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C'è spazio per videogiochi non divertenti?

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Re: C'è spazio per videogiochi non divertenti?
« Risposta #15 // Post inserito: 01 Giu 2009, 22:55 »

Quoto l'ultima frase di ferruccio.
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Re: C'è spazio per videogiochi non divertenti?
« Risposta #16 // Post inserito: 23 Ago 2009, 13:41 »

Mah, sinceramente i videogiochi sono ancora un pò troppo indietro rispetto alle altre forme d'arte per farmi provare le summenzionate emozioni alte... quelli che ci provano mi provocano al massimo una gran noia, nei casi migliori, o attacchi di ilarità/imbarazzo profondo in quelli peggiori.
Per ora basta che mi facciano passare qualche ora di svago (il che non è male, anzi), in futuro si vedrà.



Non sono molto daccordo sul fatto che i VG siano così indietro (per complessità, qualità, messaggio) rispetto ad altre forme di arte.
Da sempre Videogioco è per esempio grafica e sonoro, musica. Credo che siamo arrivati all'eccellenza sia nella rappresentazione visiva sia in quella musicale.
Per rappresentazione visiva eccellente non intendo la perfezione di un viso poligonale (es MGS4) ma la messa in scena di mondi reali o onirici che trasmettono emozioni e catturano la fantasia. Mi riferisco a opere come Okami, o alle architetture di ICO, a certi scorci al tramonto di Liberty City. Non è questa arte?

Per quanto riguarda la musica credo si sprechino le colonne sonore di VG che non hanno niente da invidiare ai brani dei più grandi autori classici.

Un videogioco è anche trama, quindi "romanzo". Possiamo stare a discutere sulla qualità dello stesso, ma certamente alcuni sono eccellenti esponenti di questo genere, mi potrei riferire a un GTA, o per cambiar genere a uno Xenogears.

Un Devil May Cry, un God of War, un Gran Theft Auto sono cinema, teatro, opera lirica. 
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Re: C'è spazio per videogiochi non divertenti?
« Risposta #17 // Post inserito: 23 Ago 2009, 21:25 »

Mah, se si pone di questi quesiti, è proprio il columnista di Game Pro il primo ad avere un’idea piuttosto limitata, o meglio settoriale, dell’elemento videogioco.

Essendo il videogioco uno strumento dalla natura multimediale e interattiva, è ovvio ci siano titoli che puntino più sull’aspetto divertimento in senso stretto e prodotti che costruiscano su fondamenta ludiche ampiamente collaudate (per non dire desuete) delle edilizie narrative complesse,  tanto da diventare esse stesse l’elemento principale d’intrattenimento.

In questi ultimi casi, la stroncatura recensoria sull’immediato è possibile, in quanto la narrazione, per esempio, è un elemento più sottile, non giocabile e indipendente dai gusti ludici personali, che può essere quindi recepito in maniera molto diversa da utente a utente.
È ormai storia del giornalismo italiano del settore che, ai tempi, Silent Hill 2 venne stroncato dal relativo recensore sulle pagine della colta, avanguardista e open minded Super Console.  Poi, però, sono stati gli utenti sessi a dare ragione al gioco.

Questo per commentare strettamente quanto riportato dalla column in questione, perché, per il resto, sono d’accordo con Ferro. Mi sembra piuttosto sterile operare un distinguo tra giochi in cui il divertimento si esplica secondo gli strumenti maggiormente propri al videogioco e titoli che rielaborano e ricontestuallizzano linguaggi ereditati da altri media. Sono entrambi approcci atti a raggiungere un fine comune, l’intrattenimento. Quanto ci riescano o meno, è impossibile valutarlo oggettivamente, inutile porsi quindi il problema in termini di categorie di gioco. Tanto, alla fine, le recensioni sono comunque soggettive, così come lo sono i gusti degli utenti, che spesso, riallacciandomi all’esempio Silent Hill 2, sanno ben recepire il divertimento ‘narrativo’.

