Autore Topic: PLAYSTATION Official  (Letto 18363 volte)

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Offline Laxus91

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Re: PLAYSTATION Official
« Risposta #120 il: 30 Apr 2019, 18:47 »
Complimentoni a Pickman (best utente ever, una sorta di enciclopedia del videoludo vivente!) e ai contributi degli altri, di Max, Jello, Floyd e così via.
In tempi recemti mi son dato al recupero di materiale arcade, sega, ma anche amiga e jaguar.
Della PS1 pensavo di conoscere di tutto ed invece entro qui e 0rende randellate in faccia!
Toccherà applicarmi e recuperare.
Pemso si possa parlare di emulazione?
Ebbene grazie all'enulazione si riesce ad accedere a tutto (e di più) comodamente, e penso anche di non far danno a farlo oggi (ed esclusivamente con titoli vecchi di almeno 20 anni e irreperibili).
Il vero retrogaming è quello fisico (a tal proposito permettetemi di citare il canale Twitch e Youtube Kenobisboch che ho iniziato a seguire da poco e raramente ho assistito a tanta passione e amore, oltre che competenza, per il retrogioco.
Adesso per esempio stanno facendo degli speciali per due settimane sulle prime perle di Konami per arcade, di fatto rendemdo un vero omaggio alla casa in occasione del 50o anniversario che Konami ha deciso di festeggiare con quella collection dalla pessima scelta di titoli).

Offline Jello Biafra

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Re: PLAYSTATION Official
« Risposta #121 il: 01 Mag 2019, 10:22 »
Si diceva del "vorrei ma non posso", che ha generato giochi minorissimi ma sempre molto, molto affascinanti.

Circuit Beat voleva ma non poteva essere Ridge Racer:

TFP Link :: https://www.youtube.com/watch?v=j6G-kZMUMEc

Ma i valenti programmatori Prism Arts non si dettero per vinti, e quindi cambiarono obiettivo e con Rally de Africa e Rally de Europe, tirarono fuori due piccoli gioielli che, nonostante volevano ma non potevano essere SEGA Rally, ne proponevano un ottimo surrogato su piattaforma Sony:

TFP Link :: https://www.youtube.com/watch?v=KWbr1QlttXE
TFP Link :: https://www.youtube.com/watch?v=6E25IWCdcvI

Erano bravi, i programmatori della Prism Arts. Chissà che fine hanno fatto. Cercando un po' in rete non risultano ulteriori giochi dopo Rally de Europe, il sito ufficiale, dal quale si evince che nel 2018 è diventato presidente Hiroyuki Fujimoto (un passato in Toaplan, direttore dei due Rally de) e che la compagnia, dopo la breve parentesi videoludica, è tornata a fare quello che ha sempre fatto, e cioè connettori e tester per reti LAN.
« Ultima modifica: 01 Mag 2019, 14:59 da Jello Biafra »

Offline Mr.Pickman

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Re: PLAYSTATION Official
« Risposta #122 il: 06 Mag 2019, 17:58 »
Countdown: Vampires


Un altro gioco dell'epoca PSX che ricordo piuttosto bene, avendolo giocato fino allo svenimento è Countdown: Vampires un giochino davvero eccezionale, inaspettato e per certi versi rivoluzionario, perché non sono il primo ad aver notato che alcune meccaniche di questo semi sconosciuto titolo, verranno riprese paro-paro dai più famosi e rinomati survival horror che arriveranno negli anni successivi nell'industria, come Resident Evil: 0 o The Evil Within. Molte idee infatti provengono da questo "insignificante" gioco di terza fascia, dell'enorme libreria di giochi PSX, questo sconosciuto e sfortunato Survival horror. Non temo inoltre di far presente che questo titolo è uno dei giochi in assoluto più sfigati dell'intero cosmo e dell'intera ludoteca PSX, e alla grande. A discapito delle immancabili e proverbiali perplessità iniziali, che ravvisano fin da subito una netta somiglianza a RE, Countdown era davvero un titolo interessante, ricco di atmosfera e di carattere...ma ebbe una sfortuna a dir poco avversa, a cominciare dall'anno di rilascio, il videoludicamente prolifico anno 1999, fino ad arrivare ad essere incasellato da recensioni, giocatori, e ogni cosa ad esso associata, alla categoria "RE Clone". Può sembrare assurdo, ma ho provato a collezionare ogni cosa legata a questo gioco, compreso la guida SURVIVAL GUIDE, ovviamente (solo JAP) e pagata una sciocchezza (440Y - allego la foto dell'audizione vinta secoli fa) Adoro il suo mood.


