Autore Topic: [Minima Moralia] L'etica influenza i vostri acquisti videoludici?  (Letto 1036 volte)

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Offline Mosba

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La butto giù così, brutale, senza preamboli: siete condizionati da principi etici e/o morali nell'acquisto dei videogiochi?
Le tematiche ed il come sono presentate influiscono sulla vostra scelta quanto il genere o il gameplay?
E la condotta di un publisher o di un developer può condizionarvi?

Lancio il sasso ma non nascondo la mano, e parlando di me posso dare qualche spunto portando degli esempi.
Non ho mai giocato un Monster Hunter o un Pokémon per via di un mio vago ambientalismo, ma la considero come una mia scelta e non accuso Capcom o Pokémon Company di chissà quale insensibilità animalista.
Non ho avuto invece difficoltà con i primi COD: Modern Warfare: da bravo bambino atomico mi sono nutrito di violenza spettacolarizzata per lustri e riesco a riconoscerne la cifra stilistica. Ma probabilmente non giocherò l'ultimo, almeno fino a quando Infinity Ward non spiegherà la sua posizione in merito all'"Autostrada della morte". Trovate un primo approfondimento sulla questione qui.
In questo caso la mia può essere definita come decisione "politica", che trascende per quanto possibile la sensibilità personale e giudica l'operato di uno studio.

Per amor di conversazione e per non appesantire troppo il post non apro il capitolo sui publisher, spero possa essere uno di voi a dire la propria in merito.

Un topic leggero, nato per colpa dell'ora legale.
« Ultima modifica: 28 Ott 2019, 18:20 da Mosba »

Offline MaxxLegend

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Personalmente tantissimo, compro a prezzo pieno solo roba che merita di essere sostenuta ed evito come la peste la maggior parte della roba commerciale, che magari recupero in un secondo momento usata o a prezzo ridotto.

Di recente ho sostenuto Remendy comprando CONTROL al day one, e tra poco mi dovrebbe arrivare SHENMUE 3 che ho sostenuto col crowdfunding, il mese scorso ho mandato a prendere una decina di giochi indipendenti della PSYTRONIK per C64 (ma ancora devono arrivare, mannaggia), a breve prenderò DEATH STRANDING per sostenere Kojipro (anche se non credo di farcela per il day one, vorrei il cartonato inglese ma è un casino) e per natale ho deciso di NON PRENDERE il THEC64 della RetroGames LTD visto che il proprietario ha fatto una grandissima infamata ai danni della povera retro-youtuber Sarah Chalk, nota con il nome d'arte Octav1us Kitten.
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Offline Ivan F.

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Onestamente, non mi ero mai posto il problema in questi termini.

E credo di no, non mi sono mai fatto problemi etico-morali per l'acquisto di un videogioco, quantomeno non per i problemi a cui fai riferimento tu.

Penso che l'unico elemento extraludico che mi abbia tenuto lontano da qualche videogioco siano le politiche commerciali. In sostanza, se vedo che alla base di un gioco c'è lo sfruttamento di qualche dinamica poco condivisibile (sistemi di monetizzazione aggressivi, per dire), tendo a prendere la questione in antipatia.

Offline MaxxLegend

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Riguardo L'Autostrada della Morte, ricordo che uno dei pochi FPS militari che condannava i crimini di guerra fu Spec Ops The Line, che partiva come un normale COD-Clone per poi sbattere in faccia al giocatore lo schifo della guerra e farlo riflettere.

Ovviamente i veri COD in genere si guardano bene dal fare questo, e non so molto della storia dell'ultimo Modern Warfare, ma dal quel poco che ho capito, potrebbe essere un modo per condannare quella vicenda storica in modo "velato". Mi spiego: rappresentiamo un avvenimento simile ma perpetrato dai "cattivissimi russi", in modo che nessuno si indigni... però chi conosce la storia originale riconoscerà gli eventi e penserà proprio che il gioco li critica e li condanna, sebbene tra le righe.
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Offline alexross

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Se un discorso simile si può fare per un artista o uno scrittore per un videogioco non è così semplice. Cod sarà realizzato da 300 persone, come fai a definire un pensiero dello sviluppatore a meno che non sia codificato nel gioco che sviluppa? Per me un discorso di supporto lo faccio solo per giochi che faticano ad essere pubblicati da noi vedi yakuza. Per il resto premio il mercato solo con i giochi che mi interessano. Se proprio leggo di giochi prodotti col sangue degli sviluppatori allora un pensiero lo faccio, vedi LA noire che non ho mai preso

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Offline tanya

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tutti i giochi contro i nazisti e parodie ( nazi zombie ) sono evitati..oppure quelli come arma 2 ( islam )
io coi simulatori di volo setto la data 11/9 e mi dirigo dalle parti di new york..giusto per chiarire.



