Autore Topic: PLAYSTATION Official  (Letto 2090 volte)

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Offline Drone_451

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PLAYSTATION Official
« il: 07 Nov 2018, 17:23 »
Thread ufficiale dedicato alla prima console Sony nel momento della sua riedizione mini per il suo 25ennale.



« Ultima modifica: 09 Nov 2018, 11:42 da Drone_451 »
Nella mia prima Battle Royale eravamo in 100 milioni ed io sono arrivato primo!

Offline Drone_451

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Re: PLAYSTATION Official
« Risposta #1 il: 09 Nov 2018, 11:37 »
Medal of Honor - 1999 Semplicemente il miglior FPS su Playstation. Dreamworks all'opera con distribuzione EA. Uno dei precursori degli FPS di genere bellico che per continuità temporale colloco tra Wolfenstein 3D (1992) e Return to Castle of Wolfenstein (2001) anche se Medal of Honor differisce dalla saga Wolfenstein in quanto privo della componente esoterica.

Episodi della campagna ben studiati in modo da non essere ripetitivi inframmezzati da immagini richiamanti il periodo. Effetti sonori curatissimi. Purtroppo il primo 3D è generalmente invecchiato male e MoH non fa eccezione, oggi sarebbe un po'deludente da rigiocare anche per un appassionato della saga.

Rating A
Replay Value C




« Ultima modifica: 09 Nov 2018, 11:46 da Drone_451 »
Nella mia prima Battle Royale eravamo in 100 milioni ed io sono arrivato primo!

Online Laxus91

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Re: PLAYSTATION Official
« Risposta #2 il: 09 Nov 2018, 14:31 »
Quindi è possibile due parole a titolo volendo?
Se si appena ho tempo farò mente locale su qualche titolo

Offline Giobbi

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Re: PLAYSTATION Official
« Risposta #3 il: 09 Nov 2018, 22:58 »
Final Fantasy Tactics


Per me il miglior videogioco mai creato, per altri solo il miglior jrpg strategico a turni

Matsuno ricrea il suo tactics ogre in salsa squaresoft con il risultato di un titolo che mantiene le proprie premesse complesse ma apre verso il job system della saga di Sakaguchi

Fantastiche anche la trama e le musiche

Figlio di una Squaresoft che all'epoca non sbagliava un colpo o quasi capace di realizzare molti dei titoli che sicuramente finiranno in questo thread e sono il simbolo della sintesi quantità-qualità della prima console Sony.
Che mai si ripeterà sulle successive.

Ah in Europa avevano pensato bene di non farlo uscire all'epoca.
Poi si sono in parte ripresi con la solo discreta versione psp, un po' un pasticcio in realtà nonostante i filmati aggiornati.

Comunque al contrario di molti titoli della prima playstation graficamente si lascia vedere e giocare anche oggi, ha solo gli ambienti in 3D con visuali fissa ma ruotabile, quindi evita l'effetto Xenogears, mentre i personaggi sono sprite 2D


Offline Ifride

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Re: PLAYSTATION Official
« Risposta #4 il: 09 Nov 2018, 23:16 »
Che bellezza :cry: :cry:

E hanno fatto morire un brand così...square vaff...
http://www.flickr.com/photos/gaetanocrisafulli/?details=1
Sto giocando a Super Metroid e Dishonored 2

Offline Ivan F.

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Re: PLAYSTATION Official
« Risposta #5 il: 09 Nov 2018, 23:24 »


XI, in Occidente Devil Dice, uno dei giochi a cui ho giocato più a lungo in vita mia. Spiego brevemente: sei un diavoletto che cammina sui dadi, rotolandoli sul piano di gioco. E devi creare gruppi di dadi adiacenti con stesso numero (da due 2 a sei 6) per farli scomparire.

Diabolico, dovete credermi.

La dinamica di XI era virtualmente perfetta, perché la regola era rigida, ma si prestava a mille declinazioni. Potevi giocare in modalità Battaglia a tempo, con più diavoletti che puntavano al punteggio migliore. Oppure alla modalità Puzzle, in cui liberare il piano con un numero di mosse.

Due opposti, eppure funzionavano entrambi perfettamente.

A fine anni 90, Devil Dice mi stregò quando, conclusa la modalità Puzzle (vado a memoria, occhio!), scoprii che proseguiva con un milione di livelli generati... Boh! Casualmente? O dal demonio stesso?

Quanti ne ho completati? Credo 990mila, perché non l’ho mai finito, ma ancora oggi la “sensazione” di giocare a XI me la ricordo. Quando un gioco vi ha segnato, ve la ricordate, la “sensazione”.

Non so se oggi su schermo sia ancora presentabile, ma come gioco è IMHO il miglior puzzle di sempre. E chi non lo gioca si merita i dadi deodoranti di Parappa The Rapper.

TFP Awards 2018, FASE 2: Vota nel sondaggio sul regolamento dei TFP Awards 2018!

