Autore Topic: La definizione di capolavoro può prescindere dall'eccellenza tecnologica?  (Letto 3717 volte)

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Offline Kabuto

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Ripartiamo.
Il capolavoro, qualunque sia il contesto o il medium non ha nulla a che vedere con bello/brutto.
L'esempio della donna e della bellezza femminile è fuorviante...la bellezza e i suoi canoni sono solo un significante, non riguardano la discussione in oggetto.
Un capolavoro è: quell'opera dell'ingegno umano che sviluppa e amplia il medium stesso di cui fa parte. Per cui esiste un prima ed un dopo.

Es. Mafia III. È meglio/peggio di GTAIII? Non ha importanza...è GTAIII ad aver segnato un passaggio tecnico/concettuale nel videogame (in un ambito ristretto, tra l'altro, quello dei free-roaming). Se poi suoi successori hanno fatto meglio o il gioco stesso contiene una marea di difetti più o meno gravi non scalfisce il suo status di capolavoro.

Offline Il Gladiatore

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Ecco, ad esempio,GTAIII rappresenta una pietra miliare della storia dei videogiochi, a cui però, a mio modo di vedere, non corrisponde una resa convincente in tutti i suoi aspetti, in particolare la realizzazione tecnica in senso assoluto.
E' uno punto fermo? Sì;
E' un gioco da giocare per approfondire il medium? Sì (meglio se contestualmente all'uscita);
E' un capolavoro? Secondo me no, perché sviluppa ampiamente un'idea con tutte le scusanti dell'esordio ma non risulta sufficientemente convincente in tutte le sue parti.
Ma è imprescindibile in senso culturale.
« Ultima modifica: 24 Ott 2016, 17:22 da Il Gladiatore »
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Offline Turrican3

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Fregarsene della realizzazione tecnica è una scelta che può essere dettata da numerosi aspetti concernenti lo sviluppo (tipo di gioco, tipo di piattaforma, budget ecc.) ma estromette dalle caratteristiche che per me, a mò di manifesto, caratterizzano il concetto di “capolavoro”:

1) Un gioco mirabile da punto di vista tecnico e convincente dal punto di vista delle meccaniche, capace però di introdurre una serie di elementi originali/seminali/rivoluzionari nella concezione di videogioco fin lì apprezzata. Longevità e rigiocabilità sono fattori legati alla tipologia di gioco.

2) Un gioco che spinga la realizzazione tecnica in modo paradigmatico e che raccolga/riassuma la tradizione sedimentata di un dato genere portandola a perfezione (relativa ovviamente). Non è richiesta una forte dose di originalità, quello che conta è solidità globale dell’esperienza.

Ora, secondo me il “capolavoro globale e completo” cade in una di queste due categorie e conoscere/giocare questi giochi è necessario e praticamente obbligatorio per comprendere l’evoluzione di quel particolare fenomeno. Ma se qualcuna di queste caratteristiche viene meno è opportuno specificare che può trattarsi di un “capolavoro di genere” o di un “capolavoro” nell’accezione qui sposata da molti, vale a dire totale focus sulle meccaniche senza tuttavia tenere conto di aspetti tecnici.

Hmm aspetta, a mio parere il problema (che nasce per me fondamentalmente in questo ed in quest'altro post) risiede nel fatto che avevi lasciato intendere in modo abbastanza chiaro che Mario Galaxy non potesse ambire allo status di capolavoro in quanto rilasciato su una macchina palesemente inferiore a quelle che facevano girare gli Uncharted e gli Assassin's Creed.

Inoltre noto che continui in un certo qual senso a mischiare la tecnica (che è un aspetto legato al software) e l'hardware, che della tecnica è... l'esecutore materiale. :)

I due aspetti sono totalmente distinti e separati: un hardware può essere cioè più o meno relativamente modesto in senso assoluto (in quanto ne esistono sul mercato altri di maggiore potenza computazionale) ma questo non impedisce assolutamente la creazione di software realizzato a regola d'arte.

