Autore Topic: La donna nei videogiochi: riflessioni?  (Letto 5883 volte)

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Offline Drone_451

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Re: La donna nei videogiochi: riflessioni?
« Risposta #30 il: 15 Lug 2018, 20:24 »
Vista la trasposizione netflixiana di the last of us. Tre protagoniste femminili. Un uomo tenuto come mascotte, l'ancello. Di solito uno sfigato sulla via della redenzione, ormai il clichè è questo.

Gemma Artenton, che avrebbe molto da dire, struccata con i pantaloni calati.

Nella mia prima Battle Royale eravamo in 100 milioni ed io sono arrivato primo!

Online eugenio

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Re: La donna nei videogiochi: riflessioni?
« Risposta #31 il: 16 Lug 2018, 09:53 »
Però, ecco, Lady Bug era per femmine e Jungle Hunt era per maschi.

Forse come risultato di futili tentativi di marketing. Di fatto, entrambi i giochi citati hanno meccaniche totalmente slegate dal genere sessuale dei protagonisti.

Offline rosario oliveri

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Re: La donna nei videogiochi: riflessioni?
« Risposta #32 il: 16 Lug 2018, 10:40 »
Ho pensato più volte di dare un contributo al topic ma mi blocca una domanda: da maschio occidentale, eterosessuale, cresciuto con l'opposizione macchinine/bambole, iniziato all'immaginario erotico da Colpo grosso... il mio punto di vista non rischia di essere ristrettissimo?

Mi offendono le immagini femminili, per esempio, di DOA? No. Mi divertono? Sì. Devo sentirmi poco evoluto poiché mi divertono? Non so. Avrei una visione più critica se vivessi in un paese nordeuropeo o anglosassone? Probabilmente.

Di una cosa sono sicuro: se qualcosa lede la sensibilità di molte persone, va messo in discussione. Non abolito o censurato, ma messo in discussione. Sarebbe interessante sapere quante donne si sentano offese, imbarazzate o ridicolizzate dai personaggi femminili più in voga nei videogiochi.
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Offline Diegocuneo

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Re: La donna nei videogiochi: riflessioni?
« Risposta #33 il: 16 Lug 2018, 16:17 »
Vero che ci sono minoranze da preservare,modi sbagliati da combattere ecc ecc ma il ruolo della donna  e la sua rappresentazione nei VG mi sembra,ad oggi,semplicemente un riflesso del sentire comune che attraversa tutte le opere di ingegno più classiche e mainstream,tra cui televisione,cinema e appunto VG.
Non vedo differenze di trattamento o di sensibilità.
In entrambi i contenitori abbiamo modi sbagliati di affrontare l'argomento,modi giusti e modi piacioni.Dipende sempre tutto da chi  questo argomento lo espone.

Tanto sta pure nell'occhio di chi guarda,perchè per me Senua e la nuova Lara son sempre mezze buone eh,meno stereotipate ma non meno sessualizzate,in quanto i movimenti di macchina di quando si infilano in pertugi o si schiacciano su pareti ecc ecc son sempre a riprendere culo e tette.Mettiamoci pure gli ansiti continui e la violenza un po' pornografica sul corpo del pg (Lara nel primo titolo di reboot era incredibile) e direi che il sesso non manca mai.
Male?NO,w la vagina,sempre.
Desessualizzate?Mica tanto...

Le lottatrici di DOA son più vestite?Si ma son buone come il pane...


Tutti questi esempi per me dicono che il tutto sia più una questione di gusto estetico,non altro.

Andiamo invece a parlare dell'altro esempio tirato in ballo per The Last of Us 2:...madai...
Sono dei piacioni,tra bacio lesbo e pornografia della violenza ultradettagliata,gratuita e che si prende maledettamente sul serio,il problema è la rappresentazione delle due ragazze? :D
Si vuol solo far parlare e basta.

Il Diavolo è negli occhi di chi guarda,quasi sempre ci si fossilizza sulla visione culturale che ci portiamo dietro,ma davvero questi VG più narrativi esprimono solo il mainstream da cui vengono,e stop.
Quindi si ritorna nuovamente nella qualità di scrittura di chi produce l'opera,nel target a cui è indirizzata,nei propositi commerciali.
Il gusto nel VG migliorerà con gusto generale,se migliorerà,perchè oggi QUEI tipi di VG sono esattamente QUEL tipo di intrattenimento globale.

Nel 2013 GTA5 insegna che mentre tutti guardano a Trevor,Michael ha una famiglia moderna,difficile,esagerata nell'eccesso ma verosimile.Dove il quotidiano,i nuovi desideri,la tecnologia e le mode erodono ogni possibilità di confronto sereno.Dove la moglie di Michael è una bella donna ma "grossa" per le gravidanze,mentre cerca comunque di mantenersi in forma per se e per il suo matrimonio.E pace se si scoperebbe l'istruttore di Yoga...perchè lui:se la caga.
E se magari con Michael arrivi in casa una sera e vai nella camera da letto non la trovi,o la trovi che dorme a faccia in giu coi fazzoletti per le lacrime sul comodino.
E poi ti manda affanculo e poi magari ti perdona perchè è solo un essere umano e non fa solo schifo.


