Autore Topic: [Arcade] Street Fighter 2: The World Warriors  (Letto 707 volte)

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Offline Jello Biafra

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[Arcade] Street Fighter 2: The World Warriors
« il: 17 Giu 2003, 13:54 »
Quando ad Akira Nishitani e Yoshiki Okamoto fu chiesto di scegliere se sviluppare un seguito per il tie-in di Pat la Ragazza del Baseball (il cui primo episodio usci, non sto scherzando, nel 1988) o un nuovo episodio di Street Fighter, i due non devono averci pensato più di dieci secondi netti nel propendere per la seconda ipotesi.
Il primo Street Fighter era un gioco discreto, ma nulla più. Riprendeva ed ampliava la struttura di Karate Champ, con un character design più “stiloso” e una giocabilità che, ora dopo sedici anni possiamo dirlo, faceva acqua da tutte le parti, soprattutto se parliamo delle tragicomiche conversioni casalinghe per Amiga, PC e ST, con il solito PC-Engine (stavolta CD) che proponeva l’altrettanto solito Arcade Perfect (reintitolato Fighting Street per l’occasione), perfetto, purtroppo, anche nel gameplay.

Ma torniamo a noi. I due game designers si misero sotto e in due anni di sviluppo tirarono fuori quello che probabilmente è il gioco del secolo. Narra la leggenda che durante la realizzazione, il team, con la scusa del beta testing, si intratteneva in sessioni in doppio che duravano dalle otto alle dodici ore ininterrotte, causando ritardi di mesi sulla data di uscita finale.
Personalmente non faccio nessuna fatica a capirne il perché…

Street Fighter 2, quando usci rivoluzionò il modo di giocare. Lo so, è un’espressione abusata, lo dice, con sommo sprezzo del ridicolo, anche la Microsoft del suo trabiccolo neroverde, ma in quel caldo settembre del 1991 la rivoluzione ci fu davvero, altro che palle da press release.
I picchiaduro, o meglio, rullakartoni, fino ad allora avevano avuto la loro massima espressione con IK+  e Fist su C64, il che è tutto dire. Titoli carini, ottimi per un pomeriggio ma nulla più.
In SF2 invece c’era tutto ciò che il povero videogiocatore sognava: una grafica come mai si era vista, dove sprites enormi si muovevano con una fluidità modello “Po in piena” su fondali stradettagliati e colorati. Effetti speciali fuori dal mondo, come lo scrolling prospettico del pavimento, che ancora oggi lascia a bocca aperta. Una serie di musiche ritmatissime e devastantemente adrenaliniche, voci digitalizzate a iosa (gli “Hadooken!” e  “Shooryuken!” ormai sono più famosi delle canzoncine allo stadio), ma soprattutto, la giocabilità più straordinaria che si sia mai vista nella quarantennale storia dei videogames.
Un sistema di controllo assolutamente perfetto permetteva, dopo pochi minuti di pratica, di far compiere al proprio personaggio una infinita serie di mosse. La risposta ai comandi e il calcolo delle collisioni erano talmente superiori che ancora, dopo dodici anni, sono rimasti ineguagliati.
Una delle caratteristiche più straordinarie per l’epoca era la netta differenziazione tra gli otto personaggi selezionabili che oltre ad avere aspetto e “storie” totalmente diverse, erano dotati ognuno di punti di forza e debolezza che li rendeva DAVVERO differenti l’uno dall’altro.
A ciò contribuivano anche lo mosse speciali. Nel primo episodio erano praticamente impossibili da eseguire per chi non appartenesse alla famiglia dei molluschi tentacolati, ma qui bastavano poche e semplici combinazioni di joystick e tasti ed ecco che il personaggio si esibiva in una serie di colpi e combo devastanti e spettacolari. Ecco, se dovessi citare la cosa che più mi è rimasta impressa direi che l’immediatezza e la superba profondità del gameplay non hanno ancora trovato eguali.
Con SF2 ci puoi giocare per ANNI e scoprire sempre qualcosa di nuovo.
Non parliamo poi di multiplayer. Avete presente i tornei di videogames che ogni tanto si svolgono in Giappone? Ecco, all’ultimo, lo scorso febbraio i concorrenti si sfidavano a ancora con Super Street Fighter 2. Serve dire altro?

L’automiglioramento tipico delle arti marziali è stato riproposto (secondo me senza volerlo) alla perfezione in quegli 8MB di silicio, e questo rende il titolo assolutamente immortale, tanto che prima che il mondo videoludico divenisse feudo di multinazionali senza scrupoli e segaioli sotto i sedici anni tutti icsboxxe e Lara Croft, l’associazione Street Fighter 2-SNES (console sulla quale si ebbe l’adattamento migliore) era diventata sinonimo stesso di videogioco.

Ah, che tempi. Che festa, che putiferio. Ora tutto è cambiato. O forse no. Scusate ma devo cambiare queste cinquecento lire perché devo prendermi la rivincita su quell’imbranato di Zuccolini, che, quando prende Honda ha più culo lui di Megan Gale…

GRAFICA: 10
SONORO: 10
GIOCABILITA’: 10
LONGEVITA’: 10
GLOBALE: 10