Autore Topic: PLAYSTATION Official  (Letto 7877 volte)

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Offline MaxxLegend

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Re: PLAYSTATION Official
« Risposta #90 il: 12 Apr 2019, 10:10 »
La cosa più bella che ricordo del periodo PSX fu quando, dopo una indecisione con punte quasi drammatiche, mi decisi a modificarla. Lo feci perché mi resi conto, quasi subito che io stavo navigando solo sulla superficie dei giochi che PSX offriva. Me ne rendevo conto ma non avevo ancora scelto.
Non mi era bastato evidentemente giocare a King's Field 3, con sopra scritto King's Field 2. No.
Quello non mi aveva aperto gli occhi, non del tutto, almeno.
Noi siamo, siamo stati e saremo sempre, il terzo mondo dei videogiochi.
Quando andai in Giappone entrai dentro una sala giochi, tutti giocavano ad una specie di Dinasty Warriors olografico, una roba assurda da raccontare, figurarsi da vedere. Anche se sembrava più Sengoku Basara, alla cassa compravano carte, in piccoli pacchetti, tipo Magic.
Poi le sbustavano, e quando il mazzo era "ok" mettevano i gettoni, facevano la scan delle carte e sul cabinato comparivano i loro combattenti, poi, in un tripudio di effetti speciali, iniziava la battaglia, con un tale casino di icone, da avere il mal di testa. Comprai un pacchetto da 6ooY, ma subito dopo mi venne detto in uno stentato e cordialissimo inglese

"Sory but...this game is...for us"

Quel for US fu una autentica pugnalata a tradimento, eppure mi rendevo conto che non avrei mai avuto un posto riservato. Un po' come negli MMO coreani. Il Giappone è sempre stato così per noi occidentali. Ci puoi vivere per vent'anni ed oltre, ci puoi fare una serie "A Otaku in JP" potrai essere anche la più grossa gnocca cosplayer/influencer, ma prima o poi, ti arriverà un "For Us".
Quando meno te lo aspetti, magari durante una cerimonia religiosa, particolarmente sentita, o su una panchina. Chi può dirlo. Ho visto video di qualche "turista di lunga permanenza" che sbottava offesa perché le era stato detto che "Lo yukata non è per forme occidentali" ma quello è solo l'inizio.
Ecco, per farla breve, il fantomatico FOR US è quello che moddando la PSX, speravo di evitare, da lì in futuro. E che ho evitato, per certi versi, anche se con una certa consapevolezza di fondo: non avrei mai potuto godermi giochi interamente in ideogrammi giapponesi.
Dopo questo pistolotto, ecco perché posso parlarvi della strafica Azito Series.

Azito

[Azito 3 nella pic]

Perché l'ho scoperta tramite un flyer presente in un altro gioco JAP, ed incuriosito, non capivo nemmeno cosa fosse, ho indagato un pochino, praticamente solo in pagine JAP ho recuperato parte delle info che qui trovate e naturalmente provato a giocare.
Vi confesso che non avevo capito nemmeno che tipologia di gioco fosse.
Azito è, in pratica, una serie strategica e fortemente simulativa in cui noi dobbiamo costruire una base per i nostri amati robottoni. Anziché guidare i robot, dobbiamo gestire la base che li ospita. In poche parole la serie è questo. Vi vedo già schizzare sulla sedia, su ebani o RomIso, perché è una cosa estremamente figa. La parola Azito (Ajito) in giapponese significa pressappoco "Super Base Nascosta" ed infatti, la mitica Fortezza delle Scienze del leggendario Mazinga Z, era appunto una super base scientifica. Però calma, i mitici robot di Nagai non ci sono in questo gioco. In Azito, il giocatore assumeva il ruolo di comandante principale di una base segreta. Le armi, sotto forma di mech/robot, erano sviluppate ed utilizzate per difendere la base segreta dagli attacchi nemici. Ma c'è molto da dire. Il giocatore/comandante responsabile della sua base Ajito, doveva costruire strutture come un centro di comando, un centro riparazioni, una stazione medica e molte altre strutture, lo stile era vagamente alla Command and Conquer, ma la visuale era in una graziosa grafica bidimensionale, ricca di dettagli. Essendo responsabili dello stabilimento, il finanziamento in toto della base era gestito interamente da noi, attraverso la produzione e la vendita dei nostri prodotti/robot/armi. L'obiettivo in Azito era quello di sviluppare armi come eroi e mostri e attaccare (o difendersi) forze avversarie e distruggerle. Semplice, ma complesso, perché essendo giapponese, è pieno di minuziosi menu, interfacce e cose simili, non è semplicissimo, sulle prime. Al principio della serie, il primo episodio è del 97, è sviluppato da ASTEC 21 (Astec Two One) che fecero solo un gioco di backgammon in giapolandia, prima di Azito.
Quando l'IP viene venduta cambia anche nome, ma resta sostanzialmente lo stesso gioco. nel primo capitolo le nostre creazioni robotiche erano tutte originali, ma con il tempo, e precisamente con Azito2 [PSX] e Ajito3 [PSX] e sopratutto Azito 3D [Nintendo 3DS], le creazioni di Toei ed Ishimori-Pro compaiono nella serie come Tetsujin 28 o Cyborg 009 o Kamen Raider. Con la pubblicazione del gioco presso Banpresto del Gruppo Bandai, ben presto arriveranno capitoli spettacolari come Azito x Tatsunoko uscito solo per One e che ovviamente è stupendo, potendo contare sul vasto franchise di Tatsunoko Prod (Yattaman vi dice qualcosa?)

