Autore Topic: [Serie TV] Gaudio Coreanico: tutto l'inscindibile made in South Korea  (Letto 2364 volte)

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Offline BombAtomicA

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Re: [Serie TV] Hellbound, il nuovo Squid Game
« Risposta #15 il: 17 Dic 2021, 00:05 »
Finita pure io, che invece amo le tematiche di questo tipo, e mi è piaciuta. C'è tutto un sottotesto molto interessante, vari spunti di discussione sul rapporto fra fede, mistero, fanatismo e manipolazioni delle masse, e il "mistero" delle creature è potenzialmente intrigante, se non finisce a cazzatona. Ma dal quel che ho visto finora delle produzioni coreane, mi sento di dargli fiducia.
Poi sì, gli effetti sono un po' fatti col pongo ma chissene, non è quello il core della serie.
"Ice Cream!"

Offline Mr.Pickman

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Re: [Serie TV Coreane] Hellbound, Non siamo più Vivi...
« Risposta #16 il: 03 Feb 2022, 15:14 »
Visto che non mi piace appestare il forum di thread e threddini, penso che raccogliere tutte le serie coreane notevoli sia infinitamente meglio che lasciare thread sparsi. Voi che dite?
@Ivan F ho il tuo benestare?

Quindi passo subito al consiglio di vedersi questa ennesima piccola perla coreanica targata Netflix e 2022.

NON SIAMO PIU' VIVI

Citazione
Titolo quantomeno esplicativo, che fa riferimento a una scuola, perché è proprio lì che si concentrano la maggior parte delle vicende narrate durante i 12 episodi super adrenalitici e leggermente velati di un piglio romantico (vedere per credere)
“Non siamo più vivi” si svolge in un istituto superiore di una piccola cittadina sudcoreana, all’interno del quale viene scoperto una studentessa con degli strani sintomi, probabilmente colpita da un virus.
Malattia che inconsapevolmente si diffonde in maniera piuttosto rapida alla zombieland, colpendo in pochissimo tempo anche molti altri compagni di scuola, professori e staff con una soglia di contagio che, impossibile da contenere che raggiunge ben presto tutta la cittadina. Con le autorità che invitano la popolazione alla quarantena, il tutto si trasforma però in una vera Apocalisse, visto che il virus trasforma gli infetti in autentici zombie mangia-uomini. Molti, a scuola e non, si ritroveranno così costretti a combattere con tutte le proprie forze per avere salva la vita. Chi ce la farà resta tutto da scoprire.
Per ora (decima puntata) è notevole nel suo essere una ottima prova di esordio attoriale e non solo. Nel suo essere un ibrido di tematiche, c'è persino ad un certo punto un po' di Stacy, Zombie High School, e I Am a Hero.

È un ottimo prodotto se cercate una bella serie di zombie scolastici con spruzzatine di romantic-drama

TFP Link :: https://www.youtube.com/watch?v=0HSPC8hUoew


« Ultima modifica: 03 Feb 2022, 15:20 da Mr.Pickman »

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Re: [Serie TV Coreane] Hellbound, Non siamo più Vivi.
« Risposta #17 il: 03 Feb 2022, 15:46 »
Ma no apri, che te ne fotte. Fossero anche 3 messaggi, almeno sono focalizzati su quello.
Stessimo parlando di trilogie et similia, ma serie completamente diverse no.

Offline Mr.Pickman

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Re: [Serie TV Coreane] Hellbound, Non siamo più Vivi.
« Risposta #18 il: 03 Feb 2022, 15:51 »
Ma no apri, che te ne fotte. Fossero anche 3 messaggi, almeno sono focalizzati su quello.
Stessimo parlando di trilogie et similia, ma serie completamente diverse no.

Okidoki :evil: ;D

Offline Mr.Pickman

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Ho deciso di "cambiare" questo thread morente che in origine trattava la serie di Hellbound.
La motivazione è che mi piacerebbe renderlo un punto di ritrovo e segnalazione per tutte le serie/film coreani di seconda e terza categoria. In aggiunta mi piacerebbe creare una specie di guida alla visione, con scheda dei film e tematica affrontata ma con un piglio diverso, lo scopo è spingere alla visione.

E per quanto mi riguarda, vorrei vedere finalmente un brutto film/serie.

Visto cher da anni seguo le loro produzioni e ancora non mi è capitato.

