Autore Topic: Lingua e inclusività. Parliamonə  (Letto 1592 volte)

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Offline eugenio

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Re: Lingua e inclusività. Parliamonə
« Risposta #30 il: 15 Set 2020, 11:57 »
Fatto, tra l'altro dando una dimostrazione pratica di come la schwa sia inguardabile  :D

Però adesso possiamo affermare che anche su TFP c'è il topic in cui scrivere a tuttə!

 :yes:

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Offline Diegocuneo

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Re: Lingua e inclusività. Parliamonə
« Risposta #31 il: 15 Set 2020, 12:12 »
Io sto con chi dice che il vero dramma è l'ignoranza.Fossilizzarsi sui nomi non serve a cambiare il pensiero se non in modo pavloviano,se uno è una capra stupida e cattiva,resta una capra stupida e cattiva.
L'unico modo di accettare le diversità è coltivare l'empatia e coltivare l'empatia passa (molto) per la cultura,una cultura che sia meno polarizzata possibile.
Per me (per me) il modo migliore è leggere narrativa.Conosco un sacco di gente che legge molto,ma saggistica varia e disprezza la narrativa.Invece son convinto che leggere narrativa fa entrare nella testa di chi scrive.Variare generi e orientamenti nella lettura aiutata a entrare nella testa di più diversi tipi di persone.
Senza arroganza di capire un qualcosa o un qualcuno eh,non si parla di quello,ma di sondare furtivamente,come da dietro una porta,la mente di un altro.
Origliata dopo origliata l'empatia cresce.
Solo così si può pensare di provare a lavorare su se stessi.
E non si arriverà mai,ma non c'è problema,non c'è un obbiettivo,è solo un fare,un fare che non rompa troppo le palle agli altri.
E quando arriva qualcuno che ti dice "quello è gay/donna/nero/maschio/ricco/poveraccio/cristiano ecc ecc" Uno può rispondere:"bene,così è"

Invece:forzare la lingua per forzare le persone,può indisporle e allontanarle,e comunque non le cambia dentro.
"Per il resto @Diegocuneo @Oberon e @DRZ gente a cui le donne dovrebbero darla di più!"  disse RUKO

Online Devil May Cry

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Re: Lingua e inclusività. Parliamonə
« Risposta #32 il: 15 Set 2020, 13:43 »
Punire l'omicidio non esiste già?

No, si tratterebbe di aggiungere un aggravante in caso di omofobia o transfobia, in questo caso. Credo quella per odio razziale esista già, ad esempio.

Esatto. E' la stessa cosa per il femminicidio: viene riconosciuto che il motivo è l'essere donna (trans/gay in questo caso).

Non la guardavo proprio sotto questo aspetto ma semplicemente come individuo in quanto tale*.
Come se uno uccide un altro e non sa che sta commettendo un reato. Non credo che il fratello sapendo dell'esistenza di un'aggravante "razziale" si sarebbe fatto scrupoli eh, manca avrebbe saputo della sua esistenza.
Non vorrei poi sbagliare ma non mi sembra molto giusto il paragone con il femminicidio che indica solo un tipo di reato (appunto sulle donne) e non un'aggravante in sè (tranne quando sei gravida), sempre un omicidio come tutti gli altri resta, ma potrei non ricordare bene, sono cose che ho studiato troppo tempo fa e non ne ho memoria. Se qualcuno ci illumina con nozioni più precise è ben accetto.

edit: al volo ho trovato solo questo https://www.laleggepertutti.it/367845_legge-sul-femminicidio-cosa-prevede


*Anche perchè *ipoteticamente* se si vogliono gli stessi diritti poi si sfocia in un paradosso se si trattano i reati diversamente, no?
« Ultima modifica: 15 Set 2020, 13:53 da Devil May Cry »
Ascoltate Falli da Dietro!!

