Autore Topic: Il documentario che sto vedendo  (Letto 62609 volte)

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Re: Il documentario che sto vedendo
« Risposta #600 il: 19 Feb 2024, 22:49 »
Dopo We are the world passo, giustamente, a Quincy (Netflix), dato che non lo conoscevo!

La sua storia nel dettaglio, visto che almeno un disco a cui ha partecipato sarà in ogni caso!

Musicalmente enorme per la mole di collaborazioni ed influenze!

Storicamente molto più importante di quanto sapessi!

Colpo a sorpresa di gossip: non sapevo avesse sposato la splendida Peggy Lipton (Norma in Twin Peaks),  he lo ha reso padre dell'altrettanto splendida Rashida Jones (Karen in The Office), oltre a 4 o 5 altre mogli e un team di figli e nipoti che altro che Jackson 5!

Direi 4 arrangiamenti su 5!
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...And sometimes is seen a strange spot in the sky
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Offline Giobbi

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Re: Il documentario che sto vedendo
« Risposta #601 il: 20 Feb 2024, 22:49 »
Visto La notte che ha cambiato il pop (Netflix), documentario sulla genesi e la realizzazione di

eccolo:
TFP Link :: https://www.youtube.com/watch?v=C0yQ2CJklSc

Online Ivan F.

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Re: Il documentario che sto vedendo
« Risposta #602 il: 26 Feb 2024, 14:40 »
Sigh, sono indietro di nove (9) documentari da recensire!  :cry:

Temo che per recuperare dovrò fare un post cumulativo  :hurt:
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Online Ivan F.

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Re: Il documentario che sto vedendo
« Risposta #603 il: 26 Feb 2024, 17:18 »
TIDCHVNUTCRIVR, ovvero...
Tutti i documentari che ho visto negli ultimi tempi, con recensioni in versione ridotta - Parte 1

To End All War: Oppenheimer and the Atomic Bomb (Now TV, 84 minuti), che sarebbe quasi da farci un film.
Riesce a cogliere solo in parte l'epica della storia, quindi non soddisfa al 100%. Ma alcune interviste, incluso Nolan, valgono il tempo speso. Nella seconda metà migliora.
Voto: due virgola cinque Guardate il film su cinque




Louis Armstrong: Black & Blues (Apple TV, 104 minuti), che non suona bene come il suo protagonista.
Troppa vita d'altri tempi. Le parti migliori è quando racconta come lui fosse il Candido di Sciascia di fronte al razzismo degli Stati Uniti dell’epoca. Meglio il personaggio che il documentario.
Voto: due virgola cinque Non troppo Wonderful World su cinque




We Are the World: La notte che ha cambiato il pop (Netflix, 97 minuti), che ancora stanno aspettando Prince.
Abbiamo ascoltato la canzone, ma nessuno ha immaginato che casino sia stato registrarla. Un racconto ben ritmato e tutto il dietro le quinte che "svela" splendidi momenti artistici. Spoiler: alla fine Prince non c'è andato.
Voto: quattro Stevie Wonder rompicoglioni su cinque




Break Point (Stagione 2) (Netflix, 6 episodi da 45-60 minuti), che suggerisce che il tennis NON è la F1.
Meglio della precedente stagione, con più personaggi interessanti, ma il racconto manca spesso di mordente. E finisce che il 90% dei tennisti ti sembrano delle piagnucolose pappemolli. Tranne Zverev, che ora gli voglio quasi bene.
Commento bonus: tutti i tennisti si presentano dicendo il loro ranking mondiale, ma quelli americani aggiungono il loro "ranking" negli USA. Detestabili yankee che si credono al centro del mondo, check!
Voto: tre a Tommy Paul che beve birra e mangia frittelle dovrebbero presentare Sinner su cinque




Primary (Prime Video, 54 minuti), che racconta le primarie democratiche che portarono JFK alla Casa Bianca.
Solo immagini di repertorio di John Kennedy e Hubert Humphrey che fanno campagna elettorale. Niente altro! "Uno dei documentari più importanti di sempre", dice la descrizione. Ma devi essere Alessandro Barbero dentro per non addormentarti.
Voto: uno virgola cinque Non gli andava di farci un documentario vero su cinque

« Ultima modifica: 09 Apr 2024, 23:21 da Ivan F. »
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Offline Tetsuo

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Re: Il documentario che sto vedendo
« Risposta #604 il: 20 Mar 2024, 10:50 »
Io ho visto Jodorowsky's Dune su Sky Arte, in cui ripercorrono il progetto di Jodorowsky di girare un film di Dune negli anni 70, dopo che si era conquistato una certa fama con film fuori di testa come El Topo o La montagna sacra.

