Autore Topic: Le "nuove" console: mi sento di dover andare in pensione...  (Letto 5537 volte)

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Offline MaxxLegend

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Re: Le "nuove" console: mi sento di dover andare in pensione...
« Risposta #30 il: 15 Nov 2016, 11:26 »
Allo stato attuale il mondo dei videogiochi è talmente sfaccettato e vario che non ha alcun senso mollarlo.
Non è che esistono solo i tripla A coi DLC o solo il gioco online; lì fuori ci sono una marea di indie meritevoli in attesa di essere scoperti.

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Offline Panda Vassili

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Re: Le "nuove" console: mi sento di dover andare in pensione...
« Risposta #31 il: 15 Nov 2016, 11:47 »
Mai come oggi mi ritrovo in un mercato enorme con migliaia e migliaia di titoli, un po' come succede al cinema, il media è maturo, adesso siamo selettivi, mentre prima qualsiasi titolo uscisse grossomodo interessava, adesso vedo il proliferare di giochi che veramente, non mi interessa neanche saperne di più. L'ultimo è watch dogs 2, ieri pomeriggio ero a casa e per curiosità e un po' per noia, ho seguito lo streaming di multiplayer...L'ho guardato una ventina di minuti e non riuscivo a non domandarmi a chi cazzo potesse interessare un gioco del genere.
Switch sarà la console casalinga mobile più potente in circolazione. Statece.

Offline The Fool

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Re: Le "nuove" console: mi sento di dover andare in pensione...
« Risposta #32 il: 15 Nov 2016, 11:50 »
Ai ragazzini. Il target è quello.
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Offline Jenbrother

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Re: Le "nuove" console: mi sento di dover andare in pensione...
« Risposta #33 il: 15 Nov 2016, 13:19 »
Retrogaming e titoli indipendenti che ricalcano un po' lo stile dei vecchi giochi, penso ai Cave Story, Kero Blaster, Momodora, Owlboy e via discorrendo, ormai c'è quasi un mercato parallelo di appassionati, che niente ha a che vedere con chi fruisce dei prodotti tripla A.

Esperienze più veloci, di giochi che durano meno, con meno orpelli ma spesso più impegnativi e soddisfacenti, in cui la narrativa viene lasciata volutamente sullo sfondo.
Non facciamo di tutto il retrogaming una pixel art attenzione, io per retrogaming intendo JRPG adventure game, titoli strategici, visual novel.
Gli indie non mi voglio esprimere, non ne ho una grandissima stima sinceramente.
Secondo me si può tranquillamente affermare che si può vivere ludicamente parlando in modo parallelo al mondo delle tripla A, sia per retrogaming sia per produzioni indipendenti.

Offline Fabrizio1701

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Re: Le "nuove" console: mi sento di dover andare in pensione...
« Risposta #34 il: 15 Nov 2016, 13:50 »
Secondo me si può tranquillamente affermare che si può vivere ludicamente parlando in modo parallelo al mondo delle tripla A, sia per retrogaming sia per produzioni indipendenti.

Esatto, ognuno ha quello che vuole, non vedo perchè parlare di crisi quindi.
Anzi, per il videogiocatore non mi pare ci sia stato momento storico migliore.
Sto giocando a The Assembly [PS4], Danganronpa V3: Killing Harmony [PSVita]

Offline naked

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Re: Le "nuove" console: mi sento di dover andare in pensione...
« Risposta #35 il: 15 Nov 2016, 14:21 »
Naked torna, 'sta casa aspetta a te  :no:
?
non ho capito: cosa dovrei fare?
Ho un feed rss per le vaccate del forum.

Offline MaxxLegend

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Re: Le "nuove" console: mi sento di dover andare in pensione...
« Risposta #36 il: 15 Nov 2016, 23:08 »
E' una citazione colta.  :whistle:
Significa che non devi mollare.
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Offline EGO

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Re: Le "nuove" console: mi sento di dover andare in pensione...
« Risposta #37 il: 16 Nov 2016, 01:40 »
Gli smartphone potrebbero salvarci, se solo avessero un controller unico standardizzato.

