Autore Topic: La donna nei videogiochi: riflessioni?  (Letto 5886 volte)

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Offline Voodoo

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Re: La donna nei videogiochi: riflessioni?
« Risposta #15 il: 13 Lug 2018, 16:15 »
Molto meglio i seni sballonzolanti di Dead or Alive, fanno meno danni.

Sono molto, molto d'accordo con tutto il ragionamento. Però in DoA6 i seni sballonzoleranno meno e i corpi saranno tutti coperti (o quasi). Scelta ipocrita, ma funzionale ad evitare attacchi violenti come quelli subiti da Soul Calibur VI per non aver coperto Ivy o per la tutina troppo attillata di Taki.

In un contesto definito da una percezione comune quasi distorta, complice anche un #metoo che da causa buona e giusta ha assunto rapidamente sfumature grottesche, trovo difficile per il videogioco riuscire a definire con serenità figure femminili. Anzi, il rischio è quello di farsi tirare dentro il vortice, come scrive Ivan.

Temo sia necessario aspettare che il clima cambi e sperare che siano più le softwarehouse come Namco e meno quelle come Tecmo Koei. Non (solo) per i corpi in mostra, ma perché in linea con quella "onestà" nella rappresentazione di figure femminili di qualsiasi tipo, anche stereotipate.
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Offline Giobbi

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Re: La donna nei videogiochi: riflessioni?
« Risposta #16 il: 13 Lug 2018, 16:24 »
Da osservatore mi chiedono
Perché i personaggi che preferisco sono maschi?

Credo che la risposta visto che la domanda implica l’immedesimazione sia che quel ruolo nei film/anime/sia maschile.
Sono attivi
Quindi Harlock Char Link e non una tipa senza bocca che beve sempre o si pongono la domanda di perché Link è non Zelda.
La risposta è creativo/commerciale ma la domanda indica un mettere in dubbio capacità femminili, il che è male.

Nei jrpg e simili, fire emblem, invece cercano il personaggio femminile da poter utilizzare negli scontri o come leader sulla mappa, cosa non sempre possibile.

In generale i personaggi femminili di fire emblem sono o meglio erano esempi positivi
Lucina equivale a Marth non fa la damigella tipo il rapporto Link Zelda
Mentre la tettona sul drago viene semplicemente trascurata

Quindi fire emblem ma anche Smash o volendo sportivi alla Mario tennis
Non hanno i problemi di identità o immagine di altri giochi
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Offline MaxxLegend

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Re: La donna nei videogiochi: riflessioni?
« Risposta #17 il: 13 Lug 2018, 16:29 »
Sposterei l'attenzione dall'oggetto al suo creatore. Quante donne vorrebbero accedere a un lavoro attinente lo sviluppo dei videogiochi, e non ci riescono non tanto per incapacità o demeriti ma proprio in quanto donne?

Io vedo più spesso il contrario. Se escludiamo le leggendarie Roberta Williams e Carol Shaw, sono più le volte in cui delle donne trovano lavoro e risonanza nel mondo dei VG (in particolare Indie) pur essendo delle complete incapaci. Non faccio nomi tanto già sapete.

Nei nostri bandi se il regista è donna si prende 10 punti in più.
Se la maggioranza degli autori sceneggiatura è donna 15 punti.

Bel modo di includere le quote rosa, per nulla strumentale.
Questo è sessismo bello e buono.
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Offline Freshlem

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Re: La donna nei videogiochi: riflessioni?
« Risposta #18 il: 13 Lug 2018, 16:36 »
Quindi capisco il riferimento all’origine del mezzo, ma il passo avanti si può fare, è stato fatto, e sicuramente se ne faranno ancora.

Il punto, per quanto mi riguarda, è un altro. E riguarda non solo i videogiochi. Ovvero, che oggi può accadere che la rappresentazione di una figura femminile più "moderna" non sia onesta. Perché non c’è uno scrittore dietro, ma un PR. Non c'è una volontà narrativa, ma altro.

Insomma, è il videogioco che viene trascinato nel vortice del #meetoo. Quello lo trovo insopportabile.

Ciao Capo.

Ottima analisi decisamente più approfondita e meditata della mia.
Son d'accordo su quanto scrivi ma non sul giudizio finale.
Sarà che vivo "di qua", sarà che oramai son quasi 10 anni, ma quello che tu trovi insopprtabile, io lo trovo figlio dei tempi che corrono (che si, i due concetti coesistono ma lasciami argomentare - in sostanze io a differenza di te, lo giustifico).
Naughty Dog è in California.
Uno stato che da sempre rema controcorrente (o quasi) rispetto agli altri 49 (ricordiamolo..quarantonove) stati della federazione.
Uno stato relativamente di "sinistra" e "sociale" (sempre nei limiti del tessuto americano), dove il 45* presidente se ne guarda bene dal farsi vedere (sia in fase di campagna elettorale che dopo l'insediamento alla casa bianca).
Mi è difficile descrivre la società americana e mi è ancora piu difficile spiegare e giustificarne certi comportamenti e schemi mentali, tuttavia la posso sommariamente riassumere in un concetto: qui le cose vanno da un estremo all'altro. La gente molte volte non conosce le vie di mezzo e molte reazioni sono "di pancia". E per quanto simile in certi aspetti alla cara e amata Italia, qui la gente crede ancora che andando in piazza le cose possano cambiare veramente.
In California c'è una diffusa cultura (certo non accettata da tutti) di gender equality così come i diritti delle minoranze LGBT.
Qui sul curriculum non si scrive in che anno si è nati, tantomeno se si è maschi o femmina e spesso i recruiter manco vogliono vedere la foto del candidato, a scanso di qualunque discriminazione che non sia basata sull'esprienza professionale, sul percorso di studi ed esperienze extra lavorative.   