E qui si torna all'obiezione che avevo sollevato di là e ad altre che avevo aggiunto in seguito qui: ovvero, se l'eccellenza tecnica deve essere intesa in senso assoluto (ergo, tener conto del miglior hardware sulla piazza) dobbiamo parlare di capolavori solo ed esclusivamente su PC di fascia alta? Risulta (de facto) quindi impossibile avere un capolavoro su console, e a maggior ragione su macchine di classe portatile?
« Ultima modifica: 24 Ott 2016, 18:55 da Turrican3 »
videoGIOCATORE

Offline Jello Biafra

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Vabbè, ma basta il solo Tetris per mettere fine alla diatriba.

Offline Il Gladiatore

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Hmm aspetta, a mio parere il problema  risiede nel fatto che avevi lasciato intendere in modo abbastanza chiaro che Mario Galaxy non potesse ambire allo status di capolavoro in quanto rilasciato su una macchina palesemente inferiore a quelle che facevano girare gli Uncharted e gli Assassin's Creed.
Mario Galaxy è un capolavoro di gameplay e, in un certo senso, rappresenta un esempio di maturità applicata a quel particolare genere. Rientrerebbe nella seconda tipologia di capolavoro oggettivo da me indicata. L'uso del condizionale è d'obbligo perché, secondo la mia analisi, Nintendo con Galaxy ha optato per una scelta stilistica e simbolica più vicina all'essenzialità che alla dimostrazione di potenza. Bada, non è una critica in assoluto: è  quello che voleva fare e un modo efficace di unire contesto ludico (il tema dello spazio) alla sua raffigurazione estetica: vuoti, linee, figure geometriche ecc. ecc.
Ora, sei io penso a roba come Banjo Tooje o Donkey Kong, sempre per rimanere alle console Nintendo io non trovo che Galaxy sia un traguardo tecnico ma più stilistico. Sei i giochi Rare mi hanno lasciato a bocca aperta qui ho constatato una visione più funzionalistica della tecnica. Il risultato è che ho avuto il sorriso da ebete stampato per tutto il tempo a causa delle soluzioni ludiche ma non mi ha colpito tecnicamente.
Ovviamente è un'opinione personale. Il suo rapporto con i prodotti della concorrenza deriva dallo sfasamento provocato dall'essersi tirata fuori dalla competizione tecnologica con Wii e questo lo devi collegare al discorso che ho fatto sul vincolo che esiste tra videogioco e tecnica che lo supporta.
Però ripeto, è lana caprina. Per te SMG è da 10 e per me è da 9,5, vedila così, non voglio creare un caso di lesa maestà perché non rappresenterebbe l'ottima opinione che ho di questo titolo.
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Inoltre noto che continui in un certo qual senso a mischiare la tecnica (che è un aspetto legato al software) e l'hardware, che della tecnica è... l'esecutore materiale. :)
I due aspetti sono totalmente distinti e separati: un hardware può essere cioè più o meno relativamente modesto in senso assoluto (in quanto ne esistono sul mercato altri di maggiore potenza computazionale) ma questo non impedisce assolutamente la creazione di software realizzato a regola d'arte.
No, non è una confusione, ti ho risposto alla base qui:
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I videogiochi sono caratterizzati dal progresso tecnologico e dalla conseguente obsolescenza, la potenza computazionale è anche potenza creativa. Quello che “appare” procede parallelamente con quello che si gioca, sono due aspetti che si sostanziano e si aiutano a creare nuovi mondi.
Quello che vedi a video Turri (mi piace Tutti, fa molto picciotto siculo!  :) ) è il risultato di un hardware che, attraverso specifiche, rende possibile molti risultati. Il risultato estetico di un gioco è dato dalle sue scelte tecniche e da quelle stilistiche. Ma se lo stile attiene alla parte creativa, questa creatività deve comunque tradursi, in ambito "videogioco", in una serie di calcoli computazionali che vanno sempre e necessariamente a pescare nel demanio tecnico. Se l'hardware è limitato, la tua gamma di opzioni è più limitata, puoi supplire con una robusta iniezione di creatività e stile ma fino a un certo punto, poiché,in ambito "videogioco", devi fare delle scelte. Molti dei cosiddetti giochi indie puntano sul fattore artistico in senso stretto perché non si curano del problema "tecnico", visto che si muovono ampiamente in un orizzonte che non procura loro difficoltà di equilibrio e gestione delle risorse. La loro scelta "artistica" è prima di tutto questa. Ma se vuoi creare Shadow of the Colossus puoi artisticamente sviluppare il progetto ma prima di tutto devi fare i conti col metallo che quella portata artistica deve supportarla.
Separarli? Sì, puoi farlo, è una scelta anche quella ma secondo me il capolavoro oggettivo unisce le due dimensioni, una visione artistica e una forza computazione (basata sull'hardware) che la sostanzi.
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E qui si torna all'obiezione che avevo sollevato di là e ad altre che avevo aggiunto in seguito qui: ovvero, se l'eccellenza tecnica deve essere intesa in senso assoluto (ergo, tener conto del miglior hardware sulla piazza) dobbiamo parlare di capolavori solo ed esclusivamente su PC di fascia alta? Risulta (de facto) quindi impossibile avere un capolavoro su console, e a maggior ragione su macchine di classe portatile?
Anche qui ti ho risposto ma è una risposta in profondità che evidentemente non sono riuscito a comunicare. Il capolavoro su console (almeno fino alla scorsa generazione, poi, come ho scritto, mi trovo in difficoltà visto che Ps4 Pro ha trasformato le console in un Pc) ce l'hai tenendo conto il miglior hardware a sistema chiuso disponibile poiché quantificabile in risorse. Il Pc non è un sistema chiuso e spesso manca l'identità tecnica del titolo cambiando, di fatto, l'esperienza. Posso puntare al massimo? Bene, ma spesso è un processo utopico superato già nel momento in cui diventa applicabile. Ecco perché è difficile identificare l'esperienza Pc.
Puoi parametrare il capolavoro in base all'hardware? Sì e no. perché un sistema che sfrutti al massimo per cui hai capolavori su Commodore 64, Amiga, Psx ecc. ecc in base alle specifiche. Un capolavoro "relativamente a..." e come tale va riconosciuto.

