Autore Topic: Il significato di Evangelion  (Letto 14046 volte)

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Offline Gargoyle

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Il significato di Evangelion
« il: 22 Giu 2003, 11:40 »
Vorrei sapere le opinioni dei frequentatori di questo forum in merito al significato più profondo di Neon Genesis Evangelion.
Seguono le mie impressioni, necessariamente personali e pertanto discutibili.

[Inizio Spoiler]
Gli ultimi due episodi di Neon Genesis Evangelion sono stati variamente interpretati. A volte intesi come espediente narrativo per concludere una serie priva di senso, a volte come scelta più economica per lo stesso fine. In verità, alla luce di tali episodi, la serie assume una sua coerenza interna che sembrava negata dal criptico sviluppo narrativo degli episodi precedenti. Negli ultimi due episodi infatti viene finalmente svelata (“esplicitata”) la vera natura del “Progetto Per Il Perfezionamento Dell’Uomo”: si scopre così che esso procede già dal primo episodio ed è non la “maturazione” di Shinji, il suo adeguarsi supinamente al mondo reale, bensì il suo indagare dentro se stesso (e quindi, generalizzando, dentro tutta l’umanità) per scoprirvi verità e menzogne. Tramite tale progetto Shinji acquisisce coscienza del suo odio verso se medesimo che lo induce a ritenere che anche il suo prossimo lo detesti; da ciò deriva indifferenza, distanza nei confronti degli altri e quindi incapacità di agire seguendo la propria volontà anzichè adeguarsi agli ordini altrui. Da tutto ciò si genera un mondo dove nessuno è salvato perchè nessuno ha salvato Shinji, arroccato tra le mura del proprio animo per non avere contatto con il prossimo. Si tratta di Un Mondo Che Finisce nel vero senso della parola, perchè Shinji, dopo avere ucciso Kaworu Nagisa, rivelatosi essere il XVII Angelo ma anche suo unico amico, deve ormai andare alla radice del suo comportamento (ricordo che Shinji odia il padre anche perchè a causa di quest’ultimo un suo conoscente era rimasto gravemente mutilato, ma ora Shinji è arrivato ad uccidere una persona per motivi apparentemente analoghi), altrimenti non gli sarà più possibile vivere. In Misato, Asuka e Shinji si generano angoscia e timore, non avendo un vero contatto con alcuno: in ultimo, l’agire liberamente diviene quasi impossibile. Il mondo, caratterizzato da un certo numero di non-libertà, permette comunque una certa libertà dell’animo che si traduce in scelta dei “punti di vista”, dei principi su cui basare il proprio pensiero ed il proprio agire: per Shinji tutti lo odiano, per Misato tutti la abbandonano, per Asuka tutti la uccidono. Le loro convinzioni sono generate dall’abitudine, da un condizionamento (voluto o meno) che hanno subito da giovani a seguito del comportamento dei rispettivi genitori. Con il Progetto, Gendo stesso svela che questa convenzione dogmatica può non corrispondere al vero: sveglia il figlio dal proprio sonno dogmatico. Gendo mette infatti in discussione l’assunto su cui il figlio ha costruito la propria vita e la sua irrazionale paura verso il prossimo, e così facendo il tetro mondo del Third Children, sua propria costruzione mentale fondata sul predetto assunto, si sgretola e giungendo alla comprensione del proprio animo Shinji arriva alla comprensione del mondo intero, fra le congratulazioni dei suoi conoscenti. Infatti il rifiuto del prossimo era originato da un rifiuto di sè; senza il prossimo Shinji non poteva vedere nè comprendere il propio animo: si trovava in un luogo dove non c’era “nulla di visibile, nulla di comprensibile”, cioè il proprio mondo interiore vuoto e spoglio, nient’altro che uno squallido salone sigillato. Nel “mondo della libertà” non vi è nulla di conoscibile perchè, appunto, in esso non vi è nulla. Per conoscere bisogna porre delle non-libertà , che in ultima analisi sono gli altri esseri senzienti con cui si interagisce, cioè le altre persone. Immaginando il mondo come un piano e le altre persone come punti di esso, l’Io si può individuare (cioè comprendere) tramite “triangolazioni” con gli altri punti. Fino al terzultimo episodio il mondo di Shinji è caratterizzato da un’unica vera non-libertà , suo padre Gendo Ikari. Se Shinji avesse proceduto nel suo processo conoscitivo (non arrestandosi al padre), avrebbe scoperto prima (e da solo) che altre persone avrebbero potuto non ferirlo bensì soddisfarlo, e che pertanto il “mondo della realtà” potrebbe non essere affatto male se visto da certe prospettive. Infatti, se un mondo finisce altri ne possono nascere semplicemente alterando alcune convenzioni (come si enfatizza nell’ironica realtà “alternativa”), ed anche essi sono delle possibili conclusioni. Perciò, se si può fare a meno di detestare la realtà si può pure fare a meno di odiare se stessi e viceversa. Ed interagendo con più persone è possibile operare delle scelte davvero libere ed originali.
Shinji, che obbedisce passivamente agli ordini altrui perchè il suo prossimo si prenda cura di lui e gli dia un po’ di felicità fasulla (perchè interessata come quella di Misato, che si occupa di lui per trarne profitto), tramite il Progetto scopre pertanto la fragilità del proprio assunto (“sono stato abbandonato da mio padre perchè ero inutile quindi tutti mi odiano o mi tollerano solo finchè sono utile”). Nella stanza vuota del suo animo fanno “irruzione” persone che gli mostrano come tale stanza sia spoglia e lugubre (cosa di cui evidentemente non si era accorto da solo o di cui non aveva voluto prendere atto). Il Progetto è dunque l’interscambio di pensieri volto a colmare le mancanze (sempre presenti) dei singoli individui. Shinji non può fare altro che ringraziare il padre per avergli fatto capire tutto ciò e prendere atto che anche piccoli mutamenti di uno stato d’animo possono mutare significativamente la propria percezione della realtà: allegria nei giorni di sole, malinconia nei giorni di pioggia non sono altro che emozioni convenzionali associate a certi stati metereologici; nulla vieta di associarne altre, possibilmente migliori. Per Shinji, consumato dal rimorso e dall’odio, diventa possibile stare qui (nel mondo reale), diventa possibile esistere nel vero senso della parola, accettando al contempo la morte della madre e ciò che lui stesso ha fatto.
E’ evidente che se questo è il significato più profondo di Neon Genesis Evangelion, i pittoreschi scontri con gli Angeli ed i riferimenti mistico-religiosi rappresentano la suggestiva cornice del viaggio dello spettatore nell’animo di Shinji Ikari. E dalla confusione tra la cornice e l’aspetto essenziale dell’opera nascono le diversità di opinioni su tale animè.
[Fine Spoiler]
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« Risposta #1 il: 22 Giu 2003, 13:10 »
Mazza quanto hai scritto....di eva se n'è parlato troppo,ma forse per me non è mai abbastanza,visto quello che mi riesce semptre a comunicare la serie,per me è incredibile,quindi,dopo averne lette di cotte e crude su vari forum,leggero' la tua rifexione e postero'!!intanto aspettiamo sempre i film...non mi basta scaricarli da internet,per eva voglio il meglio!dvd!