Vi prego, mostratemi che anche loro sbagliano un film.
« Ultima modifica: 24 Dic 2023, 08:48 da Mr.Pickman »

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La creatura di Gyeongseong

7 episodi (parte 2 - 5 Gennaio)

Durata Episodio: 60 min

Nella primavera del 1945 a Gyeongseong, durante il dominio giapponese sulla Corea, due giovani affrontano una creatura nata dall'odio e lottano per sopravvivenza.
Ennesima serie bellissima coreana che amalgama avventura, horror, commedia e romanticismo in una formula unica che scatena il binge-watching. La ricostruzione storica è estremamente credibile, la storia è avvincente, si tratta di un intrigo su più livelli in cui ogni elemento è sapientemente intrecciato insieme. Per non parlare del fatto che il cast non è solo incredibilmente talentuoso ma anche straordinariamente adatto ad ogni ruolo. Park Seo Joon e Han So Hee veramente bravi, e ritmo ottimo.


La sigla di apertura merita una visione.

TFP Link :: https://www.youtube.com/watch?v=1LcOzIlxVkc
« Ultima modifica: 24 Dic 2023, 09:49 da Mr.Pickman »

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Finita la Creatura di Gyongseong, 10 puntate, che esperienza.

La seconda parte è stata ancora meglio della prima.

Ormai è assodato lo strapotere sudcoreanico nelle serie tv sul piccolo schermo.
L’equazione del resto, è davvero molto semplice: storie appassionanti, personaggi indimenticabili, corroborate da un comparto tecnico che lascia sempre il segno. Ovvio quindi che vi sia una penetrazione culturale senza precedenti nel nostro territorio, sia per quanto riguarda il cinema, che per quanto riguarda musica e ovviamente anche le serie tv.

Questa serie tv di Netflix 10 puntate, non è altro che l'ennesimo fenomeno culturale che ha detronizzato i record precedenti fissati da Squidgame. Ci sono esperimenti inumani, ci sono feroci creature, c'è tensione ed azione, c'è dramma, c'è storia, ci sono colpi di scena magistrali, trame che si aggrovigliano tra loro in maniera genuina ed autentica, ci sono personaggi memorabili, c'è tanto amore e romanticismo; vi farà piangere, vi terrà con il fiato sospeso, vi commuoverà, vi riempirà. Senza dubbio una delle più brillanti trattazioni sulla guerra e sull'orrore in senso fisico, dedicato alla trasformazione dell'uomo in mostro e viceversa, spy story, dramma storico, racconto bellico, romanzo di formazione e molto altro, questo è La Creatura del Gyeonseong.

Consigliato? Tassativo.

1945, Il Giappone Imperiale ha invaso l'antica Gyeongseong, oggi meglio nota a tutti come Seul. Erano tempi difficili, per la diffusa povertà, l’incertezza della guerra, ma soprattutto il pugno di ferro con cui il Giappone trattava i cittadini coreani.
Ed è in un contesto del genere che facciamo la conoscenza di Jang Tae-sang (Park Seo-jun), un dandy arrivista, affascinante e furbissimo, per quanto a volte fin troppo audace. Padrone del banco dei pegni più importante della città, ossessionato dal denaro e dai beni di lusso, collezionista di informazioni che vende ed acquista per il giusto prezzo. Se c'è un problema all'orizzonte, lui lo risolve, ovviamente al giusto prezzo. Il suo piccolo mondo opportunistico però si sgretolerà quando, dopo aver accettato una richiesta di trovare una ragazza per conto di un alto funzionario giapponese, si troverà al centro di un mistero inquietante, e sarà costretto a combattere per la sua vita e non solo...destini si incroceranno con i fili del karma


Che gioiello questa serie.
La struttura narrativa, specialmente all'inizio, non predilige assolutamente il ritmo ed è bene chiarirlo fin da subito. Gli autori, invece di correre a perdifiato verso narrazioni incompiute e sfuggenti, preferiscono prendersi il tempo per studiare debitamente tutti protagonisti della storia, destinati peraltro a ricoprire non esattamente ruoli tipici; quali buoni e cattivi, ma quantomeno utili a questa storia di ampio respiro.