Senza scendere in ulteriori analisi e opinioni che trovano il loro tempo - che tanto pure qua ci son mille contraddizioni e cose che non vanno-, io trovo che quando un PR di queste parti (o chi per esso) decida di fare un qualcosa in rosa, non sia solo per cavalcare l'onda del momento e magari trarne qualche quattrino in più, ma semplicemente stia principalmente cercando di contrastare un'ondata di maschilismo o comuqnue di mancato rispetto delle minoranze pubblicizzato tanto dalle autorità locali (..." grab her by the pussy").
Gli americani son talmente egocentrici che hanno il "Baseball World Series" che in realtà è solo per le squadre del nord america (e poi ti guardano convinti urlando "abbiamo vinto i mondiali"...si va beh).
Di conseguenza, il movimento #metoo e tutte le altre strumentalizzazioni sono esagerazioni e reazioni  di contrasto a problemi interni al paese.
Poi il soldo facile ci sta, non sono cosi naive dal non vederlo. Ma sono abbastanza sicuro che il motivo principale in questo momento è di diffondere un messaggio di protesta.
A me va bene. Se avessi figli, non mi dispiacerebbe che il piccolo freshlem junior veda due ragazze (o anche ragazzi) baciarsi in un viggì e non si scandalizzi.

Mo' mi viene il dubbio che sono andato un po' OT.
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Offline Freshlem

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Re: La donna nei videogiochi: riflessioni?
« Risposta #19 il: 13 Lug 2018, 17:30 »
Non lo conosco, ho capito qual è dalla copertina ma all'epoca mi buttai su Lollipop Chainsaw. Ps3 vero?

Si, PS3. Pure su Playstation Now se non sbaglio.

Un puzzle game intervallato da fasi narrative dove le scelte del giocatore influenzano la storia.
Il triangolo che si crea mi ha ricordato molto le situazioni di Lamù e Ataru Moroboshi.

Io ho già trovato strumentale la scena lesbo del trailer di The Last of Us 2, in quella forma e in quel modo. Non so, a me i tempi non sembrano maturi e il contesto inadeguato.
Molto meglio i seni sballonzolanti di Dead or Alive, fanno meno danni.

Mi piace come i pensieri divergono.  :D
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Offline Mr.Pickman

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Re: La donna nei videogiochi: riflessioni?
« Risposta #20 il: 13 Lug 2018, 21:19 »
Citazione
E quanto mi manca quella Lara fisicata e sprezzante delle origini, figlia di un pensiero maturo sulla cristallizzazione dell’eroina da comic americano, soprattutto se paragonata a quella studentessa da Erasmus che piagnucola e geme nei reboot,

:D

Citazione
"Non costringetemi a farlo!"

"SSSSSSZOCK!"

"Sei morta!"

Ho già espresso sui social-blade cosa ne penso di tutta questa storia deprimente.
Il risultato è che fai incetta di velenose critiche se porti argomentazioni valide come quelle che hai espresso. Non se ne esce.
Citazione
"Horizon è carino ma Aloy è un cesso.

"Maschilista"

"Ma no, dico solo che potevano..."

"Oh sì certo, volevi il costumino in due pezzi eh?"

"si"

Se appoggi il concetto della donna forte, cazzuta, non può essere Tyris Flare ma deve sembrare tassativamente la Boldrini. Bandito il micro costumino in due pezzi, culo piallato, seni ridotti, ecco, così può andare, eccerto. Come dici? Ah. Ma noi siamo una azienda seria, cioè dobbiamo costruire una storia fantastica ma credibile eh, nel nostro gioco non si fa sesso. 

E poi così non si turba l'animo sensibile del NUOVO popolo videogiocante. A metà tra Vice e Kotaku. 

Se, di contro, appoggi il concetto della donna reale, in tutto e per tutto, deve essere cozza.
Esempio principe l'attrice di Senua, una modella piuttosto gnoccosa, resa un mostro binocoluto, un batrace dagli occhi sporgenti, perché si sa, in Vikings son tutte ciaspe.
Che mondo squalificante che è diventato per il media :(

Leggevo da qualche parte qualche settimana fa (forse era Progamer) che per avvicinarsi alle nuove sensibilità europeiste ma che spesso partono dagli americani, diversi publisher giapponesi stanno valutando l'idea di non localizzare più i giochi che offrono una visione parziale della donna, facendosi aiutare da alcuni advisor/consulenti che adoperino la famosa accetta, quando necessaria.

Citazione
Donna che cucina? --> sessista ---> tagliare osu!

Donna che picchia uomo? ---> ok valorizza donna ---> tenere ma solo se lei cozza osu!

Non sarebbe la prima volta, del resto, ripenso subito alla localizzazioni ASSURDE dell'epoca PS in cui tagliavano "potrò mai diventare una brava moglie?" ----> "sono una donna forte"
 

Frecciata a ND:

Sul discorso ND e sulla scena lesbian dreams io sono sul chi va là.
Mi schiero apertamente con chi (con prove alla mano, quali twittate, invettive sui social, ed interviste) ha dimostrato empiricamente che a casa ND (quantomeno Druckman) "ci fa" con la tematica gay.
Cioè hanno capito che alla comunità LGBT manca un esponente "big" che si sporchi le mani con queste tematiche che fanno un gran parlare, ergo, ritorno di immagine e pubblicità. Anche il fatto di far intervenire a presentazioni famose portavoci della comunità gay o lgbt, o il fatto di aver voluto il primo cinesino transessuale minorenne (quello che appare nel trailer) fa parte di un piano preciso, forse diabolico.
Ovviamente, se dici queste cose sei automaticamente un omofobo di merda e mi sta bene. Ma continuo a pensarle. Penso che ND abbia trovato una gran comunità, composta a metà da scanzonati vadamme da tastiera e dall'altra parte un'agguerrita comunità poco tollerante, pronta a levare gli scudi, ad ogni minima interferenza della forza pinku.