Che poi di questo gioco non è che esista esattamente molto, anzi, tolta la guida, e l'immancabile CD audio con la BGM (notevole) si potrebbe dire che Bandai non ha mai saputo esattamente se cavalcare il fenomeno. Tutt'altro, ha proprio dimenticato questo gioco. Countdown Vampire è stato sviluppato da K2 LLC, una società giapponese di software fondata nel settembre 2000 dai veterani di SNK e Square (Mitsuo Kodama e Masanori Kuwasashi) conosciuta per lo sviluppo di molti episodi della famosa serie Tenchu o Enchanted Arms, ma pure Valhalla Knights e Dragon's Dogma. Curiosamente, questo è il loro primo gioco, e mostra del potenziale, verranno poi assorbiti e dispersi da Capcom, verso il 2007/2008. Una splendida cutscene (di Masahiro Nakata) ci introduce ad uno degli scenari di gioco più atipici mai visti in un videogioco, già, perché Vampire Countdown non è ambientato in un enorme e labirintico castello della remota Transylvania, e nemmeno in una città intera invasa da famelici succhiasangue, tutta l'avventura di questo particolarissimo survival horror si svolge dentro un casinò americano interrato: Il Desert Moon Casinò. RE del resto era ambientato dentro una sperduta villa, Deep Fear dentro un sottomarino/base, quindi K2 Bandai, se la gioca su un'ambientazione notevolmente originale, calando la mano su una architettura opportunamente resa lugubre e tetra.



Si comincia il tripudio di sangue e denti appuntiti facendo la conoscenza di Keith J. Snyder, il protagonista indiscusso del gioco, super omaggio anni novanta, testosterone puro, con tanto di tatuaggio tribale alla Seth Gecko (Dal Tramonto all'Alba). Questo figaccione dalla lingua sciolta e dai muscoli scolpiti è una testa calda assegnato (come misura disciplinare) a guardia del corpo di diversi VIP che avrebbero partecipato all'inaugurazione di un nuovo casinò a tema horror. Il nostro Keith aveva avuto uno screzio non meglio precisato che coinvolgeva il suo precedente socio, Wesley Simmons, quindi era stato assegnato come guardia di sicurezza o meglio gorilla, nella nuova mecca del gioco d'azzardo americano. Ovviamente le sue doti da ex-poliziotto faranno esattamente la differenza tra la vita e la morte di questo carnaio interrato a base di SS, splatter e sopravvissuti.


Keith, sei un tamarro

Come ci mostra il curatissimo filmato introduttivo l'inaugurazione del casinò non va esattamente benissimo, specialmente quando le immancabili cubiste si trasformano in autentici mostri succhiasangue con una dentatura simile alla fidanzata di Charlie Brewster, direttamente dal super cult anni ottanta Ammazzavampiri. I problemi peggiorano sensibilmente quando, dopo lo scoppio di un incendio, un misterioso liquido nero inizia a fuoriuscire dalle immancabili valvole di sicurezza, trasformando la stragrande maggioranza dei giocatori di slot e pachinko, in vampiri che divorano i sopravvissuti rimasti. Nella splendida intro succede più o meno la stessa cosa che accade in From Dusk Till Dawn, sangue, teste strappate, budella, morti, ottima premessa. Ma non temete, quando la situazione starà per precipitare seriamente, verremo salvati da un provvidenziale manipolo di militari, che non solo ci salverà le chiappe ma ci forniranno anche dei rudimenti per sopravvivere a questa minaccia, ovvero una pistola con qualche caricatore e acqua santa. Il resto è tutto in mano nostra. Ora Keith deve trovare la via d'uscita da questo fottuto casino sotterrano e nel mentre, cercare di salvare quante più persone possibili, non sarà affatto facile però.