Offline alexross

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tutti i giochi contro i nazisti e parodie ( nazi zombie ) sono evitati..oppure quelli come arma 2 ( islam )
io coi simulatori di volo setto la data 11/9 e mi dirigo dalle parti di new york..giusto per chiarire.
Non sono sicuro di aver capito

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Offline Xibal

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Monster Hunter e ambientalismo? :|
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Offline Ivan F.

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Immagino sia una questione più animalista.

Ma anche così, sono giochi con un tale livello di astrazione dalla realtà che fatico a caricarli di qualsivoglia implicazione etica.

Offline Mr.Pickman

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Molto, ed è una ottima discussione a mio avviso.

Chiaramente io parlo per me.
Il comportamento di una azienda decide, indicativamente al 70% nell'acquisto di un gioco per me.
Per esempio una azienda di videogiochi che si dimostra particolarmente intollerante o di estrema destra, facendo dozzine di post "discutibili" come quelli di Hatred in sostanza, mi allontana esponenzialmente dal loro gioco. Se avessero semplicemente scritto "Il nostro gioco è un Doom isometrico in cui ammazzi a tutto spiano" non mi avrebbe dato problemi.
Invece mischiarsi con pagine di sottosviluppati nazisti, o peggio, tizi che vedono il gioco come una specie di catarsi sociale, della serie "Ti faccio sparare in un asilo affinché tu non lo faccia nella vita vera" è inaccettabile, ed è degno di persone con seri problemi alla base, per me. Lo splatter è un grandioso grimaldello sociale-dissacrante, un'evasione, non mi urta, ma metterci sopra orridi fantasmi simili, è pericoloso e molto discutibile.
I giochi di guerra, così come le campagne pro-armi spesso associate mi disgustano profondamente. Così come giocare in scenari/teatri di guerra pseudo-reali. Come Afghanistan o Siria o il tuo link. Mi sembrano giochi di cattivo gusto. Cazzo, sei un po'...stai "giocando" indirettamente con eventi che sono costati vite umane, io mi sentieri un pochino una merda a "giocare" a fare il soldato. Giochi con elementi sci-fi come Mass Effect o Halo invece, o persino Destiny, non mi danno alcun problema, quelli sono finzionali e la guerra fa parte della storia dell'uomo. Non riesco a giocare a giochi di guerra, infatti adoro Kojima che è un pacifista convinto, anti-USA, anti Giappone Imperialista - e la guerra la racconta esorcizzandola, come se un pacifista volesse spiegarla ad altri pacifisti. Ho giocato a relativamente pochi titoli "di guerra"...Shell Shock, Med(t)al of Honor (PS) Vietcong, Day of The Defeat ed altro...Però mi sono sempre sentito un po' sporco. Non so perché.

Non riesco a giocare a Monster Hunter e ho fatto molta fatica in Red Redemption 2 con tutti quegli scuoiamenti di animali. Ma penso che Rockstar si sia mostrata, ancora una volta, più evoluta del suo stesso pubblico. Farsi un cappello di Opossum nel gioco non serve veramente a niente. Sembra ti suggeriscano anzi sempre

"Visto idiota? Hai ammazzato decine di Opossum e mo' hai il tuo capello da fesso, sei contento?"

In Red2 infatti, prima di ottenere "pelli perfette" devi fare pratica ed uccidere dozzine di animali, un po' gratuitamente a mio avviso. Per avere aiuti seri in gioco, basta finire la sfide.
Tornando a MHW, è indubbio che con le varie epoche di console e titoli succeduti, le cose sono cambiate. Mi infastidisce la grande cura nella realizzazione di creature che sembrano, in tutto e per tutto, "veri". Questi mostri sono sempre più vicini ad animali veri e propri. E nel prologo di Monster Hunter World ti fanno ammazzare una specie di tirannosauro gallo-pollico, e non mi è piaciuto, l'ho trovato piuttosto triste. È vero che catturare i mostri è più remunerativo che ucciderli, ma alla fin fine, compi eticamente e pragmaticamente un atto da cacciatore...E i cacciatori non mi piacciono moltissimo di base.