Per me la console ha cominciato ad avere problemi quando è diventata un computer e ha smesso di essere una scatoletta accendi e gioca (quindi con PS2).

Negli ultimi anni i tempi di avvio di un gioco sono diventati il principale fattore che mi allontana dai VG. Che si tratti di PC o di console, tempo che ho scelto un gioco (ce ne sono tantissimi) e sono passato attraverso gli infiniti tempi di boot della console + avvio del software, ho già il latte alle ginocchia. Non parliamo di quando c'è un aggiornamento. La PS3 ho passato più tempo ad aggiornarla e ad accedere al PSN, che a giocarci.

Poi ho un problema personale con le TV enormi e la corsa alla risoluzione. La mia vista funziona meglio su aree piccole; sulle TV moderne faccio fisicamente fatica a tenere d'occhio tutto lo schermo, altro che "ormai la TV più è grande meglio è".
La corsa alla risoluzione, invece, nei prossimi anni ci regalerà un 98% di popolazione costretta a portare gli occhiali, perché ormai per vedere le scritte della maggior parte dei software da 50cm devi per forza avere 10/10. Interfacce tipo quella di Xenoblade X sono criminali. Se un tizio con la testa foderata di stagnola venisse a dirmi che l'aumento della risoluzione degli schermi è un gomblotto di Luxottica, potrei credergli.
Ma poi, ovviamente, maggior risoluzione -> maggiori tempi e costi di sviluppo dei giochi AAA -> sviluppatori AAA che già che ci sono vanno per le megatexture e l'audio non compresso -> giochi da 50GB rotti al day one -> patch continue da svariati GB. E intanto gli indie continuano a produrre a 240/480p -> tutto ciò che è indie è destinato ad apparire come una massa di pixel blurrati dove non distingui sfondo e foreground, a meno di non farli girare (su PC) in una finestrella che devi avere 11/10 per vedere qualcosa.

Gli smartphone, se non altro, come accensione e avvio del software sono molto meglio delle console e dei PC (OK, console e PC hanno le funzioni suspend e sleep. Il concetto di base non cambia). E se ho giocato Mystic Quest e Link's Awakening in 160x144 su uno schermo da 2.6 pollici, posso certamente giocare un gioco "serio" su 5-6 pollici.

A livello di software, sicuramente siamo nell'epoca di maggior quantità e varietà, ma anche di impossibilità a decidere se un gioco può piacerci o non piacerci a scatola chiusa e basandoci sui commenti altrui. Facilissimo farsi ingannare dalle apparenze, impossibile fidarsi degli "esperti". La maggior parte degli indie ha buone idee ma manca di know-how in termini sia di tecnica che di design, e purtroppo a molti di loro interessa più l'idea di fondo (spesso molto personale) che un gameplay interessante. Siamo nell'era dei "non-giochi", e se qualcuno di voi li trova interessanti o addirittura avvincenti, buon per lui, ma per me un gioco è un'altra cosa, e 15 anni fa col cazzo che qualcuno si sarebbe sognato di chiedere dei soldi per Dear Esther o Gone Home. I giochi AAA, dal canto loro, sono omogeneizzati per essere jack of all trades, masters of none.

E no, il mercato AAA attuale non lo hanno voluto le corp: lo hanno voluto i giocatori. Quelli che se il gioco è figo da vedere, edgy/cool della madonna o hypato fino alle stelle lo comprano al day one, e poi il 90% e più non lo finisce (i dati ricavati dagli achievement parlano chiaro) e una volta passati ad altro, indietro non si torna. Pochi finiscono un gioco, pochi lo giocano due volte.
Quelli che se non è fotorealistico, non lo vogliono.
Quelli che se ogni frase non è doppiata, non lo vogliono.
Quelli che se l'interfaccia col mondo di gioco non è attraverso la canna di una pistola, non gli interessa.
Quelli che se devi pensare 30 secondi a come superare quel punto, spengono e rivendono.
Quelli che se sbagliano il salto e devono rifare 12 secondi di roba già fatta, spengono e rivendono e vanno a incazzarsi su Internet.

