Autore Topic: [Politica e Governo] Dove c'è il disordine io prospero  (Letto 786108 volte)

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Offline Jello Biafra

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Re: [Politica e Governo] Dove c'è il disordine io prospero
« Risposta #19830 il: 27 Dic 2019, 14:04 »
Qualcuno mi spiega il senso finanziario di 'sta roba? Facciamo anche noi i Tango Bond?

TFP Link :: https://it.reuters.com/article/idITKBN1WP2CM?fbclid=IwAR30UipJVj_gJzReYPf-m7uTSiDd-x1BVCPzB7NSsHBkZAMSeeKOv16Gaes

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Re: [Politica e Governo] Dove c'è il disordine io prospero
« Risposta #19831 il: 27 Dic 2019, 16:33 »
Se l'Euro continuerà a rafforzarsi sul dollaro sarà un bel regalo, per noi.

Offline naked

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23.000.000.000 per sterilizzare l'iva. Grazie buffoni.

Offline Jello Biafra

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Re: [Politica e Governo] Dove c'è il disordine io prospero
« Risposta #19833 il: 16 Gen 2020, 17:39 »
L'idea di sugar tax e plastic tax è completamente inutile e profondamente iniqua e cretina, ma simili alzate d'ingegno vengono prontamente usate come scusa dal padronato per chiudere dove il lavoro costa tanto e riaprire dove costa poco:

TFP Link :: https://www.ilsole24ore.com/art/sugar-tax-coca-cola-emigra-albania-ACYkvfBB

E' la bellezza della libera circolazione di capitali, ovverosia la prima cosa da bloccare per far bene al pianeta (per altro, visto l'impatto devastante in termini di inquinamento).

Offline keigo

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Re: [Politica e Governo] Dove c'è il disordine io prospero
« Risposta #19834 il: 17 Gen 2020, 11:29 »
quindi il problema non è che il governo populista ed incompetente ha dimenticato di fare i compiti a casa e capire gli effetti delle sue politiche. No tiriamo i dadi e prendiamocela con le condizioni esogene del mondo. FANTASTICO.
chi semina vento raccoglie sfaccimma
ma chi me lo fa fare?!? il petrolio è una figata.

Offline Jello Biafra

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Re: [Politica e Governo] Dove c'è il disordine io prospero
« Risposta #19835 il: 17 Gen 2020, 12:25 »
quindi il problema non è che il governo populista ed incompetente ha dimenticato di fare i compiti a casa e capire gli effetti delle sue politiche. No tiriamo i dadi e prendiamocela con le condizioni esogene del mondo. FANTASTICO.

I compiti a casa quali sarebbero? Detto ciò le condizioni esogene (LOL) non è che siano principi naturali inviolabili ed immutabili ma sono frutto di un preciso disegno politico che si chiama lotta di classe al contrario.

Offline babaz

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Re: [Politica e Governo] Dove c'è il disordine io prospero
« Risposta #19836 il: 17 Gen 2020, 12:31 »
Lotta di classe, Padronato...
Jello, MARX spinge margherite da un pezzo!

Offline Jello Biafra

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Re: [Politica e Governo] Dove c'è il disordine io prospero
« Risposta #19837 il: 17 Gen 2020, 18:01 »
Lotta di classe, Padronato...
Jello, MARX spinge margherite da un pezzo!

TFP Link :: https://www.youtube.com/watch?v=C6MPF65WviQ

Offline rosario oliveri

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Re: [Politica e Governo] Dove c'è il disordine io prospero
« Risposta #19838 il: 17 Gen 2020, 18:33 »
Se incrociamo il topic della politica con quello sui cambiamenti climatici, diventa più difficile ironizzare sulle affermazioni di Jello in merito all'asservimento della politica a logiche disumane di mercato.
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Re: [Politica e Governo] Dove c'è il disordine io prospero
« Risposta #19839 il: 18 Gen 2020, 01:33 »
Se incrociamo il topic della politica con quello sui cambiamenti climatici, diventa più difficile ironizzare sulle affermazioni di Jello in merito all'asservimento della politica a logiche disumane di mercato.
Sicuro che con barriere allo scambio di merci l'inquinamento si ridurrebbe? Nutro forti dubbi