Quest’ultimo punto, ritornando alla column, sembra invece essere messo in discussione dall’autore del pezzo, ma il discorso sul ‘bacino utenti che richiede giochi immediati’, portato avanti citando titoli come Wii Sports e Mario Kart, a me pare al limite del giornalismo generalista. Considerato che qualsiasi videogiocatore sa bene che circa metà del parco giochi Wii è una piscina gonfiabile per far sguazzare i casual gamer, la cui richiesta ludica è l’elemento meno consolidato e prevedibile dell’aspetto economico/statistico legato all’industria videoludica.   

Quella di prendersela con ‘la richiesta degli utenti’ mi sembra una riflessione fatta da chi è ormai anestetizzato dalle dichiarazioni dei publisher, i quali per LORO SCELTA investono sempre meno nel settore narrativo/emozionale e negli elementi atti a impreziosirlo, come il design. Perché utilizzare uno stile grafico o un’ambientazione particolare è un’incognita, mentre scopiazzare a oltranza i cliché fantasy/fantascientifici o pigiare l’acceleratore a tavoletta sul realismo a tutti i costi è una via molto più sicura, considerato che, in questi casi, il prodotto finale è immediatamente riconoscibile dal potenziale acquirente. Questo, sì, io lo vedo come un problema, ma è da inquadrare nell’ambito dell’offerta e non in quello della domanda.
E non si tratta di un problema che investe solo il videogioco, ma altre forme d’arte, come il cinema. Consiglio caldamente, in tal senso, di visionare il DVD extra di Hellboy 2, per vedere come Del Toro abbia messo in riga un team di designer venuti da ogni parte del mondo, per poter evocare quelle atmosfere uniche, che è riuscito a tirar fuori nella pellicola. 
Cose come ‘non voglio creature che sembrino alieni usciti da Guerre Stellari oppure orchi del tipo Signore degli Anelli, voglio mostri originali’, oppure la scelta di sbattersi per creare l’ogre con il braccio chiodato attraverso protesi in lattice e animatroni, anziché prendere la scorciatoia della computer grafica. E alla fine i risultati si vedono, perché il film, almeno sotto quel punto di vista, è qualcosa di mai visto prima, è Arte.

Un po’ le stesse scelte che ha fatto Lanning con il primo Oddworld (il 2d renderizzato, il Mondo Bizzarro affrescato attraverso un’estetica fuori da ogni alveo stilistico precedentemente battuto) e che sempre meno sviluppatori provano.
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Re: C'è spazio per videogiochi non divertenti?
« Risposta #18 // Post inserito: 23 Ago 2009, 23:50 »

Se intendiamo "divertimento" come attività che distoglie la persona dal mondo reale per impegnarlo (fisicamente, emotivamente e cognitivamente) in un altro universo (provincia finita di significato), provocando in effetti un "efficace" distacco, allora penso che se il medium videoludico non impieghi gli strumenti che ha a disposizione (originali o derivati) per adempiere a questo scopo suppongo che sopraggiunga semplicemente noia. E fastidio.
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Re: C'è spazio per videogiochi non divertenti?
« Risposta #19 // Post inserito: 25 Ago 2009, 09:58 »

Perché utilizzare uno stile grafico o un’ambientazione particolare è un’incognita, mentre scopiazzare a oltranza i cliché fantasy/fantascientifici o pigiare l’acceleratore a tavoletta sul realismo a tutti i costi è una via molto più sicura, considerato che, in questi casi, il prodotto finale è immediatamente riconoscibile dal potenziale acquirente. Questo, sì, io lo vedo come un problema, ma è da inquadrare nell’ambito dell’offerta e non in quello della domanda.
E non si tratta di un problema che investe solo il videogioco, ma altre forme d’arte, come il cinema. Consiglio caldamente, in tal senso, di visionare il DVD extra di Hellboy 2[/b

Il riferimento a Hellboy 2 chiama in causa Dante's Inferno, il cui art design è stato affidato proprio all'immenso Wayne Barlowe. Epperò Dante's Inferno poggia su meccaniche collaudatissime, universalmente ritenute "divertenti", ricalcate paro paro da God of War a quanto pare.

L'opera di partenza (ehm) avrebbe consentito di osare anche e sopratutto a livello di game design. Sarebbe stato più pregnante forse guardare a Ico, o a Myst, o reinventare l'importanza della parola nelle dinamiche di gameplay. Invece, si è preferito utilizzare la fonte come strillo, come passpartout, come forma di pubblicità "in title", e l'art design da infarto diventa solo la via più semplice per diversificarsi dalla concorrenza.