L'obiettivo del gioco è sempre il medesimo, e cioè continuare ad espandersi, un po' come Fallout: The Shelter e proteggere con successo la nostra base segreta dagli invasori. L'esclusiva miscela di Azito di risse kaiju e pianificazioni attente della base, come per esempio creare il giusto numero dei power supply/reattori atomici, per far funzionare tutto, lo rende un gioco particolarmente gustoso quando si capisce almeno dove cliccare, i controlli sono molto intuitivi, ma spesso ci si perde dentro menu piuttosto complessi.
Va detto inoltre, che la comprensione della lingua giapponese è necessaria, in alternativa è possibile fare qualche ricerca mirata e capire almeno il significati degli ideogrammi come "costruisci" oppure "cancella" e così via, non è un gioco da affrontare alle 22:00 insomma. La base segreta inoltre, deve essere protetta per essere completata. Il giocatore per esempio non può attaccare le basi nemiche, ma solo intercettare le unità nemiche. Poiché il giocatore sceglie i propri attributi con l'aiuto di personale specializzato, è possibile sviluppare una varietà di armi enorme e l'aspetto della base cambierà in base a ciò che viene sviluppato. Nel primo Azito non si poteva scegliere, ma successivamente, potremo anche edificare e scegliere di essere una base del super cattivo. Il gioco possedeva infine una caratteristica invidiabile, era possibile scambiare i progetti delle nostre armi con altri giocatori tramite memory card, caratteristica scomparsa e di nessuna utilità adesso, ma all'epoca, nacquero intere chat in Jp di folli progettatori e scienziati pazzi.

PS. Se riesco a convincere qualche amico che sa leggere il giapponese bene, lo portiamo sul canale di Videogiochi e Sofà. Non siamo nuovi a portare giochi FULL JAP (portammo Hungry Ghost [PS2] qualche mese fa)

TFP Link :: https://www.youtube.com/watch?v=D5Ca3eUt2fE

Aspé aspé. Va bene tutto: il giapporazzismo, la base segreta, i Kaiju che si menano, ma tu mi devi linkare il gameplay di Hungry Ghost! Quello è uno dei miei most wanted, non ci ho mai giocato!
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Offline Darkamon

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Re: PLAYSTATION Official
« Risposta #91 il: 12 Apr 2019, 21:35 »
@Mr.Pickman, grazie.

Questi racconti/recensioni/flussi di coscienza di oscuri giochi giapponesi sono fantastici!
Adepto della chiesa di Fand.

Offline Mr.Pickman

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Re: PLAYSTATION Official
« Risposta #92 il: 13 Apr 2019, 00:47 »
Aspé aspé. Va bene tutto: il giapporazzismo, la base segreta, i Kaiju che si menano, ma tu mi devi linkare il gameplay di Hungry Ghost! Quello è uno dei miei most wanted, non ci ho mai giocato!

ahahaha ma vieni anche te una sera uomo!!!
La puntata è questa: TFP Link :: https://www.youtube.com/watch?v=nBcOIGJjZf4
Per una sfiga innominabile, non ho partecipato (meglio a mio dire...) e non ho potuto raccontare mare e morti di sto gioco (mi rifarò, mi è pure arrivata la guida e la Limited)
Engioi.
 
GAMER MAY CRY: ATTACK ON TITAN 2 - LE ALI DELLA LIBERTÀ DI OMEGA FORCE https://gamermaycry.blogspot.com/2018/12/attack-on-titan-2-le-ali-della-liberta.html

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Re: PLAYSTATION Official
« Risposta #93 il: 13 Apr 2019, 00:49 »
@Mr.Pickman, grazie.

