Seppia e Ferro hanno sintetizzato perfettamente lo scenario italiano. Berlusconi non ha causato nulla, ha semplicemente cavalcato l'onda.
Concordo.
Esiste pero' anche il rovescio della medaglia.
Berlusconi e il suo governo sono l'emanazione, o l'espressione, della scelta politica di gran parte dei cittadini italiani.
E' anche vero pero' che questo "flusso di sentimenti" rappresentato dal consenso, dall'accettazione, dall'avallare determinate posizioni che dai cittadini italiani va idealmente verso la figura di Berlusconi come leader di governo non e' un meccanismo unilaterale.
Ovvero anche il Berlusconi leader di governo plasma e forgia quella che è la propria platea di elettori, tramite i meccanismi propri della politica più gretta e populista, e tramite l'uso del proprio impianto mass mediatico.
Si ingenera cosi' una specie di stagnazione delle idee, un corto circuito per cui una gran parte degli elettori si specchia in Berlusconi, e viceversa Berlusconi si ritiene accreditato nelle sue politiche e ragioni piu' basse, populiste o personalistiche proprio perche' si specchia in quella grande massa di elettori.
Mentre tutto il mondo cerca di andare avanti, o guarda al futuro, in Italia ci si guarda negli occhi, e ognuno vede dei comportamenti pessimi, stupidi, ignoranti, e li apprende, e li mette in atto, perchè ormai rimangono in minoranza le persone che possono fargli notare quanto quei comportamenti e quelle ideologie siano sciocche e dannose.
La verità e' che il pubblico, la gente, ha anche bisogno di essere educata.
Non ammaestrata o mesmerizzata, ma educata; e un vecchio palazzinaro mafioso e delinquente non è e non sarà in grado di farlo, soprattutto perchè non vuole.