Offline Gaissel

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Re: Lingua e inclusività. Parliamonə
« Risposta #33 il: 15 Set 2020, 15:16 »
Si potrebbe aggiungere il maschicidio come aggravante uguale e opposta.
 Non ci vedrei nulla di strano: a questo servono le aggravanti, anche in altri ambiti: specificare un elemento di dolo in più (concreto rispetto alla vittima, ma anche simbolico in riferimento a un paradigma culturale).

Non esiste un dibattito sul maschicidio perché i casi saranno, sparo, 1:1000?
Forse meno.

... Ma dai tempo a certe lesbo-femministe incarognite di sentirsi sufficientemente forti :P


(e con questa battuta spero di aver anche chiarito la mia posizione tutt'altro che polarizzata e "radical chic" sulla faccenda :))

P.S. grazie a @Yoshi che apporta ottimi argomenti, tutti più che condivisibili. E anche a @piwi.

@Ivan F. & @Red Alex : sì, bilanciare costi e benefici ha la sua importanza. Come evitare di auspicare imposizioni dall'alto divisive.

Per questo, riprendendo il discorso di Yoshi poco sopra, quando affronto questi argomenti specifico sempre che accogliere con apertura mentale alcune libere pratiche autonome (nonché libero dibattito su di esse) non vuol dire mettere una croce SI/NO su un cambiamento linguistico-culturale immediato. Non siamo chiamati a votare nessuna fantomatica legge.

C'è chi sente il bisogno di usare la Scevà, chi l'asterisco, e nel farlo non fa torto a nessuno. Applica, appunto, un bisogno. Più che legittimo.

Di converso, chi si indigna per la sua mancata applicazione da parte di tutti, qui e ora, per me rimane un cretino. Ma sono frange estreme, estremamente minoritarie eppure amplificate nella percezione collettiva da una certa narrazione di destra populista.

Mi sembra che entrambi non abbiate coscienza di questo scarto quantitativo, o fingiate di non averne, ed è un gran peccato.

P.P.S la scevà è scomoda, più che altro da scrivere. La difficoltà di lettura è invece solo un fattore temporaneo, imho. Novità = maggiore difficoltà.
Tempo al tempo, e alle tastiere di renderla raggiungibile, potrebbe diventare una norma consolidata. Vedremo.
A me non fa impazzire, ma se leggeste l'articolo che ho linkato in precedenza, scoprireste per tramite di linguista competente che è effettivamente il carattere fonetico usato in diversi dialetti del meridione d'italia per terminare i nomi indiffirentemente dal genere (scugnizza/o si pronuncia in ugual modo che sia maschile o femminile, con la scevà appunto).

Questo molto prima, sia sul piano temporale che su quello identitario, della decodifica dell'Italiano burocratico, massificato, maggioritario, normalizzato.
Questo non rende certo la scevà automaticamente più funzionale, ma mi sembra almeno interessante e rilevante da un punto di vista culturale.

L'asterisco è più funzionale, ma non ha pronuncia alcuna. Non mi fa impazzire neanche questo.
Rispetto chi lo usa, però, se non mi impone a mia volta di usarlo.

Personalmente, un po' per scherzo e un po' sul serio, ogni tanto scrivo i plurali neutri con entrambe le vocali appaiate (es: carei ragazzei).

E' una soluzione tutta mia che trovo funzionale e anche "divertente". Non faccio parte di nessun collettivo femminista al momento, però, quindi dubito di avere la capacità penetrativa (ehr) perchè si diffonda ^__^


« Ultima modifica: 15 Set 2020, 15:56 da Gaissel »
Nintendo vende droga purissima ai bambini. Soprattutto quelli interiori.

Offline Van

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Re: Lingua e inclusività. Parliamonə
« Risposta #34 il: 15 Set 2020, 15:49 »
Non esiste un dibattito sul maschicidio perché i casi saranno, sparo, 1:1000?
Forse meno

Nel 2017 il rapporto era circa 1:16 (123 a 8 )

« Ultima modifica: 15 Set 2020, 15:55 da Van »

Offline piwi

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Re: Lingua e inclusività. Parliamonə
« Risposta #35 il: 15 Set 2020, 16:13 »
Per questo, riprendendo il discorso di Yoshi poco sopra, quando affronto questi argomenti specifico sempre che accogliere con apertura mentale alcune libere pratiche autonome (nonché libero dibattito su di esse) non vuol dire mettere una croce SI/NO su un cambiamento linguistico-culturale immediato. Non siamo chiamati a votare nessuna fantomatica legge.

