Autore Topic: Crisi sulle terre Infinite aka Il declino M.C.U del come e del perché | Marvel  (Letto 6248 volte)

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Offline rule_z

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Sposo completamente quanto scritto da Lost, il collegamento tra la cattiva scrittura e l'intento inclusivo è solo nella testa di chi lo vuole trovare: mele e pere.
Quotissimo.

Offline SkyWing

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Sposo completamente quanto scritto da Lost, il collegamento tra la cattiva scrittura e l'intento inclusivo è solo nella testa di chi lo vuole trovare: mele e pere.
Quoto anche io.
Mi trovo anche a riflettere sul ruolo dell’intrattenimento di massa: è un male l’inclusività nel mcu o è uno schifo come viene inserita? I supereroi, in quanto intrattenimento rivolto principalmente a giovanissimi e giovani (non certo over 40), non hanno sempre avuto una funzione, superficiale e banalizzata quanto volete, pedagogica? C’è del male a promuovere l’inclusione o il male è nei modi? Da grandi poteri derivano grandi responsabilità?
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Offline Lost Highway

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Esatto!

Se non usi la Disney e l'MCU per fare inclusione cosa usi?

Il film d'essai che guarderanno in 4 (tutti già intellettualmente allineati al tema, tra l'altro, quindi inutili)?
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Offline slataper

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Tra l'altro i messaggi positivi sono un marchio di fabbrica della Disney, adesso sono semplicemente declinati secondo nuove sensibilità.
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Offline Nookie

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Tra l'altro i messaggi positivi sono un marchio di fabbrica della Disney, adesso sono semplicemente declinati secondo nuove sensibilità.
Vedendo lo spiegone all’inizio degli aristogatti non ne sarei così sicuro 😂

Offline Raiden

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Troppe serie, secondo grosso blocco meno interessante, supereroi di seconda linea, nemici di poco appeal.

Stargli dietro è diventato un lavoro dopo Endgame, un lavoro molto poco affascinante.

Loki funziona perché la gente adora l'attore e ama il cattivo che è stato, carismatico e affascinante, e la serie è intrigante e un po' al di fuori dei canon dei supereroi.

Tanto di quello che è uscito dopo, o è monnezza o è troppa roba tutta insieme.

La questione woke per me c'entra decisamente meno rispetto a quanto sopra.

Il troppo stroppia.
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Offline EGO

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Se non usi la Disney e l'MCU per fare inclusione cosa usi?

Tra l'altro i messaggi positivi sono un marchio di fabbrica della Disney, adesso sono semplicemente declinati secondo nuove sensibilità.

Non potete seriamente credere che Disney lo faccia per motivi di progresso sociale, o per la convinzione di stare combattendo una battaglia giusta. Non potete.

Disney. Un impero quasi centenario, che fagocita tutto ciò che tocca, i cui unici interessi sono i soldi e l'egemonia economica e culturale.
Il cui eponimo fondatore non era certamente uno stinco di santo progressista.
Le cui opere sono sempre state all'insegna dell'uomo bianco uber alles e hanno veicolato vere o presumibili allegorie razziste, finché non è cambiato un po' il vento e gli è convenuto modificare un po' la rotta.

È straniante all'ennesima potenza sentir definire "inclusione" un'accozzaglia di patinati token characters scritti a tavolino per rappresentare il vuoto pneumatico.
Cinquanta, sessanta anni fa avevamo attrici strepitose che interpretavano personaggi solidissimi, in grado di esprimersi con dialoghi più lunghi di una battuta da balloon di fumetto americano anni Duemila e di reggere interi film bellissimi da vedere e rivedere.
Ottant'anni fa avevamo Rossella O'Hara. Che non aveva bisogno degli uomini e ne seppelliva una serie. Ma aveva il bustino e l'abito di merletti, the horror! Praticamente più sfruttata della sua Mami.
Quarant'anni fa avevamo Ellen Ripley. Che nello script originale doveva essere un uomo.

