Autore Topic: Il documentario che sto vedendo  (Letto 37813 volte)

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Online Ivan F.

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Re: Il documentario che sto vedendo
« Risposta #390 il: 19 Apr 2022, 23:44 »
Ho visto Lead Me Home (Netflix), documentario da 40 minuti scarsi (sulla crisi dei senzatetto sulla West Coast) che si crede la pubblicità di un profumo.

15 minuti buoni sono di scene in timelapse o inquadrature alla New York Police Department senza ragione di essere.

20 minuti sono di gente che racconta la sua storia alla telecamera o di scene in esterni.

Gli ultimi 5 rimasti non ricordo. Saranno quelli che sgocciolano ancora dal pisello del regista.

Insomma, è un documentario che si piace tanto, ma non è per piacersi che si fanno i documentari, quindi restituisce un'impressione di non-sincerità. Peccato, perché le persone e le storie che raccoglie sono potenti.

Candidato all'Oscar come miglior documentario, a testimonianza che secondo me i documentari nemmeno li guardano. O magari se sono piacioni è meglio, non lo so.

TFP Link :: https://www.netflix.com/title/81240756

Offline Giobbi

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Re: Il documentario che sto vedendo
« Risposta #391 il: 20 Apr 2022, 07:41 »
Su Netflix questo, in due puntate:

TFP Link :: https://www.youtube.com/watch?v=JV8khm4s9j4

Interessante per svariati motivi sociologici - come una nazione viene di fatto manipolata

Online Ivan F.

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Re: Il documentario che sto vedendo
« Risposta #392 il: 21 Apr 2022, 21:31 »
Ho visto i primi 22 minuti di White Hot: L'ascesa e la caduta di Abercrombie & Fitch (Netflix), un documentario su una nota catena di abbigliamento di cui ora non ricordo il nome.

In sostanza, ci sono questi commessi sexy a torso nudo (come me), che vendono magliette che potresti comprare a 5€ al mercato (come faccio io), ma a dieci volte il prezzo (no, qui non mi fregano!).

È un punto di passaggio della cultura pop? Boh, sarà, ma anche chi se ne frega.

E quindi, 22 minuti potevano bastare. Ciao.

TFP Link :: https://www.netflix.com/title/81323741

Offline fiordocanadese

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Re: Il documentario che sto vedendo
« Risposta #393 il: 05 Mag 2022, 23:57 »
The Cave (2019, Feras Fayyad)

Documentario della vita in un ospedale sotterraneo durante l'assedio di Ghouta, periferia di Damasco in Siria

Un lungo tunnel sotterraneo per proteggersi dalle bombe in superfice, che comunque il rombo dei motori si riesce ugualmente a sentire da come passano rasenti per essere piú precisi possibili.
Una Cave, appunto.

La protagonista é la dottoressa Amani, pediatra e reclutatrice di persone per il lavoro all'ospedale.
Lei sceglie principalmente donne perché sono spesso vedove e quindi bisognose di soldi per mantenere i figli.
Cerca di dare una speranza a queste persone offrendogli un scopo e un reddito guadagnato.
Quello che dovrebbe avere ogni uomo, insomma, anche in una situazione del genere.

Il film mostra la fine di un assedio durato 5 anni, una città completamente scheletrica, é inutile agguzzare la vista nelle riprese dall'alto per vedere una, almeno una, casa intatta.
Non c'é, é tutta polvere, macerie, fuochi sparsi.

Il film si scandisce con i bombardamenti, perché ogni volta c'é una marea di lavoro nuovo, nuove vite da salvare, nuove corse contro il tempo, operazioni la cui unica anestesia é il video di un concerto di musica classica prodotto da un iphone.
E soprattutto ci sono i bambini, centinaia di bambini, la maggior parte nati visivamente dopo il 2011 (quindi dopo l'inizio della guerra in Siria) e ci sono per tutti i gusti: malnutriti, sconvolti psicologicamente, orfani, sanguinanti, ecc..

Hitchcock intervistato da Truffaut diceva che nei film il regista é dio e invece nei documentari Dio é il regista.
Ecco, immagino che cambierebbe idea a vedere a The Cave e affermarebbe che regista della madonna é la follia umana.