Questo nel 2013,ma parliamo di rockstar,non di Ninja Theory o N.D.

Cambiano le mode e i gusti generali,cambia la visione generale di certi argomenti.Per grazia di Satana le donne,i neri,i gay e altre minoranze hanno molta più voce in capitolo nella creazione di contenuti ed è proprio qui che cambiano le cose:con le possibilità espressive.
Non ci sono disegni cospirazionistici dietro,non troppo almeno :)

Ma quello che conta nella rappresentazione spicciola è l'autore


Ci sarebbe ben altro da dire ma si poteva dire pure in meno parole

Offline Mr.Pickman

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Re: La donna nei videogiochi: riflessioni?
« Risposta #34 il: 16 Lug 2018, 18:58 »
Esprimo il mio pensiero in due parole:
- vuoi fare il Lollipop chainsaw di turno con la figa che ammicca? Fallo pure, a qualcuno piace quindi  non rompete il cazzo
- vuoi fare il gioco manifesto lgbt? Fallo pure, a qualcuno piace non rompete il cazzo
Mi piace quando fai l'Alessandro Magno col nodo gordiano!  :yes:

Per il resto quoto a squirting Pickman, che dice sempre cose vere, giuste e circostanziate!  :yes:

A parte quando parla di Ridley Scott, ecco, lì non ci capisce proprio un cazzo.  :D

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Lara dell'Erasmus e Senua's Paolo Crépet

e io ti amo, virtualmente, s'intende.  :-*
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Offline EGO

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Re: La donna nei videogiochi: riflessioni?
« Risposta #35 il: 16 Lug 2018, 19:26 »
Mah. Boh. La figura della donna? O la rappresentazione della donna? O che altro?

A me dà un po’ fastidio leggere che le donne nei VG dovrebbero essere più “normali” perché quelle troppo fighe “propongono modelli irraggiungibili dalla maggior parte delle donne” (hint: neanche Belen è proprio figa quanto Belen una volta che la strucchi, la spettini e le impedisci di dormire per 48 ore filate) o perché “they’re just there to please the male gaze”. Francamente ho smesso di spipparmi sulle donne dei VG dopo Soul Edge, e figure come Quiet o Bayonetta non mi impediscono di apprezzare donne “normali” nella vita di tutti i giorni. Gli adolescenti ce l’hanno duro tutto il giorno, questo è naturale, amen. Se non glielo fa rizzare Chloe, glielo farà rizzare qualcun’altra. Inutile combattere la sessualizzazione come se fosse una piaga. Che poi magari avere come avatar una strafiga fa piacere anche alle donne, sai mai.

Questa cosa della “rappresentazione” è un argomento talmente ricco di contraddizioni e incongruenze, che finisce per non avere alcun valore. Le stesse persone che deridono i “maschi insicuri” che rifiutano di giocare un gioco con protagonista femminile, spesso sono gli stessi che dicono “voglio poter usare un personaggio nero perché io sono nero e mi sento più rappresentato, mi sono rotto i coglioni di protagonisti bianchi”. Ovviamente costoro la contraddizione non la vedono. A loro basta che siano rappresentati generi e colori che ritengono oppressi, e chi se ne incula di logica e coerenza. In questi giorni infuria la questione di quella dipendente di Arenanet licenziata perché ha insultato gratuitamente uno su Twitter. Quando Adam Orth, allora dipendente MS, si rese ridicolo su Twitter per difendere il progetto originale dell’XBox1, pur senza insultare nessuno, venne licenziato e tutti lo trovarono sacrosanto. Nel caso di questi giorni, c’e invece chi trova il licenziamento della signora ingiustificato e pericoloso perché ha scatenato i soliti Gamergater e perché... be’, inutile negarlo: perché è una donna e una donna non la puoi licenziare sui due piedi, altrimenti “dai l’idea che sia giusto licenziare una donna sui due piedi”. Insomma, le pari opportunità vanno bene solo se portano benefici; quando si arriva agli aspetti negativi, certe categorie devono godere di protezione extra.

Comunque, per quanto concerne i VG e le loro donne. L’aspetto estetico mi interessa e certamente mi compiace se viene incontro ai miei gusti, ma non ritengo che ridurre la coppa di Lara sia un tradimento artistico, e i “costumi” eccessivamente rivelatori li trovo ridicoli più spesso che no. Quando vidi i primi artwork di Soul Calibur 4, rimasi abbastanza disgustato dal fatto che ogni donna avesse delle tette spropositate, anche quelle che prima erano relativamente piatte, come Cassandra. E non ho mai nascosto di trovare ridicole situazioni come in Dragon Quest 8, dove il personaggio femminile può acquistare una “armatura” fatta praticamente di filo interdentale (di ferro) subito prima della montagna innevata. Insomma, quell’esagerazione adolescenziale figlia soprattutto dei VG occidentali anni Novanta è giustamente da criticare. D’altra parte, chi si fregia del fatto di non poter giocare a Bayonetta perché si vergogna e/o è infastidito dalla sessualizzazione “eccessiva”, è all’estremo opposto e lo trovo altrettanto criticabile.