Non c'è niente di meglio che affrontare vampiri a torso nudo.

Le meccaniche di gioco non lo rendono molto simile ai RE, onestamente, anche se la maggior parte delle recensioni che leggerete in rete affermano l'esatto contrario. Per esempio, RE non permette di "salvare" i nemici, qui invece accade piuttosto spesso. Utilizzando una pratica pistola a dardi (si tratta di un'arma secondaria) potremo sedare la maggior parte dei nemici che affrontiamo e cospargerli di "acqua bianca" che altro non è che nel gioco originale che "acqua santa" per ripristinare la loro umanità latente. Sì, il vampirismo è una condizione alla quale poter porre rimedio in questo gioco. Invece che ucciderli brutalmente, sarà sempre possibile optare per questa drastica soluzione, potremo salvare i nostri nemici ed è inutile specificare che alcuni celano la chiave del successo. Questo aspetto apre letteralmente il gioco a diverse soluzioni e incoraggia molto il giocatore ad usare un'ampia varietà di tecniche di combattimento se vuole "salvare" i nemici, anziché sterminarli. Con l'avanzare del gioco, appariranno inoltre sempre più creature alla tradizione "horror" come pipistrelli vampiri giganti, lupi mannari, mantidi umanoidi, citazione ante litteram a Dracula 3D di Argento, senza dubbio. E anche rospi giganti, molto simili agli Hunter e immancabili blob violacei. Un bell'assortimento di orrori, non c'è che dire.


Anche se è l'apocalisse, un giro di roulette lo faccio.

Countdown Vampires affronta la patria del Survival Horror con risultati davvero eccezionali. Anche se tutto sembra giocare a suo sfavore alla lunga, chiunque passi del tempo reale e non fittizio con Countdown:Vampires realizzerà fin da subito che si tratta un gioco con molti elementi unici e ben realizzati, con una sfida all'altezza, e un divertimento di fondo davvero spettacolare, che richiama senza dubbio RE ma nelle migliori sue caratteristiche. Perché l'ho definito sfigato nell'incipit quindi? Perché a cominciare dalla povera ma stilosa artworkcover JP, il pubblico non è mai stato destato più di tanto da questo gioco, come la controparte vampirica. La distribuzione del gioco è stata singhiozzante, la mancata localizzazione PAL che avrebbe aperto le porte ad un pubblico più vasto, la ristampa in un secondo momento con una terrificante artwork cover (NTSC-USA) non ha mai portato appassionati su questa serie, e del resto ammirate che vomito:



Peccassimo, perché Bandai cercò persino di lanciare un fumetto middle-american, testi americani, disegni giapponesi e fornì molti negozi di poster e flyer ma senza effetto alcuno.


Tutto questo non convinse il pubblico, sugli scaffali venne lasciato un buon survival-horror, complessivamente. Partiamo lesti dai punti di forza del gioco, grafica, artwork e chara design, ricordano moltissimo le migliori soluzioni Capcomiane, con una lunga galleria di personaggi stra-fighi, a cominciare dal protagonista, fino ad arrivare ad un cast notevole, che racconta, tutto sommato, una storia originale, ricca di colpi di scena che si perde sul finale però, a voler far la punta al paletto. Per tutta l'avventura, il gioco impiega alcune funzionalità collaudate dai giochi survival-horror più canonici, come frotte di nemici da annientare (o salvare...) chiavi per aprire porte, portoni, botole, pannelli e naturalmente enigmi-enigmatici, da risolvere in modo da poter trovare gli elementi necessari.