Sul fatto che Wayne Barlowe sia un artista, non credo ci siano dubbi. Tuttavia, avrebbe tranquillamente potuto esprimere la sua arte in un altrove che non sia videogioco. Anzi, in effetti l'ha già fatto dieci anni fa.
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Re: C'è spazio per videogiochi non divertenti?
« Risposta #20 // Post inserito: 25 Apr 2010, 20:06 »

Sfrutto questo topic per una discussione iniziata in play.

battute a parte, non parli quasi mai di trama nei tuoi post. Per questo l'affermazione mi è sembrata bizzarra.

Ma come no? E' il motivo per cui non digerisco la serie di Uncharted, perchè ho apprezzato Afro Samurai e perchè non ho dato fuoco a Shattered Memories.
Per citare giusto i primi che mi vengono in mente.

Questo non vuol dire odio il gameplay. Modern Warfare 2 o Bad Company 2 mi piacciono anche se sono insopportabili (o quasi) narrativamente. Solo che, se devo scegliere, prendo tutta la vita Silent Hill 2 rispetto a Need 4 Speed Shift. Probabilmente, con un contesto narrativo meno imbarazzante, mi divertirei anche con Just Cause 2. Continuerebbe a non essere il sogno della mia vita, ma sarei motivato a continuare.
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Re: C'è spazio per videogiochi non divertenti?
« Risposta #21 // Post inserito: 25 Apr 2010, 20:13 »

bhe, ho letto male i tuoi post allora. Non mi ero mai accorto che davi cosi importanza alla trama.
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Re: C'è spazio per videogiochi non divertenti?
« Risposta #22 // Post inserito: 26 Apr 2010, 08:41 »

Oh, mi rileggo oggi e sembro piccato. Non lo ero, stavo solo dando di matto per la partita della Roma e non ho usato faccine.
Re: C'è spazio per videogiochi non divertenti?
« Risposta #23 // Post inserito: 26 Apr 2010, 14:37 »

Eh, come da tradizione il laziale è rosicone. :O
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Re: C'è spazio per videogiochi non divertenti?
« Risposta #24 // Post inserito: 25 Lug 2010, 12:52 »

Carina come discussione

Voglio dare un piccolo contributo: secondo me qui si è fatta confusione fra Divertire ed Intrattenere.

Divertire per i romani voleva dire volgere altrove ma per noi ormai significa procurare allegria, procurare risate, l'unica forma di divertimento che non provoca il riso lo fate con le vostre ragazze (Woody Allen).

Intrattenere ha un senso più ampio e sottile: vuol dire tenere piacevolmente occupati, aver fatto un qualcosa che dopo si ricorda con piacere. Un film drammatico non ti fa divertire ma ti intrattiene, un documentario sull'olocausto non ti diverte (o non dovrebbe) ma ti intrattiene perchè interessante .

Intrattenere può essere ma non è assolutamente solo divertire. Poi per me un videogioco ti intrattiene in 2 maniere: con la trama (la storia che racconta e anche come te la racconta) e con il gameplay, la parte interattiva

Ora ovviamente la trama può farti ridere, pensare, rattristarti, spaventarti ecc...dipende dal tipo di videogioco e anche dalla profondità della stessa (ci sono esempi spettacolari a riguardo tipo xenogears su temi anche non facili tipo religione ma taccio)

invece il gameplay secondo me può solo divertirti, procurarti allegria, se non fa questo ha fallito, non vedo altre maniere

Che la musica o la grafica in se e per se intrattengono non ne sono certo, sicuramente contribuiscono però....le vedo troppo slegate dal resto, voglio dire è possibile che una persona faccia un videogioco solo per la trama o solo per il gameplay, ma credo sia impossibile che lo faccia solo per la musica o solo per la grafica (ovviamente i bimbiminkia non sono da considerarsi persone)
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Re: C'è spazio per videogiochi non divertenti?
« Risposta #25 // Post inserito: 29 Lug 2010, 00:31 »

Mi inserisco velocemente in questa discussione dopo essermi sparato l'intero walkthrough di Limbo su YouTube.

