Autore Topic: [Riflessione] Il podcasting italiano sul videoludo sta morendo?  (Letto 1276 volte)

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Offline liar

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Una premessa: la riflessione è sullo stato del podcasting italiano di qualità, ovvero su quei podcast che nel corso degli anni si sono organizzati per fornire un servizio senza corrispettivo di prezzo ma imponendosi standard minimi di realizzazione del prodotto finito.

A quanto pare il movimento di podcasting italiano sul videoludo è sul punto di morire. Negli ultimi mesi ed anni molti validi attori della scena ci hanno abbandonato, per le ragioni più disparate, e non è facile riuscire a trovare una motivazione di base a questo progressivo processo di estinzione.
Il più convincente potrebbe essere la presenza di youtube e la difficoltà quindi di monetizzare in tutto o soltanto in parte (per le spese vive) il processo di realizzazione del podcast, stante anche l'incapacità o la mancanza di volontà da parte dei maggior podcasters di trasformarsi in youtubers di successo.
Personalmente credo che questo sia stato un fattore non determinante; semplicemente questo è ora lo stato della scena, non ci sono nuovi entranti e gli attuali sono soggetti che stanno uscendo o vogliono uscire dal panorama. E' come quando c'è un periodo più o meno lungo di mancanza di talenti a livello internazionale per quanto attiene una disciplina: non dipende dalla pratica sportiva, dalle infrastrutture o dalle regole ma dagli incroci genetici, dalla contingenza in senso ampio.

Riporto quelli che a mio parere hanno fatto la storia del movimento italiano con un breve commento.


Wiskast (http://wiskast.blogspot.it/)

Inziato nel 2010 e terminato nel 2014 con la pubblicazione di 34+1 episodi, resta a mio parere il podcast di maggior spessore in quanto a informazione e approfondimento dei temi; l'equilibrio del duo protagonista si basava su una riuscita contrapposizione tra le istanze del videogiocatore con gusti moderni e quello amante della sperimentazione e del retrogaming.
E' un vero peccato che abbiano deciso di chiuderlo quasi improvvisamente.


Gaming Effect (http://www.gamingeffect.it/)

Qui la data di partenza è 28 luglio 2009: a tutt'oggi sono stati rilasciate 56 puntate dello show, condotto inizamente da due ragazzi poi passati a quattro, con la metà della redazione attualmente impegnata nell'industria videoludica. Lo stile è qui assolutamente notevole, tutto rivolto all'approfondimento di tematiche generali e specifiche costituenti l'oggetto di ogni episodio.
L'elemento trainante emergeva dal contrasto tra opinioni anche molto differenti; i primi segni di declino avvengono con l'abbandono da parte di un membro del team poi sostituito con un altro di caratteristiche estremamente uniformi rispetto agli altri tre.
Resta incerta la prosecuzione del progetto.


Outcast  (http://www.outcast.it/)

Portale dedicato alle news e alle recensioni relative all'industria e non solo. Con addirittura tre serie di podcast differenti dedicate al mondo videoludico, organizzate da uno dei protagonisti di spicco dell'attuale scena giornalistica, ha iniziato dal qualche anno un lento declino anche lui. Nei fatti i podcast del portale riferiti al gaming sono stati superati numericamente da quelli rivolti al cinema e ad altri generi di intrattenimento.
Se questa è la tendenza e non sarà invertita, presto saremo ad un punto di non ritorno anche qui.


Ringcast  (https://ringcast.podbean.com/)

Il decano dei podcast italiani sul videoludo, le origini si perdono nella notte dei tempi di internet e vedono il suo padre e padrone Gatsu soliloquiare sul gaming in mini episodi che non è sempre facile reperire oggi.
Unico esemplare del genere che ancora esce con una certa regolarità, deve il suo successo all'eterogeneità del materiale umano che lo caratterizza, oltre che al format di commistione tra discussione del panorama attuale del videoludo ed elementi di vita personale vissuta.
Gli auguro lunga vita.