Countdown Vampires prende queste caratteristiche più di una volta clonando qualche idea da RE, ma nel complesso è un gioco riuscito. Il gioco ha persino un sistema di e-mail, i punti di salvataggio, proprio come la macchina da scrivere di RE o il telefono di Parasite Eve, sono computer collegati in rete che si trovano nelle stanze di sicurezza durante il gioco, documenti da leggere e materia solita dei SH. Una volta entrato nel PC/CASSA, è possibile spostare oggetti, leggere e-mail o salvare i progressi. È figo il fatto che i messaggi di posta elettronica cambino durante il gioco; dà davvero un senso fresco di cose che accadono fuori da Keith e dal tuo piccolo mondo, una specie di Dead Rising, in cui i sopravvissuti vi implorano di salvarli. C'è infatti un sistema "e-mail" nelle caselle di archiviazione degli oggetti, che viene principalmente utilizzato per spiegare ulteriormente e ampliare il retroscena scenico. È anche degno di nota il fatto che ci sono minigiochi disponibili nella prima parte del gioco (ambientata in un casinò per l'appunto) come roulette e slot machine; i soldi vinti in questi giochi possono essere usati per comprare cibo e bevande, gli oggetti di recupero del gioco.
Se il gioco viene terminato entro 8 ore, viene sbloccata una modalità storia speciale, che mostra una versione modificata della storia originale del gioco, una specie di Director's Cut che include chara aggiuntivi non presenti nella prima run. Questa modalità [EXTRA] dà anche la possibilità di raccogliere 5 "monete fortunate". Raccolte queste monete, un mini-gioco chiamato "Prince of Darkness" viene sbloccato digitando nel secondo disco il nome "Prince Darkness". In questo ulteriore mini gioco, il giocatore controlla una versione vampira di Keith che deve uccidere più umani possibili, entro un limite di 20 minuti.
I personaggi principali del gioco appaiono qui come nemici, come Mira, Sheck e il The Man in Black.
Il controllo di Keith è reso semplice e con mira automatica, ma il gioco è infestato da alcuni problemi come telecamere e angoli di ripresa particolarmente difficili e da un level-design piuttosto confuso. Molte volte, una stanza ha diverse uscite, quindi passare alla stanza successiva può essere complesso ed è facile perdersi. Un tentativo coraggioso di fornire una profondità, grazie ad un comparto audio davvero buono 
Come nella maggior parte dei giochi di questo genere, il suono viene usato in modo sapiente, principalmente per ricreare ad hoc gli effetti atmosferici e di suspense - e gioca un ruolo tutt'altro che secondario in CV. Nel complesso, Countdown Vampires ha provato a portare innovazione nel genere survival-horror ma qualcosa non ha funzionato proprio benissimo, certi nemici sono mostruosamente OP e alcuni piccoli difettucci d'inquadratura/telecamera lo rendono un gioco talvolta impreciso, senza una storia realmente avvincente per mantenere alto l'interesse, il gioco è difficile da finire, ma chi conosce il genere avrà già maturato le sue tolleranze, portando a compimento la sua mutazione.

« Ultima modifica: 06 Mag 2019, 18:08 da Mr.Pickman »
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Offline Diegocuneo

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Re: PLAYSTATION Official
« Risposta #123 il: 06 Mag 2019, 18:16 »
Prima che guardassi un video (realizzando che NO,oggi NO,che non ho energia in disavanzo) ero parecchio eccitato.
Mi spiace non averlo giocato ai tempi,mi spiace non ci sia più roba così trash,mi spiace che mi rimanga solo Swery a darmi certe sensazioni :(
Moriremo tutti
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Offline Jello Biafra

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Re: PLAYSTATION Official
« Risposta #124 il: 06 Mag 2019, 20:54 »
Me lo ricordo Countdown: Vampires. Non mi colpì molto all'epoca, nonostante alcune idee sulla carta interessanti sembrava l'ennesimo clone di Bio Hazard, per di più arrivato fuori tempo massimo in un periodo (il '99-2000) in cui la vecchia PSX aveva oramai dato tutto e con il DreamCast appena uscito, il N64 nel pieno della maturità e la PS2 alle porte, non ce la faceva palesemente più.

