Autore Topic: TFP Yearbook [2019]  (Letto 13641 volte)

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Offline UncleRight

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Re: TFP Yearbook [2019]
« Risposta #75 il: 19 Feb 2019, 01:39 »
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Re: TFP Yearbook [2019]
« Risposta #76 il: 27 Feb 2019, 18:36 »
~ Layers of Fear (vado avanti ma perché devo sempre distruggere le cose che piacciono agli altri? Proprio Niente di che eh boys, la gente si spella le mani per robine)
GAMER MAY CRY: ATTACK ON TITAN 2 - LE ALI DELLA LIBERTÀ DI OMEGA FORCE https://gamermaycry.blogspot.com/2018/12/attack-on-titan-2-le-ali-della-liberta.html

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Re: TFP Yearbook [2019]
« Risposta #77 il: 04 Mar 2019, 11:58 »
- Assassin's Creed Odyssey

Droga ma troppo peggio di Origins. Non appena decolla, il gameplay è ottimo in ogni comparto (stealth, combat, battaglie navali). Ma scrittura, narrazione e tenore culturale sono insulsi, volgari e infantili.

- Metro Exodus

Tante cose belle ma un po' troppe cose brutte.
Pro: straordinaria ambientazione e varietà di situazioni. Gameplay sandbox giocato sulla libera interpretazione incrociata di 4 fattori: orario del giorno, scelta dell'itinerario, crafting dell'arsenale, stealth o shooting.
Contro: AI umana terribile negli scontri a fuoco. Recitazione e personaggi terribili. Input lag (almeno su console).
E’ un viaggio drammatico, a tratti angoscioso, quello a bordo della locomotiva Aurora. Mostra una civiltà distrutta, una natura mutata, una fauna mostruosa. I vizi, gli abusi e i fanatismi di chi è sopravvissuto senza imparare la lezione. La fantasia detta le regole di questo mondo, ma il pensiero corre a fatti realmente accaduti. Su tutti, il disastro di Chernobyl. Ma è anche un viaggio di speranza, quello di Artyom e famiglia. Ogni prigione, ha una finestra. Ogni binario, una stazione. Ogni oscurità, una brace, una lampada, una candela. Ogni tunnel, prima o poi un’uscita.
Un gioco di volergli bene nonostante i difetti. Assai rigiocabile, si spende meglio a una seconda run.
     
- Kingdom Come Deliverance

Al lancio sarà stato un disastro, ma ora è un gioco non dico polished, ma almeno completo. Bug e glitch sporadici e non compromettenti. Scenario superlativo, campagne e boschi in scala 1:1 di ineguagliata immersività, storia, dialoghi e caratterizzazione superbi. Valori di produzione altalenanti tra AAA e indie game.
Ah, il gioco-gioco è un legno, ma chevvelodicoaffà.

- Kingdom Hearts 3

Belle le animazioni dei personaggi Disney. Tutto il resto, dal gameplay, alla narrazione, alla scrittura, al ritmo, al rendering, al level design, è così obsoleto e stupido e brutto e sbagliato che non riesco a concepire come si possa tollerarlo. E la mamma di Bambi era una zoccola.

- Devil May Cry 5

Allora, in questo gioco ci sono 3 personaggi, e uno fa cagare. Accompagnati da tre donnine: una fa molto cagare, una ha un naso peggio del mio e l'altra parla da mongoloide. Poi ci sono tre ambientazioni, di cui due fanno veramente cagare. Finora ho 3 livelli di difficoltà e fanno tutti e 3 cagarissimo.
Quando funziona resta divertentone, ma Devil May Cry andava trattato meglio :no:

- The Division 2

Sparamuretto + RPG + Open World + Washington D.C.
E già sapete cosa aspettarvi. Se la formula vi conturba, non resterete delusi. TD2 è la risposta a tutte le volte che abbiamo porconato perché tra una sparatoria e l'altra di Gears of War o Uncharted ci infilavano enigmi idioti, camminate (bloccando la corsa, bastardi!), sezioncine stealth de noantri, sottogiochi peggio che pessimi. Qui si gioca. Si gioca e si spara. Intenso, ben bilanciato anche in singolo, tattico, con un grande level design e una longevità mostruosa.
Unici difetti:
1. l'AI è divertente e tenta sempre l'aggiramento. Ma non è realistica e non è troppo attaccata alla vita.
2. E' il classico open world con ciclo notte e giorno la cui resa oscilla dal meh al bello da non crederci. La mole di roba e cura generale anche negli interni è enorme, ma IMHO serviva più fotorealismo e omini fatti meglio.
3. L'inizio è un po' loffio, ma già al livello 4 si inizia a far sul serio.
4. Doppiaggio ITA terribile, switchate subito a ENG.
#GOTYs