Ora, di base, un postilla, cacciare mostri è un sacrosanto dovere di ogni videogiocatore, ed è una pratica ampiamente apprezzata anche dal sottoscritto, la maggior parte delle volte, ma ci sono alcune variabili cui tenere conto in questi casi. Numero uno, non esistono. Di fatto non uccido niente. Numero due, i mostri, molto spesso, sono sempre sgradevoli a vedersi, hanno fattezze mostruose e spesso recano danno alle comunità del gioco in questione. Riesco quindi ad immedesimarmi nell'idea "Oh, devo eliminare sto cazzo di uccellaccio dal Villaggio di Arkore...famolo"...Ma poi se il devteam mi mostra le uova che si schiudono, con i piccoli che escono dopo la mattanza, dopo aver ucciso la loro madre, mi sento un vero stronzo. Diciamo che, grosso modo, quando le creature non si fanno i fattacci loro in sostanza, sconfinano ed uccidono spesso gli innocenti (che spesso lo sono meno, ma questo è un altro discorso...) ci può stare ucciderli VIRTUALMENTE se siamo un personaggio che deve farlo per questioni di storyline.
Questi mostri che ci rubano il lavoro. Non accetto però nessuna forma di "sport" legato alla caccia, per me vigono principi morali ed etici di carattere semi-assolutista, in Monster Hunter non fai che uccidere o catturare creature. Secondo me è diverso. Cacciarli, catturarli, e poi rivenderli a pezzi, è spesso una crudeltà a mio modo di vedere. È vero che anche in MHW ci sono moltissimi "eh ma però queste creature danneggiano l'ecosistema BISOGNA ucciderle..." e via dicendo, però è un gioco al 98% basato sull'ammazzare forme di vita diverse dalla tua perché quella società ha deciso di ottemperare una nuova forma sociale: Uccido/Catturo perché la gente in MHW sono tutti cacciatori.

In sostanza la tua è una domanda lecita e ricca di spunti cui soffermarsi. Spesso con alcuni videogiocatori su questa roba, butto il sangue, non mi basta la scusa "Ma non sono veri" :D Se penso di uccidere una persona, sono altrettanto spregevole?
« Ultima modifica: 29 Ott 2019, 03:51 da Mr.Pickman »
GAMER MAY CRY: ATTACK ON TITAN 2 - LE ALI DELLA LIBERTÀ DI OMEGA FORCE https://gamermaycry.blogspot.com/2018/12/attack-on-titan-2-le-ali-della-liberta.html

Offline Laxus91

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Interessante ma faccio un distinguo:

1) se si tratta di puro supportare software house sulla base delle prese di posizione dei publishers su certe questioni o sulle loro politiche commerciali allora si, certe cose contano.
Sono più contento di supportare un team talentuoso e sano piuttosto che un team governato da gente che guarda al solo profitto ed inserisce microtransazioni, gabole, fregature di vario genere per il consumatore, oppure un esempio recente è la pessima posizione che si è fattta blizzard rispetto ai manifestanti di hong kong bannamdo a vita un utente di hearthstone che aveva solo espresso la sua opinione in merito.

2) su questioni etiche ed intrinseche nel videogioco stesso (quindi titoli che rappresentano nudità soft, violenza più o meno cruda ed ambientalismo) invece vado a briglia molto più sciolta e, a meno di cose deplorevoli, non mi limito quasi mai perchè ragazzi, sono 'pixel'.
E non lo voglio dire come giustificazione o per dribblare la danda, è la pura realtà dei fatti, è finzione ed è bene mantenere un saldo distacco con la realtà!
Ovviamente questa finzione poi in base allo stile del videogioco può essere posta in una certa maniera o in un'altra, è ad esempio evidente che la violenza in un Tlou o in un RDR 2, per via del forte realismo e coinvolgimento emotivo che suscitano queste opere, potrebbe essere più inoattante (cito ad esempio l'azione di freddare eventualmente il proprio cavallo morente se ferito gravemente in RDR 2: una cosa che non può non colpirti dentro).

Due parole su monster hunter: lì è proprio l'opposto di Tlou e RDR, perchè il goco ha una natira del tutto arcade da loot game (divertimento in primis) e un universo di gioco iper fantasy e del tutto non realistico, allo stesso modo la trama è leggerissima.

Per cui si, può colpire un pò sentire i rantoli di sofferenza di una creatura che accoppiamo ma per me è moooolto più soft dell'esempio citato di RDR 2 poco sopra!

