetture da sogno, prodotte dalle maggiori case automobilistiche del sol levante (non mancano modelli Europei e Americani comunque). Passione che si concretizza in corse illegali ambientate nelle notti di Tokio: nessuno lens flare quindi, solo il baluginare di lampioni, e insegne stradali. Prodotto da Genki, il gioco ha le sue prime rappresentazioni su PSX, dove è mero clone di Ridge Racer, distinguendosi solo per la sua caratteristica principale. E cioè la componente picchiaduristica. Invece di assestare cazzotti in bocca agli avversari, qui una volta passati davanti bisogna guadagnare metri. La barra dell’avversario è una sorta di limite psicologico, oltre il quale anche voi dovete mollare se siete dietro, o trionfare se avete dato gas. Atipico ed esaltante. Nella semplicità del concetto in se si nasconde l’adrenalina pura che diventa soldi che vi porterete a casa ad ogni vittoria, per comprare macchine e pezzi migliori. Nella sua prima incarnazione su DC, Genki fa il salto di qualità con una grafica allora mozzafiato, ma raggiunge il suo vertice ludico-visivo solo in questo secondo episodio, dove si allunga la tangenziale, la lista delle macchine, e di avversari (più di 400). Unica amarezza è l’assenza delle licenze ufficiali, malgrado le auto siano fedeli alle controparti reali.
Il modello di guida si presenta bene, anzi benissimo per quanto riguarda gli assetti, da calibrare al millesimo per guadagnare vantaggi decisivi che si concretizzano poi su pista. I grilletti analogici sono fondamentali nell’economia di gioco, perché il dosaggio di frenata e accelerazione sono l’ossatura della sensazione che combina arcade a simulazione (nessun incidente vi vedrà con la macchina a pezzi e nessuna grattata sui muretti provocherà danni, ma ci sarà  solo un sensibile rallentamento della velocità e una diminuzione della vostra barra di energia). Plauso all’IA, bastarda e tosta fino al collasso (il vostro); non mollano, non lasciano passare e se sbagliate perdete. Ottima la grafica con modelli che su strada acquistano peso, mentre schizzano a folle velocità, garantita da un motore grafico che esita solo nei sorpassi in situazioni di traffico, ma senza infastidire. I 350kmh si sentono, garantito, grazie anche allo streaming dei dati che amalgama la tangenziale in una esperienza continuativa. Buone le musiche techno, non eccessivamente rilevanti gli effetti.
Non esiste un gioco di guida di confronto con questo prodotto, che rimane unico nel suo genere. Non c’è pretesto di paragone, con serie più classiche. Siano esse simulazioni della realtà su strada o pure escursioni nell’arcade. Questo prodotto o lo si ama lo si odia, punto. Potete salire a bordo di Tokio Xtreme Racer 2, se preferite, altrimenti ci sono valide alternative, come quella di tornare su circuito, e scaricare i cavalli su asfalto più sicuro.

Nota: Il gioco nella sua uscita giapponese presentava molti bug. Tuttavia le versioni jap e usa che possiedo non si sono mai bloccate e le musiche non hanno mai avuto interruzioni. Segnalo solo alcune occasionali stupidità della IA.