Questi racconti/recensioni/flussi di coscienza di oscuri giochi giapponesi sono fantastici!

ahahaha grazie :) La notte porta coniglio

 
« Ultima modifica: 13 Apr 2019, 12:24 da Mr.Pickman »
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Re: PLAYSTATION Official
« Risposta #94 il: 15 Apr 2019, 12:35 »
Ci sto prendendo gusto.

Nuova puntata, nuovo ricordo da sbloccare ;D
Da che ho memoria, ho sempre cercato come una falena attratta dalle lampade che sfrigolano d'estate, i giuochi horror. Sia che si trattasse di titoli famosi e celebrati come Dino Crisis o titoli molto meno popolari, come Vampire Countdown o il conneriano Overblood, i giochi horror mi hanno sempre attratto moltissimo. E come suddetta falena spesso sono finito a friggermi le ali, con giochi [BOI] Brutti, Osceni ed Immondi. Nella mia ricerca costante, famelica ed infinita a voler giocare a quanti più giochi horror possibili per ogni piattaforma esistente, sono incappato in questo The Note.
Quel giorno pioveva a dirotto. Il mio spacciatore ufficiale, di giochi PSX, per la prima volta, mi aveva telefonato dicendomi che il prossimo "carico" era pronto. Ero uscito di casa piuttosto in fretta, sapevo che aveva recuperato i titoli che gli avevo richiesto, e realizzai molto presto che non aver preso l'ombrello, per questa pioggerella, fu un grosso errore. Ad ogni modo, lo incontrai, bagnato fradicio. Tra i vari giochi c'era questo The Note. Il bello è che non lo avevo affatto richiesto. Non sapevo nemmeno che esistesse. Lo scaricò, lo masterizzò, perché gli sembrava carino. La scusa ufficiale per appiopparmelo e sfilarmi 5 milalire fu questa. Resse perché disse aggiunse la parola magica per vincere le mie resistenze.
"È un horror, ed è in ita" Bastava quello. 

Koukai Sarena Katta Shuki: The Note



Koukai Sarena Katta Shuki: The Note è un gioco decisamente originale, un ibrido legnoso, è bene dirlo fin da subito, tra King's Field, Un'avventura punta e clicca, Shadow of Memories [PS2] prima che venisse anche solo pensato e infine l'onnipresente Resident Evil. Se questo mischione vi sembra quantomeno bizzarro, allora avete realizzato quanto sia originale questo gioco che conoscono quattro gatti, due dei quali, zoppi e senza coda. Essenzialmente come tutti i giochi semi sconosciuti, questo non è nemmeno mai uscito in nordamerica, è parecchio interessante. Perché, al di fuori della territorialità un po' strana in effetti, è un titolo davvero ispirato da una originalità pazzesca di fondo. Ma andiamo per ordine.
La trama è ovviamente super-macabra, non poteva essere altrimenti. Il gioco è ambientato nel Gennaio del lontano 1997. Il protagonista è Akira, un giornalista freelance specializzato in occulto e studi sul paranormale, testimone lui stesso, di alcune esperienze vissute in prima persona. Il nostro Akira riceve una visita da una misteriosa donna che gli racconta della figlia (Linda) partita per un viaggio con i suoi amici (Toshi e Dave) i tre facevano parte del gruppo di ricerca dell'occulto di una scuola superiore, tutti spariti.
Benissimo, e secondo voi come può procedere questo plot? Semplice, Akira accetta di cercare la figlia della donna e i ragazzi. Va puntualizzato che le ultime cose che la donna ha ricevuto da sua figlia sono la foto di una vecchia villa in rovina, da qualche parte in Europa, e quelli che sembrano scatti di alcuni spiriti soprannaturali. Ottimo. Della serie, Project Zero? Mai sentito. Due settimane dopo questo fortunatissimo incontro, Akira e la sua compagna Angela, si trovano in un remoto villaggio europeo di fronte alla stessa villa mostrata nelle foto. Perché se devi morire e rischiare la vita, almeno è meglio trascinare all'inferno anche la tua dolce metà. E da qui, si inizia il gioco.     