Dal punto di vista del personaggio, se è ben sviluppato, bene; se no, pazienza. Non me ne può fregare di meno se Peach non ha praticamente personalità - anche se poi, in verità, nella serie Mario & Luigi RPG è un bel personaggino, ma naturalmente quei giochi “non contano” di fronte alle altre dozzine di giochi di Mario in cui Peach è la vacua damigella da salvare, o - orrore! - di fronte a Super Princess Peach, che è lo zenith del sessismo perché Peach cambia poteri in base al suo umore.
Lietissimo di controllare le gesta di una donna tosta, capace e determinata, anche se la preferisco coerente, cioè non come la Lara che ha orrore di ammazzare un uomo e poi in dieci minuti ne ammazza cento. Final Fantasy ha portato avanti le sue trame innumerevoli volte grazie alle donne - Celes, Tifa, Rinoa, Lightning - eppure oggi si dice che il Giappone sia “prigioniero del sessismo e degli stereotipi, incapace di evolvere, se ne infischia del progresso fatto dall’occidente”, e si porta immancabilmente come Exhibit A le imbarazzanti cutscene di Star Ocean 4 o i design di Xenoblade 2 (ecco, quelle sono tette ridicole, dai, ed è un peccato perché penzolano dal torace di due donne peraltro splendide).

Certo, come già ben detto da Ivan, se dietro al personaggio donna c’è più PR che onesta voglia di scrivere un personaggio credibile, lo troverò stucchevole. Al di là della sincerità e della regia della famosa scena di TLOU2, è inutile negare che l’omosessualità di Ellie è stata praticamente il primo elemento del gioco sbandierato da Naughty Dog, ed è inutile negare che averla messa in primo piano nel filmato dell’E3, prima ancora del gameplay, sia paraculaggine bella e buona. È ridicolo dire che le donnine con le tettone e il tanga siano “pandering” nei confronti del “pubescent white male” e che invece il bacio saffico di Ellie sia “progressive”. I dev conoscono benissimo il loro pubblico. Qualsiasi dev che non viva sotto una roccia segue i social e legge ResetEra, come prima leggeva NeoGAF. E che questi poveri giocatori “progressive” non abbiano nemmeno il sospetto di essere strumentalizzati e manovrati come burattini, convincendosi di essere “dalla parte giusta della storia”, è tristissimo.

In sostanza: nei limiti del buon gusto e del ridicolo, c’e posto per tanti tipi di donna nei VG, esattamente come nella realtà. E ogni tanto va bene anche quella di cattivo gusto e quella ridicola, se giocata bene all’interno del contesto. Character editor? Nessuna obiezione. Protagonista donna in Assassin’s Creed? Non vedo il problema (ovviamente il problema sorge laddove la suddetta donna non appare sulla copertina).

Quello che non va bene (per me), è sostituire il personaggio maschile con uno femminile perché sì. No, magari non c’è alcuna valida ragione perché Link sia sempre un uomo, ma non c’è nemmeno alcuna valida ragione per introdurre un Link donna solo per compiacere qualcuno. Quel famoso papà che fece un hacking di The Wind Waker in modo da trasformare Link in una bambina, per compiacere la sua bambina che ci avrebbe giocato, è un eroe o un mistificatore? Non mi riguarda, ma se Nintendo avesse annunciato un Link maschio e l’avesse trasformato in femmina durante lo sviluppo per compiacere le folle idrofobe, mi sarebbero girati un attimino. E non perché sentirei attaccata la mia virilità o i diritti degli esseri umani XY, ma semplicemente perché sarebbe una scelta non dettata da altra ragione che quella di accontentare qualcuno che non ha alcun diritto di prendere quella decisione. Che poi un sacco di personaggi “epitome del maschio maschiale” a me fanno pure cacare: considero Marcus Fenix uno dei design più ridicoli della storia del VG, Duke Nukem andava bene negli anni Novanta ma oggi proprio no, e Kratos pre-2018 è una parodia che per fortuna ogni tanto si ricorda anche di esserlo.

Meglio un design sessualizzato ma sincero, legato a un bel personaggio, che un design forzato e paraculo legato a un personaggio group focused creato con la checklist di ResetEra. E comunque possono esistere entrambi.

Offline Mr.Pickman

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Re: La donna nei videogiochi: riflessioni?
« Risposta #36 il: 16 Lug 2018, 20:10 »

Spoiler (click to show/hide)

Citazione
Davvero, non capisco.

Sinistra --> Bella ragazza, indiscutibile.
Destra --> Una ragazza bella (di fondo) resa brutta (naso, zigomi, denti resi più sporgenti, occhi sporgenti) perché doveva essere resa butta per farsi portavoce di alcune tematiche.
Antonidiaaaas l'ha pure detto «Abbiamo leggermente cambiato Selina/Melina (non ricordo) perché VOGLIAMO che i giocatori si concentrino su quello che prova, sulle emozioni, e non sul suo aspetto fisico...in passato abbiamo fatto giochi con eroine donne (penso si riferisca a Heveantly Sword ma anche DmC XD) ma abbiamo sbagliato alcuni passaggi»
No, Antò, sientimmamè, avete fatto un gioco di merda. Il problema non era legato alla protagonista, affatto HS era na chiavica sui controlli.   

