Autore Topic: [Pc] The Witcher  (Letto 5613 volte)

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Offline Darrosquall

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[Pc] The Witcher
« il: 28 Nov 2009, 14:44 »



E' finito il mio viaggio in quel di Temeria, dopo circa 55 ore di gioco. Un luogo rurale, povero, dove re Foltest si assenta in continuazione, la popolazione perlopiù contadina è minacciata da essere mostruosi, e a vigilare ci sono i Witcher, umani modificati geneticamente, sterili, super uomini che sono i paladini del regno contro le mostruosità che albergano tra le fogne, nei cimiteri, e che attaccano sempre più frequentemente i centri abitati. Tutto ha inizio con Geralt di Rivia, un witcher così pallido semimorente, che sembra essere sceso nel luogo dei morti per ritornare tra i vivi. Non ricorda nulla del suo passato, sà solo di essere un witcher e di vivere insieme ad altri Witcher in quel di Kaer Morhen. L'apparente calma viene subito spazzata via da un potente mago proveniente da terre selvagge, Azar Jahved, ed "il professore". Sono a capo di un organizzazione chiamata Salamandra, e sono venuti a rubare i segreti dei Witcher circa le mutazioni, per poterli utilizzare. Non conosciamo i loro scopi, non conosciamo la situazione geopolitica del mondo, tutto verrà svelato a mano a mano con il proseguo della storia. Quel che è sicuro è che Geralt deve recuperare i segreti dei Witcher. Lo deve a Vesemir, lo deve a Leo, ucciso nell'imboscata, e non è chiaro neanche il ruolo di Berengar, un rinnegato fuggito da Kaer Morhen. Come è facile intuire, questa è solo la premessa alle vicende di un rpg dalle immane proporzioni che ci porterà in giro per la capitale del regno, Vizima, nel suo centro commerciale, nel ghetto dei poverelli, passando per le campagne in cui vivono persone molto religiose.

La bravura del team polacco sta probabilmente in questa fase, la fase del costruzione della storia e del background. La prima sorprenderà negli sviluppi, e si aprirà a poco a poco, e come nei libri più belli, ci sarà un momento in cui tutto viene azzerato, per ritrovare un momentaneo ordine e raggiungere uno spettacolare climax nelle ultime 6-7 ore. Il background è assolutamente magnifico, a mio modesto avviso la migliore ricostruzione mai vista in un videogioco moderno. Grazie anche al comodo menù di gioco, è possibile leggere la storia dei singoli personaggi mano a mano che si avanza(sono tantissimi), informazioni su ogni luogo visitato, dei "codec" che vi faranno recuperare il terreno perduto nel caso siete lì per lì per smarrire la bussola. Importantissimo anche il sistema di quest circolare e le scelte a disposizione del giocatore durante tutto l'arco di gioco. E' pur vero che i cambiamenti sono i minimi, ma l'essere neutrale, lo schierarsi con una fazione o con un'altra, avrà un suo peso specifico altissimo nel momento in cui vi troverete nelle condizioni di agire. The Witcher è un gioco in cui puoi passare anche qualche minuto prima di dare la "giusta" risposta. Non esiste il bene o il male, ma esistono situazioni in cui sarete chiamati a prendere una posizione, essendo anche la neutralità una posizione, con un costo altissimo. Dicevamo del background, della presenza nel mondo dell'ordine della rosa fiammeggiante, che combattono i mostri, ma anche gli scoiat'el, ovvero i non umani rinnegati. Sono nani, elfi, ridotti in una situazione di fame e miseria, un po' come le popolazioni del terzo mondo, e in seno al quale ci sono comunità di ribelli, e invece altri che accettano miseramente la loro condizione. Entrare nel mondo di The Witcher significa vivere pienamente ogni situazione che il gioco ci mette davanti. In base alle scelte compiute, è possibile incontrare personaggi, avere situazioni di amicizia o di ostilità, saltare completamente delle conoscenze o delle quest. Nella risoluzione di un enigma, ci si può arrivare sia da quest principale, che prendendo parte a delle insospettabilissime quest secondarie, che ci sveleranno la situazione giusta da intraprendere. Non siamo sullo stesso piano di un gioco bioware precedente a Dragon Age, non c'è da scegliere tra bene e male, tra essere cattivo o buono per cambiare il finale, significa vivere la stessa storia, Vizima e le sue campagne, in modo diverso, con ostilità da parte di qualcuno o amicizia. Il punto di arrivo in questo senso è sempre uno, ma le strade da percorrere ci porteranno a vivere situazioni diametralmente diverse.

Ciò che manca in The Witcher è la spettacolarità, o meglio è latente in certe circostanze. Il gioco utilizza l'aurora engine bioware 2007, una versione spremuta del motore utilizzato nel 2002 dal primo neverwinter nights. E' la fiera degli npc tutti uguali, delle scarse animazioni, dell'immobilità dei visi. Manca la lucidatura, il "polished", da questo punto di vista, che è compagno di quelle produzioni mondiali ad alti capitali. Sono difetti che possono assurgere a "mostri" per il gioco. Il tutto sta nella sensibilità del fruitore, di lasciarsi coinvolgere pienamente dalla migliore storia mai raccontata in un videogioco(considerazione personale di chi scrive),  oppure dar peso ai difetti sopracitati.
Voto: 8,5
www.myplay.it
Un sito di appassionati, come voi, di viggì e giochi

 

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