Autore Topic: SNESsentials  (Letto 46820 volte)

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Offline mog_tom

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Re: SNESsentials
« Risposta #300 il: 18 Nov 2018, 10:02 »
Sonic Blast Man 2 (1994, Taito, Azione)



È una domanda che attanaglia un po' tutti: cosa sarebbe successo se Superman, al suo arrivo sulla Terra, non fosse atterrato in una fattoria, ma in un negozio di piccoli elettrodomestici? Cresciuto dalle radiosveglie, questi molesti ma utili articoli elettronici, il figlio di Krypton sarebbe divenuto Sonic Blast Man, l'eroe dal pugno atomico, guardiano di ogni ricevitore a transistor e, in subordine, dell'intera umanità.

Questa è minacciata dal cruento Yafu, un generale alieno che padroneggia l'energia mentale, ma non deve avere una grande opinione dei cervelli terrestri, perché inizia la sua invasione coi soliti laseroni a pioggia sui capoluoghi. Se aggiungiamo anche le truppe da sbarco, è chiaro che un supereroe solo non può bastare.

All'appello rispondono quindi l'agile Sonia e il Capitano Choyear. "E chi diavolo sarebbero, l'agile Sonia e il Capitano Choyear?". Due che hanno voglia di menar le mani, tanto per sfoltire un po' gli interrogativi. C'è da imbastire un picchiaduro a scorrimento e non va perso altro tempo.

Sonic Blast Man 2 abbandona il ritmo pisolinico del primo capitolo, quella divertente coglionata Taito dove più che altro si abbattevano palazzi in prima persona, e che avrebbe ispirato poi i due indimenticabili Punch Mania di Ken il Guerriero. Se ne va anche un po' dell'ironia originale, ma il risultato è uno dei più robusti e scanzonati frullaceffi del Super NES.



Merita oggi? Ci si sporca volentieri le mani col paladino delle radiosveglie, visto e considerato che, nonostante il genere abbia visto di tutto e di più nei suoi dieci anni di gloria, non c'è moltissimo che valga la pena riscoprire. Picchiare con Sonia dona grandi soddisfazioni, e anche i suoi due pirla di scorta non sono malaccio: ci sono pure troppe mosse.
« Ultima modifica: 18 Nov 2018, 13:04 da mog_tom »
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Offline Van

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Re: SNESsentials
« Risposta #301 il: 18 Nov 2018, 10:50 »
Yes




Gran chiappata. Ma spare? Io li cercavo boxati ma ho solo 2 reni.

Offline Drone_451

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Re: SNESsentials
« Risposta #302 il: 18 Nov 2018, 14:39 »
Sono repliche, pure c'ho due reni solamente e per Earthbound manco bastano mi sa
Nella mia prima Battle Royale eravamo in 100 milioni ed io sono arrivato primo!

Offline The Dude

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Re: SNESsentials
« Risposta #303 il: 19 Nov 2018, 09:58 »
Non parlatemi di scatole, avevo 20 giochi snes dai miei, acqua nella cantina.
Tutte le scatole fraciche, mannaggia.

Offline Drone_451

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Re: SNESsentials
« Risposta #304 il: 19 Nov 2018, 16:31 »
Ho comprato 10 protezioni per le scatole e 10 inserti.

Mi spiace per l'allagamento che rosicata
Nella mia prima Battle Royale eravamo in 100 milioni ed io sono arrivato primo!

Offline mog_tom

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Re: SNESsentials
« Risposta #305 il: 25 Nov 2018, 09:03 »
Prince of Persia (1992, Arsys/NCS/Konami, Azione/Avventura)



Si prova un certo imbarazzo a gettarsi nelle segrete del capolavoro di Jordan Mechner, saccheggiato, adorato, snaturato come pochissimi in tutti questi anni. In un certo senso era già stato giustiziato, prima ancora di nascere, da Super Mario Bros., dopodiché saranno Ubisoft e Team ICO a presiedere le sedute spiritiche più efficaci per scatenarlo nel terzo millennio.

Perché questo è un gioco di piattaforme metodico ed elegante, ma inflessibile, e che richiese quasi quattro anni di lavoro. C'è ben poco da improvvisare nel suo succedersi di schermate, un distillato di anni e anni di giochi inglesi su home computer inglesi. L'imbarazzo passa nel momento in cui capisci che ha senso sguainare la spada e affrontarlo come un puzzle, per solutori più che pazienti.

In questa incarnazione, un remaster prima dei remaster di oggi, si perde un po' dell'intimità delle prime versioni (soprattutto Apple e IBM), invecchiate invero assai poco. Già, perché Mechner, prima di essere un game designer, era innanzitutto uno scenografo straordinario: provate ad avviare Karateka, magari non vi conquisterà, ma l'impatto col palcoscenico è parecchia cosa.

Si guadagnano, invece, un po' di livelli extra e sessanta minuti in più per completare l'ordalia del principe persiano, che combatte per patata e onore, la nobiltà e la vita. Non guastano, inoltre, una comoda modalità Allenamento e un tabellone dei tempi per i veri credenti. Arsys non era l'unica pattuglia nipponica, deputata al trasbordo dei classici del PC su console e viceversa, e nel suo impegno si leggono affetto e invidia autentici verso l'opera originale, da arredare alla giapponese come i tre loculi del conte Mascetti.