La capacità di azzeccare le parti e conquistare in pochi passaggi il pubblico non è cosa da poco ma l'autrice Kang Eun-kyung (Dr. Romantic), e il regista Chung Dong-yoon (Hot Stove League, It's Okay to Not Be Okay) - attraverso una sceneggiatura pulita, lineare e per nulla affrettata, riescono agevolmente nel compito. Permettendo a un nutrito gruppetto di personaggi di raccontarsi e raccontare le proprie storie, al contempo destreggiandosi con la commistione di generi a dir poco adorabile e davvero riuscitissima: La creatura di Gyeongseong è un prodotto ambizioso e sfaccettato che unisce diversi generi, tra cui la tematica horror, storica e romantico e fa centro in tutti.

Offline mr cool

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Confermo, è una serie stupenda, i personaggi sono tutti interessanti e ben sviluppati. Il finale mi ha in parte sorpreso. Ho fatto l'errore di vederla in Italiano, il doppiaggio non è male e i doppiatori sono azzeccati ma forse in lingua originale con i sottotitoli sarebbe stato meglio. Ha una trama articolata dove tutto poi si congiunge. Guardatela!

Online PiGreco

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Su Paramount+ hanno appena pubblicato "A bloody lucky day". Ho visto il primo episodio ed è molto promettente. Senza spoilerare nulla di particolare la serie parla di un uomo di mezza età che, causa una serie di scelte sbagliate, finisce a fare l'autista di taxi e, durante una delle corse, carica una persona che gli cambierà la vita.

La serie è molto asciutta nella narrazione e fortunatamente non cade, per quello che ho potuto vedere, nel melodrammatico. Quest'ultimo aspetto, purtroppo, è spesso presente nelle serie drammatiche koreane.

Dategli un'occhiata e fatemi sapere cosa ne pensate.

Edit. La serie è composta da 10 episodi. Alla fine del terzo mi sono chiesto cosa si sarebbero potuti inventare negli altri sette e, d'un soffio, mi sono trovato all'episodio otto. Ci sono diversi compi di scena per nulla banali e, dall'episodio 7, gli eventi si svolgono 4 anni dopo a quelli iniziali.

Trama quasi sempre convincente. Musiche azzeccate e mai banali. Personaggi ben approfonditi. Mi sta piacendo parecchio.

Al termine della visione rilascerò il parere finale.

Riedit. Alla fine dell'ottavo episodio sono riusciti a mandare tutto in vacca.😂 peccato.

Sei stiracchiato
« Ultima modifica: 11 Feb 2024, 10:59 da PiGreco »

Offline Il Pupazzo Gnawd

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Confermo, è una serie stupenda, i personaggi sono tutti interessanti e ben sviluppati. Il finale mi ha in parte sorpreso. Ho fatto l'errore di vederla in Italiano, il doppiaggio non è male e i doppiatori sono azzeccati ma forse in lingua originale con i sottotitoli sarebbe stato meglio. Ha una trama articolata dove tutto poi si congiunge. Guardatela!

Non riesco a condividere il vostro entusiasmo. L'ho iniziata proprio perché segnalata qui da voi sul TFP Forum. Viste tre puntate e penso che mollerò. La tecnica c'è ma... la trama è Resident Evil in Korea. I personaggi hanno il medesimo spessore bidimensionale della saga Capcom. Fino ad ora succede esattamente tuto quello che ti aspetteresti. Il lato più di tensione/horror non è pervenuto a causa di una fotografia smarmellatissima, ambienti troppo perfettini e una tendenza a personaggi da commedia che stemperano qualsiasi elemento di tensione.
I koreani che piacciono a me sono altri (quelli grezzi dei film di finie '90 inizio '00, oppure quelli di Hellbound, ma pure di Squid game) Se devo vedere una commedia mi guardo l'ottima avvocata Woo  :)

Online PiGreco

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Anche io la sto guardando e sono arrivato al sesto episodio. Purtroppo non posso che confermare i dubbi del post sopra il mio: storia poco originale, fotografia patinatissima, musiche anonime. Arriverò sicuramente alla fine ma le serie koreane che apprezzo sono altre.

Una serie horror in costume che ho apprezzato e che vi consiglio è Kingdom.
« Ultima modifica: 29 Feb 2024, 12:43 da PiGreco »

Offline Il Pupazzo Gnawd

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Una serie horror in costume che ho apprezzato e che vi consiglio è Kingdom.