Ecco, se una bambina vuole essere Wonder Woman o Captain Marvel invece che Rossella o Ellen Ripley, be', allora Disney ha vinto, sì, ma non nel modo che pensate voi.

E se qualcuno si convince che già, in effetti, prima dell'ultimo decennio e del MCU le donne nello spettacolo sono sempre state meri burattini imbellettati messi lì per far andare gli uomini al cinema, che Audrey e Marilyn erano pornodive vestite, Rossella il prototipo della donna da liberare e Ripley la controfigura di un uomo che non ha risposto al casting, allora l'opera è compiuta, ma il risultato non è quello che si sta celebrando.

Offline Mr.Pickman

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Se non usi la Disney e l'MCU per fare inclusione cosa usi?

Tra l'altro i messaggi positivi sono un marchio di fabbrica della Disney, adesso sono semplicemente declinati secondo nuove sensibilità.

Non potete seriamente credere che Disney lo faccia per motivi di progresso sociale, o per la convinzione di stare combattendo una battaglia giusta. Non potete.

Disney. Un impero quasi centenario, che fagocita tutto ciò che tocca, i cui unici interessi sono i soldi e l'egemonia economica e culturale.
Il cui eponimo fondatore non era certamente uno stinco di santo progressista.
Le cui opere sono sempre state all'insegna dell'uomo bianco uber alles e hanno veicolato vere o presumibili allegorie razziste, finché non è cambiato un po' il vento e gli è convenuto modificare un po' la rotta.

È straniante all'ennesima potenza sentir definire "inclusione" un'accozzaglia di patinati token characters scritti a tavolino per rappresentare il vuoto pneumatico.
Cinquanta, sessanta anni fa avevamo attrici strepitose che interpretavano personaggi solidissimi, in grado di esprimersi con dialoghi più lunghi di una battuta da balloon di fumetto americano anni Duemila e di reggere interi film bellissimi da vedere e rivedere.
Ottant'anni fa avevamo Rossella O'Hara. Che non aveva bisogno degli uomini e ne seppelliva una serie. Ma aveva il bustino e l'abito di merletti, the horror! Praticamente più sfruttata della sua Mami.
Quarant'anni fa avevamo Ellen Ripley. Che nello script originale doveva essere un uomo.

Ecco, se una bambina vuole essere Wonder Woman o Captain Marvel invece che Rossella o Ellen Ripley, be', allora Disney ha vinto, sì, ma non nel modo che pensate voi.

E se qualcuno si convince che già, in effetti, prima dell'ultimo decennio e del MCU le donne nello spettacolo sono sempre state meri burattini imbellettati messi lì per far andare gli uomini al cinema, che Audrey e Marilyn erano pornodive vestite, Rossella il prototipo della donna da liberare e Ripley la controfigura di un uomo che non ha risposto al casting, allora l'opera è compiuta, ma il risultato non è quello che si sta celebrando.

Esattamente.
Classico post da incornicire e mettere sopra il lettino e ogni tanto, rileggerlo.
Posto che queste cose non sono argomentazioni eristiche, o da gente obnubilata, non nel TFP almeno, questa scelta è SOLO ED UNICAMENTE DI NATURA ECONOMICA, non c'è nessuna volontà di creare sul serio qualcosa che esuli dal semplice "oh adesso strappo più biglietti con ragazzini neri, ora faccio i film per i neri"

STOP.

Disney è l'ultimo esempio da citare come lungimirante e posato esempio di intrattenimento moderno. Ed inoltre, anche se parlo solo a livello del tutto personale, a me questa PROPAGANDA da molto fastidio.
Azzardo la mano.
Abbiamo combattuto la scellerata propaganda di Joseph Goebbels, con le sue ridicole ma pericolosissime pellicole antibritanniche (oltre a quelle ben note antisemite) che sono nella storia e negli annali del cinema, e io allo stesso modo rigetto questo condizionamento forzato, perché di questo si tratta nella mia umile opinione. Propaganda, condizionamento, raccontato sotto la falsa filippica del

"il mondo è cambiato" e "accettalo"

Molti di voi sono padri. Io mi domando come possiate semplicemente liquidare la cosa con questa faciloneria.

