Autore Topic: P2P, File Sharing e dintorni (ex "fate ciao...")  (Letto 112282 volte)

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Offline fulgenzio

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P2P, File Sharing e dintorni (ex "fate ciao...")
« Risposta #45 il: 12 Mar 2004, 16:10 »
Citazione da: "cyberjack"
Citazione da: "fulgenzio"
AGGIORNAMENTO


1.500 euro: questa la somma che dovranno pagare coloro che siano colti a scaricare film da Internet ad uso personale.
*CUT*
In quanto decreto legge le misure sono immediatamente efficaci: entro il termine di 60 giorni il Parlamento potrà trasformare il decreto in legge dello Stato.


Che ci provino  :twisted:  è la volta buona che mi diverto  :twisted:



curioso che si parta dai film e non dalla musica. evidentemente la mazzetta dei distributori è stata più pesante di quella dei discografici.

Offline Giobbi

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« Risposta #46 il: 12 Mar 2004, 16:16 »
Citazione da: "mimir"


No, le localizzazioni per l'italia spesso fanno schifo perché la pirateria in italia è davvero troppo diffusa e spesso non vale la pena impegnare risorse per un mercato troppo stretto (e ladro).


Mah, in realtà costo localizzazione é davvero basso rispetto introiti, non ne sarei sicurissimo... + dovura ad una certa inesperienza e non professionalità del settore direi..

Offline fulgenzio

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« Risposta #47 il: 12 Mar 2004, 17:33 »
cito da un altro forum un parere che rispecchia esattamente il mio pensiero


....Ciò naturalmente non significa che chiunque abbia il diritto di "scaricare gratis" e che il copyright non vada tutelato. Però vorrei capire cosa significa gratis. L'utente la paga o no la banda larga? L'utente la compra o no la scheda TVout? L'utente lo compra o no l'impianto home theater e il lettore DVD/MPEG4? L'utente li paga o no i supporti vergine con annessa tassa SIAE? E su tutto questo, l'utente le paga o no le tasse?

In buona sostanza, scaricare materiale protetto non è un obbligo e non è nemmeno un diritto. Il fatto è che l'utente comunque paga. E se i prezzi dei prodotti sono sproporzionatamente alti rispetto al contenuto, l'utente sceglie di servirsi dei canali dove paga meno. Se poi, per evitare che le Major debbano rivedere i prezzi, si restringono progressivamente le libertà dell'utente ad hoc per eliminare artificialmente la concorrenza, beh, signori, allora smettetela di dirci che siamo in democrazia.

Offline Floyd

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« Risposta #48 il: 12 Mar 2004, 20:23 »
Citazione da: "pedro"
Citazione da: "Floyd"
Citazione
ma un po' di tempo fà in Italia hanno arrestato diversi Power Sharers, gente che con Kazaa aveva in condivisione oltre 1000 file Mp

Non mi risulta. Fonte ?

Non c'è una legge, per ora è una "consuetudine"; almeno così avevo letto in un articolo sull'inserto economico del "Corriere della sera" in cui era riportato l'intervento di un capitano della GdF.


Secondo me ricordi male, o il corriere della sera ha riportato delle dichiarazione errate, oppure questi power shareres facevano altre attività illegali come venderli come cd.

Offline FDG

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« Risposta #49 il: 12 Mar 2004, 20:41 »
Oltretutto, a dire il vero, c'è tantissima gente con 1000 mp3...10000 forse è una cifra da power sharer, ma neanche troppo.

Offline pedro

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« Risposta #50 il: 12 Mar 2004, 21:09 »
Citazione da: "Floyd"
Citazione da: "pedro"
Citazione da: "Floyd"
Citazione
ma un po' di tempo fà in Italia hanno arrestato diversi Power Sharers, gente che con Kazaa aveva in condivisione oltre 1000 file Mp

Non mi risulta. Fonte ?

Non c'è una legge, per ora è una "consuetudine"; almeno così avevo letto in un articolo sull'inserto economico del "Corriere della sera" in cui era riportato l'intervento di un capitano della GdF.


Secondo me ricordi male, o il corriere della sera ha riportato delle dichiarazione errate, oppure questi power shareres facevano altre attività illegali come venderli come cd.

Escludo la prima di sicuro, tenderei ad escludere la seconda. La terza è sicuramente possibile. O magari ha ragione FDG.
«Allora dev'essere molto pericoloso essere un uomo.» «Lo è, signora. E solamente pochi ce la fanno. È un mestiere difficile, e al fondo c'è la tomba.»

Offline marco_zell

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« Risposta #51 il: 12 Mar 2004, 21:40 »
Quanto mp3 possono starci in 19 cd?

