Autore Topic: SNESsentials  (Letto 72843 volte)

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Offline Il Pupazzo Gnawd

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Re: SNESsentials
« Risposta #465 il: 18 Lug 2019, 11:35 »
All'incirca due anni fa, iniziava il nostro viaggio nello SNES. Quasi 150 giuochi recensiti con passione da un manipolo di aficionados, e altre iniziative nello stesso spirito ci hanno fatto compagnia: congratulazioni a tutti. E grazie soprattutto a Ivan.

Mi resta solo un pugno di giochi da recensire, prima di cominciare l'operazione di riscrittura per il libro, quindi se avete qualche titolo - magari non conosciutissimo - che vi sta particolarmente a cuore, e che volete che io esamini, scrivete qua due righe!

Non ho mai avuto un SNES, ma c'era un titolo che dalle immagini e dalle recensioni mi ha sempre intrigato: Unirally.
Te lo lascio come sugggerimento, vedi tu :)

Offline mog_tom

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Re: SNESsentials
« Risposta #466 il: 04 Ago 2019, 08:47 »
Deae Tonosama Appare Ichiban (1994, Tokyo Design Center/Sunsoft, Azione)



Nel ventaglio di emozioni che i giochi cercano di suscitare, lo straniamento occupa un posto tutto suo. Pochi sono gli sviluppatori che godono nel sentirsi dire "ma cosa vi siete fumati?", e ancora meno quelli che sanno coniugare bizzarria e maestria.

Ciò non toglie che, negli anni Novanta, il Giappone si scoprì infatuato della figura del culturista ammiccante, e ad essa tributò una manciata di giochi assurdi destinata a far parlare di sé. Attaccato alle bretelle di Cho Aniki, c'è questo picchiaduro a scorrimento, con visuale dall'alto, che muove i primi passi nell'epoca Sengoku.

Qui s'incontrano il Signorotto Stupido e il Principe Stupido, due giovani regnanti. Uno giapponese e uno francese, ma entrambi inadeguati al ruolo ricoperto, tanto che i rispettivi e pompatissimi padri, dall'oltretomba, sono pronti a possederli (non in quel senso) e a dispensare giustizia sotto forma di pugni atomici, capaci di fare a brandelli ogni boss in un paio di colpi.

Già, perché i due protagonisti vanno alla guerra armati solo di ventagli e rose scarlatte, ignorando che il loro viaggio li porterà ben oltre i confini della Terra. Ma se il magico indicatore si riempie oltre il 50%, in ogni momento ci si può tramutare in un colosso tutto deltoidi, sia pure per qualche secondo.

Così, con qualche libertà nell'ordine dei livelli da affrontare, i due blasonati cretinetti cominciano un'avventura il cui senso sta tutto nello scoprire quali folli nemici ci attendono dietro l'angolo, e come averne ragione senza troppi patemi.



Merita oggi? La demenza è nulla, senza controllo. Un design un po' trascurato e una programmazione pedestre confinano Deae Tonosama nel recinto delle semplici curiosità, dal quale potranno salvarlo solo un'eventuale traduzione amatoriale, che ne preservi l'umorismo, e un compagno di joypad per voi.
« Ultima modifica: 04 Ago 2019, 08:56 da mog_tom »
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Offline MaxxLegend

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Re: SNESsentials
« Risposta #467 il: 04 Ago 2019, 13:03 »
In pratica è la versione demente di Pocky & Rocky / Kiki Kaikai.
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Offline Jello Biafra

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Re: SNESsentials
« Risposta #468 il: 07 Ago 2019, 09:29 »
Lo volevo mettere io il mitico Tonosama! Poi però non ci ho avuto voglia.

Nosferatu
(Seta, 1994)



Incrocio magistrale fra gioco di piattaforme cinematico a là Prince of Persia (dal quale viene mutuata la struttura di base, la mobilità acrobatica ed il gusto per la creazione di sempre più lunghe e complesse catene di enigmi ambientali) e picchiaduro a scorrimento (i cattivi vanno picchiati a sangue con un parco mosse discretamente ampio e articolato), arrivato dopo uno sviluppo lungo e travagliato (lo annunciarono addirittura nel 1991), Nosferatu è uno dei tesori meglio nascosti della ludoteca SNES. Non raggiunge la perfezione del maestro in quanto per equilibrio, inventiva e coesione l'opera di Menchner rimane irraggiungibile, ma, fra valori produttivi elevatissimi, estrema cura al dettaglio, grandiosa atmosfera horror ed una messa in scena spettacolare, il risultato è garantito. Molto difficile ma anche molto appagante, dura poco per fortuna ed il ritmo è di conseguenza sempre intensissimo.