Citazione
Ma puoi fare esempi specifici? Perché di giochi in cui tutti i personaggi sono obesi che ruttano non mi pare di averli ancora visti  :D La desessualizzazione mi sembra tutt'altro che così pronunciata da farne un problema di cui ci si può addirittura lamentare, come se non esistano più donne procaci nei videogiochi al giorno d'oggi.

Mi riferivo, con una iperbole con doppio carpiato, al fatto che se la telecamera durante i mondiali non può più riprendere belle ragazze, perché è oltremodo sessista, e manca di rispetto verso il gentil sesso. Allora non vedo perché deve mostrarmi tifosi pieni di birra, pittati che sbraitano, visto che, quelle belle ragazze FINO A PROVA CONTRARIA sono tifose TANTO QUANTO i pancioni birrosi, gli urlatori con cappelli variopinti, e ogni fauna da stadium vaiassa ed eventuale. Mi riferivo a quei simpatici "animalo" (citaz) non a videogiochi come Boogey Man. Magari il termine desex è un po' forte.
Ma rende bene l'idea, non vedo perché devi fare donne brutte o donne trasandate, o donne con i capelli viola (SWVII) per sensibilizzare qualcosa, fosse anche una posizione eticamente lecita. Guarda TW3, sembra un catalogo di Gucci, se non fosse che dialoghi, personalità, e una certo tipo di "barra dritta" restituisce le migliori rappresentazioni delle donne e non delle uonne degli ultimi 20 anni. LOL. Andromeda.
No, LIS e quella roba da Sundance Festival, non le nominare neppur.
Quindi?
Quindi se hai le palle di gender, e sai scrivere storie, dialoghi e personaggi, puoi metterci anche bombe seccsy su schermo, trasparirà sempre una scelta felice in ogni tua scelta, mano ferma e gusto dell'immagine. Non è un caso, comunque, che le comunità FEMEN e le varie ANITE del globo si siano concentrate sul presunto "sessimo" polacco del gioco (info a margine - nel medioevo le donne le scassavano di botte) anziché dire "Beh, questo gioco valorizza la donna forte ed orgogliosa, senza per questo dimenticare la sensualità, il fascino, e quanto ne consegue..."
I personaggi ci sono, in poche parole. È la gente che non li vede.
 
Citazione
Se vuoi vendere? Sì. Dietro le motivazioni per cui AC ha inserito il personaggio femminile e i rapporti homo non c'è un ragionamento tanto diverso da quello che ha portato ad inserire le microtransazioni, sempre roba inserita pensando prima al marketing è.

Appunto.
Mi piace? No.
No perché devono concentrarsi su altre cose. Non sull'omosessualità presente o meno. Fammi un bel gioco, con missioni strutturate, una storia epica, mettici la Medusa, fammi andare contro il Kraken. Non mi interessa farmi inculare da Platone. Non mi interessa diventare la fiamma di qualche spartano, voglio giocare ad un AC non Hunie Cam. Se voglio un gioco simile, gioco a The SIMS.
Questo porta via solo tempo/lavoro al devteam. E comunque, nasceranno polemiche. Sbaglieranno qualcosa, tipo mettere uno storpio, o un Efialte con cui NON è possibile giacere nella tenda.
E allora, puntualmente, si alzeranno le comunità di mezzo mondo "Anche noi amiamo cara Ubisoft!" e via così. Non se ne esce. Finché gli sviluppatori seguono imprecisate linee morali, sociali, di tendenza, faranno roba come WatchDoods 2 (yo yo come butta zio?) Non avremo mai la visione spurgata dei creativi.
Il loro compito è fare giochi. Se vogliono farmi un protagonista che ammazza i gay, è nel loro diritto. E lo è anche beccarsi critiche a non finire se non sono capaci di rispondere alle accuse.

Citazione
No, sono gli altri che hanno rotto per primi. La loro è una risposta che si è espansa a volte in maniera esagerata, ma in primis una risposta. Nessuno ti rompe i coglioni se vuoi giocare solo giochi con le tipe con fisica delle tette assurda degli MMO coreani, ma tu fai lo stesso e non rompere i coglioni agli altri perché non c'è la bonazza assurda nel gioco X.

La mia posizione è standard però, dall'alba dei tempi. E i personaggi femminili brutti sono sempre passati sotto i ponti e nessuno ha mai levato gli scudi, in passato. Nessuno inoltre si era mai lamentato delle tette di Lara. Fino ad ora, almeno. La loro visione invece, non è possibilista, non è democratica (nel senso che accetta anche una visione diversa eh) guarda qualche video della Sarkasiaan o i correlati, guarda come vedono la cosa. Loro non permettono una visione diversa: la loro visione è quella giusta. Se tu giochi a qualche gioco JAP che "sfrutta" il corpo femminile (la parola sfrutta la usano spesso) sei un maiale e sei in errore. Se guardi sotto la gonna di Ayane, sei prossimo allo stupro. Certe cose che ho letto sono a dir poco aberranti. Dimostrano, non solo poca tolleranza, ma anche le idee parecchio confuse su molte cose, processi mentali in primis. La materia poi "JAP" è vasta e complessa, non bastano quattro stronzate da Kotaku per inquadrare il fenomeno.