Ecco, quello è il database di un mio amico...
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Offline pedro

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« Risposta #52 il: 13 Mar 2004, 12:39 »
Citazione da: "Shin_Zell"
Quanto mp3 possono starci in 19 cd?
Ecco, quello è il database di un mio amico...

A una media di 4Mb a file, direi intorno ai 3300 Mp3.  :roll:
«Allora dev'essere molto pericoloso essere un uomo.» «Lo è, signora. E solamente pochi ce la fanno. È un mestiere difficile, e al fondo c'è la tomba.»

Offline Floyd

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« Risposta #53 il: 13 Mar 2004, 15:47 »
http://punto-informatico.it/forum/pol.asp?mid=563926

povero urbani, manco il tempo di dire una parola  :lol:

Offline chomog

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« Risposta #54 il: 13 Mar 2004, 16:18 »
Segnalo alcuni link utili:

- articolo dell'unità
http://www.unita.it/index.asp?SEZIONE_COD=HP&TOPIC_TIPO=&TOPIC_ID=33695

- Firme contro il decreto
http://no-urbani.plugs.it/

- Peer 2 Peer e chiarimenti
http://www.newglobal.it/p2p/


Offline cyberjack

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« Risposta #55 il: 13 Mar 2004, 16:24 »
OGGESU' MUOIO!!!!

"se il Ministro dovesse ostinarsi rischierebbe di mandare l'Italia sotto processo davanti alla Corte di Giustizia europea."


 :lol:  :lol:  :lol:  :lol:  :lol:  :lol:  :lol:  :lol:
oderatore e recensore di v-zone.it
Le recensioni più recenti di cyberjack: CRIMSON SEA [URL=http://www.v-zone.it/forum/index.php?showtopic=2460&st=0&#entry33330

Offline chomog

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« Risposta #56 il: 13 Mar 2004, 16:31 »
Ma io non ho capito, Ubarni voleva andare a Sanremo?  :?
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Offline marco_zell

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« Risposta #57 il: 13 Mar 2004, 22:33 »
Comincio a non capirci più nulla...
 :roll:
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Offline Floyd

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« Risposta #58 il: 14 Mar 2004, 14:34 »
Citazione da: "Shin_Zell"
Comincio a non capirci più nulla...
 :roll:


la situazione sarà più chiara nelle prossime settimane, dove vedremo le reazioni a questo decreto

Per ora, la situazione è messa molto male, ho letto il testo ( e domani lo pubblicano sulla gazzetta ufficiale) e parla di provider, controlli e di autorità giudiziaria. Insomma, qui si rischia grosso

http://punto-informatico.it/forum/poc.asp?fid=47374&tfid=2

Qui leggete l'incredibile putiferio che si è scatenato, ma per ora è abbastanza inutile tirare conclusioni, bisogna aspettare

Offline omotigre

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« Risposta #59 il: 14 Mar 2004, 15:16 »
Copio e incollo da un NG.