Merita oggi? Non un capolavoro assoluto ma uno dei migliori ibridi fra azione ed avventura disponibili sul 16bit targato Kyoto, con il valore aggiunto di dare un affascinante visione nipponica di un genere prettamente occidentale.



Offline mog_tom

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Re: SNESsentials
« Risposta #469 il: 11 Ago 2019, 09:43 »
Marvelous: Mouhitotsu no Takarajima (1996, Nintendo, Azione/Avventura)



Avete mai provato a progettare un puzzle per un videogioco? È un bel giramento di testa, perché dev'essere adeguato al contesto, non troppo difficile, e magari anche comprensibile per tutti. Così da farci proseguire nella partita con l'impressione di essere persone più scaltre della media.

È all'incirca da quando Harrison Ford si fece inseguire da un pietrone rotolante, che ci aspettiamo di trovare puzzle nei nostri giochi: c'è chi addirittura se li va apposta a cercare. E con Marvelous, qualcuno di voi già lo sa, inizia la carriera di Eiji Aonuma, per un ventennio primo violino degli Zelda, ma soprattutto uomo capace di trasformare in rompicapo ogni e qualunque cosa.

Col vecchio - ma sempre buono - motore di A Link To The Past a disposizione, Aonuma tesse una storia un po' Stevenson e un po' Goonies. Ci sono tre ragazzini, che chiameremo Pippo, Palla e Pertica, in campeggio estivo su di un'isola, che ovviamente si rivelerà piena di forzieri & bucanieri.

Per andare al salvataggio della vostra capo-scout li comanderete tutti e tre, alternando il capobanda e, quando la situazione lo richiede, separandoli come si faceva in The Lost Vikings per sfruttare al meglio le prerogative di ciascheduno. Spesso, l'ispezione di ciò che ci sembra sospetto, richiamerà una schermata in soggettiva, riconducendo Marvelous con prepotenza al genere delle avventure, per quanto ingentilito dal tocco della grande N.

Avventura vuol dire spesso portarsi dietro un sacco di carabattole raccolte in giro, ma per fortuna il gioco non esagera troppo su questo fronte, e la maggior parte degli oggetti utili sarà contestuale al capitolo in corso. Pregevole è il fatto che contro i boss si debba spremere il cervello più che il pad.

Il colpo da maestro, però, è la figura del mefistofelico uccellino Pluck, pronto a svolazzarvi intorno ogni volta che richiamate i vostri compari col fischietto. Al modico prezzo di una Roccia della Fortuna, valuta di gioco, il crudele cocorito sarà sempre pronto a fornirvi indizi sull'enigma che vi sta tormentando. E cosa vuoi che sia un aiutino, non lo saprà nessuno...



Merita oggi? Nascosto per anni nel catalogo giapponese, Marvelous è un piccolo gioiello che ripropone il meglio di Link's Awakening: un pò di esplorazione e qualche combattimento in ambienti non sterminati, ma ricchi di mistero.

L'unico motivo buono per non giocare a quest'avventura lunga un'estate è che odiate gli enigmi: inizia qui, infatti, il regno di terrore di Eiji Aonuma, e si capisce perché Miyamoto l'abbia voluto con sé: progettare puzzle è dura. Per i solutori più che abili, sarà invece un'occasione unica di raccogliere con mano un po' di polvere di stelle, caduta da una lontana cometa.
« Ultima modifica: 11 Ago 2019, 09:47 da mog_tom »
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Offline Ifride

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Re: SNESsentials
« Risposta #470 il: 11 Ago 2019, 09:55 »
Copertina bellissima tra l'altro.
http://www.flickr.com/photos/gaetanocrisafulli/?details=1
Sto giocando a Fire Emblem: Three Houses

Offline mog_tom

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Re: SNESsentials
« Risposta #471 il: 31 Ago 2019, 17:05 »
Do-Re-Mi Fantasy: Milon no Dokidoki Daibouken (1996, Hudson, Azione)



La prima avventura del soldo di cacio Milon uscì su NES con due anni di ritardo rispetto al Giappone, tempo bastevole a rendere il suo oscuro e farraginoso platform oggetto di scherno e infamia. Sicché, nonostante avesse il blasone di Hudson Soft, al posto di perdersi nella risacca degl'imitatori di Mario, Milon's Secret Castle parve tragicamente inadeguato in mezzo ai successi di una console già matura.