No perché, come ho già scritto, il videogioco è fatto di progressione tecnologica che, volente o nolente, cambia le percezioni di potenza e risultato. Se oggi programmi un capolavoro per Amiga io posso dirti che è  un capolavoro in base all'ambiente di sviluppo ma nel 2016 cosa vuoi che mi rappresenti? E', molto in piccolo, il discorso di Mario Galaxy. Rappresentazione del gioco Amiga che, nel suo periodo di uscita, aveva altra valenza e altra suggestione. I videogiochi invecchiano, forse non il gameplay ma questo è un altro discorso. E nella progressione di tecnologia il nostro modo di vedere questo hobby cambia, perché esso stesso si nutre dei suoi guadagni tecnici. E' sempre stato così e sempre sarà così.
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Offline Il Gladiatore

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Vabbè, ma basta il solo Tetris per mettere fine alla diatriba.
Ottimo capolavoro di puzzle game fruito attraverso il videogioco.
Mia nonna aveva un Gameboy prima maniera e ci giocava tutto il giorno. Non credo fosse una videogiocatrice.
Un po' come quelli che comprano Fifa o Pes tutti gli anni,solo quello. Non gli frega nulla dei vg, vogliono il calcio vissuto attraverso un vg.
La categoria "capolavoro di genere" è stata la prima ad essere indicata.
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Offline Turrican3

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Il Pc non è un sistema chiuso e spesso manca l'identità tecnica del titolo cambiando, di fatto, l'esperienza. Posso puntare al massimo? Bene, ma spesso è un processo utopico superato già nel momento in cui diventa applicabile. Ecco perché è difficile identificare l'esperienza Pc.

A mio avviso questo è un non-problema: il mercato PC è certamente più dinamico di quello console, ma non *così* dinamico. :)

Possiamo cioè senza alcuna incertezza individuare la configurazione più prestante oggi, ed è una configurazione che distrugge quasi letteralmente qualsivoglia console in commercio.


Giusto per precisare, giacchè sulla questione dell'eccellenza tecnologica non riesco a condividere il tuo punto di vista e pertanto non voglio insistere ulteriormente.