Ogni giorno ringrazio sempre di più Tamsoft per i suoi giochi con le donnine che lanciano mutandine agli zombi, ti dirò. Discorso super interessante, meno il mio intervento che son fuori, anche fisicamente.
Contribuirò in maniera più estesa in caso.

Concludo con il mio ideale di pensiero-uomo.

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Offline alexross

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Re: La donna nei videogiochi: riflessioni?
« Risposta #21 il: 13 Lug 2018, 22:24 »
Esprimo il mio pensiero in due parole:
- vuoi fare il Lollipop chainsaw di turno con la figa che ammicca? Fallo pure, a qualcuno piace quindi  non rompete il cazzo
- vuoi fare il gioco manifesto lgbt? Fallo pure, a qualcuno piace non rompete il cazzo.

Quindi ogni gioco ha il suo pubblico, astenersi hater e rompipalle.

Trovo anche molto fastidiose le conchiglie sulle statue di assassin's creed origins per dire. Anche se è OT

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Offline Brothers Killer

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Re: La donna nei videogiochi: riflessioni?
« Risposta #22 il: 14 Lug 2018, 00:23 »
Se per voi Senua è cozza avete problemi seri secondo me  :no: Io non la trovo così tanto diversa dall'attrice sinceramente, gli occhi in stile Meloni li ha anche lei e lo stesso i dentini un po' sporgenti, da qui a farla diventare cessa ce ne passa un mondo.

Sul discorso dei personaggi brutti poi, come molte delle reazioni eccessive che ci sono partono da osservazioni fuori luogo: cioè un personaggio è brutto, ok, è un problema? Mica ci dovete avere una relazione, è un cavolo di personaggio di un'opera di finzione. Finché è una battuta ci sta, se viene posta come critica (e ho visto farlo) boh. Soprattutto se poi mi si dice che ormai è diventato una moda fare "donne brutte che si comportano da donne forti", ma dove? Ma quando? Ma soprattutto sarebbe un problema perché? Come se l'omologazione non ci fosse già stata in passato. Ogni epoca ha una tendenza principe che la contraddistingue, e solitamente quello che segue il trend per il gusto di seguire il trend fa sempre schifetto indipendentemente dall'epoca perché carente di una motivazione concreta per essere realizzata in un certo modo, che sia la  Shadee di PoP:WW o la Lara che urla ogni secondo del reboot. Ma è qualcosa con cui dobbiamo fare i conti a prescindere. In  assoluto penso che ognuno abbia il diritto di fare tutti i sacrosanti personaggi che vuole, il discorso è sempre questo. Massima libertà ai creatori. Poi noi fruitori giudichiamo, mai per le intenzioni però.

Pure sul discorso TLoU, mettiamo pure che sia stato fatto per un discorso di marketing e non perché lo voleva fare Druckmann, qual è il problema? Non vi piace la scena? Va bene, basta che non sia per ciò che viene rappresentato ma per il come. Posto che per me TLoU è lungi dall'essere quel capolavoro di regia e scrittura che si dice in giro, a me questa scena è sembrata perfettamente in media con il livello medio del primo TloU. Sono anche certo che se in quella scena il bacio non fosse stato lesbo non ci sarebbe stata nessuna polemica. Il processo pure qui mi è sembrato essere alle intenzioni più che alla rappresentazione in genere.
« Ultima modifica: 14 Lug 2018, 00:40 da Brothers Killer »
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Re: La donna nei videogiochi: riflessioni?
« Risposta #23 il: 14 Lug 2018, 04:14 »
Se per voi Senua è cozza avete problemi seri secondo me  :no: Io non la trovo così tanto diversa dall'attrice sinceramente, gli occhi in stile Meloni li ha anche lei e lo stesso i dentini un po' sporgenti, da qui a farla diventare cessa ce ne passa un mondo.

Sul discorso dei personaggi brutti poi, come molte delle reazioni eccessive che ci sono partono da osservazioni fuori luogo: cioè un personaggio è brutto, ok, è un problema? Mica ci dovete avere una relazione, è un cavolo di personaggio di un'opera di finzione. Finché è una battuta ci sta, se viene posta come critica (e ho visto farlo) boh. Soprattutto se poi mi si dice che ormai è diventato una moda fare "donne brutte che si comportano da donne forti", ma dove? Ma quando? Ma soprattutto sarebbe un problema perché? Come se l'omologazione non ci fosse già stata in passato. Ogni epoca ha una tendenza principe che la contraddistingue, e solitamente quello che segue il trend per il gusto di seguire il trend fa sempre schifetto indipendentemente dall'epoca perché carente di una motivazione concreta per essere realizzata in un certo modo, che sia la  Shadee di PoP:WW o la Lara che urla ogni secondo del reboot. Ma è qualcosa con cui dobbiamo fare i conti a prescindere. In  assoluto penso che ognuno abbia il diritto di fare tutti i sacrosanti personaggi che vuole, il discorso è sempre questo. Massima libertà ai creatori. Poi noi fruitori giudichiamo, mai per le intenzioni però.

Pure sul discorso TLoU, mettiamo pure che sia stato fatto per un discorso di marketing e non perché lo voleva fare Druckmann, qual è il problema? Non vi piace la scena? Va bene, basta che non sia per ciò che viene rappresentato ma per il come. Posto che per me TLoU è lungi dall'essere quel capolavoro di regia e scrittura che si dice in giro, a me questa scena è sembrata perfettamente in media con il livello medio del primo TloU. Sono anche certo che se in quella scena il bacio non fosse stato lesbo non ci sarebbe stata nessuna polemica. Il processo pure qui mi è sembrato essere alle intenzioni più che alla rappresentazione in genere.