Trascorso un decennio, più nessuno ricordava il nanetto sparabolle, ma egli in segreto studiava affacciandosi ogni tanto al sole. Venne quindi il giorno di prendersi la rivincità, prima di sparire di nuovo in un anonimo rompicapo per DS.

Do-Re-Mi Fantasy dimostra in ogni momento la bontà delle sue basi, tratte da Super Mario World e ulteriormente limate. Milon fa tutto ciò che deve fare solo con un paio di pulsanti, cavandosela con dei livelli immaginifici e ben progettati, dai quali si può sempre uscire premendo Select.

La ritirata strategica ci servirà a sfruttare altrove gli oggetti raccolti, perché la progressione è vincolata al ritrovamento di cinque coppie di crome per ogni mondo del gioco. Nelle storie di Milon saltano sempre fuori degli strumenti musicali, e qui c'è una colonna sonora fuori parametro, forse il miglior lavoro di Jun Chikuma dopo aver composto per tanti giochi di Bomberman.



Merita oggi? Milon, divenuto caldo, carino e commerciabile, ci chiede di perdonargli la débacle del vecchio Secret Castle in maniera ruffiana ma efficace. Diventa, cioè, un gioco di piattaforme per tutti i gusti nel quale è facile perdersi per un'oretta di tranquillità. Come dargli torto?
« Ultima modifica: 31 Ago 2019, 17:11 da mog_tom »
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Offline mog_tom

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Re: SNESsentials
« Risposta #472 il: 22 Set 2019, 10:40 »
Archer Maclean's Super Dropzone (1994, Eurocom/Psygnosis, Azione)



Dove sei oggi, signor Maclean? Forse ti ricordi di quando, subito dopo il crollo di Atari, le rapisti con destrezza il gagliardo Defender. Da quel coraggioso sparatutto, uno dei primi a rompere il paradigma di Space Invaders, clonasti non senz'arte il tuo Dropzone.

Questa marachella da Prometeo, e altre ancora, ti valse il nome in copertina per tre o quattro generazioni di videogiochi, una piccola sfrontatezza che tuttavia i sudditi di Elisabetta hanno sempre gradito. E per non lasciare a secco gli anni Novanta, mettesti a riscaldare la tua minestra spaziale.

L'astronauta pasticcione di Dropzone torna quindi sulle lune di Giove in risposta all'esse-o-esse dei coloni. Questi sono vessati da un'armata di oggetti volanti che non si fermano ai blocchi della Polizia, e vogliono rapire tutte le placide pallozze viola sparpagliate in superficie, prima che possiate riaccompagnarle alla base una per una.

Come nell'originale, la difficoltà non sta tanto nel polverizzare a suon di laser le ondate nemiche, quanto nel padroneggiare l'andirivieni del cosmonauta che schizza come una saponetta imburrata: per lui l'inerzia è un'inezia. Meglio quindi imparare ad usare il tasto dello scudo, che vi rende impermeabili ad amici e nemici, soprattutto quando è in arrivo ad abbracciarvi il maledetto alieno rosso.



Merita oggi? Di Super qui c'è pochino: qualche arma in più, e un ridotto cast di mostruosità di fine livello a intervallare l'azione. Il sor Maclean avrebbe potuto osare, magari aggiungere della musica di sottofondo... non ha tradito, in ogni caso, la formula originale.
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Offline mog_tom

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Re: SNESsentials
« Risposta #473 il: 13 Ott 2019, 16:54 »
Power Drive (1994, Rage Software/US Gold, Sportivo)



A bordo pista non si è ancora diradato il polverone, che già si vede una sagoma che sgomita. È un italiano, si porta in prima fila indicando le macchine in procinto di svanire dietro la curva. Urla, e tutti urliamo con lui:

"Ma è come World Rally Championship della Gaelco?"

Dipende, caro compatriota. Power Drive assomiglia a quell'immortale classico barcellonese, che dovette essere tolto dai bar a schioppettate, in maniera proporzionale alla vostra abilità di guida. La vostra carriera di piloti inizia su una Mini Cooper S o una Cinquecento Turbo, che già vi seccano l'esiguo budget, e solo una volta sopravvissuti alla prima crudele ora di gioco potrete mettere il culo su qualcosa di paragonabile a un'auto da corsa.