L'occhio del Beholder (http://www.oldgamesitalia.net/ogipodcast/occhiodelbeholder)

Podcast di approfondimento sul mondo rpg a trecentosessanta gradi, fondato e diretto da Giuseppe Saso, ha aperto i battenti nel 2013 e li ha apparentemente chiusi a luglio di quest'anno. Presenta numerose retrospettive su saghe storiche e attuali oltre che qualche puntata dedicata all'attualità.
Anche qui un lavoro interrotto improvvisamente, senza dare spiegazioni.
Speriamo possano riprendere presto.



« Ultima modifica: 22 Gen 2018, 22:29 da liar »
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Offline Jenbrother

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Ciao Liar, in effetti penso che sia un sentimento comune, la sensazione che i progetti podcast videoludici stiano scemando piano piano.

La costante secondo me è che tutti gli autori dei suddetti podcast condividono la medesima fascia di età, dai 25 ai 40 anni( e qualcosa di più). In quella fascia di età cambiano un sacco di cose, non per ultimo i propri hobby ed interessi: la gestione del proprio tempo libero evolve ineluttabilmente.
Un podcast implica che tu abbia sempre qualcosa di cui parlare, devi rendere una trasmissione interessante, devi farti un opinione di tutto quello di cui stai parlando ed esporlo per delle mezz'ore intere.
E' un impegno oberante ed è totalmente opzionale nella vita di tutti i giorni, poichè di tali attività non ci campi.

Aggiungerei all'elenco di podcast notabili negli ultimi anni Tiscast che comunque nel complesso era un podcast che esprimeva riflessioni interessanti e sopratutto The Hitbox Gaming Podcast che a mio modo di vedere era la versione "talebana" de L'occhio del Beholder. Era il podcast per i nippo integralisti che rifiutavano tutto quello che era occidentale e tendenzioso. E' uscito regolarmente per diversi anni, poi hanno annunciato la fine del progetto ma il sito è ancora live: http://thehitboxgamingpodcast.blogspot.it/

Offline alexross

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Condivido le riflessioni.
Aggiungo che the hitbox è diventato un canale video (chiamato Finale Rosso) ma adesso sono tre mesi che non viene aggiornato.

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Offline Gatsu

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Con RingCast a mollare ci siamo andati vicini per motivi vari: scazzo, poco tempo, gente che figlia, ecc. Fortunatamente nell'ultimo anno ci è tornato l'entusiasmo e devo dire che aiuta molto avere una community abbastanza vitale su telegram, con la quale parliamo tutto il tempo. Aiuta anche che riusciamo a coprire i costi annuali con le donazioni e qualcosa avanza anche.

Ecco, un motivo del declino è che il podcast come medium non è mai decollato in Italia, e non c'è una scena organizzata di alcun tipo. RingCast in alcune classifiche iTunes arriva subito dopo Radio Deejay per dire, e facciamo trentasette download. Imho colpa anche delle radio che hanno definito come "podcast" delle repliche delle trasmissioni passate in diretta.

Quindi boh, la scena in inglese è incredibile, ma in italia non prende piede. Noi continueremo finché ci divertiamo.

PS: di videogiochi Gamefathers va avanti da anni, e il Tentacolo Viola ogni tanto ritorna. Poi c'è anche la roba in solitario di Vito (e noi giochiamo), anche se è pensata più per YouTube. In generale registare in video paga di più in termini di visite credo.

Offline Fabrizio1701

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Ma sapete che ho trovato il TFP forum proprio perchè seguivo i podcast? Che ricordi  :D

Comunque ce ne sono anche di nuovi, mi vengono in mente i ragazzi di NG+, oppure Vita Extra. Poi c'è Vito che fortunatamente ne sforna a valanga (un sentito grazie da parte mia!).
Insomma qualcosina c'è, ce la facciamo bastare!
Sto giocando a Vampyr [PS4], Detroit [PS4], Yoku’s Island Express [Switch]

Offline BrunoB

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Sììì! :D

[spam]Tra l'altro a beneficio dell'OP e di tutti segnalo che da qualche settimana stiamo provando a fare dei brevi video "extra" che pubblichiamo prima su twitch e poi su youtube qualche giorno dopo.