È resa meno avvenente, ed è fatto per una motivazione suffragata anche da come è stato scelto di presentarla. "Dentini sporgenti" ...ammazza sembra una tifosa del Manchester. Anzi no, adesso non si può nemmeno più dirlo. Nemmeno far vedere un generoso seno sballonzoloso sudato, d'ora in avanti devo vedere, nelle poche partite che seguo con gli amici di mio fratello, pancioni di obesi disossati, colmi di birra e pittati come i cugini di William Wallace che urlano dittonghi primitivi su squadre di cui confondo le bandiere.
"Aleeeee Oooooooooooo...burp God Sciave the burp!"
Una meraviglia.
Ma no che dico, che autentica meraviglia.
Qua a differenza di altri posti si portano argomentazioni su cui si può dibattere amabilmente, e spesso non sono del tutto prive di ragionamento alla base.
Io contesto fortemente questa fottuta mania di de-sessualizzare le protagoniste femmine.
Così come l'inserimento "gender" ad ogni costo e compiango il culo che i programmatori si devono fare per applicare tutte le variabili (hai detto bene) ad un opera di pura, incontaminata, frizzante fantasia.
Se Shepard non tromba la Asari di turno, per me ci può stare, mentre una fetta di giocatori non ci dorme la notte.
Uno sviluppatore deve tenere conto di tutto al giorno d'oggi?
Allora esigo nel prossimo GTA i ristoranti vegani, io non mangio carne. Mi sento offeso ad essere costretto di dover consumare dei cadaveri di animali. Ma del resto, hanno persino messo la donnina in Assassin'Creed: Mythos o come si chiama e già specificato che sarà possibile avere rapporti omosessuali.
Beh certo, FULCRO dei passati AC.
Quando Ruko usava Ezio, sicuramente pensava a come inchiodare qualche bella figliola di Aleppo.
Io quando solcavo Venezia, lamentavo di non avere la possibilità di toccare anche i culi oltre che borseggiare i pomposi mercanti del Cà.
Vabbè questa la dovevo scrivere questa connessione sentimentale.
Il punto è che "il gusto" di questa vasta comunità di rompi-coglioni tracima e lede i miei diritti di giocare con super-bonazze assurde degli MMO coreani, o protagoniste avvenenti da Heavy Metal (il film) o Druuna di Serpieri. Perché sono loro che hanno iniziato per primi questa assurda guerra concettuale a colpi di arcobaleno, diritti negati, tette ridotte, culi smorzati, e rispetto per le donne cit.

Secondo te ci sarebbe stata la coppia di omosessuali in Vampyr se fosse stato pubblicato nel 2004 tipo? Secondo me, no, assolutamente.
Non mi danno fastidio, sia ben intenso, e non sto per dire "ho amici omosessuali" salvo poi salvinizzarmi e dire "alla fin fine mi stanno sul cazzo le loro variopinte kermesse falliche" semplicemente vedo i devteam di mezzo mondo troppo servizievoli a seguire i gusti del pubblico, che notoriamente non capisce un cazzo, mentre l'altra metà fa finta di capire. Non a caso si parla di service-game (anche se intendono tutt'altro, è bene specificarlo)
Non capisco perché non si possa accettare remissivamente l'ideazione di creativi che semplicemente "creano" ed è il loro lavoro. E lo fanno usando sensibilità anche diverse dalla mia. E ben venga.

Riguardo al bacio lesbian di TLOU2... beh

È l'idea dietro al bacio che confligge, non il bacio in sé.
Del bacio, innocente, tenero e romantico, non penso si possa dire nulla, anche il gioco di regia che lo propone è a dir poco straordinario. Posto che Left Behind l'aveva già toccata sta faccenda, e mostrando il primo bacio omosessuale tra due bambine, hanno rischiato di brutto, vincendo, e alla grande (in quella scena, gusto, sensibilità, tatto...c'è tutto). Poi è chiaro, ognuno fa quel che vuole, compra quel che vuole, sviluppa quel che vuole, ma è come dire "Ho le natiche dentro i pantaloni ragazzi voi?"

È ovvio che seguiranno e perseguiranno la loro idea o la loro "hidden agenda".

Cmq, il video che "attacca" ND, e sarebbe bene guardarlo per portare questa sfumatura della discussione ad un gradino superiore, è questo:

The Naughty Dog "Agenda" - An Honest, Open Conversation
https://www.youtube.com/watch?v=sZwYCgNkmFY&t=718s
 
 :-*
 

 
 
 
 
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Offline Ruko

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Re: La donna nei videogiochi: riflessioni?
« Risposta #24 il: 14 Lug 2018, 09:35 »
Parlare di certi argomenti ti espone ad ogni sorta di critica, è un po' la classica coperta che la tiri da una parte e ti scopre dal'altra, pure se le tue intenzioni sono buone e ci vai coi piedi di piombo dirai SEMPRE qualcosa che può essere mal interpretato o travisato da chiunque.
E' un argomento scottante in cui buoni e cattivi si mischiano ed è facile fraintendere. Soprattutto perché ognuno di noi è figlio della propria storia e tende a considerare l'esperienza persona come assoluta.
Per una donna è più semplice esporsi perché si presuppone scevra da ogni condizionamento di natura sessuale nel giudicare il proprio genere.

