Autore Topic: [360] [PC] The Secret Of Monkey Island - Special Edition  (Letto 5479 volte)

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Estate 1991.

Il gioco che aspettavo giÓ da tempo si appresta ad arrivare nei negozi, completamente tradotto in Italiano. The Games Machine gli dedica una splendida copertina, K fa lo stesso.
Io sogno anche solo guardando le foto, sperando di poter salpare presto per quelle isole fantastiche dei caraibi e cominciare l'avventura per diventare un temibile pirata.

The Secret of Monkey Island non Ŕ un videogioco: Ŕ una delle pi¨ belle poesie che siano mai state scritte. Rigiocare questa versione tirata a lucido, dopo quasi 20 anni dalla prima uscita, Ŕ un tuffo nel passato, un'emozione continua, lacrime trattenute, suggestioni immense, brividi lungo la schiena non appena partono le note dello stacco che dÓ il via alla prima parte dell'avventura.

Guybrush Threepwood, imbranato giovincello dai sogni di bambino, Ŕ un eroe romantico d'altri tempi. La sua ingenuitÓ da sbarbatello Ŕ seconda solo all'arguzia delle battute che sforna a ripetizione, condite sempre da un sarcasmo inarrivabile.
La sua storia Ŕ semplice e segue un plot scontato, ma ben costruito e perfettamente ritmato, che ci porterÓ a visitare due isole dei caraibi (Melee Island e Monkey Island), trovando sulla nostra strada il pi¨ stralunato cast di personaggi mai creato.

Incontreremo una vedetta cieca, un nerboruto omaccione con un tatuaggio parlante e insospettabili paure, cannibali preoccupati per la loro alimentazione e improbabili venditori di barche usate.

Per chi lo ha giÓ giocato e rigiocato in passato, sarÓ come una rimpatriata tra vecchi amici. Le nuove leve, invece, scopriranno un gioco atipico, perchŔ esponente di un genere ormai in via di estinzione. SarÓ forse strano muovere  con la levetta il puntatore a schermo invece del personaggio, cosý come trovarsi di fronte a un gioco dove Ŕ impossibile morire (provate ad andare all'estrema destra del dirupo che domina Monkey Island...), ma sono convinto che chiunque possa restare rapito dal gioco, grazie alla qualitÓ dei dialoghi e all'ingegnositÓ degli enigmi, tutti logici (tranne forse uno basato su un gioco di parole intraducibile in italiano: red herring - aringa rossa - significa anche specchietto per le allodole).

La nuova edizione non differisce in nulla rispetto all'originale. La grafica Ŕ stata completamente ridisegnata, ma la fedeltÓ con cui sono stati riprodotti luoghi e personaggi Ŕ encomiabile. La possibilitÓ di poter passare dalla nuova alla vecchia versione con la pressione di un tasto Ŕ opzione graditissima: vi ritroverete ad utilizzarla ogni volta che visiterete una nuova locazione, solo per il gusto di confrontare le due versioni e vedere com'era vent'anni fa.

La nuova grafica Ŕ a tutto schermo, mandando in pensione la storica interfaccia SCUMM, che nell'originale occupa la parte bassa dello schermo.
L'interfaccia sfrutta due menu a comparsa, uno per le azioni e uno per l'inventario, richiamabili premendo i grilletti del joypad. La soluzione non Ŕ troppo comoda, ma Ŕ il dazio da pagare per beneficiare della grafica a tutto schermo.

The Secret of Monkey Island: Special Edition Ŕ un prodotto curato e rifinito maniacalmente, perchŔ, come si diceva, non Ŕ un videogioco: Ŕ un atto d'amore.
Giocandolo, Ŕ sempre vivida la sensazione che sia stato confezionato da persone che hanno amato Guybrush e soci alla follia, animati dalla voglia di raccontare quella storia che rese indimenticabile quell'estate del 1991 anche alle nuove generazioni.

Se ne sarÓ valsa la pena lo sapremo solo tra vent'anni.
the more we know, the less we show

 

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