Autore Topic: Lingua e inclusività. Parliamonə  (Letto 20280 volte)

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Offline Gaissel

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Re: Lingua e inclusività. Parliamonə
« Risposta #465 il: 03 Ago 2022, 14:45 »
Sì, appunto, è una formula da usare in quel contesto. Non significa bandire il maschile sovraesteso, ma riconoscere che soprattutto in certi contesti è importante usare una lingua più granulare e precisa.

Proprio dall'articolo della Crusca che penso citasse @Cryu prima:

Citazione
La presenza del femminile plurale
Affiancare al maschile il femminile è senz’altro lecito e anzi, in certi contesti, sembra l’opzione preferibile (per esempio quando si indicano categorie professionali in cui la mozione al femminile ha stentato a imporsi). Nelle forme allocutive, in particolare, rappresenta indubbiamente, specie se a parlare o a scrivere è un maschio, un segnale di attenzione per le donne: bene dunque, per formule come care amiche e cari amici, cari colleghi e care colleghe, cari soci e care socie, carissime e carissimi, ecc. Anche nella tradizione dello spettacolo, del resto, chi presenta si rivolge al pubblico con signore e signori e i politici, specie in vista delle elezioni, parlano di elettori ed elettrici, cittadini e cittadine, ecc.

https://accademiadellacrusca.it/it/consulenza/un-asterisco-sul-genere/4018

Dove devo firmare?
Comunque quell'intervento della Crusca è molto bello e credo resterà di riferimento.

Concordo in pieno :)
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Offline Ivan F.

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Re: Lingua e inclusività. Parliamonə
« Risposta #466 il: 03 Ago 2022, 14:49 »
Piccole cose che magari ci costano poco ma che a qualcuno danno fastidio o lo fanno sentire a disagio, quindi perchè non evolversi?

Perché le piccole cose devono avere un senso, come spiega l'articolo qui sopra.

Offline Xibal

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Re: Lingua e inclusività. Parliamonə
« Risposta #467 il: 03 Ago 2022, 17:05 »
Beh ma, come dissi, la Crusca avendo un ruolo descrittivo non può che dire questo.
Vesto i panni di Gaissel, e aggiungo che, nel folklore popolare, ha anche un altro ruolo ;D
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Offline Devil May Cry

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Re: Lingua e inclusività. Parliamonə
« Risposta #468 il: 03 Ago 2022, 20:01 »
Piccole cose che magari ci costano poco ma che a qualcuno danno fastidio o lo fanno sentire a disagio, quindi perchè non evolversi?

Perché le piccole cose devono avere un senso, come spiega l'articolo qui sopra.

Appunto. Usare tutt* non mi sembra proprio un'evoluzione, anzi. Riuscissimo ad inventarci un sensato neutro alla "all", allora avrebbe un senso. Ma dovrebbe cambiare l'intera lingua, non certo fare le capriole e storpiare le cose per andare dietro ai capricci di qualcuno.

Offline Thar

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Re: Lingua e inclusività. Parliamonə
« Risposta #469 il: 03 Ago 2022, 22:46 »
Chiedo:

Che sensazione ti/vi darebbe leggere l'asterisco o la ə nei dialoghi di un videogioco?

A me personalmente, darebbe un fastidio enorme, perchè vorrei:
-) che la lingua che parlo venisse rispettata
-) che le questioni ideologiche rimanessero fuori dall'universo videogioco: ce le dobbiamo sorbire fin troppo nella vita di tutti i giorni, almeno risparmiatecele nei nostri svaghi.

Inoltre, già l'italiano lo seleziono poco nei videogames*, se questa pratica prendesse piede lo prenderei ancor meno in considerazione come lingua per giocare un videogioco


*principalmente perchè, caso voglia necessiti di un aiuto per la prosecuzione di un gioco, in lingua italiana si trova poco e quel poco è la versione tradotta (spesso poco accortamente) di siti in lingua inglese (che, di solito, offrono anche maggior informazioni rispetto alla controparte italica).





Che sensazione ti/vi darebbe leggere l'asterisco o la ə nei dialoghi di un videogioco?

Penserei che chi ha tradotto o adattato il testo originario non avesse voglia di darsi da fare un pochitto. Mentre se il testo d'origine fosse l'italiano, il pensiero sarebbe che chi l'ha scritto non conosca l'italiano.

In ogni caso, l'asterisco mi strania più della scevà perché a parte rari casi, quando leggo "sento" una voce interiore leggere; e leggere "ciao a tuttasterisco" mi fa ridere. Che difficilmente è la reazione desiderata dal testo.

Mi riconosco perfettamente in accordo con questo post.
Il giusto è giusto, anche se tutti gli sono contrari; è lo sbagliato è sbagliato, anche se tutti sono per esso.
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Offline Ryo_Hazuki

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Re: Lingua e inclusività. Parliamonə
« Risposta #470 il: 04 Ago 2022, 00:45 »
Leggendo a sprazzi stavo ragionando su alcune cose...

Se una software house volesse essere davvero inclusiva, in un videogioco dove puoi scegliere una corporatura di qualsiasi tipo, non deve/dovrebbe obbligare i traduttori in scelte neutre: dovrebbe obbligare i propri programmatori a poter far scegliere un sesso biologico di appartenenza e lessico in base all'identità di genere.

L'idea di "forzare" la lingua italiana verso la direzione dell'inclusività non mi piace granché, anzi.

Ma ritengo comunque che chiunque vada rispettato: se Gianni vuole farsi chiamare Samantha o che ci si appelli a lui con pronomi femminili, posso solo che rispettare la scelta.

Offline Xibal

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Re: Lingua e inclusività. Parliamonə
« Risposta #471 il: 04 Ago 2022, 08:07 »
TFP Link :: https://www.huffingtonpost.it/spettacoli/2022/08/03/news/demi_lovato_ora_riutilizza_il_pronome_lei_per_descriversi_accanto_al_famoso_loro-9985892/?ref=fbph
Il fatto che si dia così tanto peso all'uso del pronome, come se fosse più importante parlare di qualcuno in differita che non direttamente, e il fatto che chiedano pronomi, invece di affermare la propria identità richiedendo di essere citati semplicemente col proprio nome, che non cambia, la dice lunga su quanto questa bailamme non sia niente altro che uno dei beceri e deteriori prodotti della civiltà dell'immagine a tutti i costi, in cui, con buona pace dei vari "lei" "lui" "loro", a contare veramente sia "IO"...
« Ultima modifica: 04 Ago 2022, 08:09 da Xibal »
"C'è qualcosa di terribile nella realtà, ed io non so cos'è. Nessuno me lo dice" (Deserto Rosso)

Offline alfredolatorre

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Re: Lingua e inclusività. Parliamonə
« Risposta #472 il: 04 Ago 2022, 09:27 »
La cosa è veramente sfuggita di mano, in primis a chi la sta promuovendo. Si potrebbe risolvere la diatriba, almeno a livello linguistico, reintroducendo il plurale maiestatis. Si andrebbe così a districare completamente la problematica di "lei" "lui" "non so" "altro"

Offline Kairon

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Re: Lingua e inclusività. Parliamonə
« Risposta #473 il: 04 Ago 2022, 12:21 »
A me pare che le ultime dichiarazioni di fluidità di qualche star abbiamo più che altro scopi commerciali...