Merita oggi? Come ogni nobiluomo che si rispetti, il principe richiede spirito di sacrificio, ma ai suoi più devoti servitori donerà un'esperienza ineguagliabile, e il privilegio di essere trattati come pari. O quasi.
« Ultima modifica: 25 Nov 2018, 10:05 da mog_tom »
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Offline Ifride

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Re: SNESsentials
« Risposta #306 il: 25 Nov 2018, 10:43 »
Tra l'altro una delle più belle cover di sempre.
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Sto giocando a Super Metroid e Dishonored 2

Offline mog_tom

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Re: SNESsentials
« Risposta #307 il: 02 Dic 2018, 09:58 »
Space Invaders (1997, Taito, Azione)



Strano ma vero: l'avvento del videogioco casalingo di una certa complessità, stimola le operazioni di revival dei vecchi classici. Già a metà dei Novanta questa è una tendenza in espansione, e gli editori di Space Invaders, che in quel periodo ne pubblicano gli ultimi seguiti ortodossi, decidono che per il ventennale tocca un porting antologico senza troppi fronzoli. O quasi.

Il maschio alfa della preistoria videoludica giapponese, che a fine Settanta poté vantare interi locali a lui dedicati, viene scongelato tale e quale in un'epoca che decisamente non gli appartiene.

Flette i muscoli e sbatte la clava, sperando di trovare una compagna che non sia già a braccetto dei tanti di lui pronipoti. Questi, dopo un breve sguardo di timore reverenziale, continuano spavaldi sulla propria strada, incuranti del rudere.

Quand'ecco sbucare la sua giovane nipotina: la Modalità Versus, che ha studiato con profitto da Puzzle Bobble e quindi è l'unica che possa aiutare il neanderthal a orientarsi.

Di lei diremo brevemente: ogni giocatore ha solo una delle quattro barriere classiche, e metà dei consueti invasori. Questi, se li si colpisce quando si colorano, aumenteranno di velocità, cancelleranno una riga di nemici, ne aggiungeranno una all'avversario, oppure ancora...

È l'imbrunire. Lei prende a lui la manona callosa e si sono già avviati. Noi speriamo che, al calar del sole, ci vadano piano con l'endogamia.



Merita oggi? Space Invaders ha ancora un suo effimero e glorioso perché. Al massimo, però, è l'avventura di una notte, che è tutto ciò che questo Re Scimmia chiede, in fondo. Anche se continua a generare discendenti, quindi c'è qualcosa che non mi torna.
« Ultima modifica: 02 Dic 2018, 17:54 da mog_tom »
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Offline mog_tom

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Re: SNESsentials
« Risposta #308 il: 02 Dic 2018, 12:19 »
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Offline Diegocuneo

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Re: SNESsentials
« Risposta #309 il: 08 Dic 2018, 19:02 »
Kirby Super Star


Mai lo avrei detto,ma è davvero un gioco folle e divertente da giocare in coop
Ma folle folle
E graficamente?
Bello





Offline mog_tom

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Re: SNESsentials
« Risposta #310 il: 09 Dic 2018, 09:28 »
Per me è stato importantissimo, tant'è che non ho mai voluto giocare al remake.
Forse il vero canto del cigno dello SNES, perché è uscito ovunque (da noi anche in bundle), non è mai invecchiato e anzi si è evoluto in Smash Bros.
È stato il gioco che ha cementato Kirby come mascotte sperimentale...
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Offline mog_tom

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Re: SNESsentials
« Risposta #311 il: 09 Dic 2018, 09:29 »
Magic Sword (1992, Capcom, Azione)



Quando c'era da spillarci monetine, Capcom aveva sempre pronto un nuovo gioco d'azione, con la pervicacia degli anni in cui non aveva ancora messo su i suoi tanti pollai dalle uova d'oro.

Il suo rapporto privilegiato con Nintendo, nondimeno la prese un poco in contropiede, appena i primi vagiti dello SNES iniziarono a scuotere il pianeta. C'era da tenere il passo coi tempi e con la concorrenza, anzi, un passo avanti se possibile. Ecco che allora spuntano le prime timide conversioni arcade, e Magic Sword è uno dei capofila.

Le avventure del mutandissimo Ser Arthur, Tiger Road assieme a Trojan, Black Tiger e compagnia... piccoli pilastri del platform metodico e malvagio. Con una ciucca fantasy ancora in pieno corso, si verga la storia di un guerriero col codino, a cui deltoidi e spada non bastano per riportare la giustizia. C'è infatti da liberare un pittoresco cast di assistenti, perché ci accompagnino a condividere onori e dolori mentre si scala una torre maledetta.

Il bruto, il ninja, il ladro, l'amazzone, il chierico, il rettiliano, il cavaliere e il mago. Tutti suscettibili di avanzamenti di livello, se riuscite a non farveli ammazzare. Nel manuale del gioco ognuno di loro ha un nome e una storia piuttosto affascinante, così come i boss nemici. All'atto pratico, una volta sprigionati ci seguiranno e attaccheranno i mostri come meglio possono. Naturalmente c'è sia l'alleato migliore per una data situazione, che quello più forte di tutti, ma ogni giocatore finirà per avere il suo preferito.

Si badi bene che l'epica va cercata altrove, per esempio in Golden Axe. Qui siamo piccoli Sinbad dalle parti di un Cadash, ma un Cadash col pepe al culo, che non lotta contro la sua natura arcade ma l'abbraccia, la scuote e ne viene giù il solito mazzo di chiavi.



Merita oggi? Da Magic Sword c'è molto da imparare, perché trionfa nonostante tutto. Nonostante il taglio del multiplayer e della grafica, nonostante la voglia altrui di complessità. Magia, mistero... e in un minuto scarso ti senti a casa, grazie ai doni di Capcom.
« Ultima modifica: 09 Dic 2018, 16:54 da mog_tom »
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