E sì, l'approccio giapponese classico allo sviluppo di un gioco sarà pure stato un dito nel culo, ma solo nella prospettiva di sviluppatori occidentali lassez-faire. I giochi più buggati delle console 8 e 16 bit, quelli che oggi diciamo "eh ma erano ingiocabili e non c'erano patch", erano giochi OCCIDENTALI. Ocean, anyone? I favolosi tie-in del blockbuster dell'anno? I cloni dei giochi di successo giapponesi? C'è un motivo se la storia, e i giocatori, li hanno dimenticati - o li ricordano con orrore. Bubsy 3D non l'hanno fatto i giapponesi.
I bug dei giochi giapponesi non erano quasi mai game-breaking, e oggi sono spesso riveriti e guardati con affetto perché hanno in gran parte reso possibile il fenomeno dello speedrunning. Oggi invece la pignoleria jap viene sprecata nel rendering delle pieghe delle mutandine delle loli waifu, perché purtroppo di quello si nutre il mercato jap snobbato (non del tutto a torto, assolutamente) dagli occidentali.

Insomma: i videogiochi sono sempre una gran bella cosa.
Quello che sta fra te e l'inizio del gioco, è sempre più una gran rottura di palle.
Come sempre, abbiamo migliorato la tecnologia per eliminare quelli che ritenevamo grossi problemi, e ne abbiamo creati altri che prima non esistevano, perché la tecnologia va molto più veloce della nostra capacità di adattarvisi in modo intelligente.

Offline Nemesis Divina

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Re: Le "nuove" console: mi sento di dover andare in pensione...
« Risposta #38 il: 16 Nov 2016, 09:34 »
è evidente che ragioniamo in domini diversi. Tu la notte scarichi le patch con la console in stand-by; io torno a casa dalla Romania dopo 2 mesi e devo ripartire tra una settimana, sto cazzo che gioco. Il plug and play è morto, e se è vero che io non sono un campione significativo, è anche vero che uno dei pilastri pilanti della filosofia delle console è, di fatto, sepolto...

Alan, nel tuo caso specifico tutto ciò è fastidioso, è verp, ma capisci anche tu che sei un'anomalia.
Io in genere non ho simpatia per le minoranze che invece di adeguarsi, pretendono che sia la maggioranza conformarsi a esse ^^
In questo caso è evidente che tu non sei il fruitore tipo del genere di esperienze proposte oggi su console.

Poi si potrebbe discutere se la situazione sia migliorata o peggiorata.
Relativamente alla rifinitura dei giochi è certamente peggiorata. Nell'insieme ,secondo me, è mostruosamente migliorata, in particolare durante la scorsa generazione.

Nel tuo caso, mi pare davvero che Switch sia la manna dal cielo.
Oppure vai di indie, che ce ne sono di bellissimi, pesano poco, si giocano in poche ore e in genere hanno meno problemi di stabilità.
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Offline Fabrizio1701

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Re: Le "nuove" console: mi sento di dover andare in pensione...
« Risposta #39 il: 16 Nov 2016, 10:27 »
La PS3 ho passato più tempo ad aggiornarla e ad accedere al PSN, che a giocarci.

Sulla PS3 ti do ragione, la PS4 invece si accende più in fretta del mio televisore, e inizio a giocare in pochi secondi. E le patch si scaricano da sole in stand by, ma anche se non lo fai puoi giocare comunque mentre le scarica.
Poi se vogliamo lamentarci che si stava meglio quando si stava peggio allora alzo le mani.

Sulla "corsa agli armamenti" invece ti do ragione, purtroppo è il pubblico che lo chiede e ultimamente si giudicano i giochi più per come appaiono che per il gioco in sè.
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Offline DRZ

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Re: Le "nuove" console: mi sento di dover andare in pensione...
« Risposta #40 il: 16 Nov 2016, 12:25 »
State facendo dei discorsi un po' privi di senso per giustificare il fatto che, molto semplicemente, non avete più voglia di giocare.
Perché se ogni volta che accendete una console partono diciotto giga di patch e aggiornamenti vari siete come quelli che non giocano con i PC perché ogni singolo gioco che provano richiede due ore di configurazioni: il problema non è l'hardware ma il fatto che ancora non avete preso la residenza a Lourdes.