Offline mog_tom

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Re: PLAYSTATION Official
« Risposta #6 il: 10 Nov 2018, 06:20 »
Forse non tutti sanno che...

Final Fantasy Tactics era un'aspirazione di Sakaguchi sin dai primissimi Novanta. Il nostro infatti, benché la cosa non sia immediatamente apparente dalla verve delle sue opere, è sempre stato uno sfegatato di strategici. Compresi i Fire Emblem.

Poi Matsuno e soci entrarono in Square, e Hironobu stese loro ogni sorta di tappeto rosso, pur dovendo abbandonare il suo progetto per FFT e passare poco tempo a supervisionare il progetto...

Mi manchi, Saka.
www.fandonia.net | Ci hanno attribuito un profilo da debitori subprime. Solo che non siamo subprime ma creditori, così hanno incaricato i media di convincerci che lo siamo e che inoltre dobbiamo morire. E' un incantesimo che va assolutamente spezzato. (B.T.)

Offline Giobbi

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Re: PLAYSTATION Official
« Risposta #7 il: 10 Nov 2018, 08:22 »
Sì del tappeto rosso lo sapevo
Mi sembra invece che al contrario in SE attualmente ci siano degli "io io io" attanagliati alle poltrone che quindi fan più scappare i nuovi che altro, manca una visione illuminata dalla quale si sono salvati forse quelli di Octopath partendo da progetti evidentemente considerati "minori"

Offline Nemesis Divina

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Re: PLAYSTATION Official
« Risposta #8 il: 10 Nov 2018, 09:27 »
VALKYRIE PROFILE


Per me le anime di PSone sono questi quattro giochi:

Final Fantasy Tactics
Vagrant Story
Symphony of the Night

e Valkyrie Profile

Il resto bello, magari pure bellissimo, ma nel mio cuore non trova posto.




Valkyrie Profile rappresenta una commistione unica di sapori ludici: il platform 2D, il combattimento strategico a turni, l'esplorazione e l'interazione con i personaggi, le storie e il mondo.
Grafica curatissima, un mood nichilista e tragico, personaggi indimenticabili. Tutto assolutamente bellissimo.

Per i posteri, mi limito a lasciar giù qualche screenshot e una recensione che scrissi per una rivista ormai defunta (in occasione di Lenneth, ma va bene uguale).







TFP Link :: https://youtu.be/0TboHUqrpio?t=94


Citazione
Più che una mossa commerciale, la riedizione di Valkyrie Profile ha il sapore di un atto dovuto. Nato su PSone nel 1999 e distribuito con parsimonia anche sul suolo americano, il gioco non ha mai raggiunto il Vecchio Continente e, sebbene manchi ancora l’annuncio di un’edizione europea, l’assenza di lockout territoriale su PSP assicura all’utenza nostrana la possibilità di godere di una delle opere più belle e al tempo misconosciute di sempre: un RPG giapponese ma non per questo tradizionale, creato dai padri di Star Ocean e condotto con piglio innovativo in ogni sua componente.

La principale caratteristica di Valkyrie Profile: Lenneth, saltando a più pari l’enorme qualità della storia e la sua brillante narrazione, è la positiva unione di fasi di gioco complementari, seppur molto diverse fra loro. Da una parte regna l’indagine del mondo virtuale, che si esprime attraverso la visita delle numerose ambientazioni e dei relativi abitanti, dall’altra l’esplorazione di dungeons apre il sipario su una struttura platform che aumenta il piacere della scoperta e rende possibile l’evasioni degli scontri o, quantomeno, permette di decidere qual è il momento migliore per affrontarli.

Il combattimento vero e proprio è un’ulteriore gemma di spirito pionieristico, con i quattro tasti di PSP deputati al controllo di altrettanti membri del party. La pressione di un tasto attiva il personaggio relativo ed è nella combinazione degli attacchi e nella tipologia degli stessi che si scopre la profondità del battle system di Lenneth. In relazione all’arma equipaggiata si possono effettuare da uno a tre attacchi di varia natura: colpi che proiettano in aria, affondi, attacchi da tergo o alle gambe. Con una buona tempistica è possibile sfondare la difesa nemica e, se i colpi a segno sono di sufficiente numero e portata, si rendono disponibili coreografici colpi speciali, distintivi per ognuno dei protagonisti.

Parimenti basilare è la fase gestionale, trascorsa interamente fra i menu, dove si spendono i punti esperienza per apprendere nuove abilità e dove si organizza il party in relazione alle forze nemiche del caso. Fondamentale è la possibilità della protagonista di alterare gli oggetti e mutarli in altra cosa: ogni permutazione costa un certo numero di materialize point ma questa è spesso l’unica via per ottenere armamenti superiori. Scatta dunque la molla del collezionista che impone la trasformazione degli oggetti più esotici, nella speranza di ottenere preziosi item in cambio.