"pere e mele" e "negli occhi di chi guarda"

Quindi stabiliamo che la diversità e l'inclusione, la devi spiegare NELLE SCUOLE se proprio vuoi sensibilizzare le nuove generazioni (notoriamente più scafate di noi ad accettare le cose o capirle) e non al cinema, con prodotti malpensati, spesso creati da attivisti idrofobi, registi schieratissimi dell'ala left, finti progressisti d'accatto che dalle loro megaville a Palm Spring moralizzano sul fatto che questi film (che sono fatti male) non piacciono più a una buona fetta del pubblico, non solo aku/pickman che non conta nulla nel grande schema.   

Citazione
"eh siete tutti hater"

Citazione
"miserabili maschi bianchi, cis etero, con una cultura patriarcale, che non accettate le donne nel vostro intrattenimento, e nemmeno la diversità"

Ma suvvia. Siamo seri.


Offline Lost Highway

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Ti correggo @Mr.Pickman : l'inclusione va insegnata in famiglia!

Anzi, non va nemmeno insegnata, che i bambini giustamente se ne strafottono delle diversità, quindi evidentemente è in casa che nasce il problema o che viene instillata la merda nelle menti! :)

Però stiamo un po' andando pesantemente ot, colpa mia! :)

Solo una cosa: non sono ingenuo, so che Disney lo fa per soldi, il punto che sostengo è che quello che ha fatto può aiutare!
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Offline rule_z

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Non mi pare comunque che nessuno abbia detto che Disney sia la medicina perfetta al male, solo che può essere utile a prescindere dal motivo per cui lo faccia (hint: l'intrattenimento tutto si basa sul profitto).

Offline slataper

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Le aziende dell'intrattenimento operano per soldi, si sapeva anche prima che qualcuno lo precisasse su tfp.

Mele e pere, dicevo, perché manca un collegamento causa-effetto tra la cattiva riuscita di alcuni film o serie e le ambizioni di inclusività eventualmente presenti, senza contare che noi maschi 40-50enni non siamo il pubblico di riferimento del live action de "La sirenetta" (extra Marvel), magari esiste una generazione di ragazzine e ragazzini che lo porterà nel cuore.

Ciò che mi stupisce di alcuni interventi critici è la sensazione di allarme che sembra muoverli, come se esistesse un'urgenza in un certo tipo di pubblico, i citati maschi 40-50enni, di reclamare che tutto torni al proprio posto, un disagio di fronte alla prospettiva che un prodotto audiovisivo di largo consumo si rivolga a qualcun altro.
« Ultima modifica: 23 Nov 2023, 13:53 da slataper »
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Offline Thar

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Le aziende dell'intrattenimento operano per soldi, si sapeva anche prima che qualcuno lo precisasse su tfp.

Mele e pere, dicevo, perché manca un collegamento causa-effetto tra la cattiva riuscita di alcuni film o serie e le ambizioni di inclusività eventualmente presenti, senza contare che noi maschi 40-50enni non siamo il pubblico di riferimento del live action de "La sirenetta" (extra Marvel), magari esiste una generazione di ragazzine e ragazzini che lo porterà nel cuore.

Il collegamento c'è: quando, per inserire determinate tematiche (primcipalmente per esigenze d'opportunismo politico/sociali) ti rivolgi a scrittori/sceneggiatori non all'altezza del compito (magari scelti proprio/solo per la loro vicinanza a determinati movimenti), stravolgendo i personaggi (già di loro poco noti/apprezzati), il risultato non può essere diverso da quello ottenuto dagli ultimi prodotti Disney (Marvels in primis).
Loki serie è la dimostrazione di quanto detto: pur avendo effettuato delle modifiche, il personaggio è rimasto principalmente quello e la storia nel quale è inserito è scritta con competenza.

