Autore Topic: [Megadrive] Mickey Mania  (Letto 5616 volte)

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Offline Zave

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[Megadrive] Mickey Mania
« il: 29 Set 2009, 00:49 »
Mickey Mania - Megadrive
Traveller's Tales (1994)



I bei giochi di piattaforme di Travellerĺs Tales, bellĺepoca. Ricordarseli tutti, uno per uno, non Ŕ esattamente impresa per enciclopedici del videogioco, dato che non ce nĺŔ nemmeno mezzo (no, Puggsy non vale). A invertire la tendenza non fu di certo Mickey Mania, una delle ultime pubblicazioni di Sony Imagesoft, allora pi¨ alle prese con le e-mail interne dal soggetto pi¨ che comprensibile: ôPlayStation: come spaccare il culo a tutti quegli altri!!!1!1ö.
Un certo revisionismo storico, o perlomeno la tendenza a usare degli strambi occhiali dellĺamore, vuole Mickey Mania come il primo ôcapolavoroö di David Jaffe. No, il padroncino di God of War non aveva poi avuto chissÓ quale potere decisionale sulla realizzazione del gioco ispirato a Topolino, se Ŕ vero che figura semplicemente come ôdesignerö tra le fila proprio di Sony Imagesoft. Non certo quale producer, nÚ tantomeno timoniere del team inglese Travellerĺs Tales.



Un vanto, per il nostro Jaffe, dato che Mickey Mania Ŕ tanto bello da vedere, quanto antipatico e frustrante da giocare. Che lo proviate attraverso il gamepad-croissant del Megadrive o mirando ai pulsanti dorsali di quello per Super Nintendo, il risultato non cambia di una virgola: una spremuta di fastidio. La struttura basilare Ŕ quella di un gioco di piattaforme che pi¨ classico non si potrebbe. Dove per ôclassicoö si intende semplicemente ôbanaleö: Topolino pu˛ contare unicamente sul suo salto e sulla possibilitÓ di lanciare qualche stramba sfera quale arma dĺassalto. Non si corre, non si acquisiscono bonus, non ci si evolve, non succede nulla. Il che, beninteso, pu˛ tranquillamente rientrare nellĺottica di un tempo in cui anche il salvataggio della posizione di gioco era assolutamente opzionale. Tanto opzionale che da queste parti non si vede. Qualche ôContinue?ö, sicuro, ma poi arriva il sasso sulle gengive e la necessitÓ di ricominciare da capo. Sempre che ci sia ancora qualche stimolo nel farloů
Il design dei livelli Ŕ tutto fuorchÚ intricato o ispirato, risolvendosi in una sequela di semplici saltelli, nemici da colpire senza grande strategia e ostacoli da evitare. Di segreto cĺŔ poco o nulla (Mad Doctor Mickey), la fase esplorativa si rivela inesistente e gli scontri con i boss non offrono chissÓ che stimolo. Aggiungete al frullatone una rilevazione delle collisioni tutta da perfezionare e la tendenza a far correre il cronometro cercando continuamente di fregare il giocatore (come nei Sonic pi¨ brutti, in questo Travellerĺs aveva precorso i tempi) e il panorama apparirÓ per quel che Ŕ: desolante.
Sul fatto che Mickey Mania sia graficamente una delizia, cĺŔ poco di che obiettare, soprattutto quando a girare Ŕ la versione per Megadrive, sorprendentemente quella pi¨ raffinata tra le due. Ma Ŕ sufficiente a non farsi prendere dallo sconforto? Nemmeno per idea.

 

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