Autore Topic: [C64] California Games  (Letto 734 volte)

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Offline fulgenzio

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[C64] California Games
« il: 26 Mag 2003, 00:06 »
Oggi nel mondo dei videogiochi le sorprese non esistono più: riusciamo a sapere tutto di una nuova produzione pochi istanti dopo che la stessa è stata concepita dal suo creatore. Per mesi veniamo bombardati di lanci di agenzia, immagini, filmati da scaricare e quando abbiamo da disintegrare il cellophane della confezione, in cuor nostro sappiamo perfettamente di conoscere più del 50% del contenuto del gioco che ci accingiamo a provare.
Una volta invece le sorprese arrivavano a cadenza mensile ed erano rappresentate da poche foto di (spesso) pessima qualità sulle quali fantasticavamo per trenta giorni in attesa della conferma o della smentita delle nostre speranze.
Una delle grosse soprese del 1986 fu California Games.
Diciamolo chiaro e tondo: il Commodore 64 deve buona parte del suo enorme successo alla Epyx.
I due Mission Impossible, Pit Stop, la saga dei Games….la softco americana a metà degli anni ottanta gratificò i giocatori di tutto il mondo con una serie di esperienze videoludiche che, per quantità e qualità , si possono paragonare solo ai risultati eccezionali dell’era Lucas 1988-1990 e Squaresoft 1997-1999.
California Games stupì proprio perché dopo due eccelse edizioni estive ed invernali e l’assurdo World Games, si pensava che la vena creativa degli sviluppatori fosse esaurita. Ed invece tutti gli sport più cool made in usa furono messi a disposizione degli utenti per frenetiche sessioni multiplayer.
E’ interessante notare che il gioco ,col tempo ,acquisì  una notevole sfumatura sociologica: se escludiamo lo snowboard , forzatamente assente (sarebbe stato prematuro anche per i carismatici programmatori yankee) ,quasi tutti gli altri sport proposti sarebbero di lì a pochissimo diventati “trendy” anche in Europa e per gli stessi sarebbero nate nuove mode:dalla bmx allo skate.
Dal punto di vista ludico il gioco era come al solito ineccepibile: stimolante da soli ed irresistibile in multiplayer, California Games era dotato di una grafica validissima e un comparto sonoro di tutto rispetto. Ovviamente il lato migliore era quello della immediatezza e giocabilità: i comandi erano di facile apprendimento ma permettevano combinazioni complesse e ciò rendeva il gioco praticabile fin dalla prima partita, risultando al contempo gratificante per coloro che avevano tempo da dedicarci.
Molti titoli odierni, dal pluripremiato Tony Hawk’s alle numerose serie dedicate agli sport estremi made in Electronic Arts ,che tanto spopolano in America e in Europa, derivano di fatto dalle sette prove di California Games che, inconsciamente, si propose nello stesso tempo come titolo fortemente innovatore e bicchiere della staffa per un team che dopo quell’ultima salutare bevuta (il gioco ebbe un successo straordinario) non seppe più ripetersi, dando vita ad una delle più lunghe e tristi agonie che il mercato dei videogiochi ricordi.
California Games, è giusto ammetterlo, non ha passato indenne le insidie del tempo e nonostante negli anni siano state create conversioni eccellenti, in primis quella stupefacente per il mitico Atari Lynx, oggi il gioco risulta evidentemente ripetitivo e forse troppo semplicistico. California Games va ricordato per quel che rappresentò ai tempi e che oggi permette alla bocca di videogiocatori di piegarsi in un sorriso pieno di amorevole benevolenza: una ventata di aria salmastra, un raggio di caldo sole californiano che riempiva i piovosi pomeriggi della nostra (lontana) infanzia.