Riassumendo: sì, a volte i publisher possono spingere forzatamente per una maggior rappresentanza di genere/razza per soli motivi di marketing. Mi infastidisce però che si noti solo quello e non tutte le centinaia di altre cose, magari più fastidiose, che fanno sempre per motivi di marketing. Inoltre, a prescindere da dove arrivi l'impulso per fare una cosa del genere, il giudizio va sempre fatto AL PRODOTTO, non alle intenzioni. Insomma mi va bene che nell'open post critichi Senua, Chloe o qualunque personaggio femminile che cerchi di essere più complesso e meno stereotipico del solito fallendo (almeno secondo la tua opinione) ma non vedo perché demonizzare il trend che invece non riesco a non vedere come positivo. Il problema è semplicemente il modo in cui personaggi sono scritti/rappresentati, non il tentare di farlo. Anche perché citi esempi di personaggi che pur ricadendo nello stereotipo riescono a farci qualcosa di sovversivo/ironico, ma per ogni personaggio così quanti centinaia di altri personaggi piatti esistono? (posto che poi nonostante capisca cosa Kojima volesse fare con Quiet trovi la riuscita davvero tanto tanto tanto pessima, davvero non capisco come si possa considerare quello accettabile e poi sputare su Senua)
Enucleo questo brano, dove si concentrano le questioni.
Sul "processo alle intenzioni" capisco il rilievo ma, tolto il caso del trailer di TloU2, il resto dei giudizi, ovviamente opinabile, è dato nel merito. Sul futuro titolo ND io mi ritrovo molto nell'opinione di Pickman, alla legittima prerogativa di narrare quello che si vuole e come si vuole corrisponde molto mestiere nel pizzicare un pubblico evidentemente abituato alle polarizzazioni e alla spettacolarizzazione. Non è un giudizio su come e perché tutto ciò verrà sviluppato nel gioco, è una perplessità data dal taglio di un trailer che in pochi minuti deve mostrare la bontà del titolo. E' una scelta pubblicitaria che a mio modo di vedere strumentalizza quel genere di sentimento alla luce dello sguardo adolescenziale/ormonale maschile che passa da instagram a qualche filmato di Swalloved nei portali porno. Nessuno vede l'unione omosessuale come un problema o qualcosa di detestabile (qualcuno che sia un cittadino del mondo e che non viva in una caverna sottomarina intendo), ma ND conosce bene il proprio bacino di utenza e l'operazione a un un sottofondo politico/sociale che io, personalmente avrei affrontato in modo diverso. Siccome non stiamo parlando di ONLUS ma di grandi multinazionali che hanno un ufficio marketing e team di qualsiasi tipo dedicati allo studio degli effetti sul mercato di certi prodotti, io direi che una discussione in merito possa scaturire.
Poi, sulla questione del prodotto fatto e finito da giudicare, hai solo che ragione. Insieme all'osservazione sul "modo" invece che sul "cosa".
Per quanto riguarda l'altra questione (Senua, Chloe ecc.) è proprio con la consapevolezza che critico. Mi pare di ricordare, correggimi, che proprio tu, nel topic di Hellblade, hai dimostrato qualche perplessità sul valore di scrittura del gioco, visto che le sofferenze di Senua sembravano un po' fini a se stesse. Ecco, io la penso uguale e lo lego per questo alle scelte estetiche in senso di presunzione. Non vuoi che la tua vichinga sia un corpo oggetto che distragga dalla sua immersione dell'inconscio? Bene, lo accetto e mi piace. Ma se a me, donna di 40 anni, le tue scorribande nell'Io, Super Io e via dicendo mi suonano come un intervento di Paolo Crepet a Pomeriggio 5 che discetta di pruderei dell'ego beh...a quel punto quello che mi offri a me arriva come presuntuoso e pretestuoso. Oltre al fatto che il tutto non è sorretto da un buon gameplay (opinione personale, ovvio), per cui metto tutto insieme e dico: "Ah, donna realistica e non accattivante esteticamente, proiezioni junghiane da supermercato, giocabilità da mani in faccia" = fallimento totale. Qualcuno ti impedisce di farlo come esperimento? Mai. Qualcuno dice che è una strada che non va tentata? Per carità, siamo liberi. Ma io ho cacciato 30 euro e ho comprato la tua offerta. E la trovo carente.
Quindi sputo su Senua (finta profondità) e applaudo a Quiet (cavallo di...ehm... :D troia) poiché in quest'ultima trovo una narrazione concettuale più spessa sotto forma di provocazione estetica.
Oltre al fatto che, alla fine della fiera, è uno spettacolo migliore.  :)
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Offline Ruko

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Re: La donna nei videogiochi: riflessioni?
« Risposta #25 il: 14 Lug 2018, 09:43 »
Nimrod, Tris, Pong: il videogioco nasce asessuato. La sua restante evoluzione con personaggi esplicitamente maschili e femminili è più formale che sostanziale dato che per la maggior parte delle meccaniche ludiche, avere come protagonista un uomo piuttosto che una donna non modifica l'esperienza di gioco in sé. Rimangono ovviamente escluse le avventure con una narrazione fortemente incentrata sulla storia, e solo nel caso il genere - maschio o femmina - porti in dote possibilità e limiti che asserviscano la coerenza degli eventi; per lo stesso motivo, sono esclusi i giochi di ruolo. Per qualsiasi altro genere: che si parli di un pilota o di una pilota, di un soldato piuttosto di una soldatessa, di un esploratore anziché di una esploratrice, è del tutto ininfluente su cosa si possa fare o cosa sia precluso all'interno dell'universo di gioco.
beh questo rientra nella questione "evoluzione del medium" che accennavo all'inizio. Siccome il videogioco "può" anche narrare storie allora tutto il resto delle problematiche segue a ruota.
Però, ecco, Lady Bug era per femmine e Jungle Hunt era per maschi.
L'han fatto perchè la moda attuale impone le quote rosa in qualsiasi cosa. Quindi si prendono film a quota 100% maschile tipo ghostbusters o ocean's eleven e si fanno le versioni 100% femminile. Non importa il risultato l'importante è che sia tutto al femminile.
A questo si risponde così:
Si, ma quel reboot poi fa schifo per le quote rosa imposte? Che ci sia del marketing che punta a quelle cose per cercare di espandere il target è un conto, ma da qui a dire che lo scempio è dovuto all'idea in sé, e non alla realizzazione, e quindi critiche aprioristiche schifate per il reboot al femminile, è tutta un'altra storia.
Eh, perfetta risposta. Ma qual è sta lobby femminista Drone? Scie kimike e lobby farmaceutiche!!11!!!
E Daje!  :)