Citazione
Adesso non vorrei dire una cazzata, ma se la mia memoria non mi inganna erano presenti in Vampire: The Masquerade - Bloodlines... Targato appunto 2004.

Probabile, ma ti sfugge il punto, o un punto.
C'era questa cosa per volere degli sviluppatori, non perché c'erano corifei variopinti. Fu inserita perché lo sviluppatore ritenne corretto che nel gioco pnp di White Wolf il clan Brujah (che sono iconograficamente simili a quelli presenti in Intervista con il Vampiro) avesse gusti libertini. E fu giusto.
Quello che io mi chiedo è...e poi? E poi cosa ci dobbiamo aspettare? Eroi transgender in futuro? Eroi che si chiamano Andrea ma a metà gioco diventano Emanuela? Che almeno lo facciano opzionale. Così che tutti siano contenti. 

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Quel video l'ho visto l'altro giorno e non sono d'accordo appunto perché alla fine si limita a criticare le scelte di marketing e immagine, e non la scena in sé. Ma dice lui stesso che il modo in cui hanno inserito certe cose non l'ha per niente disturbato e si limita a criticare la deriva del contesto (tweet, immagine social, intervistatori, attori scelti ecc.). Cosa di cui a me frega una mazza. Io dico che uno può pubblicizzarsi come cavolo vuole, ND ha deciso di farsi portabandiera LGBT? Non mi sembra neanche ipocrita visto che nello studio quella spinta è sentita davvero (diversi membri sono appunto omosessuali), per cui sinceramente non mi interessa. Se loro vogliono fare così ben sia. Io non ho particolari problemi e non ne sono neanche infastidito, giudico quello che vedo nel prodotto e quello che hanno mostrato mi è piaciuto.

Io dico di no.
Se in sede di sviluppo hanno pensato queste cose, mi sta bene, se lo fanno per ingraziarsi le comunità sempre più agguerrite e sempre più numerose, di LGBT et simile, sono dei paraculo, autentici paraculo.
Se il prossimo Uncharted mi fanno una nuova eroina donna, io non ho alcun problema. Narrativamente è coerente la loro scelta, se la dovessero fare transgender (esagero) penserei che sono ipocriti.
Se alcuni di ND sono omosex, non ho alcun problema, se alcuni di questi sviluppatori apportano idee o fanno cambiamenti coscienziosi non ho problemi di sorta.
Ti sfugge però il PERIODO che affrontiamo, in cui queste cose sono all'ordine del giorno. Le comunità hanno voce, possono dire quel che vogliono, possono sfilare, fare sesso con furry, sventolare falli di color fucsia, possono fare quel che vogliono MA
Ma devono rispettare anche chi non la vede come loro e muove critiche con senno.
Chi se ne frega (come me) e non vede il videogioco come un potenziale veicolo promozionale per sostenere minoranze etniche, sociali, sessuali o così via, deve avere la sua libertà di avere i suoi giochi con le tettone.

C'è tanta gente che passa per "insensibile" ma che in realtà è semplicemente oltre. Se ne frega proprio, vedendo tutto questo bailamme come...beh un'autentica perdita di tempo ed energia sulla tastiera.
Ti pare poi che nel 2018 io vada anche solo a pensare che uno che sceglie di andare a letto con un maschio o una donna possa anche solo impensierimi vagamente? O che nel 2018 una coppia di uomini che decidono di avere un figlio mi dia qualche minima preoccupazione? (a patto che non sia Vendola XD)
O ancora, andare a letto con 3 ragazze (...eh...) lo possa definire "amorale" o peggio "anormale". Ognuno fa quel cazzo che vuole con il suo corpo e la sua mente (anche nella cabina elettorale)
Giocherò senza dubbio a TLOU2, lo giocherei anche se Ellie fosse una capra, perché mi piace ND, la loro scrittura, i loro personaggi, le loro storie. Ma fanno i furbetti, e non ce ne sarebbe bisogno.

Come hai detto? Ipocriti? Ecco. :whistle:
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Offline Sol_Badguy

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Re: La donna nei videogiochi: riflessioni?
« Risposta #37 il: 17 Lug 2018, 13:20 »
Il punto, per quanto mi riguarda, è un altro. E riguarda non solo i videogiochi. Ovvero, che oggi può accadere che la rappresentazione di una figura femminile più "moderna" non sia onesta. Perché non c’è uno scrittore dietro, ma un PR. Non c'è una volontà narrativa, ma altro.

Il punto nodale secondo me è solo questo, il che, esplicitando, significa scegliere un tipo di rappresentazione per compiacere un target group e, allo stesso tempo, intellettualizzare all’apparenza il prodotto, al solo fine potenziarne la visibilità a livello social e, quindi, commerciale.
Il tutto senza che ciò che teoricamente dovrebbe essere associato al soggetto scelto, in termini di tematiche e contenuti, venga poi effettivamente sviluppato nel gioco o, per lo meno, declinato in maniera funzionale a esprimere un concetto.

