Autore Topic: [XBOX] Conker: Live & Reloaded  (Letto 3211 volte)

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Offline pedro

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[XBOX] Conker: Live & Reloaded
« il: 09 Ago 2005, 15:32 »
Se mi chiedessero di descrivere Conker: Live & Reloaded con un solo aggettivo, io direi frustrante. Conker è anche ilarità, violenza gratuita, volgarità, parodia, ma queste caratteristiche sono accompagnate da meccaniche trial & error fin troppo severe.
Dopo aver riso per l’accidentale caduta dalla propria tavola di un concorrente nella gara di surf sulla lava, inizia la sfida con gli altri tre rimanenti partecipanti. Ecco che dopo la prima curva c’è un salto improvviso, ma voi vi schiantate ed esplodete. Rifate. Superato il salto, dopo un’altra curva, vi compare un pilastro al centro della pista: vi schiantate, esplodete. Rifate. Evitato il pilastro, ecco che attraversa il circuito un enorme dinosauro: vi schiantate contro la sua zampa ed esplodete... Ripetete per l’ennesima volta e così via… Irritante.

Conker è anche varietà. Dopo una decina di ore, le meccaniche di gioco da platform-adventure diventano simili a quelle di uno sparatutto alla Ratchet & Clank. Attenuato lo stupore per il cambio di direzione e per le nuove ambientazioni, vi ritrovate con un fucile in mano e dovete percorrere un sentiero stretto in salita: tra uno zombie e l’altro da crivellare, all’improvviso spunteranno dei nemici da sottoterra che prenderanno Conker e lo scaglieranno giù dal burrone, costringendovi a rifare daccapo ogni volta. Così, come in molte altre occasioni, si è costretti a memorizzare i punti critici dello scenario, al costo di sacrificare molte vite e tempo. Ne risente ovviamente il ritmo di gioco che risulta spezzato a causa delle numerose volte in cui si muore e si deve ripetere. Ancora una volta, irritante.

Conker è anche ilarità. Tanta ilarità. Lo Scoiattolo Rosso protagonista è molto simpatico e come gli altri personaggi, tutti ottimamente caratterizzati, è spesso protagonista di divertenti gag, anche volgari. Di frequente si presentano delle situazioni così paradossali, da credere che dietro le quinte di Conker ci siano gli autori di Monkey Island. Come quando avete bisogno di una grossa quantità di sterco e dovete escogitare uno stratagemma per far bere ad una mucca il succo di prugne fatto in casa… da sbellicarsi dalle risate la reazione dell’animale dopo averne bevuto una vasca intera.
Oppure come quando Conker è trasformato in pipistrello e deve immobilizzare dei piccoli nemici sottostanti, bombardandoli con i propri rifiuti intestinali. Peccato che scendere per raccoglierli si rivela un’operazione macchinosa a causa del sistema di controllo, con il risultato che spesso verrete uccisi dagli altri mini-nemici che vi colpiranno dalla distanza. E anche qui, tutto daccapo.
Il sistema di controllo è caratterizzato da un’inerzia tale da rendere difficoltose azioni semplici come evitare i nemici a nuoto oppure muoversi e sparare contemporaneamente con il carro armato. Crea ulteriori difficoltà, soprattutto nei salti e negli scontri ravvicinati, il sistema di inquadrature che non permette una regolazione manuale e che spesso si sofferma su inutili primi piani.
I boss mostrano delle trovate divertenti, e di solito comiche, come il Re Cacca che durante lo scontro canterà da tenore l’inno sacro allo sterco.
Lo scorrere del gioco è facilitato anche dalla presenza dei pulsanti B: che cosa sono? Sono delle piattaforme a forma di lettera B sulla quali bisogna salire e premere il pulsante B: così Conker estrarrà dalle sue tasche l’oggetto utile per quella circostanza (balestra, pillole, carta igienica, lanciafiamme) oppure compierà l’azione giusta (bussare alla porta, salire in groppa, ubriacarsi).
L’aspetto tecnico è più che buono grazie ad un eccellente doppiaggio (solo in Inglese, sottotitolato in Italiano) ed ad una grafica molto colorata, che però mostra problemi a livello di compenetrazione dei poligoni.

Se mi chiedessero a chi consigliare Conker: Live & Reloaded, direi agli amanti dei platform e a chi vuole farsi quattro risate con un videogioco. Purché chi deve giocare abbia nervi d’acciaio.


Voto: sette su dieci.




Il primo incontro con il Mietitore. Per fortuna quando si muore si ricomincia approssimativamente da dove si è persa la vita e non dall’inizio della quest.



Un esempio dei pulsanti B di cui si  parlava nella recensione
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Le citazioni in chiave parodistica dei film più famosi si sprecano…




NB: questa recensione è opera di mio fratello Andrea. Rivolgete a lui eventuali feedback.
«Allora dev'essere molto pericoloso essere un uomo.» «Lo è, signora. E solamente pochi ce la fanno. È un mestiere difficile, e al fondo c'è la tomba.»