Autore Topic: [360][PS3] Eat Lead: The Return of Matt Hazard  (Letto 4526 volte)

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[360][PS3] Eat Lead: The Return of Matt Hazard
« il: 05 Giu 2009, 11:09 »
Adoro le parodie. Se ben fatte, riescono a divertire e allo stesso tempo a far risplendere di nuova luce le opere originali.
Eat Lead è stato concepito come una parodia del Videogioco stesso, ponendo interessanti premesse alla base del titolo. L'introduzione è una carrellata sulla storia di Matt Hazard, protagonista di fantomatici videogiochi fin dagli anni '80, che cerca di reinventarsi per stare al passo coi tempi e trovare una nuova giovinezza. Nella sua carriera di personaggio videoludico c'è di tutto, dai platform agli sparatutto ai giochi di Kart, ma ora la sua sopravvivenza è in pericolo, perchè qualcuno ha deciso di mandarlo prematuramente in pensione.

Magari ci fosse riuscito!
Dalla presentazione in poi, il gioco non fa altro che ribadire la sua imbarazzante e assoluta mediocrità. Nei panni di Matt Hazzard, vivremo un'avventura in terza persona, zoppicando in giro grazie ai pochi frame di animazione riservati al protagonista e ai nemici, tra le ambientazioni cubettose tutte uguali, con un arsenale di ingannevole varietà, in quanto le armi danno tutte risultati abbastanza simili tra loro. Eat Lead sembra un prodotto di dieci e più anni fa, che vuole prendere in giro i luoghi comuni dei videogiochi, ma che resta vittima della sua stessa ironia.
Il fulcro del gameplay è descrivibile come un Gears of War dei poveri: bisogna coprirsi, sparare ai nemici, avanzare e poi coprirsi, sparare e avanzare. Tutto qui. Un unico schema ripetuto all'infinito dal primo all'ultimo momento di gioco. I nemici sono sempre gli stessi, le tecniche per avere la meglio pure. Anche al livello di difficoltà più elevato la maggior parte dei nemici muore con un singolo headshot e mirare alla testa è facilissimo.  Si comincia a ottenere un po' di sfida solo verso le battute finali, dove la monotona cavalcata verso la vittoria si trasforma nel più noioso dei trial by error.
Ad aggravare le pecche di giocabilità ci si mettono i ripari, distruttibili dai nemici, che spariranno all'improvviso lasciando il povero Matt in preda ai proiettili.

Ogni livello si conclude con un boss, ma talvolta la sfida si risolve in una serie di Quick Time Events  e solo raramente lo scontro riesce ad essere stimolante (forse solo nell'occasione di un boss che fa il verso ai giochi di ruolo giapponesi).

Eat Lead non riesce neppure a essere incisivo o graffiante come parodia. Sono rari i guizzi e le idee che strappano un sorriso, come il livello che richiama Wolfestein 3D e i suoi nemici bidimensionali, capaci di assottigliarsi per evitare i nostri colpi. Tutto il resto è noia, tanta noia e divertimento ai minimi storici.

the more we know, the less we show

 

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