- Sekiro: Shadows Die Twice

In questa gen ci sono due giochi che hanno inventato/evoluto significativamente qualcosa in termini di combat: Spider-man e Sekiro.
Sekiro decide che per divertirti devi essere capace. E allora fa una cosa nuova. Non si limita a essere difficile. Ti insegna a giocarci. No, non con dei tutorial. Non solo, almeno. Lo fa soppesando ogni nuovo avversario in base al granello di skill che vuole impartirti. E a un certo punto, ti rendi conto di saper combattere, di riuscire a parare tutto, di dominare la battaglia. Sekiro è un maestro di spada.
Sekiro non ha i valori di produzione degli ultimi due Soulsborne. Nessuna creatura sloga-mascella (forse una, toh). Interni vuoti. Livelli avanzati tirati via, esteticamente discutibili, con illuminazione assente. Ma è anche arioso, verticale, imperiale, di un'epica austera.
Sekiro non è così punitivo come si dice in giro. Giusto il boss finale e uno opzionale. Se un nemico ti asfalta, non è ancora il suo momento. Qui non puoi farmare, si dice in giro. Nì. Resta un RPG, aumentare le stat è decisivo, almeno alla prima run. Ma non lo puoi fare dove vuoi, falciando carne da cannone. Solo i boss e i segreti sviluppano il personaggio. E allora via all'esplorazione capillare, alla ricerca del nemico abbordabile, della prossima tappa lungo la via della spada.
Sekiro è una produzione più univoca rispetto a Bloodborne e Darksouls 3. Si para e si colpisce. Il resto è contorno. Quindi anche meno rigiocabile, benché lui ci provi, con side e skill tree. Ma il combat all'arma bianca qui raggiunge nuove vette. E la storia del videogioco, innegabilmente, passa da qui.
#GOTYs

- Days Gone (in progress)

Days Gone è come il calcio femminile. Sbaglia anche i passaggi più semplici e spara rigori in tribuna, ma come fai a non voler bene a 22 ragazze in shorts?
Days Gone inizia davvero male. Neanche da 5, meno. Manda avanti tutti i suoi difetti: AI scadente, input lag, avvio lento e fuorviante, regia altalenante, bug ormai in via di fixing. Ma poi cresce, appassiona, decolla, sorprende, esalta.
Red Dead Redemption 2 era superbo ai limiti dell'alieno in tutto ciò che esula dal fattore più importante, il gameplay: esile, sparso, costretto, facile. Days Gone si gioca meglio. Mediamente meglio. Infinitamente meglio contro le orde. Numerosissime ma relegate a battute finali ed endgame. Per il resto offre uno scenario stupendo, vario, una storia sorprendente e le meccaniche survival di TLoU ben tradotte in un open world tutti contro tutti (umani, animali, infetti, animali infetti). Nient'affatto un dettaglio: un doppiaggio italiano del protagonista sensazionale e senza precedenti. Davvero un traino per l'intera vicenda.
Giocatelo, giocatelo in modo laico, senza aspettative o pregiudizi. Solo con un po' di pazienza, perché quello delle prime 5-10 ore non è lo stesso Days Gone delle successive 50.
« Ultima modifica: 27 Mag 2019, 12:04 da Cryu »
"non e' neppure fan-art, e' uno screenshot di un gioco, ci sono mesi e mesi di sudore di artisti VS uno scatto con un filtro instagram sopra."

Offline Sephirot22

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Re: TFP Yearbook [2019]
« Risposta #78 il: 12 Mag 2019, 22:04 »
Playing...
Nioh (PS4)
(2018 - ...)

Resident Evil 7 (PS4)
(2018 - ...)


Completati:
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(gennaio 2019 - Marzo 2019)

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