Offline Carluccio

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Re: PLAYSTATION Official
« Risposta #125 il: 06 Mag 2019, 21:25 »
Nel mio piccolo contributo fornisco tre ricordi della mia fanciullezza.
Erano grezzi.
Tanto superficiali quanto magici.
Rappresentavano il timido sogno nascosto di ogni adolescente.
Le notti insonni ringraziano. 
Costavano un botto perché import e non facili da trovare presso i retailer.
TFP Link :: https://www.youtube.com/watch?v=b_jSxSx6A9A
TFP Link :: https://www.youtube.com/watch?v=imJzuorRRtQ
TFP Link :: https://www.youtube.com/watch?v=ZnsQH9OW1Tc

Offline RXZero

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Re: PLAYSTATION Official
« Risposta #126 il: 07 Mag 2019, 09:11 »
Hokuto No Ken splendido, inaspettatamente aveva delle sequenze filmate quasi più lunghe di quelle di un MGS a caso :o
Now loading, please wait...

Offline Il Pupazzo Gnawd

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Re: PLAYSTATION Official
« Risposta #127 il: 07 Mag 2019, 10:24 »
Interessanti i due Rally de... strano che me li sia persi, macinavo un bel po' di racing game ai tempi.
Me ne viene in mente uno di cui ho ricordi fumosi e il cui nome proprio non mi sovviene. Era prodotto da una software house europea, si gareggiava, se non erro, solo su circuiti cittadini e con vari tipi di auto (dalle GT alle formula Uno). Graficamente grezzo, ma divertentissimo. Credo che gli stessi autori avessero fatto un paio di giochi su questa falsargia. Purtroppo non ricordo nulal di più. Mi piacerebbe rintraccialro però

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Re: PLAYSTATION Official
« Risposta #128 il: 08 Mag 2019, 18:05 »
Prima che guardassi un video (realizzando che NO,oggi NO,che non ho energia in disavanzo) ero parecchio eccitato.
Mi spiace non averlo giocato ai tempi,mi spiace non ci sia più roba così trash,mi spiace che mi rimanga solo Swery a darmi certe sensazioni :(
Moriremo tutti

Eppure, anche la peggio roba degli anni aveva più carattere di quella che spesso oggi giochiamo.
Non so a cosa sia dovuto. Due giorni fa ho seguito una live al gioco PSX di Devilman, che era brutto, ingiocabile, legnoso, eppure...
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Offline Diegocuneo

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Re: PLAYSTATION Official
« Risposta #129 il: 09 Mag 2019, 13:53 »
guarda,sono iper d'accordo con te eh…
Però credo che sia semplice alla fine:quanto costa fare un gioco?Tanto?Non rischio.Poco?Posso rischiarmi la mia visione personale.
Ieri li facevano i 4,oggi in 400.
Questo fa tutta la differenza del mondo per quanto riguarda il coraggio…