Ma questo vale un po’ per tutto l’intrattenimento contemporaneo e per tutti i target group, basti pensare alla pianificazione da Gantt aziendale di Dinsey nella rappresentazione rigorosamente UNICEFsploitation dei soggetti, che, però, rimane lì come uno sfondo fatto di sagome di cartone, bidimensionali e inerti, stagliandosi su un nulla fatto di fischi&botti ed escapismo allo stato puro.
Del tipo: “mettiamoci l’afroamericano, l’asiatico, l’omosessuale, il socialmente svantaggiato… ci siamo scordati qualcuno? Ah, sì, manca la donna curvy-e-cessotta… va be’ ma, cazzo, non c’è veramente spazio per tutta sta roba inutile e BRUTTA, facciamo che l’asiatica è pure curvy-e-cessotta, si mette col nero, ma si veste come una minatrice del Sulcis e ha atteggiamenti un po’ ambigui, così accontentiamo pure le bi-lesbo-pervertite-quel-che-è, poi ‘sti due sfigati aiutano i bimbominchia svantaggiati e pure i fottuti animali del cazzo, così, oh, ci siamo levati dalle palle tutta la monnezza dell’umanità in colpo solo e possiamo concentrarci sui fischi&botti e sul romance tra i fighissimi CAUCASICI-master-race! SIEG-HEIL, ahem, volevo dire YEAH!”
Ogni riferimento a Episodio VIII è puramente casuale, chiaro.

Questa è la RISPOSTA commerciale, tra l'altro, ché a mio avviso, il problema reale nasce dalla DOMANDA, ed è qui che mi voglio soffermare, ché la cosa mi sta a cuore.
Il radicamento dei social nel lifestyle ha reso naturale pensare che QUALSIASI cosa sparata a cazzo sulla Rete da CHIUNQUE abbia un peso e una significanza per il mondo, anche postare su Instagram la foto del cremino che hai scaricato nella tazza del cesso #stamattinaprimadiandareallavoro.
La naturale conseguenza di questa linea di pensiero, nel medio-lungo termine, è stata la convinzione che ogni individualità (in quanto tale, indipendentemente dalla consapevolezza che ha di se stessa) ha di per sé ‘qualcosa da dire’, un peso e una significanza per la RAPPRESENTAZIONE del mondo. Pertanto, ogni individualità PRETENDE di essere compiaciuta attraverso la creazione formale di comfort zone ad hoc, altrimenti partono sommosse social che a confronto l’Intifada è ‘na chiaccherata tra amici.

L’associazione mentale è perversa ma immediata: se con due click il mio profilo è sotto gli occhi del mondo, perché con altrettanta facilità il mio ‘profilo’ non è anche in un telefilm, film, videogioco, fumetto? Perché il mondo non rispecchia ciò che sono? È un’ingiustizia, cazzo, #indignazione #gomplotto #governoladro!!!”. Non è che magari a un Autore fotte sega di chi sei e magari vuole esprimere lui, per una volta, qualcosa di SUO a te e magari se lo stai a sentire potresti scoprire anche qualcosa di più su di TE?
No, Siamo arrivati alla visione dell’intrattenimento come selfie di gruppo, basta esserci, anche se sei sullo sfondo, immortalato mentre ti scaccoli, in un’istantanea che non racconta un cazzo, mostra solo della ‘gente’ per come ‘sta gente vuole/crede di essere. Ma il consenso c’è, ché, considerata la superficialità media con cui la #visionedelmondo viene percepita nella dimensione social, non importa che quanto rappresentato non abbia effettivamente alcun significato.

Come regola Zen insegna, il tutto è il niente, e questo pan-presenzialismo autoerotico può coesistere solamente in assenza di qualsiasi volontà autoriale, ché un’idea-che-è-una farebbe giocoforza emergere un soggetto dall’ORIZZONTALIZZAZIONE totale PRETESA come regola nazifascista dalla comunità di utenti. Così, ecco la risposta commerciale: ti assecondo, ti piglio per il culo e mi sforzo pure meno di essere creativo, visto che TU in primo luogo me lo richiedi. Siamo proprio alla conferma totale della teoria dei meme di Dawkins, altro che.

Pertanto, dato questo scenario, ma che vogliamo dire sulla donna e videogiochi, seriamente?

Che a Lara hanno ridimensionato le tette per rappresentare le donne in maniera più sana e de-sessualizzata?
No, è solo una presa per il culo per spacciare per politically correctness il fatto che le tette grosse sono un retaggio anni Novanta e non vanno più di moda. La cinica realtà è semplicemente che, in fatto di tette, il modello di bellezza oggi è shiftato da quello à la Pamela Anderson a quello à la Vikander, appunto, à la Gal Gadot, Ruth Negga, Melissa Benoist e svariate altre attrici dalla tettina di marmo cesellata con perfezione rinascimentale su una pancia piatta da istruttrice di fitness.
Si tratta di un trend, punto, e non è che questo generi MENO frustrazione nella ‘ragazza qualsiasi’. I numeri parlano da soli: nel 2015 il mercato della mastoplastica additiva segna un crollo verticale del 20% a cui segue un’impennata delle operazioni di mastoplastica riduttiva e di riduzioni dei capezzoli, queste ultime nel 2018 sono diventate le operazioni di chirurgia plastica più richieste dalle donne. Se i canoni estetici erano ancora pro bombshell, col cazzo che riducevano le tette a chiunque, avremmo ancora la Lara-Rhona-Mitra.