Concludo col dire che nell'ultima mezz'ora mostra il perché, dopo 5 anni, l'assedio é vinto dal regime con uno dei mezzi piú terribili di sempre.
Sono arrivato ad esclamare "No, adesso non mi faranno mica vedere.." e, si, te lo mostrano subito dopo.
Non diró cos'é ma naturalmente é giusto averlo mostrato.
Che non si puó tralasciare nulla, bisogna che qualcuno filmi questo, che si registi per la Storia.

Ps. La guerra in Siria é una mazzata che tutt'oggi dura dopo 11 anni e interessa l'Europa, gli Stati Uniti, la Russia, la Turchia, l'Isis, i curdi, il regime, Libano, Iraq, l'integralisti religiosi, la primavera Araba e qualcosa mi dimentico.
La Turchia riceve dall'europa soldi per tenere nei loro confini i profughi.
Naturalmente per il regime gli alleati sono Russia, Cina, Corea Del Nord e invece gli antigovernativi sono alleati con Stati Uniti e Europa.
Già visto, già sentito, insomma.

Quindi che si fa?
Ucraina nuova Siria?
Naturalmente no, i paragoni ci sono ma é da idioti paragonare le 2 cose (come paragonare l'Ucraina a Cuba, coff coff..) ma sarà bello vedere se la Guerra in Ucraina finirà alla svelta (in qualsiasi modo) per la questione gas che ci colpisce direttamente mentre qui sono 11 anni che si ammazzano senza troppi nostri tremori grazie alla Turchia e hai suoi campi di "contenimento".
Vedremo.
« Ultima modifica: 06 Mag 2022, 00:22 da fiordocanadese »

Online Ivan F.

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Re: Il documentario che sto vedendo
« Risposta #394 il: 06 Mag 2022, 14:48 »
Nel frattempo, confermate le stagioni 5-6 di Drive to Survive.

Online Ivan F.

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Re: Il documentario che sto vedendo
« Risposta #395 il: 06 Mag 2022, 17:28 »
Ho quasi finito di vedere Un solo nome: Feyenoord (Disney Plus), una docuserie calcistica su una squadra olandese di Rotterdam con la maglia bianco-rossa. Avete presente, no? Quella! Ora non mi viene il nome, però.

Sono nove episodi da circa un'ora ciascuno, che seguono la stagione 2020/2021 come un All or Nothing qualsiasi, quindi concentrandosi sul presente, fuori e dentro dal campo, minuto per minuto.

TFP Link :: https://www.disneyplus.com/series/that-one-word-feyenoord/3sbRINsom19C

Ora, per quali TRE motivi non è degno di altre serie simili?

1. A chi importa del Feyenoord?
Fuori Rotterdam, per dire, a qualcuno interessa? O comunque vi interessa il campionato olandese?
Per capirci, di tutta la serie io conoscevo tre persone:
a) Dick Advocaat, l'allenatore, che dimostra dal primo all'ultimo minuto di essere un dinosauro calcistico con la sensibilità umana di un calcio a un dinosauro.
b) Lucas Pratto, ex-Genoa, che lo comprano a metà stagione e al terzo minuto si accorgono di aver preso la fregatura.
c) Robin Van Persie, ex-Feyenoord, che ogni tanto va a vedere le partite. Lui è un grande, ma resta una comparsa.

2. D'accordo, ma magari c'è dietro una degna storia di sport!
Non so come dire, ma... non c'è. In campionato combattono per stare dietro all'Ajax, in Europa League fanno mediamente schifo, non ci sono storie di trionfi o di salvezze, non ci sono affascinanti parabole umane o agonistiche di giocatori. Gniente. Pare la Juve in Champions.

3. D'accordo, ma ora sono in finale di Europa League e ci arrivi preparato, no?
Ma stai dicendo sul serio?! Ma vai a guardarti le serie sul Sunderland o sul Leeds, per cortesia!

Insomma, alla fine scorre via, perché tutto quello che ha un pallone che rotola scorre via (Ah ah!), ma arrivato alla settima puntata mi sono chiesto un pochitto "Perchè?". E non mi sono risposto.