"This Mansion is GIAIGANTIC"
(si noti il dress code di Angela, degno della Pivetti)

Il gioco è davvero unico nel suo genere.
Non appena si entra nella casa, ci si rende conto delle numerose caratteristiche del gioco che includono pochi menu di gioco ma estremamente intuitivi e funzionali e spostamenti sulle 4 direttrici motorie e direzionali. In questo assomiglia molto a King's Field, in aggiunta con triangolo e quadrato si alza ed abbassa lo sguardo. La cosa più sorprendente è che la nostra visuale simula la palpebra umana, ogni tanto l'immagine si chiude per simulare lo sbattimento dell'occhio, ed è anche il nostro misuratore di punti vita, più l'immagine dei restringe ad ellissi, per simulare l'apparto visivo appunto, più abbiamo pochi punti vita. Geniale. Gli angoli dello schermo sono leggermente ovali, tuttavia questo stratagemma non è affatto fastidioso e contribuisce molto all'atmosfera. Gli ambienti del gioco sono estremamente spogli, dopotutto è una PSX, eppure sono a modo loro affascinanti, nella loro squadrata bruttezza. La carica innovativa di questo gioco può essere spiegata facilmente con il primo esempio di gioco.

C'è un orologio a pendolo nella prima stanza, apro il menu, seleziono "controlla" e il gioco mi dice "c'è poca luce". Così, per sbeffeggiare la logicità che sapevo alla fin fine non poteva esserci nel gioco del Team Bughouse, mi avvicino baldanzoso alla tenda della finestra, volevo prendere in castagna il gioco, se ve lo state chiedendo. Seleziono "TIRA" sempre nel menu a scomparsa, e la tendina...SI APRE!
Resto sbigottito, sulle prime. L'apertura delle tende in The Note non è solo un piccolo ed insignificante orpello estetico, ha una specifica funzione di game design, portare più luce nelle stanze, a volte aiuta a risolvere un puzzle o sconfiggere un nemico. E questo è solo l'inizio.
Durante il gioco possiamo accendere le candele a muro, ma prima di farlo dobbiamo sbarazzarci dei pipistrelli che altrimenti le spengono sbattendo le ali! Possiamo uscire dalla casa e comprare oggetti come fiammiferi, munizioni, petrolio, medicine, antidoti, alla base di ogni nostra esplorazione ed enigma, perché risolvere il mistero metterà a dura prova la nostra capacità di deduzione ed osservazione.


50,000 dollarazzi? Ho il dubbio che non potrò aumentarli. E che mi dovranno durare fino alla fine.

In realtà il vero ed unico dramma di The Note è il combattimento. Sparare con l'arma è ostico, non abbiamo infatti mirini dell'arma sullo schermo. Per colpire i nemici, all'inizio topi, pipistrelli e lupi, bisogna inquadrarli al centro del nostro "occhio" e sparare, e sulle prime, non sarà facile, ma ci si prende la mano presto, per fortuna. C'è inoltre la possibilità di assegnare 4 comandi o azioni specifici ai pulsanti (R1, R2, L1, L2) con un apposito menu a tendina, così che sia facile sparare e caricare il fucile (se scarico non si ricarica in automatico) ma possiamo decidere la migliore configurazione possibile e cambiarla quando vogliamo. In termini di gioco, la maggior parte delle volte in The Note siamo esploratori in un lento vagabondaggio per cercare di scoprire con quale azione iniziare per svelare un enigma. Per esempio, spesso osservando oggetti è semplice collegare un'azione logica ---> caminetto --->legna. Ma non sarà mai semplice. Il gioco non fornisce molti suggerimenti su dove andare o cosa fare esattamente. A volte la risposta a qualche enigma, potrebbe essere molto logica. Per esempio "Attendere" di fronte a una porta e, trascorso questo periodo di tempo, entrare. Oppure spegnere tutte le luci ed utilizzare elementi del nostro menu [CONTROLLA] [GIRA] [SPINGI] etcc. in una parte specifica della stanza e così via. Nella Villa non saremo soli, spesso incontreremo NPC che ci daranno appuntamenti specifici ad ore prestabilite, un orologio da taschino in nostro possesso, ci permetterà di incontrarli spostando in avanti le lancette. Alcuni offriranno un aiuto, altri...beh, se lo giocherete, non voglio togliervi la sorpresa.


"Sono Giapponese"

The Note uno stranissimo survival horror in prima persona, Atsushi Horikawa (main programmer) lavorerà anche su Riven, il seguito del mitico Myst, quindi è interessante questo aspetto. Si vede il tentativo (l'ennesimo) di portare sulla PSX titoli originali ed innovativi.

TFP Link :: https://www.youtube.com/watch?v=bU1cYWpPOEM
GAMER MAY CRY: ATTACK ON TITAN 2 - LE ALI DELLA LIBERTÀ DI OMEGA FORCE https://gamermaycry.blogspot.com/2018/12/attack-on-titan-2-le-ali-della-liberta.html

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Re: PLAYSTATION Official
« Risposta #95 il: 15 Apr 2019, 13:06 »
Che chicca!
Penso sia uno dei pochi giochi per PSX di cui non conoscevo l'esistenza.  :hurt:  :yes:
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