Che altro vogliamo dire, dei costumi succinti, davvero?
Cioè, in Street Fighter V abbiamo un Urien con un fisico da dio greco e due cleenex a corprigli il pacco e c’è gente che voleva censurare le chiappe di Mika #perchégliuomninineivideogiochisonovestitieledonneno? Ridicule. Di media la raffigurazione maschile è ‘sballata’ quanto quella femminile e altrettanto revealing, con fisici che per lo più spaziano dal modello di Dolce&Gabbana a Dave Bautista, six pack sempre in mostra e bicipiti che puoi avere solo se ti licenzi dal lavoro e metti le tende in palestra. Considerata la comunità gamer maschile, affollata di obesi e gracilini, modelli di questo tipo avrebbero dovuto scatenare la Nona Crociata via social o suicidi in massa in stile lemmings.

Vogliamo anche parlare di Ivy che è ancora tettona? Mavivaddio e lo dice uno a cui, per giunta, piacciono personalmente le sopracitate tettine. Il punto è che si guardano le tette e non le proporzioni d’insieme, ché Ivy ha anche un culotto e cosciotte formose proporzionate col seno, tanto da poter essere a pieno titolo un’icona positiva della bellezza curvy. A tal proposito, la sua trasposizione 1:1 in live action sarebbe Stefania Ferrario, la top model curvy per eccellenza, mica Kate Moss.
Spoiler (click to show/hide)
Ma se la Ferrario dice su YouTube che è contenta di aver visto una concorrente curvy in finale a Miss Italia, perché questo aiuta lo sviluppo di una percezione più ampia della bellezza femminile, diventa l’idolo delle donne, se invece Ivy si presenta maggiorata in Soul Calibur diventa l’icona di depravazione fatta a uso e consumo del NERD segaiolo. C’è il dito e la luna, basta unire i puntini, cazzo.   

Alla fine tutto 'sto papirone per dire, che il problema non è come e quanto sono rappresentati donne, uomini, bianchi, neri, gialli, gay, eorotomani, chiunque. Il problema è che laggente dovrebbe smettere di volere un intrattenimento a sua immagine e somiglianza, dovrebbe smettere di pretendere tolleranza sotto forma di rappresentazione ad personam da parte dell’entertainment e pretenderlo con intolleranza. Dovrebbe tornare ad essere veramente TOLLERANTE quel minimo sindacale sufficiente da permettere a un AUTORE di esprimersi.

Io sono stato James Sunderland, Travis Touchdown, Wanda, Bayonetta, Snake, Garcia Hotspur, Dante, il Re di Façade in Nier, SOL – FOTTUTO – BADGUY e mille altri personaggi solo perché mi hanno raccontato qualcosa di me senza che pretendessi fossero me
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Offline Diegocuneo

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Re: La donna nei videogiochi: riflessioni?
« Risposta #38 il: 17 Lug 2018, 15:43 »
@Solbadguy
IO non credo ci sia una pretesa di gruppo di "essere" rappresentati nel media che si deve esperire,io credo che semmai si provi a dare risposte a domande che non esistono.Magari mi sbaglio eh,ma immagino che "semplicemente" questi prodotti costino un sacco di soldi,quindi passano per studi di settore esterni al processo creativo (e ci siamo tutti sulla cosa) ma che sbaglino a cercare nei big data oggi così disponibili la risposta a tutti i loro problemi.
Tanto nei VG che in generale nei media

Invece,per tornare al nostro passatempo, il mercato insegna che  si va avanti ad ondate create da colpi di culo :)
I miliardi fatti da LoL,quelli di Overwatch,quelli ora dei Battle Royal,senza parlare di Minecraft prima.Ma scendiamo e troveremo generazioni di console in cerca di una mascotte carina e simpatica.

Ora si cerca tutto nei big data,ma si appiattisce l'offerta.E se ne accorgeranno perché non mi sembra che la cosa funzioni.

Offline rosario oliveri

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Re: La donna nei videogiochi: riflessioni?
« Risposta #39 il: 18 Lug 2018, 12:16 »
The Ugly Truth of Children's Books

Un video che molto probabilmente avete già visto, riguarda la rappresentazione femminile nel settore dei libri per l'infanzia. Immagino che si potrebbe adattare, con le dovute modifiche, al mondo dei videogiochi.

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Offline MaxxLegend

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Re: La donna nei videogiochi: riflessioni?
« Risposta #40 il: 18 Lug 2018, 12:26 »
Si, ma anche questo è fuorviante. L'importante è il contenuto della storia, non il sesso dei personaggi. Soprattutto nei libri per bambini, dove l'identità del personaggio non implica cambiamenti nella psicologia comportamentale o di come il mondo narrato si comporta e interagisce col personaggio.