"Ho letto con attenzione il testo definitivo del decreto legge di cui tanto
si discute in questi giorni.Premetto che di legge qualcosina ne mastico,
essendo laureato in giurisprudenza. Dunque, questo è il link della legge 633
del 1941, quella che tutela il diritto d'autore:
http://www.interlex.it/testi/l41_633.htm Facendo un controllo incrociato tra
le disposizioni precedenti e quelle che inceve vanno ad aggiornare il testo
originario, ho potuto dedurre alcune cose.
La pima considerazione riguarda la tipologia di sanzione applicabile. La
reclusione è applicabile solo nel caso in cui vi sia un fine di lucro.
Questo lo si deduce dall'aggiunta della lettera a-bis) all'art. 171-ter
della legge del 1941. Praticamente "chi in violazione dell'articolo 16,
diffonde al pubblico per via telematica, anche mediante programmi di
condivisione di file tra utenti, un'opera cinematografica o assimilata
protetta dal diritto d'autore, o parte di essa, mediante reti e connessioni
di qualsiasi genere" viene punito con la reclusione da sei mesi a tre anni.
In buona sostanza con l'aggiunta di questo comma, si è inteso reprimere il
fenomeno del p2p dal punto di vista della piratieria nel senso più stretto
della parola: chi condivide (attenzione: si parla infatti solo di "chi
diffonde" e non di chi fruisce di tali opere) per fini di lucro, da adesso
in poi può rischiare grosso.
Se invece andiamo a guardare a cosa può succedere all'utente domestico che
scarica opere protette dal copyright, ci aiuta in tal caso l'art. 174-ter:
anche esso infatti subisce un'aggiunta da parte del decreto Urbani. Adesso
la nuova formula di questo articolo prevede che  "Chiunque, in violazione
dell'articolo 16, diffonde al pubblico per via telematica, anche mediante
programmi di condivisione di file tra utenti, un'opera cinematografica o
assimilata protetta dal diritto d'autore, o parte di essa, mediante reti e
connessioni di qualsiasi genere, ovvero, con le medesime tecniche, fruisce
di un'opera cinematografica o parte di essa, è punito, purché il fatto non
concorra con i reati di cui al comma 1, con la sanzione amministrativa
pecuniaria di euro 1500, nonché con la confisca degli strumenti e del
materiale e con la pubblicazione del provvedimento su un giornale quotidiano
a diffusione nazionale e su di un periodico specializzato nel settore dello
spettacolo"
Innanzitutto spicca in maniera ben chiara l'esclusivo riferimento alle opere
cinematografiche o assimilate, per cui, almeno attenendosi al rigore
letterale della legge, le pesanti sanzioni di tale decreto non dovrebbero
applicarsi a chi scarica dal p2p altre tipologie di files. E poi resta
comunque salva l'applicazione della pena della reclusione nel caso in cui
questa attività di condivisione configuri il fine di lucro.
Per quanto riguarda invece la fantomatica attività di monitoraggio da parte
degli ISP, io direi che si sta facendo un po troppo allarmismo gratuito.
Iniziamo per punti. I commi che interessano più da vicino i provider sono il
4, 5 e 6. Il comma numero 4 nulla di nuovo e preoccupante secondo me
aggiunge a quello che già era previsto dalla precedente disciplina. Lo
riporto integralmente. "A seguito di provvedimento dell'Autorità
giudiziaria, i fornitori di connettività e di servizi comunicano alle
Autorità di polizia le informazioni in proprio possesso utili all'
individuazione dei gestori dei siti e degli autori delle condotte segnalate"
Cosa significa? significa innanzitutto che i provider sono tenuti (come è
anche logico ) a comunicare alla autorità giudiziaria tutti i dati in loro
possesso per giungere ad individuare i responsabili delle condotte
sanzionabili nel caso in cui ci sia una indagine in corso. Ma sopratutto
significa che tale indagine in tal caso deve necessariamente essere partita
dalle forze dell'ordine o dalla stessa autorità giudiziaria. Cosa che era
perfettamente nei pieni poteri della magistratura e fattibile anche prima
dell'entrata in vigore di tale decreto. Non si fa alcun accenno invece ad
una attività di controllo degli ISP.
Analizziamo il comma 5. Si dice testualmente. "Su richiesta del Dipartimento
della pubblica sicurezza del Ministero dell'interno ovvero dell'autorità
giudiziaria, per le violazioni di cui ai commi 3 e 4 dell'articolo 174-ter
della legge 22 aprile 1941, n. 633, e successive modificazioni, fatto salvo
quanto previsto agli articoli 14, 15 e 16 e 17 del decreto legislativo 9
aprile 2003, n. 70, i fornitori di connettività e di servizi pongono in
essere tutte le misure dirette ad impedire l'accesso ai siti o a rimuovere i
contenuti segnalati"
In pratica, tradotto in italiano, nel momento in cui l'autorità giudiziaria
accerta le violazioni previste dal decreto Urbani, ne da comunicazione ai
provider. Su questi ultimi ovviamente ricade a questo punto l'obbligo sia di
rimuovere fisicamente il materiale incriminato e sia di oscurare i siti che
ospitano materiale coperto da copyright o che eventualmente promuovano od
incentivino le attività di file sharing. Se notate bene, nel comma appena
esposto si fa riferimento anche ai commi 14,15,16 e 17 di un altro decreto
legislativo (il numero 70 del 2003 che trovate