Online Giobbi

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« Risposta #2 il: 22 Giu 2003, 13:39 »
:idea:



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Offline Gargoyle

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« Risposta #3 il: 22 Giu 2003, 14:31 »
Citazione da: "Giobbi"
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 :?:
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« Risposta #4 il: 22 Giu 2003, 14:44 »
Ho letto il messaggio ma dato che non mi ricordo quasi nulla non posso esprimere la mia opinione.Credo cmq di trovarmi d'accordo.
L'Anime resta stupendo.
A chi è appassionato qui c'è un bel sito con un sacco di informazioni interessanti:
http://www.evangelion.mangaitalia.it/

Bye bye
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Offline Gargoyle

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« Risposta #5 il: 22 Giu 2003, 17:28 »
Probabilmente sarebbe anche utile un paragone fra Fushigi No Umi No Nadia e Shin Seiki Evangelion.

[Inizio Spoiler]Il primo è (anche) un viaggio alla scoperta della Natura, delle proprie origini biologiche. Nadia inizia la sua avventura perchè in possesso di un ricordo (un’eredità) della madre defunta e mai conosciuta e si mette alla ricerca della propria patria, che ritiene essere in Africa. Quando realizzerà chi è davvero tenterà il suicidio, perchè riterrà di non poter sfuggire ad un destino crudele. Lo stesso Gargoyle (Argo nella versione italiana) agisce anche in virtù di quella che pensa essere la sua superiorità biologica. Quando realizzerà il proprio errore (ma come dargli colpa?) sarà ormai troppo tardi. Che si tratti di un viaggio nella Natura è evidente anche da certe descrizioni quasi didattiche (la deriva dei continenti, la fauna marina) che per fortuna non sono poi molte. Ma più di tutto “Nadia” è un viaggio nel senso fisico del termine: è raro che i personaggi rimangano a lungo in un certo luogo (fanno eccezione certi episodi a metà serie).
Al contrario i personaggi di Evangelion restano quasi sempre a Neo-Tokyo3. Se ne allontanano giusto in un paio di episodi (per recuperare l’Eva02 e un Angelo ancora “giovane”). Evangelion è infatti un viaggio, ma non nel senso fisico del termine. E’ un viaggio nello spirito dell’Uomo.
Come viaggi, lo scopo di essi è la conoscenza.
Forse "Le situazioni di Lui&Lei" è un viaggio nei sentimenti che completa così una ipotetica trilogia. Ma su questo non mi esprimo (la serie non mi è piaciuta affatto per motivi squisitamente tecnici e non ho mai finito di vederla).