Me la segno. Ho visto un trailer e pare interessante

Offline Devil May Cry

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Anche io la sto guardando e sono arrivato al sesto episodio. Purtroppo non posso che confermare i dubbi del post sopra il mio: storia poco originale, fotografia patinatissima, musiche anonime. Arriverò sicuramente alla fine ma le serie koreane che apprezzo sono altre.

Una serie horror in costume che ho apprezzato e che vi consiglio è Kingdom.

Se stai parlando di Gyeonseong pure a me non sta esaltando troppo, sto a metà del quarto episodio che mi ha fatto addormentare 3 volte in settimana.
La finirò ma per ora con non poche difficoltà.

Offline Devil May Cry

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Ero fermo un po' prima dell'inizio di quando carburasse, 4-8 puntate me le sono sparate di fila e se non era che era tardi e dovevo andare a lavorare finivo pure le ultime 2.
Migliora molto, indubbiamente, anche se al solito dura troppo. Avrei sforbiciato almeno un totale di 3 episodi per finirne a 7 totali, non di più. Vediamo stasera come finisce.

Offline Mr.Pickman

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Lo strano spinoff coreano su Netflix dello straordinario fumetto giapponese di Hitoshi Iwaaki è bello e splatter. E dobbiamo ringraziare il regista di Train to Busan per questa serie spettacolare.
Le serie tv coreane, ancora una volta sono poste a dimostrazione dell'eccellenza creativa sudcoreana: hanno conquistato il pubblico di tutto il mondo negli ultimi anni, diventando un vero e proprio fenomeno culturale che sembra non finire, anzi.



Ho sempre considerato strano e bizzarro il manga Kiseiju - L'ospite indesiderato - di Hitoshi Iwaaki e le motivazioni sono sempre state piuttosto numerose e variegate. Il finale di Kiseiju per esempio mi è sempre sembrato un'occasione sprecata. È stato anche oggetto di numerose discussioni ed interpretazioni dei lettori, ma è sempre risultato a molti, brusco ed inaspettato. Le motivazioni di Iwaaki per questa scelta narrativa non sono mai state del tutto chiarite, alimentando il mistero e l'intrigo dietro alcune scelte dell'autore.
Alcuni lettori ipotizzano che la serie manga abbia subito forti pressioni editoriali per concludersi in fretta, portando a un finale frettoloso e meno soddisfacente. Altri sostengono che Iwaaki potrebbe aver voluto lasciare un'interpretazione aperta al lettore, invitandolo a riflettere sul significato profondo dell'opera e sulle sue implicazioni, altri ancora che la sua vena creativa si sia esaurita.