Confesso di aver provato una grande rabbia. Rabbia, credo, nel constatare ancora una volta come una formidabile intuizione audio-visiva sia andata "sprecata" per confezionare un semplice platform.

La domanda del topic tocca secondo me una questione centrale quando si parla di questo medium, una che punta direttamente al cuore della teoria e della pratica del videogioco.

Da una parte, il medium digitale condivide molto con il linguaggio del cinema, per cui è nella sua essenza libero da ogni finalità pratica. Dall'altra è però il medium più ancorato nella materialità, nella necessità di dare un corpo all'utente e inserirlo in un contesto in cui quel corpo possa muoversi ed esercitare il proprio dominio, divertirsi (nel senso di provare piacere). C'è spazio per un videogioco emancipato dalle regole, dalla logica azione-reazione, per una forma di comunicazione/narrazione pura? Tecnicamente sì, ma gli altissimi costi di produzione odierni rendono impensabile la sperimentazione, l'espressione libera. Conformarsi agli schemi classici del videogioco è più sicuro, ma anche tremendamente limitante. In queste condizioni il medium non riesce a fare il salto di qualità che potrebbe consentirci di parlarne come forma artistica piena, senza doverci limitare a discutere di un vago "potenziale artistico", arrossendo magari per l'imbarazzo. Anche perché, se mai quel giorno dovesse arrivare, forse non avrebbe più molto senso nemmeno parlare di "videogioco".
« Ultima modifica: 29 Lug 2010, 00:35 da Giuseppedr »
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Re: C'è spazio per videogiochi non divertenti?
« Risposta #26 // Post inserito: 29 Lug 2010, 14:13 »

Carina come discussione

Voglio dare un piccolo contributo: secondo me qui si è fatta confusione fra Divertire ed Intrattenere.

Divertire per i romani voleva dire volgere altrove ma per noi ormai significa procurare allegria, procurare risate, l'unica forma di divertimento che non provoca il riso lo fate con le vostre ragazze (Woody Allen).

Intrattenere ha un senso più ampio e sottile: vuol dire tenere piacevolmente occupati, aver fatto un qualcosa che dopo si ricorda con piacere. Un film drammatico non ti fa divertire ma ti intrattiene, un documentario sull'olocausto non ti diverte (o non dovrebbe) ma ti intrattiene perchè interessante .

Intrattenere può essere ma non è assolutamente solo divertire. Poi per me un videogioco ti intrattiene in 2 maniere: con la trama (la storia che racconta e anche come te la racconta) e con il gameplay, la parte interattiva

Ora ovviamente la trama può farti ridere, pensare, rattristarti, spaventarti ecc...dipende dal tipo di videogioco e anche dalla profondità della stessa (ci sono esempi spettacolari a riguardo tipo xenogears su temi anche non facili tipo religione ma taccio)

invece il gameplay secondo me può solo divertirti, procurarti allegria, se non fa questo ha fallito, non vedo altre maniere

Che la musica o la grafica in se e per se intrattengono non ne sono certo, sicuramente contribuiscono però....le vedo troppo slegate dal resto, voglio dire è possibile che una persona faccia un videogioco solo per la trama o solo per il gameplay, ma credo sia impossibile che lo faccia solo per la musica o solo per la grafica (ovviamente i bimbiminkia non sono da considerarsi persone)
Concordo

i videogiochi inoltre sono differenziabili proprio per le loro caratteristiche e su cosa puntano, da cosa nasce quel determinato prodotto, ovvio che un Mario Kart si pone un obbiettivo e un qualunque altro gioco in cui la trama ha una presenza forte e influente se ne pone di base un altro

e così vale per i videogiocatori, da chi prende come punto di riferimento il gameplay e la sua capacità di divertire a chi cerca un esperienza vissuta immergendosi nel contesto narrativo grazie all'atmosfera, alla narrazione e all'interattività

in generale penso quindi che proprio perché è un prodotto vario ci sia spazio ovviamente anche per giochi che non portino allegria o un divertimento spensierato, spazio invece per un gioco che ti porta più fastidio che interesse o divertimento ne vedo meno, ma quel cosiddetto fastidio credo dipenda dal giocatore più ancora che dal videogioco

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