Offline rosario oliveri

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Re: [Politica e Governo] Dove c'è il disordine io prospero
« Risposta #19840 il: 18 Gen 2020, 09:17 »
Se incrociamo il topic della politica con quello sui cambiamenti climatici, diventa più difficile ironizzare sulle affermazioni di Jello in merito all'asservimento della politica a logiche disumane di mercato.
Sicuro che con barriere allo scambio di merci l'inquinamento si ridurrebbe? Nutro forti dubbi
Non mi riferivo a provvedimenti specifici, bensì al fatto che le classi dirigenti mondiali hanno ignorato o sottostimato per decenni gli effetti negativi sul clima del comportamento degli operatori economici: avendo fallito su un tema così importante per la nostra sopravvivenza, l'unica conclusione possibile è che chi ha governato non avesse né la capacità né la volontà di perseguire il bene comune.
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Offline Jello Biafra

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Re: [Politica e Governo] Dove c'è il disordine io prospero
« Risposta #19841 il: 18 Gen 2020, 09:56 »
Se incrociamo il topic della politica con quello sui cambiamenti climatici, diventa più difficile ironizzare sulle affermazioni di Jello in merito all'asservimento della politica a logiche disumane di mercato.
Sicuro che con barriere allo scambio di merci l'inquinamento si ridurrebbe? Nutro forti dubbi

Un prodotto assemblato in Cina con componenti prodotte una in India, una in Giappone, una Thailandia, una in Indonesia ed una a Taiwan e che poi deve essere re-esportato in America in effetti non ha nessun impatto sull'ambiente.

Questo senza voler considerare il problema principale delle delocalizzazioni: la concorrenza al ribasso su salari e diritti che genera disoccupazione e di conseguenza salari più bassi e meno diritti anche nelle zone più sviluppate.

Detto ciò la questione ambientale è intimamente legata a quella delle disuguaglianze e sono entrambe collegate alla lotta di classe che si diceva prima.

Anche perché c'è un altro elemento: la tanto sbandierata "conversione ecologica" necessita di investimenti enormi ed in tempi relativamente brevi, investimenti che proprio per queste due caratteristiche possono essere solo pubblici con, in più, uno Stato che ha un ruolo dirigista, cioè indirizza la politica industriale dove vuole lui in base a specifici obiettivi (nel nostro caso l'ecocompatibilità) con il privato che gli va poi dietro.

Peccato che tutto ciò sia vietato per legge dai trattati europei (tra concorrenza e aiuti di stato).

Il famoso piano europeo presentato in questi giorni è una burletta, sono quattro spicci che, per di più, andranno a vantaggio di paesi come la Polonia, che nemmeno è nell'euro e che quindi avrà un ulteriore aiuto nell'essere competitiva al ribasso con gli altri paesi europei più di quanto già non lo sia. Il tutto perché le grandi aziende tedesche hanno delocalizzato laggiù praticamente tutta la loro catena di subfornitori e sarebbero profondamente danneggiate da una politica ambientale restrittiva.

TFP Link :: http://www.ansa.it/europa/notizie/rubriche/altrenews/2020/01/15/green-deal-a-italia-360-milioni-ma-dovra-pagarne-900-_fcf88a6e-55bd-40b2-bca2-37b8a77daf81.html

TFP Link :: https://coniarerivolta.org/2020/01/13/green-deal-lausterita-non-puo-salvare-il-pianeta/

----

Cambiando discorso (ma in realtà il discorso è sempre lo stesso), a proposito di "compiti a casa":

TFP Link :: http://contropiano.org/news/news-economia/2020/01/10/quegli-zombie-che-saggirano-per-leuropa-le-banche-tedesche-0122837?fbclid=IwAR3gCwqreLKypC4dee7r1f40dfige4zRHzRgOfubWUrmLjOOSzBcnx29Sk8

Citazione
L’Eba (Autorità bancaria europea) ha pubblicato il suo rapporto periodico in cui lancia l’allarme proprio per gli istituti di Francoforte. Diversi gli indici presi in esame, ma neanche uno risulta positivo o almeno tranquillizzante.

Se si prende il Roe (ritorno per capitale, volgarmente chiamato anche “profitto”) la media delle banche più importanti nell’ultimo trimestre dello scorso anno si ferma allo 0,3%. Ed è andata persino bene, visto che nel terzo trimestre c’era stato addirittura un segno negativo (-0,1,%). Si potrebbe pensare “ma stanno guadagnando, poco ma guadagnando; dov’è il problema?”.