Ad ogni modo non importa, sia che l'abbiate letto negli anni novanta (fu interrotto) sia che lo abbiate letto nella recente ristampe del 2010, Kiseiju ha costituito un tassello importante della narrativa a fumetti giapponese, grazie soprattutto all'intrigante approccio del suo autore. Kiseiju non è un banale body horror sviluppato intorno a una trama al servizio di sequenze splatter (i parassiti formano mostruose escrescenze da cui emergono occhi e lame) ma anche uno studio sulla nostra socialità esasperata e sulla razza umana.
Quindi l'idea di riprendere questa storia e creare uno spin-off non è stata una bella idea, è stata un'idea semplicemente grandiosa. Firmata nientemeno che dal regista dell'acclamato zombie movie Train to Busan (ma anche del supereroistico Psychokinesis, e il fantascientifico Jung-e e della serie horror The Cursed ed infine Hellbound), Kiseiju - La zona grigia (titolo internazionale Parasyte: The Grey) è in realtà uno spinoff ambientato pochi mesi dopo l’invasione di parassiti alieni descritta nell’opera di Hitoshi Iwaaki. Solo che a questo giro, gli uomini hanno un po' di vantaggio, per così dire.
In brevis, nel manga di Iwaaki arrivano silenziosamente sulla Terra migliaia di striscianti alieni insettoidi che si insediano nei cervelli degli umani, li divorano e si appropriano dei loro corpi. Sbarcati sul nostro pianeta in stadio semi-larvale, le creature nascono senza coscienza e sono mosse inizialmente unicamente dall’istinto. Un istinto mostruoso ma simbiotico che continuano imperterrite ad assecondare, anche dopo aver preso coscienza di sé, e con due soli imperativi: preservare la propria singola esistenza e soddisfare un'insaziabile brama di carne umana. Inizialmente, i parassiti però, con il tempo, imparano a diventare razionali, iniziano progressivamente a mimetizzarsi nella nostra società (un po' come i celebri Demoni del Maestro Nagai nell'opera omnia Devilman). Sebbene privi di emozioni, i parassiti iniziano a far parte della nostra sventurata società, imparandone tutte le ritualità e capendo quando cibarsi, e quando no.
Nel manga, il giovane Shinichi costituisce però una clamorosa eccezione: il suo parassita (Manji), non è riuscito a raggiungerne il cervello, dovendosi accontentare di annidarsi nella sua mano destra. I due, seguendo tutte le tappe tipiche di un romanzo/manga di formazione horror, impareranno a convivere ma non mancheranno sorprese, come la personalità del ragazzo che progressivamente "infetterà" quella dell'ospite, permettendogli di sperimentare le emozioni umane, e viceversa e allo stesso modo, anche Shinichi diventerà più freddo alle emozioni e più "mostruoso".
La serie di Netflix, invece, predilige un taglio più socio-politico e action thriller rispetto al manga che invece adottava idee più familiari. Parasyte: The Grey Koo Kyo-hwan decide un approccio in media-res, sostanzialmente diverso diverso rispetto al manga di Iwaaki. Nel manga c'è una lenta scoperta dei parassiti, mentre ne "La Zona Grigia" viene già schierata a contrastare gli alieni, (inizialmente poco più che zombie famelici) un team governativo formato allo scopo di stanarli e sterminarli alla svelta e senza informare il pubblico. Choi Jun-kyung (Lee Jung-hyun), agguerrita agente assegnata al progetto, è una fanatica e quasi folle cacciatrice di queste creature. Mentre Jeong Su-in (Jeon So-nee) è l'equivalente femminile e coreano del protagonista del manga, Shinichi: anche lei un’outsider, è una cassiera timida sopravvissuta ad abusi e sevizie che un parassita non è riuscito a divorare completamente e che lei chiamerà Heidi.
Heidi ha il controllo del corpo di Su-in solo per poco alla volta e le due non comunicano e collaborano costantemente come Shinichi e Manji. Sono più una sorta di Jekyll e Hyde le cui personalità emergono alternativamente. Memoraibile anche il personaggio di Koo Kyo-hwan, uno scavezzacollo criminale che rimodellerà la sua esistenza scapestrata per aiutare la protagonista.

La narrazione dello spinoff di Netflix è quindi più cupa e più orientata all’azione, spingendosi sovente, verso il thriller cospirativo e la critica sociale. A differenza dell'opera manga che invece era leggermente più solare, costruita attorno ad un dramma familiare e sentimentale. Il parassita di Shinichi, per esempio parlava, e spesso dava innesco di interessanti discussioni tra il ragazzo e il parassita, qui non avviene. Inoltre Shinichi tentava di proseguire una vita con affetti ed amicizie, nonostante condividesse la sua vita con un mostro.
La produzione della serie non ha investito un ampio budget negli effetti speciali ma le numerose sequenze registiche che immortalano le orripilanti trasformazioni dei parassiti, sono visivamente molto soddisfacenti.
Tuttavia per Yeon lo scopo più importante della storia è, molto più che gratificare i fan dell'orrore e dello splatter, l'atore vuole indagare l’ambiguità e la volubilità della natura umana, illustrare come le esperienze modellano e a volte mutano anche profondamente le persone, come i sentimenti corrompono la logica, come l’affetto o l’odio alterino opinioni e intenzioni. Il messaggio, arrivandoci per via diverse, alla fine, è lo stesso del manga: l’umanità è orribile, meschina e merita di estinguersi, ma quei “pochi ma buoni” giustificano la salvezza di tutti. O forse no.
Non mancano, infine, alcuni momenti che renderanno felici i lettori del manga.
Da vedere. L'incipit è cupamente propositivo: la (quasi) estinzione dell'uomo è auspicabile, se può salvare il mondo martoriato dal suo consumismo. Una valida soluzione, in questo senso, è costituita dall'intervento dei feroci alieni parassita. Da mesi sbarcati sul pianeta, stanziatisi in Corea del Sud si sono tuttavia evoluti e hanno cominciato a formare un'intera società, persino una setta religiosa decisa a sostituirsi all'umanità in tutto e per tutto...