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Re: La donna nei videogiochi: riflessioni?
« Risposta #26 il: 14 Lug 2018, 09:53 »
la tutina troppo attillata di Taki.
Da sempre la mia sosia!  :yes: #transcendingboobsandass, a tale of legsandbreast  :D
Comunque quotissimo.
Da osservatore mi chiedono
Perché i personaggi che preferisco sono maschi?
Credo che la risposta visto che la domanda implica l’immedesimazione sia che quel ruolo nei film/anime/sia maschile.
Sono attivi
Ma non credi che l'industria abbia tuttavia provato a dar voce a personaggi femminili? Oppure, per capire bene la tua opinione, affermi proprio che, visti i risultati, allora meglio tornare all'uomo che si racconta?
Ti ricordo che sei musicista, quindi parti con un malus comunicativo non da poco!  :D  :-*

Mi piace come i pensieri divergono.  :D
Fresh, tra poco hai PM con plot twist!  ;)
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Offline Ruko

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Re: La donna nei videogiochi: riflessioni?
« Risposta #27 il: 14 Lug 2018, 10:04 »
Esprimo il mio pensiero in due parole:
- vuoi fare il Lollipop chainsaw di turno con la figa che ammicca? Fallo pure, a qualcuno piace quindi  non rompete il cazzo
- vuoi fare il gioco manifesto lgbt? Fallo pure, a qualcuno piace non rompete il cazzo
Mi piace quando fai l'Alessandro Magno col nodo gordiano!  :yes:

Per il resto quoto a squirting Pickman, che dice sempre cose vere, giuste e circostanziate!  :yes:

A parte quando parla di Ridley Scott, ecco, lì non ci capisce proprio un cazzo.  :D
"No no, io non la sposerei mai una così, troppo appariscente, troppo esibizionista, non fa per me..." (cit. S. su WA)

Offline Brothers Killer

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Re: La donna nei videogiochi: riflessioni?
« Risposta #28 il: 14 Lug 2018, 10:49 »
È resa meno avvenente, ed è fatto per una motivazione suffragata anche da come è stato scelto di presentarla. "Dentini sporgenti" ...ammazza sembra una tifosa del Manchester. Anzi no, adesso non si può nemmeno più dirlo.

Spoiler (click to show/hide)

Davvero, non capisco.

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Nemmeno far vedere un generoso seno sballonzoloso sudato, d'ora in avanti devo vedere, nelle poche partite che seguo con gli amici di mio fratello, pancioni di obesi disossati, colmi di birra e pittati come i cugini di William Wallace che urlano dittonghi primitivi su squadre di cui confondo le bandiere.
"Aleeeee Oooooooooooo...burp God Sciave the burp!"
Una meraviglia.
Ma no che dico, che autentica meraviglia.
Qua a differenza di altri posti si portano argomentazioni su cui si può dibattere amabilmente, e spesso non sono del tutto prive di ragionamento alla base.
Io contesto fortemente questa fottuta mania di de-sessualizzare le protagoniste femmine.
Così come l'inserimento "gender" ad ogni costo e compiango il culo che i programmatori si devono fare per applicare tutte le variabili (hai detto bene) ad un opera di pura, incontaminata, frizzante fantasia.
Se Shepard non tromba la Asari di turno, per me ci può stare, mentre una fetta di giocatori non ci dorme la notte.

Ma puoi fare esempi specifici? Perché di giochi in cui tutti i personaggi sono obesi che ruttano non mi pare di averli ancora visti  :D La desessualizzazione mi sembra tutt'altro che così pronunciata da farne un problema di cui ci si può addirittura lamentare, come se non esistano più donne procaci nei videogiochi al giorno d'oggi.

Citazione
Uno sviluppatore deve tenere conto di tutto al giorno d'oggi?

Se vuoi vendere? Sì. Dietro le motivazioni per cui AC ha inserito il personaggio femminile e i rapporti homo non c'è un ragionamento tanto diverso da quello che ha portato ad inserire le microtransazioni, sempre roba inserita pensando prima al marketing è.

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Il punto è che "il gusto" di questa vasta comunità di rompi-coglioni tracima e lede i miei diritti di giocare con super-bonazze assurde degli MMO coreani, o protagoniste avvenenti da Heavy Metal (il film) o Druuna di Serpieri. Perché sono loro che hanno iniziato per primi questa assurda guerra concettuale a colpi di arcobaleno, diritti negati, tette ridotte, culi smorzati, e rispetto per le donne cit.

No, sono gli altri che hanno rotto per primi. La loro è una risposta che si è espansa a volte in maniera esagerata, ma in primis una risposta. Nessuno ti rompe i coglioni se vuoi giocare solo giochi con le tipe con fisica delle tette assurda degli MMO coreani, ma tu fai lo stesso e non rompere i coglioni agli altri perché non c'è la bonazza assurda nel gioco X.

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Secondo te ci sarebbe stata la coppia di omosessuali in Vampyr se fosse stato pubblicato nel 2004 tipo? Secondo me, no, assolutamente.

Adesso non vorrei dire una cazzata, ma se la mia memoria non mi inganna erano presenti in Vampire: The Masquerade - Bloodlines... Targato appunto 2004.