È una visione imprescindibile su più livelli. Innanzitutto per scoprire il personaggio Jodorowsky, uno di quei geni visionari nel senso letterale e ambiguo del termine, perché per tutto il tempo non capisci se sia un genio o uno da TSO (spoiler: il dubbio rimane fino alla fine).

Poi perché il progetto è talmente fuori scala e irrealizzabile, ma al contempo così affascinante e affrontato con trasporto da tutte le persone coinvolte, da non poter suscitare una qualche forma di fascino e ammirazione. Anche perché, per quanto cialtronesco e sciamanico possa apparire, Jodo aveva radunato intorno a sé giovani talenti che avrebbero fatto la storia della fantascienza, da Giger a Moebius a O'Bannon, alcuni dei quali avrebbero poi creato un caposaldo della fantascienza come Alien, solo per fare un esempio delle influenze più o meno dirette avute dal Dune che non fu.

E quindi alla fine resti dubbioso, perché probabilmente sì, ci aveva visto giusto e avrebbe potuto scrivere la storia del cinema. O forse no. O forse l'ha scritta lo stesso, sebbene solo nella sua mente. Perché il Dune di Jodorowsky, questa in ultima analisi la tesi del documentario, è per certi versi esistito davvero e si è propagato nell'immaginario collettivo comunque, in una forma di multiverso del pensiero che non ha alcun senso, ma ci credi. Come a Jodorowsky.


documentario completo

https://youtu.be/TThaWcB5B5w?si=PQBcMYogfBL4cWnv

Offline Tetsuo

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Re: Il documentario che sto vedendo
« Risposta #605 il: 20 Mar 2024, 14:44 »

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Re: Il documentario che sto vedendo
« Risposta #606 il: 20 Mar 2024, 14:52 »
Una sera ho visto una ventina di minuti o più, se non erro.

Per ragioni tecnico-logistiche non ho ancora proseguito, ma fino a quel momento era un documentario eccezionale.
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Offline Tetsuo

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Re: Il documentario che sto vedendo
« Risposta #607 il: 20 Mar 2024, 14:57 »
dai dategli una chance

e portatevi di fianco i fazzolettini...

Offline TremeX

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Re: Il documentario che sto vedendo
« Risposta #608 il: 20 Mar 2024, 15:07 »
Sì è molto bello.

Offline Giobbi

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Re: Il documentario che sto vedendo
« Risposta #609 il: 20 Mar 2024, 16:32 »
è molto bello

PS avevo avuto la sventura di vederlo una prima volta in un cinema estivo a Parma, che aveva pensato bene di tagliar via tutta la parte centrale 2-3 estati fa eh, mica negli anni '70

Online Ivan F.

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Re: Il documentario che sto vedendo
« Risposta #610 il: 20 Mar 2024, 23:33 »
TIDCHVNUTCRIVR, ovvero...
Tutti i documentari che ho visto negli ultimi tempi, con recensioni in versione ridotta - Parte 2

Fangio: L'uomo che domava le macchine (Netflix, 92 minuti), che ha le telecronache fake in italiano doppiate da un argentino.
Sono evocativi i vecchi video di Fangio che racconta in prima persona (nota: che uomo elegante!). Sono interessanti gli intervistati illustri che dicono quanto lui sia Storia. Ma alla fine, sorvola il mito senza trasmettere il coraggio di quei piloti d’altri tempi. Perdibile.
Voto: due Nuvolari di Dalla è meglio su cinque




Shadow World (Prime Video, 90 minuti), che "Signora mia, questi politicanti corrotti!".
Vuole raccontare tutti gli intrallazzi dei #poteriforti in giro per il mondo, dalla CIA in giù. Riesce a incuriosirti, qui e lì, ma il tenore è più quello del video di ByoBlu che del NYT. Ho chiuso dopo venti minuti. Ciaone.
Voto: Un senzavoto su cinque




Sunderland ’Til I Die (Stagione 3) (Netflix, 3 episodi da 40 minuti), che riprende uno dei documentari calcistici migliori di sempre.
"Perché noi non festeggiamo mai?", si chiede una tifosa sugli spalti di Wembley in apertura di stagione. Ed è subito Sunderland! Un istante dopo sei di nuovo sulle tribune dello Stadium of Light, tra la classe operaia, e capisci che in questa sofferenza socio-sportivo-esistenziale c’è il segreto di questa storica serie. La S3 segue un’altra stagione calcistica di passione. Le prime due non sono eguagliabili, questa è anche più breve, ma alla fine c’è sempre commozione. Grazie, Sunderland!
Voto: quattro ’Til I Die in senso letterale, sigh! su cinque