Sia Nadia che Shinji hanno nelle mani il potere di distruggere il mondo. Nadia può distruggerlo in senso fisico, nel senso che può devastarlo con i poteri della Pietra Azzurra.
Shinji può distruggere il suo mondo, il suo mondo interiore. E’ una delle possibili conclusioni.
[Fine Spoiler]
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Offline toponzo

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« Risposta #6 il: 23 Giu 2003, 02:25 »
eccomi Giobbi  :D

Gargoyle, la tua analisi è molto bella e molto completa..

ma il finale non è avulso dal resto della storia..

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quoto:
E’ evidente che se questo è il significato più profondo di Neon Genesis Evangelion, i pittoreschi scontri con gli Angeli ed i riferimenti mistico-religiosi rappresentano la suggestiva cornice del viaggio dello spettatore nell’animo di Shinji Ikari. E dalla confusione tra la cornice e l’aspetto essenziale dell’opera nascono le diversità di opinioni su tale animè.
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in realtà il progetto per il perfezionamento dell'uomo consiste nella trasformazione dell'uomo in divinità.. uomo inteso non come singolo ma come insieme di uomini.. e per poter fare ciò l'uomo ha bisogno di più cose
1) di distruggere gli ATField di tutte le persone, in modo che le anime possano unirsi in una sola
2)il frutto della conoscenza in possesso dell'uomo
3) il frutto della vita che possiedono gli angeli (motore S^2)
l'unità 01 acquisisce il frutto della vita nel momento in cui divora l'angelo

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quoto:
 Infatti il rifiuto del prossimo era originato da un rifiuto di sè; senza il prossimo Shinji non poteva vedere nè comprendere il propio animo: si trovava in un luogo dove non c’era “nulla di visibile, nulla di comprensibile”, cioè il proprio mondo interiore vuoto e spoglio, nient’altro che uno squallido salone sigillato. Nel “mondo della libertà” non vi è nulla di conoscibile perchè, appunto, in esso non vi è nulla. Per conoscere bisogna porre delle non-libertà , che in ultima analisi sono gli altri esseri senzienti con cui si interagisce, cioè le altre persone. Immaginando il mondo come un piano e le altre persone come punti di esso, l’Io si può individuare (cioè comprendere) tramite “triangolazioni” con gli altri punti.
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in realtà il mondo della libertà rappresenta il momento in cui tutte le anime si sono fuse per essere una sola anima, in questo shinji ovviamente non riesce ad avere immagine di se stesso, non può essere ferito, ma non può neanche interagire con nessuno, in un mondo in cui c'è solo lui (inteso come divinità) sarebbe sempre e comunque solo..
per questo decide di abbandonare il percorso per la divinità..
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Offline toponzo

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« Risposta #7 il: 23 Giu 2003, 02:36 »
Voglio dire che in realtà il significato di Eva, và oltre ad essere una trattazione d'ordine psicologico di valore elevatissimo..

La metto così.. ti racconto la storia da un altro punto di vista.. quello della trama:

l'uomo trova il modo di poter creare un frutto della vita artificiale, tale elemento s^2 , preso coscienza di ciò Dio invia sulla terra gli angeli, in modo da poter fermare l'uomo prima che entri in possesso di questo e prima che possa formarsi un nuovo dio, gli angeli (in possesso del solo frutto della vita) obbediscono ciecamente e attaccano l'uomo, a difesa dell'uomo si ergono i 4 signori dell'inferno.. gli eva ( infatti gli eva sono fatti a immagine e somiglianza di questi 4 demoni), l'armageddon ha inizio, l'uomo sconfigge tutti gli angeli e l'ultimo messaggero si sacrifica in modo che gli uomini possano continuare a vivere come divinità...

(non vi dico la trama vera sennò vi rovino la sorpresa! :D)
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« Risposta #8 il: 23 Giu 2003, 02:36 »
Ah ah!