Citazione
Riguardo al bacio lesbian di TLOU2... beh

È l'idea dietro al bacio che confligge, non il bacio in sé.
Del bacio, innocente, tenero e romantico, non penso si possa dire nulla, anche il gioco di regia che lo propone è a dir poco straordinario. Posto che Left Behind l'aveva già toccata sta faccenda, e mostrando il primo bacio omosessuale tra due bambine, hanno rischiato di brutto, vincendo, e alla grande (in quella scena, gusto, sensibilità, tatto...c'è tutto). Poi è chiaro, ognuno fa quel che vuole, compra quel che vuole, sviluppa quel che vuole, ma è come dire "Ho le natiche dentro i pantaloni ragazzi voi?"

È ovvio che seguiranno e perseguiranno la loro idea o la loro "hidden agenda".

Cmq, il video che "attacca" ND, e sarebbe bene guardarlo per portare questa sfumatura della discussione ad un gradino superiore, è questo:

The Naughty Dog "Agenda" - An Honest, Open Conversation
https://www.youtube.com/watch?v=sZwYCgNkmFY&t=718s
 
 :-*

Quel video l'ho visto l'altro giorno e non sono d'accordo appunto perché alla fine si limita a criticare le scelte di marketing e immagine, e non la scena in sé. Ma dice lui stesso che il modo in cui hanno inserito certe cose non l'ha per niente disturbato e si limita a criticare la deriva del contesto (tweet, immagine social, intervistatori, attori scelti ecc.). Cosa di cui a me frega una mazza. Io dico che uno può pubblicizzarsi come cavolo vuole, ND ha deciso di farsi portabandiera LGBT? Non mi sembra neanche ipocrita visto che nello studio quella spinta è sentita davvero (diversi membri sono appunto omosessuali), per cui sinceramente non mi interessa. Se loro vogliono fare così ben sia. Io non ho particolari problemi e non ne sono neanche infastidito, giudico quello che vedo nel prodotto e quello che hanno mostrato mi è piaciuto.

Enucleo questo brano, dove si concentrano le questioni.
Sul "processo alle intenzioni" capisco il rilievo ma, tolto il caso del trailer di TloU2, il resto dei giudizi, ovviamente opinabile, è dato nel merito. Sul futuro titolo ND io mi ritrovo molto nell'opinione di Pickman, alla legittima prerogativa di narrare quello che si vuole e come si vuole corrisponde molto mestiere nel pizzicare un pubblico evidentemente abituato alle polarizzazioni e alla spettacolarizzazione. Non è un giudizio su come e perché tutto ciò verrà sviluppato nel gioco, è una perplessità data dal taglio di un trailer che in pochi minuti deve mostrare la bontà del titolo. E' una scelta pubblicitaria che a mio modo di vedere strumentalizza quel genere di sentimento alla luce dello sguardo adolescenziale/ormonale maschile che passa da instagram a qualche filmato di Swalloved nei portali porno. Nessuno vede l'unione omosessuale come un problema o qualcosa di detestabile (qualcuno che sia un cittadino del mondo e che non viva in una caverna sottomarina intendo), ma ND conosce bene il proprio bacino di utenza e l'operazione a un un sottofondo politico/sociale che io, personalmente avrei affrontato in modo diverso. Siccome non stiamo parlando di ONLUS ma di grandi multinazionali che hanno un ufficio marketing e team di qualsiasi tipo dedicati allo studio degli effetti sul mercato di certi prodotti, io direi che una discussione in merito possa scaturire.
Poi, sulla questione del prodotto fatto e finito da giudicare, hai solo che ragione. Insieme all'osservazione sul "modo" invece che sul "cosa".

Ma guarda ripeto, che si sia trattato di un utilizzo strumentale (che sia marketing o semplice fierezza di Druckman che si sfrega le mani pensando di essere il più progressista di tutti e si gongola pensando alla comunità LGBT che lo esalta come salvatore) mi sembra indubbio. Però appunto, il marketing è pieno di utilizzi strumentali di qualunque cosa, dal sixaxis che faceva muovere le tette in Sigma 2 a i giochi che si promuovono affermando di avere una trama complessa ed emozionante, l'importante è riconoscere questa fuffa e andare a vedere ciò che ci sta dietro. E ciò che sta dietro alla presentazione di TLoU non mi ha particolarmente infastidito, anzi alcuni tocchi (come il montaggio tra "i think they should be terrified of you" e la scena cruenta di gameplay subito dopo) li ho trovati niente male, anche se limitiamo l'analisi al contesto del solo trailer. Secondo me è molto più offensiva una dichiarazione come quelle randomiche alla Ubisoft "inseriremo anche i rapporti omosessuali in AC" senza mostrare nulla, che fanno davvero temere che certe cose siano state inserite perché sì e senza un pensiero realmente costruttivo dietro, piuttosto che quanto visto nel trailer di TLoU 2 che mi sembra in perfetta continuità con quanto era presente nel primo e anzi sembra suggerire una costruzione narrativa non banale dietro. Insomma avesse mostrato solo la scena del bacio sarei stato più critico, ma inserita nel contesto mi ha fatto percepire che è qualcosa che avrà un senso nella narrazione e non è stata inserita per gusto strumentale e basta.