Se, poi, rendi in considerazione tutti i problemi che stanno avendo prodotti in produzione (F4 che non trova attori disposti ad intrerprretare Reed Richards causa trasformazione del film da esperienza corale a film principalmente incentrato su Susan Storm, Blade con l'attore principale pronto a dimettersi causa trasformazione del personaggio da figura principale a personaggio di supporto (nella migliore delle ipotesi) a vantaggio delle attrici interpreti delle 3 figlie di Blade (con tanto di inserimento di lezioni di etica e morale da parte di queste ultime)).
Tutto questo a me pare molto legato.


Ciò che mi stupisce di alcuni interventi critici è la sensazione di allarme che sembra muoverli, come se esistesse un'urgenza in un certo tipo di pubblico, i citati maschi 40-50enni, di reclamare che tutto torni al proprio posto, un disagio di fronte alla prospettiva che un prodotto audiovisivo di largo consumo si rivolga a qualcun altro.

Più che altro, a me sembra che la critica di molti interventi sia il rammarico di aver buttato via personaggi potenzialmente validi avendoli inseriti in storie deboli e senza una parvenza di senso, ed il timore che questi fallimenti non solo possano determinare una scomparsa del Marvel Universe dagli schermi cinematografici, ma che ci possa anche essere, da parte di Disney, un incaponimento nel seguire questa linea politico/scrittoria, magari estendendola ad altre serie Marvel (prima o poi un reboot di Iron Man, Cap, Avengers dovranno pur farlo per continuare ad utilizzare quei personaggi anche senza usare Robert Downey Jr e compagnia. Per non parlare di Wolverine (Jackman inizia ad essere vecchiotto per interpretare il ferale mutante) o gli X-Men, potenzialmente la serie più idonea al trattamento di determinate tematiche di inclusione)
Il giusto è giusto, anche se tutti gli sono contrari; è lo sbagliato è sbagliato, anche se tutti sono per esso.
 (William Penn)

Offline Mr.Pickman

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Non mi pare comunque che nessuno abbia detto che Disney sia la medicina perfetta al male, solo che può essere utile a prescindere dal motivo per cui lo faccia (hint: l'intrattenimento tutto si basa sul profitto).

no guarda, rant no, non scrivo mai in preda di rabbia o ira, semplicemente metto le cose in chiaro senza metterci troppe emoticon, per non far sorgere incomprensioni di sorta. Certo che l'intrattenimento si basa sul profitto, è ovvio, ma questa è idologia mascherata da intrattenimento.

Ti correggo @Mr.Pickman : l'inclusione va insegnata in famiglia!

Anzi, non va nemmeno insegnata, che i bambini giustamente se ne strafottono delle diversità, quindi evidentemente è in casa che nasce il problema o che viene instillata la merda nelle menti! :)

Però stiamo un po' andando pesantemente ot, colpa mia! :)

Solo una cosa: non sono ingenuo, so che Disney lo fa per soldi, il punto che sostengo è che quello che ha fatto può aiutare!
Ah certo, anche in famiglia, specialmente nelle famiglie, vedi caso di Giulia, che tiene banco.
Il rispetto lo insegni in famiglia e anche a svegliarti un po', sempre in famiglia.

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Mele e pere, dicevo, perché manca un collegamento causa-effetto tra la cattiva riuscita di alcuni film o serie e le ambizioni di inclusività eventualmente presenti, senza contare che noi maschi 40-50enni non siamo il pubblico di riferimento del live action de "La sirenetta" (extra Marvel), magari esiste una generazione di ragazzine e ragazzini che lo porterà nel cuore.

Ciò che mi stupisce di alcuni interventi critici è la sensazione di allarme che sembra muoverli, come se esistesse un'urgenza in un certo tipo di pubblico, i citati maschi 40-50enni, di reclamare che tutto torni al proprio posto, un disagio di fronte alla prospettiva che un prodotto audiovisivo di largo consumo si rivolga a qualcun altro.