Nel frattempo, fra prove cronometro, sfide su circuito e deliranti prove di abilità, avrete già iniziato il vostro giro del mondo. Tenete un occhio al portafoglio, l'altro alle percentuali di danno del veicolo, e il terzo occhio sul tracciato, perché uscire dal centro della carreggiata vuol dire sacrificare secondi.

A proposito di secondi, anche una performance non esaltante vi permette di continuare nell'impresa. Ma presto vi renderete conto che senza strappare un buon premio alla gara, rimarrete con una carretta vecchia e malandata, fonte più di preoccupazioni in officina che di una guida degna di questo nome.



Merita oggi? Un po' meno arzillo della sua versione su Mega Drive, il gioco di Rage Software non perdona i rellisti della domenica. Ci vuole grinta per sopravvivere ai capricci del clima, e ancor più grinta per approfittare degli errori fatti in curva dal vostro avversario digitale. Nessuno vi regalerà niente, men che meno un semiasse nuovo.
« Ultima modifica: 13 Ott 2019, 17:00 da mog_tom »
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Offline RBT

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Re: SNESsentials
« Risposta #474 il: 13 Ott 2019, 17:04 »
Power Drive (1994, Rage Software/US Gold, Sportivo)

A bordo pista non si è ancora diradato il polverone, che già si vede una sagoma che sgomita. È un italiano, si porta in prima fila indicando le macchine in procinto di svanire dietro la curva. Urla, e tutti urliamo con lui:

"Ma è come World Rally Championship della Gaelco?"

Dipende, caro compatriota. Power Drive assomiglia a quell'immortale classico barcellonese, che dovette essere tolto dai bar a schioppettate, in maniera proporzionale alla vostra abilità di guida. La vostra carriera di piloti inizia su una Mini Cooper S o una Cinquecento Turbo, che già vi seccano l'esiguo budget, e solo una volta sopravvissuti alla prima crudele ora di gioco potrete mettere il culo su qualcosa di paragonabile a un'auto da corsa.

Nel frattempo, fra prove cronometro, sfide su circuito e deliranti prove di abilità, avrete già iniziato il vostro giro del mondo. Tenete un occhio al portafoglio, l'altro alle percentuali di danno del veicolo, e il terzo occhio sul tracciato, perché uscire dal centro della carreggiata vuol dire sacrificare secondi.

A proposito di secondi, anche una performance non esaltante vi permette di continuare nell'impresa. Ma presto vi renderete conto che senza strappare un buon premio alla gara, rimarrete con una carretta vecchia e malandata, fonte più di preoccupazioni in officina che di una guida degna di questo nome.

Merita oggi? Un po' meno arzillo della sua versione su Mega Drive, il gioco di Rage Software non perdona i rellisti della domenica. Ci vuole grinta per sopravvivere ai capricci del clima, e ancor più grinta per approfittare degli errori fatti in curva dal vostro avversario digitale. Nessuno vi regalerà niente, men che meno un semiasse nuovo.

😍 metti delle immagini pls.

Lo comprai credo nell autunno del 93 o 94, ricordo ancora il prezzo stracciato per l epoca di 64,000 lire, preso nell insolito negozio fu meteora nel corso di città, quello che in vetrina aveva la PSX con il primo picchiaduro 3d Toshiden?

Lo divorai. La leggenda voleva che una volta finito si sbloccava la Deltona. E chissa chi ha finito il postgame ancora più difficile. Sbavavo sulla rivista di mio cuggino, Consolemania? perché ero troppo pischello per comprare riviste, e sognavo un gioco come quello che appariva come un miraggio, il temuto World Rally Champion della Gaelco, che quando lo beccavi in sala era come essere dentro un sogno.

Cos ha in meno della versione Megadrive? Quasi mi fai venire in mente che forse proprio su Consolemania lo recensirono per entrambe le console.

 :cry:







« Ultima modifica: 13 Ott 2019, 18:42 da RBT »
PS4: RBT_ps  -->add me!
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Re: SNESsentials
« Risposta #475 il: 14 Ott 2019, 07:40 »
È di un briciolo meno veloce.
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Offline RBT

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Re: SNESsentials
« Risposta #476 il: 14 Ott 2019, 20:10 »
È di un briciolo meno veloce.

Tutto qui? Grazie, non lo sapevo.

Comunque se ci penso e a veder le foto direi il miglior rally per SNES, WRC per SNES (quello con la visuale da cockpit) mi pare un pò troppo sempliciotto.

Ecco, per restare in tema rally, una scarrellata prima seconda ci starebbe ergo una tua rece su wrc dopo Powerdrive.



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