Offline Turrican3

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Re: Le "nuove" console: mi sento di dover andare in pensione...
« Risposta #41 il: 16 Nov 2016, 12:56 »
Ma poi, ovviamente, maggior risoluzione -> maggiori tempi e costi di sviluppo dei giochi AAA -> sviluppatori AAA che già che ci sono vanno per le megatexture e l'audio non compresso -> giochi da 50GB rotti al day one -> patch continue da svariati GB.

Stai mettendo in correlazione cose che non lo sono, in particolar modo dubito che le rogne al codice scaturiscano dalla risoluzione del gioco o delle texture.

Citazione
E intanto gli indie continuano a produrre a 240/480p -> tutto ciò che è indie è destinato ad apparire come una massa di pixel blurrati dove non distingui sfondo e foreground

Mah, non direi proprio che sia una regola. Anzi!

Perché se ogni volta che accendete una console partono diciotto giga di patch e aggiornamenti vari [...]

"Ogni volta" è sicuramente eccessivo, ma che il trend sia volto al peggioramento mi pare oggettivo (non so se ci siano magagne tecniche dietro - penso all'assurdo sistema di patch che era in vigore su PS3 con gli aggiornamenti progressivi - ma sta di fatto le patch al lancio a 'sto giro sono diventate gigantesche, molto più che al precedente)
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Re: Le "nuove" console: mi sento di dover andare in pensione...
« Risposta #42 il: 16 Nov 2016, 14:51 »
Ma poi, ovviamente, maggior risoluzione -> maggiori tempi e costi di sviluppo dei giochi AAA -> sviluppatori AAA che già che ci sono vanno per le megatexture e l'audio non compresso -> giochi da 50GB rotti al day one -> patch continue da svariati GB.

Stai mettendo in correlazione cose che non lo sono, in particolar modo dubito che le rogne al codice scaturiscano dalla risoluzione del gioco o delle texture.

Non sono così stupido.
Quel pezzo vuol dire: "escono giochi da 50GB (di per sé un problema) e che, molto frequentemente, sono "rotti" richiedendo una patch al day one (di per sé un altro problema)". Non intendevo implicare una diretta correlazione tra le due cose.

Risoluzione, texture e audio non compresso sono fattori fondamentali nell'aumento delle dimensioni dei giochi. E forse non implicheranno direttamente rogne al codice, ma certamente, parte del tempo che viene impiegato nella loro realizzazione toglie un po' di tempo all'indispensabile lavoro di sviluppo e di Q&A che eviterebbe il bisogno di patch al day one. O devo credere che sia un caso che siano sempre i giochi più grossi e costosi, ad avere la patch al day one?

E sì, le dimensioni dei giochi sono un problema. Relativo, forse, ma un problema.
È un dato di fatto che l'Internet ultramegaiper veloce non è una realtà per la maggioranza dei videogiocatori. Per tutti costoro, un gioco da 15+ GB senza predownload significa, in tutta probabilità, saltare il day one. Ora, perché questa minoranza di gente con l'Internet ultramegaiper veloce non può smetterla di rompere il cazzo e conformarsi alla maggioranza? ;)

Le patch al day one (e le molte patch successive, sempre grosse) sono un problema sia per il discorso dei GB, sia perché tolgono il poco senso che era rimasto alla copia fisica del gioco. Compri il disco, ma non hai accesso al gioco se non hai scaricato la patch. Alcune patch day one (tipicamente, per giochi AAA attesissimi) hanno superato i 10 GB. Di nuovo, potresti saltarti il day one.

NB: saltarsi il day one non è il succo del discorso. È un modo simbolico per dire "per avere il gioco completo ci può volere un bel po' di tempo".

