Autore Topic: [PS2] Syberia  (Letto 741 volte)

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[PS2] Syberia
« il: 03 Giu 2003, 10:10 »
[Produttore]: Microids    [Anno]: 2003      [Programmatore]: Interno      
[Sistema]: PS2          [Genere]: Avventura grafica      [Giocatori]: 1


- SYBERIA -

Paesaggio, ambiente, storia, coinvolgimento.

Questo mi aspetto da un’avventura.
Qualunque essa sia, virtuale o reale.
E’ dai tempi di Broken Sword che, con notevole nostalgia, non mi affaccio nell’incantato mondo delle avventure per console in modo ottimistico, parentesi Myst e seguiti a parte.
Nemmeno The curse of Monkey Island, per quanto ottimo, mi ha coinvolto e convinto appieno.

Ed è proprio sulle orme delle rilassanti avventure “Punta e clicca” che Syberia, emozionando, si muove.
Ho ammirato l’ambientazione, il paesaggio montano, e sarà perché sono amante della montagna, ma gli affascinanti affreschi che si susseguono di schermata in schermata, mi hanno ricondotto in incantevole stupore.
Questa premessa solo per dirvi come, l’impatto visivo, sia determinante nella valutazione d’insieme e nella preparazione emozionale all’avvicendarsi del gioco vero e proprio.
Perché l’occhio vuole la sua parte, e seppur di contorno, imprime nella mente la giusta predisposizione.

Una grande (dis)avventura

Ma… cosa sono… tutti automi (e non robot), un funerale…. che strano posto.
Eppure devo essere finita sicuramente nel posto giusto, Valadìlene, così mi pare di ricordare.
Devo assolutamente recarmi ad incontrare Anna Voremberg, ultima discendente e proprietaria della fabbrica di automi.
Ecco l’albergo… freddo e cordiale cigola il meccanico automa che si prostra in un elegante inchino… bizzarro.
E piove a dirotto, non c’è che dire… proprio un bell’inizio!

Buongiorno sono Kate Walker, rappresentante dello studio legale…

Così inizia la grande avventura che vi vedrà viaggiare attraverso splendidi paesaggi e luoghi, attraverso miriadi di schermate suggestive ed evocative.
E proprio da questo paesino, sperduto tra le alpi francesi, che comincerete a conoscere voi stessi ed il mondo fantasioso che vi circonda.
Un’aurea misteriosa vi avvolge alle prime esplorazioni, il fascino inconsapevole delle strane macchine e degli automi , la risoluzione di enigmi mai forzati.
Nel susseguirsi degli enigmi, fondamentale artefatto per la prosecuzione dell’avventura, vi è da notare come non siano di cervellotica fattura, e difficilmente vi troverete a vagabondare utilizzando il vecchio sistema “Usa tutti gli oggetti con tutto”.
La logicità è la principale fonte di soddisfazione, in quanto sarà frutto solo del ragionamento e l’oggetto da utilizzare sarà sempre nelle vicinanze del passaggio o meccanismo con cui interagire.
I più smaliziati storceranno il naso, e non li biasimo, resta però il fatto che svanisce la grande frustrazione nel rimanere bloccati per un semplice oggetto non visto, o per una risoluzione quanto mai illogica e bizzarra di un enigma.
Pregio o difetto?
A voi l’ardua sentenza.

Tecnica e meccanica

Affondando sempre più nella meccanica di gioco, il sistema utilizzato nelle avventure “Punta e clicca”, viene giustamente sostituito da un più congegnale sistema di “aggancio automatico”, particolarmente adatto per le console.
Ogni qual volta vi troverete in prossimità di un oggetto, passaggio o personaggio con cui interagire, comparirà un apposito simbolo indicante l’azione performabile.
La risoluzione degli enigmi, invece, avviene spesso tramite degli “ingrandimenti” della zona in cui interagire, per una visuale più ampia e dettagliata degli elementi che ricorda molto da vicino certi passaggi di Myst.

Dal lato sonoro, non vi sono da fare particolari lodi come nemmeno grandi critiche.
Sebbene la localizzazione sia tutta in lingua nostrana, i dialoghi non spiccano particolarmente per capacità recitativa e fantasia.
Una nota di merito va però alla traduzione davvero ottima, fatta con perizia e precisa scelta dei vocaboli.
Molto buona la parte strumentale, con effetti sonori veramente azzeccati e musica d’atmosfera che irrompe dal silenzio a sottolineare passaggi e momenti cruciali.

Ciò che rappresenta però il punto di forza di Syberia è la grafica, e proprio dal lato artistico arrivano le maggiori lodi.
Ogni schermata è una vera e propria opera d’arte, con accostamenti cromatici e inquadrature di taglio artistico degni delle migliori tavole d’illustrazione.
Mi sono soffermato spesso ad ammirare con quale maestria siano state “pennellate”, con particolare cura ai dettagli.
Unico neo, la staticità di alcuni elementi di contorno.
Per citare qualche esempio, l’acqua, seppur realizzata in modo impeccabile, risulta immobile ed il vento non crea nessun gioco di movimenti tra le foglie degli alberi.
Sottolineo però che può essere un problema soggettivo che non inficia in nessun modo la qualità complessiva dell’opera.

Perché il gioco d’avventura è questo, stupore e irresistibile sensazione di dover andare oltre, e oltre ancora, per vedere cosa si cela dietro la prossima schermata, dietro il prossimo enigma risolto.
E dietro la storia.
Dentro la storia.

VOTO: 8