Comunque,forse,non moriremo tutti domani.Sebbene qualche anno fa l'idea non mi piacesse,i vari tools che ci sono oggi tipo l'unreal4 e soci...sono una grande cosa.Io non pretendo IL capolavoro tecnico quindi so che strumenti del genere possono riuscire a tirar fuori una piccola manovalanza volenterosa quasi come ai vecchi tempi.Non come ai vecchi tempi ok,ma meglio di qualche anno fa,spero.
Sto giocando in sti tempi The Council,ad esempio.Tecnicamente,da fermo,è valido,e questo gli ha permesso di tirar fuori una roba davvero di carattere.Poi ci si deve accontentare del carattere eh,ma almeno la base minima a livello tecnologico è quasi assicurata.
Per i tripla A...mi sono arreso al gioco all'anno,se va bene.
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Re: PLAYSTATION Official
« Risposta #130 il: 20 Mag 2019, 18:43 »
guarda,sono iper d'accordo con te eh…
Però credo che sia semplice alla fine:quanto costa fare un gioco?Tanto?Non rischio.Poco?Posso rischiarmi la mia visione personale.
Ieri li facevano i 4,oggi in 400.
Questo fa tutta la differenza del mondo per quanto riguarda il coraggio…

Comunque,forse,non moriremo tutti domani.Sebbene qualche anno fa l'idea non mi piacesse,i vari tools che ci sono oggi tipo l'unreal4 e soci...sono una grande cosa.Io non pretendo IL capolavoro tecnico quindi so che strumenti del genere possono riuscire a tirar fuori una piccola manovalanza volenterosa quasi come ai vecchi tempi.Non come ai vecchi tempi ok,ma meglio di qualche anno fa,spero.
Sto giocando in sti tempi The Council,ad esempio.Tecnicamente,da fermo,è valido,e questo gli ha permesso di tirar fuori una roba davvero di carattere.Poi ci si deve accontentare del carattere eh,ma almeno la base minima a livello tecnologico è quasi assicurata.
Per i tripla A...mi sono arreso al gioco all'anno,se va bene.

Mi mancano molto questi giochi onestamente. Andare dentro un GS e prendere un gioco

"Ma che cazzo è sta roba? Ahahahahah mio!"

In realtà i giochi ci sono ma non vengono nemmeno importati, penso a EDF, uno dei pochi superstiti. Nel periodo 360 giocavo a molti più titoli sfigati PAL, ma molto più personali, molto più coraggiosi, molto più hidden gems, adesso meno. Giusto ieri ho recuperato un Nobunaga's Ambition per PS4 che mi era sfuggito, e mi sono fatto fottere dalla nostalgia, e ho ricomprato VIKINGS: BATTLE OF ASGARD, che mi ricordo era grezzo ma su schermo c'era tipo un godziliardo di roba che sparava e moriva, compresi draghi. In questa special Edition (tra l'altro) c'è un secondo protagonista e altra roba, ha vinto la nostalgia in definitiva, perché la raccolta di robaccia è diminuita progressivamente al punto di spingermi a rispolverare giochi già esperiti.   

Adesso i giochi sono studiati e sudati, non si può più fare il gioco di una una protagonista vampira che scanna nazisti, o streghe che usano le scope per sparare, o tizi che spadano in stile simil-berserk, tutto è tremendamente più "consueto" e le fantasie sono ridotte a favore del - vendere - vendere - vendere e non osare - osare - osare.
È come se alla fantasia fossero state messe le briglie, e queste briglie sono redini legate al budget. 
Quindi ogni gioco viene sminuzzato, triturato, e ogni idea resa molto più appetibile. E del resto, quando esce un Vampyr (che è un gioco originale e coraggioso) la gente lo massacra.
Quindi non so che cazzo vuole la gente giocante, in effetti.
Vogliono tutti giochi alla RED2? Benissimo, ma poi non vi lamentate se "Sì ma sono tutti open world"
 
Lo avete voluto voi.
Parlo per linee generali.
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Re: PLAYSTATION Official
« Risposta #131 il: 22 Mag 2019, 14:23 »
È come se alla fantasia fossero state messe le briglie, e queste briglie sono redini legate al budget.

Ma è chiaro.
Quattrini e propensione al rischio sono - in linea di massima - inversamente proporzionali, è roba che comprende anche un bimbo delle elementari.