Sono riproposizioni di riflessioni/recensioni audio intorno alla decina di minuti che saltano fuori nel nostro canale vocale su Telegram, e potrebbero essere interessanti per chi vuole un tono meno caciarone rispetto a quello che abbiamo in puntata e/o non vuole impegnarsi ogni volta ad ascoltare podcast di due ore e mezza.[/spam]

Per il resto in generale non voglio fare la figura del moneygrabber però più o meno tutti i podcast hanno PayPal, Patreon, link Amazon e varie ed eventuali. Evidentemente il bacino d'utenza italiano dei podcast non è sufficiente a garantire degli introiti basati solo sui numeri e i download, ma comunque se si vuole evitare che muoiano e/o se li si vogliono supportare la maniera c'è.

Io personalmente quando trovo qualche progetto che mi piace l'euro su Patreon glielo do sempre, ultimamente ho dovuto ridurre un po' perché ero arrivato a spenderci 40 euro al mese tra un euro qui e uno là, ma inevitabilmente per i contenuti più di nicchia, anche in inglese, quella è l'unica strada.

Lo stesso Wiskast ha provato quella strada lì nell'ultima parte della sua vita, e purtroppo non gli è andata bene (secondo me ci sarebbe stato lo spazio per provarci un altro po', e magari in maniera un po' diversa, ma vabbè).

Quindi insomma morale della favola se vi piacciono determinate realtà supportatele anche solo con un euro al mese (se potete permettervelo ovvio!) e sarà come dargli 1.000 visualizzazioni su YouTube (o anche di più considerato l'attuale andazzo della piattaforma).

Non ci si diventa ricchi ovviamente però già pagarsi le spese e magari mettercisi qualcosa in tasca per comprare il giochino di cui parlare o simili non è male e sicuramente spinge a continuare!

Offline Bilbo Baggins

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Condivido il pensiero, in quanto ho sempre amato questa forma di discussione sui VG (mentre ad esempio aborro in toto i video su YouTube et similia).

Tra i fondamentali, metterei quantomeno Radiogame, che si, non era un podcast di discussione bensì musicale, ma è stato credo il primo vero podcast dedicato ai VG in Italia. Almeno il primo che ho ascoltato io. Poco dopo è arrivato Ringcast.

Credo sia fisiologico comunque che dopo i primi esperimenti di una decina di anni fa, l’eplosione dei pdcast fatti in casa, quando ne nasceva uno al giorno per intenderci, ora la produzione sia in calo. Gli storici o sono andati chiusi o vivacchiano più o meno stancamente, vuoi per età, stanchezza (comprensibile) e poco tempo. Per il resto, si predilige il video (che a me, ripeto, non piace, tanto che molte delle cose che Vito fa io comunque continuo ad ascoltarle solo in audio, fregandomene che esiste la versione YT).

Sono consapevole che molti podcast erano frutto di passione e di questo ringrazierò sempre chi ci ha messo anima, passione, tempo e anche soldi, però ho sempre fatto un po’ di fatica a seguire podcast registrati in maniera approssimativa, con sbalzi di audio, crepitii e quant’altro, mna sopratutto molto fa la “radiofonia” delle voci, a da questo punto di vista, molto pochi sono i podcast che si salvano. Tra inflessioni spinte, dialetti e problemi di grammatica, molto podcast li ho ascoltati una volta e mai più.
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Offline Gatsu

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Tra i fondamentali, metterei quantomeno Radiogame, che si, non era un podcast di discussione bensì musicale, ma è stato credo il primo vero podcast dedicato ai VG in Italia. Almeno il primo che ho ascoltato io. Poco dopo è arrivato Ringcast.

Il primo episodio di RingCast risale all'aprile del 2007. Non mi è mai stato chiaro se radiogame in effetti esistesse da prima o no.