C'è chi sente il bisogno di usare la Scevà, chi l'asterisco, e nel farlo non fa torto a nessuno. Applica, appunto, un bisogno. Più che legittimo.

Di converso, chi si indigna per la sua mancata applicazione da parte di tutti, qui e ora, per me rimane un cretino. Ma sono frange estreme, estremamente minoritarie eppure amplificate nella percezione collettiva da una certa narrazione di destra populista.
Esattamente  :yes:

Dal mio punto di vista, anche se rimarrà forse una cosa lontanissima e che non userò mai sul serio, penso sia un segnale positivo già il solo iniziare a discutere della cosa.

P.P.S la scevà è scomoda, più che altro da scrivere. La difficoltà di lettura è invece solo un fattore temporaneo, imho. Novità = maggiore difficoltà.
Tempo al tempo, e alle tastiere di renderla raggiungibile, potrebbe diventare una norma consolidata. Vedremo.
A me non fa impazzire, ma se leggeste l'articolo che ho linkato in precedenza, scoprireste per tramite di linguista competente che è effettivamente il carattere fonetico usato in diversi dialetti del meridione d'italia per terminare i nomi indiffirentemente dal genere (scugnizza/o si pronuncia in ugual modo che sia maschile o femminile, con la scevà appunto).
Ma infatti da scrivere è un ditarcù, ma se si tratta di pronunciarla basterà sfoderare qualche parola in dialetto italianizzato e via  :D
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Offline Yoshi

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Re: Lingua e inclusività. Parliamonə
« Risposta #36 il: 15 Set 2020, 16:19 »
In effetti credo che la schwa sia l'unica vocale usata dal dialetto barese.

Invece per rispondere a Van, quel 1:16 è un dato grezzo di donne che uccidono uomini o è già mediato per le donne che uccidono gli uomini in quanto tali?
Nel senso, una boss mafiosa in stile Gomorra che uccida un boss maschio suo pari, è una cosa, una stalker impazzita che uccida un uomo che nel frattempo ha un'altra storia, un'altra.
Non so neanche se le statistiche sul femminicidio siano grezze o meno, a dirla tutta.
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Offline Van

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Re: Lingua e inclusività. Parliamonə
« Risposta #37 il: 15 Set 2020, 16:29 »
In effetti credo che la schwa sia l'unica vocale usata dal dialetto barese.

Invece per rispondere a Van, quel 1:16 è un dato grezzo di donne che uccidono uomini o è già mediato per le donne che uccidono gli uomini in quanto tali?
Nel senso, una boss mafiosa in stile Gomorra che uccida un boss maschio suo pari, è una cosa, una stalker impazzita che uccida un uomo che nel frattempo ha un'altra storia, un'altra.
Non so neanche se le statistiche sul femminicidio siano grezze o meno, a dirla tutta.
https://www.google.com/url?sa=t&source=web&rct=j&url=https://www.infodata.ilsole24ore.com/2019/11/25/la-complessita-della-violenza-genere-quella-dobbiamo-raccontare/&ved=2ahUKEwjd6eyFr-vrAhWHDewKHdqhAsQQFjABegQIBhAB&usg=AOvVaw29DeCxqu5JiiFvnR-k3AM4&cshid=1600180123172

I due dati si dovrebbero riferire a femminicidi e "maschicidi"

Offline Giobbi

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Re: Lingua e inclusività. Parliamonə
« Risposta #38 il: 15 Set 2020, 17:13 »
Il problema é culturale.
Si può vedere quanto accade in Pakistan e non accade in Italia (si spera)
https://www.nytimes.com/2019/10/03/world/asia/pakistan-child-rapes-killings-kasur.html (esempio ma ce ne sono di più recenti e abbastanza costanti)

E sì se il ragazzo/a non fosse stato/a un trans il fratello-dialetto non l'avrebbe uccisa probabilmente

Quindi sì anche il linguaggio può servire e idem leggi ad hoc, per forzare-velocizzare un cambiamento culturale appunto.