Ed ovviamente l'aveva capito fin troppo bene anche il povero Iwata oltre 3 lustri addietro, ma non se l'era mica tenuto per sè. Aveva messo in guardia l'industria intera, e più di una volta. Direi che quasi nessuno gli ha dato retta.

Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti (spero)
« Ultima modifica: 22 Mag 2019, 14:25 da Turrican3 »
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Offline jamp82

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Re: PLAYSTATION Official
« Risposta #132 il: 24 Mag 2019, 15:43 »
Interessanti i due Rally de... strano che me li sia persi, macinavo un bel po' di racing game ai tempi.
Me ne viene in mente uno di cui ho ricordi fumosi e il cui nome proprio non mi sovviene. Era prodotto da una software house europea, si gareggiava, se non erro, solo su circuiti cittadini e con vari tipi di auto (dalle GT alle formula Uno). Graficamente grezzo, ma divertentissimo. Credo che gli stessi autori avessero fatto un paio di giochi su questa falsargia. Purtroppo non ricordo nulal di più. Mi piacerebbe rintraccialro però

ho un flash visivo di una specie di F1 in un tracciato cittadino in epoca PS1 ma non vorrei confondermi con Burnout 3 riportato mentalmente nel passato  ???

comunque....solo io ho posseduto lo sconosciutissimo Tokyo Highway Battle? praticamente un Ridge Racer wannabe con addirittura il tasto per derapare, neanche lo sbattimento di rilasciare e riprendere l'acceleratore al punto giusto  :D

TFP Link :: https://www.youtube.com/watch?v=pMhrFGpDElo

me lo ricordavo più brutto come grafica, invece non è affatto male.

« Ultima modifica: 24 Mag 2019, 15:45 da jamp82 »
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Re: PLAYSTATION Official
« Risposta #133 il: 25 Mag 2019, 08:56 »
Lo citavo io qualche pagina addietro insieme ai suoi (molti) epigoni nella categoria "racing su tangenziali nipponiche" ^__^

Invece, nella categoria "picchiaduro poligonali con robottoni che si pestano", anch'essa foriera di tanta monnezza saporitissima e goduriosa, non si può ignorare la breve saga di Zero Divide!

Che ci consente di parlare di una peculiare tipologia di sviluppatori che trovò su PSX terreno fertile per i proprio lavori, facendo il salto di qualità verso un mercato infinitamente più ampio di quello a cui si erano rivolti sino ad allora.

Mi riferisco a case nipponiche piccole che, fino a quel momento avevano sviluppato solo per computer nipponici: Exact (che arriverà sino ai giorni nostri inglobata in Sony), Nihon Falcom ma soprattutto Zoom.

Zoom fa uscire su X68000 e FM Towns giochi minori ma storici come Genocide e Phalanx ma poi trova il suo alveo proprio su PSX con questi due picchiaduro a incontri con meccaniche a là Virtua Fighter (tre tasti: pugno, calcio e parata, possibilità di cadere fuori dal ring, combo lunghe ed articolate con fisica molto realistica) e con la rara capacità di costruire un immaginario jap hi-tech arcade fantastico. Zero Divide 2, in particolare, è proprio un grande picchiaduro a tutto tondo, con giocabilità e valori produttivi spettacolari.

Ne uscì anche un episodio, splendido, su Saturn, 60 fps, alta risoluzione e via pedalare che c'era da sfruttare a fondo quei due VDP.

TFP Link :: https://www.youtube.com/watch?v=8F4bdkafCbo

TFP Link :: https://www.youtube.com/watch?v=pPKZusZ2Tu4

Prossima puntata: Mega Tudo 2096
« Ultima modifica: 25 Mag 2019, 09:12 da Jello Biafra »

Offline jamp82

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Re: PLAYSTATION Official
« Risposta #134 il: 25 Mag 2019, 21:08 »
https://youtu.be/oBScznWz9S8

Hashiriya, mai sentito, l'avete giocato?
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