Offline Bilbo Baggins

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Tra i fondamentali, metterei quantomeno Radiogame, che si, non era un podcast di discussione bensì musicale, ma è stato credo il primo vero podcast dedicato ai VG in Italia. Almeno il primo che ho ascoltato io. Poco dopo è arrivato Ringcast.

Il primo episodio di RingCast risale all'aprile del 2007. Non mi è mai stato chiaro se radiogame in effetti esistesse da prima o no.

Si parla di diversi anni fa quindi potrei avere ricordi un po' approssimativi anche io, ma credo che Radiogame sia nato un po' prima. Va da se comunque che era anche un podcast diverso, trattava musica dai VG. Se intendiamo podcast di discussione, RingCast è sicuramente il primo.

Fra l'altro, non te l'ho mai detto, ma sai che a me piaceva pure quando lo conducevi sa solo con l'ospite di turno? Cazzo ricordo ancora l'episodio con il tipo pro che giocava gli shooter 2D su PS2, chi era? Fighissimo!  :yes:
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Offline rosario oliveri

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Anche Radiogame è del 2007.
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Offline alexross

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Credo sia anche un problema "pubblicitario".
Negli anni sono nati e morti molti podcast che ho conosciuto per caso e che avrebbero meritato qualche ascoltatore in più. Del resto parlare da soli senza un feedback credo che alla lunga sia demotivante.

Offline Bilbo Baggins

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Anche Radiogame è del 2007.

Ordunque, per divertimento e curiosità ho cercato di ricostruire la timeline e penso che RingCast, se come dice Gatsu ha pubblicato il primo episodio ad aprile 2007, sia effettivamente il primo podcast italiano perchè precede di due mesi la prima pubblicazione dell'episodio pilota di Radiogame.

Da questa pagina infatti si evince che al 30 giugno 2007 l'episodio pilota era in lavorazione e non sarebbe stato pubblicato che a fine luglio (23 per l'esattezza)

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Offline Nihilizem

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Ammetto di non essere ormai più molto ben informato sul panorama del podcasting italiano.
Ho attraversato un periodo in cui accumulavo religiosamente qualsiasi podcast italiota sul settore sul quale riuscivo a mettere le mani, comprese alcune immani schifezze. Ricordo con discreto affetto molti di essi, ma alla fin della fiera la morte di Wiskast ha suonato la campana della fine del mio interesse verso gli stessi. Questo esemplificava abbastanza bene ciò che cercavo, ovvero discussioni ragionate e appassionate, senza legarsi all'attualità e ad un infinità sequela di notizie e menate di cui mi frega poco o nulla.

Poi mi sono spostato gradualmente sui podcast anglofoni, in cui mi era più semplice trovare il tipo di discussioni che cercavo. Alcuni di questi sento ancora regolarmente, anche se la verità è che la maggior parte dei podcast che ascolto ormai non hanno nulla da fare con i videogiochi.

Il mio punto di vista è quindi abbastanza distaccato, ma risalendo a qualche anno fa, credo che un elemento non indifferente, oltre a quello già citati, è che è scoppiata ad un certo punto la bolla. Per un certo periodo sembrava che chiunque in italiana si fosse messo a fare podcast, spesso di qualità infima, sia tecnicamente che contenutisticamente. Ma era la New Big Thing, e chiunque voleva buttarcisi. Questo ha frammentato e diluito l'offerta, bruciando secondo me molti.

In un ambiente così di nicchia, diventa difficile sostentarsi, e la volontà di perseguire una propria passione senza nessun ritorno economico può portare avanti fino ad un certo tutto, sopratutto lì dove il pubblico fa un'estrema fatica a distaccarsi dalla mentalità che il fatto che un prodotto sia gratis non significa che non costi nulla. 
Ci sedemmo dalla parte del torto visto che tutti gli altri posti erano occupati.
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Offline MaxxLegend

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Ma che domande fai.. è OVVIO che sta morendo. E' una morte lenta e straziante, mi pare palese che il declino è iniziato da quando ho chiuso il mio podcast. :P :P

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