Il collegamento lo posso fornire in linea generale e con molta più precisione su alcune specifiche serie che seguo, o che seguivo. Il collegamento è presto detto: non appena l'attivismo è entrato nelle writing room, di colpo i prodotti hanno perso pubblico, giudizi positivi, e in linea generale "feeling" con il pubblico pagante, spesso composto NON da ragazzini ma da nerd/geek che rimpinzavano per bene i loro conti bancari (i cc di Disney & Co).
I famosi e stra-citati maschi 40-50enni, croce e delizia di queste megacorp. Il pubblico pagante, composto anche da donne eh, nerd e coetanee, parecchio insoddisfatte, non sia mai che discrimino. Il problema è che i nuovi pubblici, i nuovi target, chiamali come vuoi, non rispondono alla chiamata.
Ieri a mio nipote ho chiesto cosa vuole per Natale, è troppo scafato per raccontargli la favola di Babbo Natale, ma lo diverte la storia di Krampus e Satan Klaus, buon sangue non mente, comunque mi ha detto:

Citazione
"Voglio Iron man che vola" oppure un vampiro.

Sua madre mi ha delegato alla ricerca, io non gli porterò certamente Capitan Marvel, non perché sono contro Brie Larson [in Lezioni di Chimica, è davvero adorabile] ma perché Iron Man è quello che gli piace. Queste produzioni spingono prodotti di cui non frega un cazzo a nessuno, e te lo dico come 40enne maschio bianco ex-lettore di fumetti, la categoria che Feige ha stra-viziato nel 2009, con la prima, seconda e terza fase poi, si sono bevuti il cervello, proprio quando hanno fatto questa roba nei fumetti, la stessa ed identica cosa:


Cioè hanno devastato, ucciso, massacrato, genderswappato, i personaggi storici per farne emergere di nuovi che...non sono piaciuti ai vecchi fan, e anche ai nuovi. A parte quei lesi di Game Romancer.
Forse non è colpa di America Chavez, ma un'intera miniserie su chi scopa, secondo me è stata un filino troppo anche per lo standard Marvel.



Oppure leggere continuamente di quanto fosse bello e figo picchiare la gente bianca, maschi ovviamente e possibilmente elettori di destra...e considerando che il pubblico che ti compra i fumetti è gente oversize spesso, bianchi, nerdoni e spesso dell'ala right, beh, colpo di genio.
Non so ma questa roba era fatta da donne insoddisfatte della vita, rancorose, arrabbiate. Che per qualche motivo, ce l'avevano con noi maschi, quindi...SI CAZZO che mi sento chiamato in causa, io non ho MAI voluto una roba simile nell'escapismo e NON MI SONO MAI sentito in difetto...che cazzo, sono fumetti e quindi DEVO sentirmi colpevole di qualcosa perché li leggevo? Perché sessualizzavo le donne?



Qualche decina di anni fa andavamo bene noi bamboccioni, adesso che ci lamentiamo e che non c'è nessun ricambio generazionale, non più a quanto pare, ma la cosa più incredibile è che danno la colpa della crisi e stagnazione della Marvel Comics a noi vecchi lettori. Cioè, i colpevoli siamo noi che non compriamo la nuova Spiderman lesbica, attivista del clima, che ha una tresca con la Gatta. Capito? La colpa è nostra se l'industria dei fumetti amerigani è in crisi. Eh certo, li dovrei comprare e zitto, e farmeli andare pure bene. E magari twittare alla dialoghista che mi sento un po' un uomo di merda, ma sì dai.



Ho voluto farti questa filippica perché non so se leggi i fumetti, e non so se sai cosa è successo nel settore, e non so se sai di che razza di macello c'è attualmente, con serie che sono chiuse nell'arco di 2 numeri. Ti ho fatto il quadro, come si dice.

Ora collegando le cose, GLI STESSI ERRORI li stanno facendo nel MCU. Uguali. E gli stronzi sono quelli di Rotten: maschi 40enni livorosi, eccerto, ci mancherebbe.

Io la vedo un po' come chi diceva...


Offline rule_z

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