Citazione
Per quanto riguarda l'altra questione (Senua, Chloe ecc.) è proprio con la consapevolezza che critico. Mi pare di ricordare, correggimi, che proprio tu, nel topic di Hellblade, hai dimostrato qualche perplessità sul valore di scrittura del gioco, visto che le sofferenze di Senua sembravano un po' fini a se stesse. Ecco, io la penso uguale e lo lego per questo alle scelte estetiche in senso di presunzione. Non vuoi che la tua vichinga sia un corpo oggetto che distragga dalla sua immersione dell'inconscio? Bene, lo accetto e mi piace. Ma se a me, donna di 40 anni, le tue scorribande nell'Io, Super Io e via dicendo mi suonano come un intervento di Paolo Crepet a Pomeriggio 5 che discetta di pruderei dell'ego beh...a quel punto quello che mi offri a me arriva come presuntuoso e pretestuoso. Oltre al fatto che il tutto non è sorretto da un buon gameplay (opinione personale, ovvio), per cui metto tutto insieme e dico: "Ah, donna realistica e non accattivante esteticamente, proiezioni junghiane da supermercato, giocabilità da mani in faccia" = fallimento totale. Qualcuno ti impedisce di farlo come esperimento? Mai. Qualcuno dice che è una strada che non va tentata? Per carità, siamo liberi. Ma io ho cacciato 30 euro e ho comprato la tua offerta. E la trovo carente.
Quindi sputo su Senua (finta profondità) e applaudo a Quiet (cavallo di...ehm... :D troia) poiché in quest'ultima trovo una narrazione concettuale più spessa sotto forma di provocazione estetica.
Oltre al fatto che, alla fine della fiera, è uno spettacolo migliore.  :)

Ricordi bene, non ho apprezzato così tanto la scrittura del gioco. Anche se ho personalmente trovato molto efficace la messa in scena, la regia e il sound design, che sopperiscono parecchio dal lato esperienziale a quello che manca lato scrittura nuda e cruda. Il problema principale è stato il gameplay.

Detto questo, secondo me il motivo per cui sono insorti questi problemi ed il gioco risulta pretenzioso non parte dal personaggio femminile, la questione di genere non centra proprio nulla. Parte dal fatto che il gioco vuole essere un "gioco complesso che rappresenti la realtà della malattia mentale" e praticamente tutto il marketing e la direzione generale del gioco converga su quello. È una questione che travalica il genere, è un po' come quei papponi a medio budget americani da oscar che vogliono rappresentare un "tema forte" e basta finendo paradossalmente per sminuirlo, è proprio il fatto che si voglia partire dal tema e sviluppare tutta l'attenzione su quello che solitamente arriva a deteriorare la riuscita, mentre solitamente quando il tema è inserito in maniera circostanziale all'interno di una narrazione strutturata anche su altro riesce solitamente ad emergere in maniera più forte. Appunto perché non devono concentrare la narrazione solo su quello e certe cose possono emergere naturalmente.

Poi se proprio devo dire la mia a livello assoluto, per essere appunto un gioco che vuole urlarti in faccia "GUARDA SONO UN GIOCO SULLA MALATTIA MENTALE GUARDA CHE BRUTTA E' LA MALATTIA MENTALE GUARDA COSA GENERA LA MALATTIA MENTALE GUARDA COME SI ELABORA LA MALATTIA MENTALE", è riuscito comunque molto sopra alle aspettative, principalmente perché ha deciso di concentrarsi più su farla vivere, quell'esperienza, che non solo sul lato dialogico della stessa. Insomma almeno c'è più show don't tell, che male non fa (sebbene come abbia scritto nel post penso che il gameplay così guidato depotenzi questo lato esperienziale).

Quiet non mi è piaciuta perché concettualmente voleva essere spessa, ma lato realizzativo oltre ad essere sottile come un baobab, visto che il rapporto fra estetica e realtà interiore è reso esagerando all'infinito la prima e facendo il solito spiegone Kojimiano logorroico sulla seconda, è fortemente minata da un paio di cutscene davvero imbarazzanti e la costanza del gioco nel trattarla come oggetto voyeuristico che finisce per rendere praticamente assente l'altra parte del concetto che vuole esprimere, quella appunto "profonda". Per me è mille volte più pretenziosa di Senua, visto che anche lei voleva essere appunto qualcosa di concettualmente spesso ma almeno il gioco di Ninja Theory riesce a farti calare nei panni di un personaggio con quella condizione mentale, mentre ciò che Kojima voleva fare con Quiet viene urlato anche più di quanto i NT ti urlino addosso sulla questione della malattia mentale.
Fire, walk with me

Offline Giobbi

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Re: La donna nei videogiochi: riflessioni?
« Risposta #29 il: 14 Lug 2018, 18:07 »
Da osservatore mi chiedono
Perché i personaggi che preferisco sono maschi?
Credo che la risposta visto che la domanda implica l’immedesimazione sia che quel ruolo nei film/anime/sia maschile.
Sono attivi
Ma non credi che l'industria abbia tuttavia provato a dar voce a personaggi femminili? Oppure, per capire bene la tua opinione, affermi proprio che, visti i risultati, allora meglio tornare all'uomo che si racconta?
Ti ricordo che sei musicista, quindi parti con un malus comunicativo non da poco!  :D  :-*

Riguardo i musicisti attenzione che hai una opinione un po' strana evidentemente riguardo Bob Dylan, Woodstock, Pink Floyd, Peter Gabriel e il recupero di Biko, Fabrizio De André, etc.
Come ti dicevo é in genere in contrario, un certo genere di sensibilità e di più o meno forzato ascolto porta ad una certa possibilità di influenza.
Ma il discorso é piuttosto complesso perché é anche vero che la musica rileva i limiti del dialogo in una lingua predeterminata.

Tornando IT non ho un'opinione in merito, rilevo solo che i giochi con personaggi preferiti a parte qualcosina fatto bene e femminile (e che no, questi sono pochissimi in confronto a Gears of War e baggianate sparecchine varie) tipo New Style Boutique come characters sono quelli dove personaggi femminili vengono messi sullo stesso piano di quelli maschili ad esempio God of...

Nope..

Ad esempio gli sportivi: Kart, Tennis o Smash, il 3D world, appunto alcuni Fire Emblem, volendo pokemon se interessasse, Odin Sphere, alcuni jrpg

AAA occidentali non si muovono benissimo, da Tomb Raider al comunque molto maschile Horizon hanno forzature piuttosto inutili in questo senso

Se l'uomo racconta sì, probabilmente meglio resti uomo...