qui:http://www.interlex.it/testi/dlg0370. ) . Di cosa si parla in
quest'altra legge? praticamente si affrontano vari aspetti legati all'
e-commerce e i commi menzionati prevedono una serie di limitazioni di
responsabilità dei provider per quanto riguarda le informazioni trasmesse,
memorizzate e infine i servizi di hosting. Si noti questo passaggio del
comma 17: "Fatte salve le disposizioni di cui agli articoli 14, 15 e 16, il
prestatore è comunque tenuto:
a) ad informare senza indugio l'autorità giudiziaria o quella amministrativa
avente funzioni di vigilanza, qualora sia a conoscenza di presunte attività
o informazioni illecite riguardanti un suo destinatario del servizio della
società dell'informazione;
b) a fornire senza indugio, a richiesta delle autorità competenti, le
informazioni in suo possesso che consentano l'identificazione del
destinatario dei suoi servizi con cui ha accordi di memorizzazione dei dati,
al fine di individuare e prevenire attività illecite. "
Ovvero nulla di nuovo sotto al sole. Che significa? significa che già un
anno fa (aprile 2003) questo decreto legislativo permetteva, anzi obbligava
i provider che avessero avuto conoscenza di attività illecite compiute da
parte dei propri clienti ad informare senza indugio l'autorità giudiziaria.
Infine l'ultimo comma, il numero 6: "I fornitori di connettività e di
servizi che abbiano avuto effettiva conoscenza della presenza di contenuti
idonei a realizzare le fattispecie di cui all'articolo 171-ter, comma 2,
lettera a-bis), e all'articolo 174-ter, commi 3 e 4, della legge 22 aprile
1941, n. 633, e successive modificazioni, provvedono ad informarne il
Dipartimento della pubblica sicurezza del Ministero dell'interno ovvero l'
autorità giudiziaria, fatto salvo quanto previsto dagli articoli 14, 15, 16
e 17 del decreto legislativo 9 aprile 2003, n. 70"
Traduzione: non è cambiato nulla rispetto ad un anno fa. Se leggete
attentamente ( ma nemmeno troppo attentamente) non si parla in alcun punto
di una qualunque attività di monitoraggio con filtri o ammeniccoli vari.
Assolutamente! Si ribadisce soltanto che nel momento in cui i provider
giungano a conoscenza di un atteggiamento sanzionabile dal decreto Urbani,
devono darne immediata comunicazione all'autorità giudiziaria. Quindi ciò è
cosa ben diversa dal dire che adesso l'attività di indagine e di ispezione è
riservata ai singoli provider. Tra le altre cose non si accenna minimamente
alle modalità pratiche e concrete con le quali i provider potrebbero
giungere a conoscenza di una attività illecità.
Tenete ben presente che quando il legislatore intende essere preciso e
meticoloso, lo è in maniera impeccabile. Quello che sto dicendo è che se si
fosse voluto approntare un sistema informatico di riconoscimento di queste
attivita di condivisione dei files, state pur tranquilli che il decreto si
sarebbe concluso con una formula in cui si rinviava a dei regolamenti di
attuazione da emanarsi entro tot. giorni che avrebbero dovuto stabilire le
modalità concrete con cui effettuare tali controlli, cosa che invece non è
avvenuta. Ergo, il legislatore volutamente si è mantenuto più sul vago,
parlando in maniera generica di "effettiva conoscenza", che vul dire tutto e
niente.
Questo spiegherebbe anche una probabile infondatezza di quelle tesi che
vorrebbero collegare un eventuale controllo degli ISP alla quantità di dati
scaricati dall'utente. Non credo proprio che sia ammissibile una cosa del
genere: sarebbe come se il concessionario ti vendesse un'automobile per poi
controllare quanti kilometri hai fatto e denunciarti perchè guidi troppo.
Inoltre si fa sempre riferimento ai commi 14,15,16 e 17 dell'altra legge, in
senso favorevole agli ISP, che hanno sempre la possibilità di andare esenti
da responsabilità talora vi siano tutta una serie di circostanze.
Un solo punto mi da da pensare, ed è il comma 7 in cui si prevede che: "La
violazione degli obblighi di cui ai commi 4, 5 e 6 è punita con una sanzione
amministrativa pecuniaria da 50.000 a 250.000 euro" Ora delle due l'una. O i
provider si comporteranno come prima  e chiuderanno un occhio su questo
decreto e quindi nessuno verrà multato e loro non si beccano la multa,
oppure ci andranno giù pesantemente e iniziaranno a fioccare le prime
denuncie, anche se conservo sempre i miei dubbi su come saranno effettuate
tali indagini e su come gli ISP possano avere una "effettiva conoscenza".
In quest'ultimo caso però la vedo davvero brutta per il futuro delle adsl
italiane. Non sono un analista di mercato, ma non ci vuole di certo la sfera
di vetro per capire che nel momento stesso in cui si saprà di un qualsiasi
provider (che sia Tin, Tiscali, Alice, Libero e chi più ne ha più ne metta)
che ha denunciato un suo cliente all'autorità giudiziaria, praticamente si
sarà scavato la fossa da solo. Forse dovremo rispolverare il vecchio modem
56 K? Io credo tutto sommato di no e secondo me questa faccenda si risolverà
nella solita maniera italiana. una grande bolla di sapone....
Chiedo scusa della lunghezza del post, ma sono parecchi giorni che ci stavo
rimuginando sopra e oggi pomeriggio ho voluto tirare fuori il giurista che è
in me  :-)

S@sà
"