 :D

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« Risposta #9 il: 23 Giu 2003, 10:05 »
Citazione da: "toponzo"
Voglio dire che in realtà il significato di Eva, và oltre ad essere una trattazione d'ordine psicologico di valore elevatissimo..
La metto così.. ti racconto la storia da un altro punto di vista.. quello della trama:
l'uomo trova il modo di poter creare un frutto della vita artificiale, tale elemento s^2 , preso coscienza di ciò Dio invia sulla terra gli angeli, in modo da poter fermare l'uomo prima che entri in possesso di questo e prima che possa formarsi un nuovo dio, gli angeli (in possesso del solo frutto della vita) obbediscono ciecamente e attaccano l'uomo, a difesa dell'uomo si ergono i 4 signori dell'inferno.. gli eva ( infatti gli eva sono fatti a immagine e somiglianza di questi 4 demoni), l'armageddon ha inizio, l'uomo sconfigge tutti gli angeli e l'ultimo messaggero si sacrifica in modo che gli uomini possano continuare a vivere come divinità...
(non vi dico la trama vera sennò vi rovino la sorpresa! :D)


Il bello di Evangelion è che è interpretabile con almeno 3 diverse chiavi di lettura:
1) quella dell'animè robotico. Azione, belle ragazze e robot alti venti piani che mazzolano gli alieni per le strade della città.
2) un'interpretazione cabalistica-teologica.
3) un'interpretazione spirituale-gnoseologica.
Sono tre visioni complementari di un animè difficile da inquadrare. La mia personalissima preferenza va alla terza interpretazione, ma ciò non esclude affatto le altre.
Il fatto poi che in End Of Eva il messaggio si cappotti letteralmente stronca sul nascere ogni ipotesi di interpretazione "definitiva".
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« Risposta #10 il: 23 Giu 2003, 13:13 »
devi anche ammettere però che la trama dal punto di vista teologico è il traino della serie e dei significati.. ovvero sono concorde con il tuo punto di vista analitico, ma è anche vero che lo stesso prende piu significato se associato alla trama
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Offline Gargoyle

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« Risposta #11 il: 23 Giu 2003, 14:37 »
Citazione da: "toponzo"
devi anche ammettere però che la trama dal punto di vista teologico è il traino della serie e dei significati.. ovvero sono concorde con il tuo punto di vista analitico, ma è anche vero che lo stesso prende piu significato se associato alla trama


Non ne sono del tutto certo. Mi sembrano più che altro "suggestioni" religiose. Io ho provato a rivedermi la serie daccapo una seconda volta: un sacco di situazioni possono essere viste ed inquadrate alla luce dei due episodi finali. Comunque concordo quando affermi "ma è anche vero che lo stesso prende piu significato se associato alla trama"
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« Risposta #12 il: 23 Giu 2003, 18:36 »
Vorrei dire una cosa:ma nessuno di voi legge anche il fumetto di EVA?
E' molto bello,e per quanto abbia la trama generele identica cambiano alcune cose.Mi piacerebbe qualche opinione al proposito.
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Offline Gargoyle

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« Risposta #13 il: 23 Giu 2003, 18:43 »
Citazione da: "Devil May Cry"
Vorrei dire una cosa:ma nessuno di voi legge anche il fumetto di EVA?
E' molto bello,e per quanto abbia la trama generele identica cambiano alcune cose.Mi piacerebbe qualche opinione al proposito.


Io lo leggo. Non so dire se le differenze siano significative o marginali perchè non ne ho letto la fine (e lì i nodi verranno al pettine).
In generale non mi piace moltissimo. Nel complesso Sadamoto non disegna (IMO) granchè bene. Inoltre penso che un'opera come Evangelion non si presti tanto ad una sua "riduzione" manga.
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Offline Devil May Cry

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« Risposta #14 il: 23 Giu 2003, 20:03 »
Citazione
Io lo leggo. Non so dire se le differenze siano significative o marginali perchè non ne ho letto la fine (e lì i nodi verranno al pettine).
In generale non mi piace moltissimo. Nel complesso Sadamoto non disegna (IMO) granchè bene. Inoltre penso che un'opera come Evangelion non si presti tanto ad una sua "riduzione" manga.



Bè, Toji fa una fine diversa nel fumetto,tanto per fare un esempio,non penso sia di poco rolievo.Cmq,per ora stanno al 14esimo volumetto,poi si vedrà come finisce e se cambia qualcosa.
Non sono d'accordo nel dire che Sadamoto non disegna bene,a me piace molto.Ma sono d'accordo nel dire che è riduttivo.Ciò non toglie che sia bello però.Bye bye
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