Sta nel raffronto con le altre banche europee. Quelle greche, che se la passano ancora male, possono vantare un quasi confortante +3,2%, mentre quelle francesi sono al 6,5 e le spagnole al 7,3. Nulla in confronto a quei “giganti italiani” che possono far segnare addirittura un +8,5% (comunque con un piccolo calo dello 0,1 rispetto al trimestre precedente).

Vabbeh, come Roe stanno male, i tedeschi, ma in qualche altra parte faranno bene… No. Se si prende in considerazione il rapporto tra costi e ricavi (più sono alti i costi, peggiore è la situazione) quelle di Berlino fanno segnare l’84%, molto peggio di Francia (72%) e Italia (64%), per non parlare di quelle spagnole (53%).

Se si passa poi alla qualità dei titoli posseduti, il rapporto fair value (la percentuale di quelli vendibili, cioè liquidi, sul totale) è da paura: nelle banche tedesche è solo il 19%. Il che significa che sono piene di spazzatura, carta straccia comprata ai tempi del boom dei “prodotti derivati” ma oggi senza possibili compratori. Denaro buttato via, ma che resta a bilancio come “attivo” solo perché, finché quei titoli non arrivano “a scadenza”, a nessuno fa comodo veder esplodere il sistema bancario tedesco e con lui tutta l’Europa.

In questa classifica, seguono a ruota quelle francesi, che stanno appena meno peggio (27%) avendo anche loro ecceduto in eccessi speculativi andati a ramengo. La media Ue è comunque su un preoccupante 30%, ma quelle italiane sono le più liquide di tutte visto che hanno un 64% di titoli immediatamente vendibili.
« Ultima modifica: 18 Gen 2020, 10:55 da Jello Biafra »

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Re: [Politica e Governo] Dove c'è il disordine io prospero
« Risposta #19842 il: 18 Gen 2020, 12:21 »
Anche perché c'è un altro elemento: la tanto sbandierata "conversione ecologica" necessita di investimenti enormi ed in tempi relativamente brevi, investimenti che proprio per queste due caratteristiche possono essere solo pubblici con, in più, uno Stato che ha un ruolo dirigista, cioè indirizza la politica industriale dove vuole lui in base a specifici obiettivi (nel nostro caso l'ecocompatibilità) con il privato che gli va poi dietro.

Peccato che tutto ciò sia vietato per legge dai trattati europei (tra concorrenza e aiuti di stato).
Investimenti enormi in tempi brevi effettuati da pochi soggetti possono essere malfatti con alta probabilità, il secolo scorso è pieno di esempi di questo tipo.
Lo stato deve dettare le regole, sono i privati che devono occuparsi dell'implementazione, questa è la strada più efficiente.

Offline Jello Biafra

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Re: [Politica e Governo] Dove c'è il disordine io prospero
« Risposta #19843 il: 18 Gen 2020, 13:22 »
Anche perché c'è un altro elemento: la tanto sbandierata "conversione ecologica" necessita di investimenti enormi ed in tempi relativamente brevi, investimenti che proprio per queste due caratteristiche possono essere solo pubblici con, in più, uno Stato che ha un ruolo dirigista, cioè indirizza la politica industriale dove vuole lui in base a specifici obiettivi (nel nostro caso l'ecocompatibilità) con il privato che gli va poi dietro.

Peccato che tutto ciò sia vietato per legge dai trattati europei (tra concorrenza e aiuti di stato).
Investimenti enormi in tempi brevi effettuati da pochi soggetti possono essere malfatti con alta probabilità, il secolo scorso è pieno di esempi di questo tipo.
Lo stato deve dettare le regole, sono i privati che devono occuparsi dell'implementazione, questa è la strada più efficiente.

Ma dici tipo Autostrade per l'Italia?

Il modello esclusivamente privatistico è fallimentare perché il privato persegue il profitto, non il bene collettivo. Quindi per il bene collettivo deve intervenire il pubblico, con il privato che poi viene a traino, esattamente come si è fatto dal New Deal roosveltiano fino alla controrivoluzione liberale della fine degli anni '70 (con i risultati devastanti che oggi vediamo).

Eccolo, il privato quanto è efficiente:

TFP Link :: https://24plus.ilsole24ore.com/art/autostrade-l-italia-2009-meno-investimenti-e-piu-dividendi-ACwllTCB?s=hpl

Citazione
Negli ultimi 10 anni Aspi ha speso 4 miliardi per la manutenzione della rete autostradale e oltre 6 miliardi per remunerare i soci
« Ultima modifica: 18 Gen 2020, 14:58 da Jello Biafra »

Offline naked

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