E proprio il tempo è il problema per cui Alan ha aperto il thread.
Uno vuole giocare per ingannare un po' di tempo? Usa il VG come scacciapensieri? Too bad! Per uno come lui, tra un po' è più veloce prepararsi per una gara ciclistica, che arrivare alla schermata di Press Start di un gioco. E no, non è che "mentre aspetti che scarichi la patch ti guardi un porno". Lui in quel tempo volevo giocare a quel gioco, e non può. Lui aveva dedicato QUEL lasso di tempo a QUEL gioco. Essere COSTRETTO a fare altro perché il gioco non è immediatamente disponibile, è un fallimento.

Tra patch, download enormi, giochi non compressi e quant'altro, mi sento di dire che il mercato dei videogiochi - e con lui, altri settori dell'entertainment elettronico - ha decisamente adottato il modello della gallina domani. Peccato che io preferisca l'uovo oggi. Oh, e tra parentesi, anche gli sviluppatori preferiscono, per sé, l'uovo oggi. I tuoi 60 euro subito alla cassa, grazie; poi il gioco parte, eh, tranquillo, dagli tempo, guarda, la barra è già al 20%. Però i tuoi soldi ci servono subito, adesso, perché se tra 7 giorni non ne abbiamo incassati X, sai, forse non riusciremo a fare un altro gioco che ti ci vorranno 2 giorni per scaricarlo, ma vedrai che grafica, sentirai che audio! Dai dai, che la barra è al 21%, manca poco!

E quindi questa boutade gratuita:

State facendo dei discorsi un po' privi di senso per giustificare il fatto che, molto semplicemente, non avete più voglia di giocare.
Perché se ogni volta che accendete una console partono diciotto giga di patch e aggiornamenti vari siete come quelli che non giocano con i PC perché ogni singolo gioco che provano richiede due ore di configurazioni: il problema non è l'hardware ma il fatto che ancora non avete preso la residenza a Lourdes.

è fuori luogo.
Al contrario, Alan è uno che avrebbe voglia di giocare; ma se ha un'ora per giocare, e per avviare il gioco ci va da mezz'ora a diverse ore, è chiaro che la voglia ti passa. Ma non perché non ce l'avevi: perché te l'han fatta passare tutti i passaggi intermedi, gran parte dei quali esistono solo perché dobbiamo "giustificare" il TV 70" 4K, l'impianto surround 7.1 e tutto il contorno cazzodurico di tecnologia.

Ah, e naturalmente: la risposta a tutto questo NON è "allora stai giocando ai giochi sbagliati".



Citazione
E intanto gli indie continuano a produrre a 240/480p -> tutto ciò che è indie è destinato ad apparire come una massa di pixel blurrati dove non distingui sfondo e foreground

Mah, non direi proprio che sia una regola. Anzi!

Davvero hai pensato che una evidente generalizzazione meritasse questa risposta?

So benissimo che l'etichetta di "indie" vuol dire tutto e niente, andando a bollare una quantità e varietà infinita di giochi.
Stavo parlando del mio personalissimo problema con gli schermi ad alta risoluzione e a matrice fissa. Tecnologia (again!) che favorisce la visualizzazione ottimale (?) di un certo tipo di prodotti (numericamente, la minoranza), ma sacrifica tutti gli altri.
Ci sono indie in alta risoluzione. Ciò non significa che tanti indie di grande successo non siano penalizzati dagli schermi ad alta risoluzione, essendo la loro risoluzione nativa 480p o addirittura 240p.

Offline Fabrizio1701

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Re: Le "nuove" console: mi sento di dover andare in pensione...
« Risposta #43 il: 16 Nov 2016, 15:26 »
Quale parte di "il gioco parte anche mentre sta installando e/o scaricando la patch" non ti è chiara?
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Offline ederdast

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Re: Le "nuove" console: mi sento di dover andare in pensione...
« Risposta #44 il: 16 Nov 2016, 15:52 »
Infatti qualsiasi gioco Ps4 può essere fruito offline rinunciando alla sua iterazione online.
Che se uno vuole giocare così tanto per e senza pretese risulterà pure superflua.
Se poi invece si sta parlando di giochi che si appoggiano a un online (Destiny, Division, il prossimo Steep) persistente allora le cose cambiano e pure di brutto.
Le opinioni sono come le palle, ognuno ha le proprie.
Callhagan.

 

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