Autore Topic: [SNES] Perfect Eleven  (Letto 6482 volte)

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Offline fulgenzio

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[SNES] Perfect Eleven
« il: 23 Mag 2003, 21:09 »
Chi ama il calcio ama Konami. Negli ultimi otto anni ,con la saga Winning Eleven ,la softco giapponese ha dato un impulso enorme al successo di Playstation in Europa e Giappone e creato dal nulla una saga capace di impensierire i numeri e gli incassi di Fifa, inelegante e massiva produzione made in Electronic Arts , alcaponiamente definibile “tutta chiacchiere e distintivo”. La storia del calcio per Konami inizia però su Super Famicom: nell’ inverno (freddo freddo) del 1992 viene commercializzato un gioco che permetterà al piccolo mostro Nintendo di colmare l’unica lacuna nel suo sconfinato portafoglio titoli. Perfect Eleven arriva come il meteorite di Deep Impact, come il ciclone di Twister, come gli alieni di Indipendence Day: inaspettato, travolgente e cattivissimo. Fino ad allora lo scenario calcistico era popolato da giochi discreti ma carenti in almeno due comparti su tre: da un lato i classici Amiga come Kick-Off e Sensible Soccer che non possedevano lo stesso appeal della versione su computer, dall’altra titoli come Super Formation Soccer e Soccer Shoout-out che ricevevano il cartellino giallo (non gaillo!!) dagli utenti a causa della eccessiva semplificazione dell’azione. Perfect Eleven era invece perfetto: il giusto mix tra azione e simulazione, una grafica sontuosa ed un sonoro leggendario: il Goooooal urlato da Kabira che promanava dal televisore o, per i più fortunati, dalle casse dello stereo a cui era collegata la console , scuoteva pareti e animi. Impressionante la molteplicità di parametri che potevano variare il corso della partita: diverse condizioni climatiche, giocatori che si stancano e la cui performance peggiora con il passare del tempo, miriadi di tattiche e schemi diversi da applicare, insomma il paradiso del calciatore. Eppoi c’erano le chicche ,quelle che rendono un gioco memorabile: se la squadra in svantaggio segnava un goal nel finale di partita ,i giocatori invece di esultare vanno subito a recuperare il pallone e corrono a metà campo per ricominciare l’incontro. Mascella in fase di distacco. Alcuni giocatori come Valderrama, Batistuta , Baggio , nonostante le limitate capacità grafiche del Famicom risultavano perfettamente riconoscibili rispetto alla loro controparte reale. Mascella in corsa verso il pavimento. Sugli spalti facevano la loro comparsa le bandiere delle squadre in campo ed il pubblico fischiava in fase in caso di stagnazione del gioco; i cori credibili ed appassionanti facevano il resto. La mascella giace inerte al suolo. Dopo poco  si sta ravanando nel portafogli alla ricerca delle duecento e passa carte da mille che servono per acquistare il prodotto d’importazione. Ogni viaggio inizia con un passo e da allora Konami di strada ne ha fatta tanta, creando nuovi brand e ponendo con la serie parallela a quella iniziata con Perfect Eleven i presupposti per avere tra qualche anno una versione del calcio simulato identico a quello reale. Onusta di premi e riconoscimenti le softco giapponese comincia oggi a cadere nell’errore di commercializzare prodotti ad un ritmo fin troppo serrato ma sarebbe ingiusto ed eccessivamente penalizzante darle addosso : così vanno mercato e mondo ed in fondo , se tre generazioni di calciofili hanno potuto divertirsi a casa nel praticare il loro sport preferito lo devono solo ed esclusivamente alla casa di Osaka.
ANCHE UN TANUKI PUO’ SORPRENDERE UNA TIGRE CHE DORME.