Ogni Capitolo della vicenda, ispirata alla mitologia nordica, si articola su svariati Periodi. La visita di locazioni e dungeon esaurisce la loro limitata disponibilità e, consumati tutti i period point, il capitolo termina inderogabilmente. Fra un capitolo e l’altro la valchiria protagonista del titolo viene giudicata e ricompensata per i suoi servigi ed è inoltre in questa fase che bisogna affidare alcuni dei propri guerrieri al regno degli Aesir, dove combatteranno la battaglia celeste sotto i comandi di Odino. Offrire il guerriero migliore penalizza il party ma agevola l’esito finale della guerra divina incrementando, al contempo, la disponibilità di materialize point e sbloccando alcune vicende chiave della storia.

Le varie e molteplici componenti del gioco, sottese da una trama ricca, cupa e intricata, compongono un quadro di rara bellezza, che non ha perso nessuna delle pennellate di classe che lo distinguevano all’epoca della sua uscita a 32bit. Invero, strabilia come l’opera di Tri-Ace sia invecchiata bene, merito del gusto artistico e dell’abile miscela 2D/3D che ne distingue l’estetica.

Cavillando per trovare un difetto, non si può che segnalare il gameplay senza compromessi. Valkyrie Profile non è un titolo da affrontare a cuor leggero, l’impegno di ore/gioco è ingente così come abbondante il tempo trascorso in battaglie ingaggiate per il level up più selvaggio. In considerazione della ripetitività degli scontri minori e del tempo abnorme trascorso nella fase gestionale, Lenneth si scopre come un titolo dal quale un casual gamer dovrebbe star ben lontano. Per quanti trovassero però il tempo materiale e la volontà di approfondire ogni singolo aspetto del gioco, sono pronte a dischiudersi le porte di un mondo fantastico, profondo e drammatico come solo le vicende epiche sanno essere.
         
   
Seraphic Gate
Portato a termine il gioco con uno dei due finali effettivi (il terzo corrisponde al game over…), si apre l’accesso al Seraphic Gate, un dungeon popolato da nemici di potenza smisurata che inclinano a dismisura la curva di difficoltà. Per rendere meno assurdo il compito, si può fare appello ad alcuni personaggi di forza ineguagliabile da quelli presenti durante la vicenda principale. Il Seraphic Gate impone d’essere terminato in un’unica sessione giacchè i salvataggi riportano al punto di partenza (senza per questo vanificare tesori e punti esperienza acquisiti). Una sfida ostica, specie in considerazione del fatto che il vero modo di ‘battere’ il Seraphic Gate è trarlo a conclusione per ben dieci volte. Il premio? Una spada. Potente, ma pur sempre una pidocchiosissima spada…


Offline SalemsLot

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Re: PLAYSTATION Official
« Risposta #10 il: 12 Nov 2018, 09:46 »
Vagrant Story c'è?
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Offline dave182

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Re: PLAYSTATION Official
« Risposta #11 il: 12 Nov 2018, 10:25 »
Wipeout 2097

Gioco che ha ridefinito un genere (quello delle corse futuristiche) limando i difetti del primo episodio. Wipeout è stato forse il primo gioco "cool" con una colonna sonora pazzesca (Prodigy, The Chemical Brothers su tutti) design da vendere, sponsor "non da videogiochi" e un feeling dei comandi finalmente accessibile.

"Well I believe in God, and the only thing that scares me is Keyser SOZE” - Verbal Kint
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Offline Floyd

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Re: PLAYSTATION Official
« Risposta #12 il: 12 Nov 2018, 13:12 »
The Adventure of Little Ralph




Nell'anno prima del nuovo millennio esce solo in jappo per Playstation il gioco che non ti aspetti: un semplice arcade bidimensionale (il cui sviluppo era iniziato addirittura nel 1991 per X68000) controllato con due tasti, uno per la spada e uno per salto. Ci sono un paio di power up che aggiungono un attacco a distanza per la spada e un animaletto che spara una specie di bomba, ma il gameplay è soprattutto incentrato sul punteggio, con vari oggetti da prendere prima che scompaiano (stile wonderboy) e diverse aree segrete tutte da esplorare. A variare un po' il tutto abbiamo anche nella seconda metà qualche boss battle in stile picchiaduro bidimensionale manco stessimo giocando a power rangers per NES. Graficamente molto ben animato e qualche bel fondale nei livelli all'aperto.
« Ultima modifica: 12 Nov 2018, 13:16 da Floyd »

Offline rule_z

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Re: PLAYSTATION Official
« Risposta #13 il: 12 Nov 2018, 13:15 »
Questo è bello davvero, peccato oggi costi parecchio.

Offline Drone_451

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Re: PLAYSTATION Official
« Risposta #14 il: 12 Nov 2018, 13:28 »
Inavvicinabile, ti chiedono €500/600
Nella mia prima Battle Royale eravamo in 100 milioni ed io sono arrivato primo!