Last Tepui: Vette inesplorate (Disney+, 55 minuti), che andarono per scalare e furono scalati.
Insomma, c'è questo vecchio biologo che dice "Oh, regà, ce stà 'sto montarozzo naa' foresta 'mazzonica che non c'è mai salito nessuno e sopra ce so' le specie rare". E gli scalatori: "Bella vecchio, 'nnamo!". E lui: "Oh, ma io c'ho quasi ottant'anni e me dovete portà su a braccia". (E qui ci starebbe l'armadillo che dice "Tu vai avanti co' la macchina, che io te raggiungo cor coso"). Come andrà a finire? Spoiler: il documentario è breve. Ma c'è quel fenomeno di Alex Honnold, è il risultato è una roba avventurosa e sorprendente.
Voto: tre virgola cinque vecchi che gnaafanno su cinque




Il Mondiale di Messi: L'apice di una leggenda (Apple TV+, 4 episodi da 45 minuti), che forse ma forse vince anche il Mondiale dei documentari sportivi.
Tutto il Mondiale di Qatar 2022 dal buco della serratura dell'Argentina. Immagini eccezionali, dietro le quinte senza precedenti, qualità Apple. Se avete presente gli All or Nothing, questo è meglio. E li ho visti tutti. Quella roba su Messi che sbarca in America (sempre Apple TV) l'avevo mollata dopo venti minuti. Questo ha gli attributi. Diversamente dal suo protagonista.
Voto: quattro GOAT con carisma 0 su cinque




Roma di piombo: Diario di una lotta (Now TV, 5 episodi da 45 minuti), che è il Band of Brothers denoantri!
La storia della Sezione Speciale Anticrimine di Roma, una banda di fratelli che per oltre un decennio combatté in prima linea contro le Brigate Rosse. Quarant'anni dopo, sono quegli stessi poliziotti a raccontarlo alle telecamere. Ed è un'epopea che, come narrazione, quasi mangia in testa a Romanzo Criminale. Una vera guerra sottotraccia, combattuta a colpi di spionaggio e sparatorie, con un ritmo e un dettaglio incredibili. Probabilmente, miglior docuserie dell'anno! 
Voto: quattro virgola cinque Baffo FTW su cinque

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Re: Il documentario che sto vedendo
« Risposta #611 il: 09 Apr 2024, 23:19 »
TIDCHVNUTCRIVR, ovvero...
Tutti i documentari che ho visto negli ultimi tempi, con recensioni in versione ridotta - Parte 3

Belushi (Now TV, 104 minuti)
Tre minuti in cui imita Joe Cocker e capirete John Belushi. Non sottovalutatelo, non è stato un giullare. Qui si racconta con buon ritmo il suo talento e la sua autodistruzione. Una storia dolceamara.
Voto: Tre virgola cinque maledetta velocità su cinque




Drive to Survive (S6) (Netflix, 10 episodi da 45 minuti circa)
Ma cosa vi devo dire ancora? Serie sportiva di riferimento. Più si insultano, più ti sganasci. E che ritmo! Motori, dolori e gentaglia orribile. Guenther, ci mancherai!
Voto: Tre virgola cinque Binotti che vinificano su cinque




Juantorena: Cuba e la rivoluzione (Now TV, 81 minuti)
"Alberto Juantorena, sullo sfondo degli eventi politici di Cuba, racconta alti e bassi della sua carriera sportiva". Alberto era Bolt, Fidel era bold, il doc è solo bolso. Mollato dopo 200m.
Voto: Due Montreal 1976 su cinque




Giannis: Il viaggio meraviglioso (Prime Video, 108 minuti)
Alla fine del documentario, io ci volevo bene a Giannis Antetokounmpo. Questa è una storia di vita e di sport eccezionale. Ed eccezionale è il regista che è riuscito a catturarne l'essenza.
Voto: Quattro frigoriferi sullo skateboard su cinque




Ennio (RaiPlay, 156 minuti)
Tra i migliori documentari di sempre? Sì, grazie.
Voto: Cinque enni su cinque




La Mala: banditi a Milano (Now TV, 5 episodi da 50 minuti)
Vallanzasca, Turatello ed Epaminonda. Achille Serra che racconta. Vent'anni di rapine e morti ammazzati che Chicago scansati. Non ci sono solo storie pazzesche. Ti immerge anche in un mondo e nei suoi valori. Superbo.
Voto: Quattro virgola cinque Non volete essere nello stesso carcere di Pasquale Barra su cinque

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