Una bimba che legge Peter pan si identifica comunque in lui, non in wendy. Un bimbo che legge cappuccetto rosso si identifica in lei, non nel lupo.
Ergo, sto video non ha alcun senso ed è fatto solo per raccogliere i like dei fessacchiotti su FB, o per far indignare le femministe meno sveglie..
« Ultima modifica: 18 Lug 2018, 12:29 da MaxxLegend »
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Offline Ivan F.

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Re: La donna nei videogiochi: riflessioni?
« Risposta #41 il: 18 Lug 2018, 12:30 »
Alla fine tutto 'sto papirone per dire, che il problema non è come e quanto sono rappresentati donne, uomini, bianchi, neri, gialli, gay, eorotomani, chiunque. Il problema è che laggente dovrebbe smettere di volere un intrattenimento a sua immagine e somiglianza, dovrebbe smettere di pretendere tolleranza sotto forma di rappresentazione ad personam da parte dell’entertainment e pretenderlo con intolleranza. Dovrebbe tornare ad essere veramente TOLLERANTE quel minimo sindacale sufficiente da permettere a un AUTORE di esprimersi.
Questo riassume precisamente il mio pensiero.

E aggiungo: in un sistema in cui gli autori sono imbrigliati dal pubblico, assumono ulteriore valore le opere genuinamente di rottura. Ovvero, quelle che vogliono esprimere una propria idea e, al contempo, si schierano contro i legacci, anche magari calcando la mano.

Paradossalmente, Lara Croft maggiorata o le Dead or Alive spiaggine servirebbero più ora rispetto al periodo in cui hanno esordito.
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Offline Ruko

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Re: La donna nei videogiochi: riflessioni?
« Risposta #42 il: 20 Lug 2018, 09:55 »
Riguardo i musicisti attenzione che hai una opinione un po' strana evidentemente riguardo Bob Dylan, Woodstock, Pink Floyd, Peter Gabriel e il recupero di Biko, Fabrizio De André, etc.
Come ti dicevo é in genere in contrario, un certo genere di sensibilità e di più o meno forzato ascolto porta ad una certa possibilità di influenza.
Ma il discorso é piuttosto complesso perché é anche vero che la musica rileva i limiti del dialogo in una lingua predeterminata.
E' un discorso troppo complesso da affrontare qui, spero che prima o poi le maree del tempo e dello spazio ci facciano incontrare da qualche parte per discuterne diffusamente. La birra la paghi tu. E poi session live nel pub!  :yes:
Citazione
Se l'uomo racconta sì, probabilmente meglio resti uomo...
Questo secondo me è molto vero. Al di là di quanto il videogioco sia sdoganato in sé come forma di divertimento post-nerd, rimane comunque un passatempo largamente maschile e in base a questo pensato da maschi. Che, pure nella buona volontà di affrescare personalità femminili diverse incappano sovente nella "maschilizzazione" (esempio Uncharted LL) delle donne, per cui l'effetto di per sé è discutibile. O almeno distonante.
Ora, non ho presente se nei processi creativi ed esecutivi dell''industria del vg ci siano molte donne ma qui torniamo al problema delle "quote rosa": qualcosa che non è istintivo, volontario e naturale non deve essere infilato a forza, per cui se il mondo dei vg è largamente maschile si vede che questo rispecchia l'andamento.
E di conseguenza, come dici, uomini sanno raccontare meglio altri uomini.
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Offline Ruko

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Re: La donna nei videogiochi: riflessioni?
« Risposta #43 il: 20 Lug 2018, 10:03 »
Però, ecco, Lady Bug era per femmine e Jungle Hunt era per maschi.

Forse come risultato di futili tentativi di marketing. Di fatto, entrambi i giochi citati hanno meccaniche totalmente slegate dal genere sessuale dei protagonisti.
Beh "meccaniche legate al genere" forse in quell'epoca voleva dire poco. Però ai cabinati al mare noi ragazzine un po' deviate facevamo la fila lì: coccinella carina, fiori da raccattare, ambiente prataiolo ameno. Roba sweet.  I maschi non ci giocavano.
In JH c'erano le liane, i coccodrilli e le palle che cadevano e una donna discinta da salvare. Cioè, discinta, erano 6-7 pixel ma sembrava sexy.  :D

Il trauma è arrivato con Daphne di Dragon's Lair, nell'intro della caverna piena d'oro di Singe.
Altro che pixel, tutto a guardare lì per le chiappe più belle dei coinop!  :-[
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Offline Ruko

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Re: La donna nei videogiochi: riflessioni?
« Risposta #44 il: 20 Lug 2018, 13:27 »
Di una cosa sono sicuro: se qualcosa lede la sensibilità di molte persone, va messo in discussione. Non abolito o censurato, ma messo in discussione. Sarebbe interessante sapere quante donne si sentano offese, imbarazzate o ridicolizzate dai personaggi femminili più in voga nei videogiochi.
Questo è u altro punto interessante che si collega con quanto detto sopra. Quanta utenza femminile esiste? E di questa, quanto è effettivamente coinvolta nel giudicare la figura della donna?
E, più in generale, se l'autore del vg ha previsto che il suo personaggio femminile sia bello mammelluto, vesta strisce di cuoio e latex, sia provocante e sfacciata, io, donna, alla fine, cosa dovrei giudicare?
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