Da divorzio, delitto d'onore etc ci siamo già passati.
E con cambiamenti nelle leggi dello Stato.

Offline bubbo

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Re: Lingua e inclusività. Parliamonə
« Risposta #39 il: 15 Set 2020, 17:15 »
Non esiste un dibattito sul maschicidio perché i casi saranno, sparo, 1:1000?
Forse meno

Nel 2017 il rapporto era circa 1:16 (123 a 8 )



Mi ricordo di aver letto tempo fa un post sul blog del mitico Astutillo Smeriglia in cui dimostrava matematicamente che il femminicidio non esiste! Se non ricordo male la sua argomentazione era che quel rapporto 1:16 era riscontrabile anche in omicidi di altro movente, quindi l'unica cosa che si può concludere è che tra gli uomini statisticamente ci sono più assassini che tra le donne. Che è un po' la perplessità di Yoshi. Comunque il post lo linko qui, perché potrei ricordare male http://incomaemeglio.blogspot.com/2012/12/il-femminicidio-non-esiste_3.html
bubbo

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Re: Lingua e inclusività. Parliamonə
« Risposta #40 il: 15 Set 2020, 17:23 »
Ma infatti da scrivere è un ditarcù
Fra l'altro che si fa, cambiamo tutte le tastiere ?

Qualcuno ha considerato l'impatto ambientale che avrebbe ?

Almeno usiamo un carattere inutile più comune, tipo §

Che roba è il § ?

Parliamon§

Offline eugenio

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Re: Lingua e inclusività. Parliamonə
« Risposta #41 il: 15 Set 2020, 17:26 »
Parliamon§

Ho tentato di pronunziarlo, e le sopracciglia mi si sono aggrovigliate con le orecchie.

Offline Van

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Re: Lingua e inclusività. Parliamonə
« Risposta #42 il: 15 Set 2020, 17:31 »

E sì se il ragazzo/a non fosse stato/a un trans il fratello-dialetto non l'avrebbe uccisa probabilmente


E se fosse stata una donna? se fosse stato nero? Se fosse stato una persona avversa alla cechia di amicizie del fratello? Sarebbe comunque successo qualcosa trans o no.

Perchè, ripeto, il problema non era ciro e neppure il fratello ma l'intero ambiente in cui il fratello è cresciuto, la sua educazione i suoi modelli e la sua terrificante mancanza di empatia.
Quanto devi essere vuoto per uccidere tua sorella, il tuo sague per un motivo cosi stupido, quanto devi essere ignorante per non capire quanto stupido sia il motivo, quanto devi essere retrogrado per considerarla qualcosa che debba obbedire alla tua influenza

Di leggi siamo pieni, sono più che sufficienti per punire i reati ma è dimostrato che non servono a molto per prevenirli.

Un sistema scolastico valido no quello non lo abbiamo, una scuola che faccia cultura con professori che facciano la differenza in italia non è neppure piu un obbiettivo.


Offline Giobbi

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Re: Lingua e inclusività. Parliamonə
« Risposta #43 il: 15 Set 2020, 19:10 »
ci sono aggravanti appunto (motivazione razziale) mentre per le donne ci stanno lavorando...

---

condivido comunque che il lavoro andrebbe fatto alla base...
ma visto che NON viene fatto per motivi di vario tipo e soprattutto economici temo,
comunque creare certe pene può aiutare a direzionare la massa

é come se non ci fosse reato aggravato per tirar sotto gente sulle strisce
il reato aiuta (gli automobilisti a fermarsi)

Offline Ivan F.

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Re: Lingua e inclusività. Parliamonə
« Risposta #44 il: 15 Set 2020, 19:26 »
Nell’omicidio in esame è già prevista un’aggravante, i futili motivi.

Ma siamo in parte OT, perché qui si parla in primis di lingua.