In sintesi, permettetemi un piccolo OT dal tema del topic, giocate tranquillamente Monster Hunter che è pure un gran bel gioco!

Offline Gaissel

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Stavo scrivendo un post a pezzi da ieri sera, ma ecco che si rivela praticamente sovrapponibile a quello di Pickman quindi sticazzi :)

Vorrei elaborare un po' più a fondo tempo permettendo. Bel topic comunque.

Offline rosario oliveri

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Bella domanda, la mia risposta è... dipende.

Se penso ai creatori o agli editori, quindi alla componente umana, posso dire che non so che cosa pensano o come si comportano, né credo che debba interessarmi. Per me la persona e il prodotto editoriale sono due entità distinte, non mi sento in dovere di premiare un prodotto mediocre poiché realizzato da una persona meravigliosa né di boicottare un capolavoro poiché chi l'ha creato è un assassino psicopatico. Non seguendo i social non sono informato sulle posizioni politiche o sociali di scrittori, attori, autori di videogiochi, cantanti, calciatori ecc.

In riferimento invece ai contenuti dei videogiochi, così come dei libri o dei film, tendo a evitare ciò che urta la mia sensibilità ma in generale non scelgo su base etica o ideologica: non scarto un buon prodotto perché veicola valori che non condivido, anzi può essere un motivo di interesse. Di norma mi disturbano i videogiochi che mettono in scena in modo verosimile la guerra, la caccia o in generale la violenza, ma non quelli che inseriscono la violenza in un contesto di fantasia.
« Ultima modifica: 29 Ott 2019, 13:50 da rosario oliveri »
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Offline SuperStar Siro

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Anch'io seguo una linea etica molto blanda: non guardo/leggo/gioco nulla che dipinga la mafia con valori positivi, eroici o romantici, ma faccio eccezione per Yakuza, forse perché non mi tange personalmente o forse perché appunto non viene glorificata anzi c'é una chiave critica, anche se siamo borderline. Allo stesso modo evito giochi di caccia, guerra realistica et simili.
Ma invece comportamenti psicopatici del singolo á la Hotline Miami non mi turbano affatto, anzi li vado a cercare e li trovo perfino terapeutici.

Evito di comprare da compagnie che ritengo "malvagie" tipo Activision.

Faccio anche molta attenzione a come i contenuti a pagamento vengono proposti: ad esempio, se compro una piccola visual novel che offre tanto, e chiede un contributo per accedere ad un extra o al capitolo finale, lo ritengo un modello buono e sgancio senza paura. Oppure se posso rimuovere ads non troppo intrusivi.
Al contrario, giochi che danno vite o potenziamenti guardando video oppure ti fracallano le palle a suon di ads per sfinirti, mi vanno in puzza e cancello.

Cerco anche di utilizzare un modello di videogioco sostenibile: comprare a poco prezzo, supportare iniziative di charity, cercare di comprare digitale quando possibile per evitare inquinamento inutile.
Sono favorevole allo sharing, al DRM free e contrario al collezionismo privato compulsivo. Ho poco rispetto per le proprietá intellettuali, ma sono favorevole a supportare economicamente quando posso o quando meritevole, anche in cambio di poco o nulla.

Ovviamente questo in linea generale, poi faccio eccezioni quando mi pare se qualcosa mi piace. Ad esempio ho comprato la Collector's di Yakuza 6, peró i bicchieri inclusi fanno parte delle stoviglie che uso regolarmente, quindi in qualche modo é una collector sostenibile.


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Offline DRZ

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A livello di tematiche onestamente non mi sono mai posto il problema: la maggior parte dei videogiochi non si pone nemmeno il problema di avere un'etica (vedi un Monster Hunter a caso, visto che è stato citato), la maggior parte di quelli che lo fa lo fa in maniera così banale da non coinvolgermi a livello emotivo (vedi un Metal Gear a caso, visto che è stato citato Kojima) e i rimanenti boh, non me ne viene in mente nessuno.
Non ho mai selezionato la Juventus in nessun gioco calcistico, ma quello mi pare il minimo.

Anche dal punto di vista delle politiche commerciali, morali e socialnetworkistiche di produttori e distributori sono abbastanza tranquillo: chiunque ti venda qualcosa (fosse anche un messaggio politico) lo fa per guadagnare. Mi basta che la transazione non ricordi troppo una rapina a mano armata (tipo vendere il finale o il tasto per saltare come dlc) e non c'è problema.