PS:

Spoiler:
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Quello che vedi a video Turri (mi piace Tutti, fa molto picciotto siculo!  :) )

Ci può stare, dopotutto io SONO siculo. ;D
videoGIOCATORE

Offline Il Gladiatore

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A mio avviso questo è un non-problema: il mercato PC è certamente più dinamico di quello console, ma non *così* dinamico. :)
Possiamo cioè senza alcuna incertezza individuare la configurazione più prestante oggi, ed è una configurazione che distrugge quasi letteralmente qualsivoglia console in commercio.
Beh, in effetti non è difficile, basta un qualsiasi Pc di fascia medio-bassa ormai!
Nonostante me la sia spiegata così negli anni, potrai capire il dramma di roba come Ps4 Pro. Gli elementi erano tutti lì, mancava solo la formalizzazione.  :(

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Giusto per precisare, giacchè sulla questione dell'eccellenza tecnologica non riesco a condividere il tuo punto di vista e pertanto non voglio insistere ulteriormente.
Beh ma ti dico, a scanso di equivoci, che la questione ha un valore puramente teorico, una sorta di riflessione su aspetti molto volatili. Per cui, a prescindere dal punto di vista e dalle argomentazioni, si può seguire un ragionamento come un altro arrivando a soluzioni diametralmente opposte.

Se penso ai 10 giochi che mi sono piaciuti di più negli ultimi 10 anni mi rendo conto che di "capolavori" come li intendo io al massimo ce ne sarà uno, massimo due...Questa di per sé è una risposta.  :)
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PS: MINCHIA!
Ah, che bello, pure io!  :-*
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Offline Turrican3

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Questa di per sé è una risposta.  :)

Al giorno d'oggi non c'è cosa più piacevole (almeno per me) del disquisire su un forum con un interlocutore intellettualmente onesto.

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PS: MINCHIA!

:o

Ecco, ci mancava solo la carrambata! :D
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Offline Panda Vassili

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Riallacciandomi al lunghissimo post di Gladiatore che ho letto con piacere, e prescindendo dalla definizione di "capolavoro" su cui si è sempre fatto un gran parlare in ogni ambito (ad esempio la mia definizione di capolavoro è di opera "manifesto" del suo autore, quindi ne utilizzo una definizione "micro" per così dire, se ci spostiamo nell'arte di riferimento, ho già più difficoltà a parlare di capolavori ma mi sembra più corretto parlare di titoli che hanno grossa influenza nei confronti degli altri autori), devo dire che, pur essendo un'amante delle prestazioni massime(perché scegliere di acquistare un dvd quando puoi fruire dell'edizione bluray o andare direttamente al cinema?), non mi ci ritrovo.

Non mi ci ritrovo perché, se dobbiamo parlare di capolavori che hanno influenzato l'industria, oggi il titolo che più di ogni altro può fregiarsi di questo appellativo è Minecraft.

Non c'è nessun gioco in circolazione che ha influenzato come lui il resto dell'industria e graficamente è un titolo fatto in java.

Così come oggi la perfezione del platform si ritrova in ambiente 2D, quindi a concetti già esplorati oltre 20 anni fa.
Switch sarà la console casalinga mobile più potente in circolazione. Statece.

Offline ederdast

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La definizione di capolavoro può prescindere dall'eccellenza tecnologica?
Si.
Spoiler:
Ovviamente.
Le opinioni sono come le palle, ognuno ha le proprie.
Callhagan.

Offline Il Gladiatore

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Secondo me utilizzate questa parola con troppa facilità.
Che, implicitamente, è anche il motivo per cui ha perso la sua importanza e viene sproloquiata ad ogni nuova uscita interessante o significativa, dandole un significato pericolosamente individualista.
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Offline Kabuto

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Offline ederdast

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Penso che sia il solito "territorio oscuro" dove alla fine possa valere tutto e il contrario di tutto.
Quind io per parte mia mi limito a esprimere l'idea che ho sulla questione, cioè che un'opera di ingegno di rilevanza assoluta non sia legata in modo esclusivo ai mezzi, o alla qualità degli stessi, con i quali detta opera venga realizzata.
Le opinioni sono come le palle, ognuno ha le proprie.
Callhagan.

Online atchoo

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Secondo me utilizzate questa parola con troppa facilità.

Come l'(ab)uso di "campione" o "fuoriclasse" in ambito sportivo.

Io ho adorato molti giochi, ma pochissimi di questi li considero capolavori assoluti.
Per dire, Yoshi's Island è probabilmente nella mia top 5 o giù di lì, ma non lo considero un capolavoro assoluto come sono Super Mario Bros., Super Mario Bros. 3 e Super Mario World.