delle due sei tu che formuli l'ipotesi che avere sovranità monetaria determini il fatto che il debito è posseduto dai cittadini, sono curioso di sapere su quali basi.
Mai detto "cittadini", ho detto Giappone.
Il debito principalmente è sempre in mano ad istituzioni, banche, fondi, i privati cittadini c'entrano poco (in percentuale), anche perchè in Giappone il possesso "nazionale" del debito pubblico non è dovuto ad una corsa all'onorevole acquisto del debito del paese da parte di solerti kamikaze così formati nelle scuole pubbliche (magari, sarebbe l'equivalente che sperare di eliminare il male dal mondo "insegnando a tutti ad essere buoni sin da piccoli").
Ora, se istituzioni, banche e fondi sono nazionali, il debito è nazionale, nel senso che è il governo che decide a chi cedere il suo debito, e cedendolo ad una struttura "governativa", lo cede a stesso. Quest'ultima ovviamente, essendo "governativa", si accontenta di tassi di interesse equi, e non di fare profitti sulla pelle delle persone. Questo ragionamento, questa condotta è tipica solo di un governo che coerentemente contempli una sovranità monetaria.
Non è che se in Italia il debito pubblico sia in mano principalmente a stranieri è perchè il cittadino della strada lo abbia concesso o meno o nella corsa agli sportelli si sia fatto precedere, poverino, dal velocissimo straniero, gli italiani non sanno nemmeno cosa significhi, ma semplicemente perchè è in mano a banche private, assicurazioni private, istituzioni private quando è "nostro", e in mano a banche straniere, assicurazioni straniere, privati stranieri, perchè è il governo, che coerentemente contempli di essersi sbarazzato della sovranità monetaria, ad averlo permesso, quando sia di stranieri.
E questi ultimi, non essendo nazionali, col cavolo che si interessano di assicurare tassi equi, e anzi minacciano pure, col favore delle agenzie di rating, di non acquistare i sempre meno affidabili titoli di Stato.(vedi la Germania, che se la suona e se la canta da sola)
Qual'è la conclusione?Ecco cosa accade ai paesi che abbiano accettato una moneta europea senza che ci fosse una Europa Politica a sostenerla:
Irlanda 22 Novembre 2010. Intervento del Fondo Monetario Internazionale/UE per salvare il paese dal crollo. In quel momento i mercati prestavano all’Irlanda a un tasso usuraio del 8,1%. Un anno dopo (11 Ottobre 2011) i mercati ancora prestano all’Irlanda a un tasso usuraio del 8,5%.
Grecia 23 Aprile 2010. Il governo chiede l’intervento dei salvatori della partria FMI/UE per salvare il paese dal baratro. In quel momento i mercati prestavano alla Grecia a un tasso usuraio del 8,3%. Un anno e sette mesi dopo (4 Novembre 2011) i mercati ancora prestano alla Grecia a un tasso usuraio del 26%.
Portogallo 4 Maggio 2011. Intervento del “gatto e la volpe (leggi “duo FMI/UE) per salvare il paese. In quel momento i mercati prestavano al Portogallo a un tasso usuraio del 9,5%. Sei mesi dopo (7 Novembre 2011) i mercati ancora prestano al Portogallo a un tasso usuraio del 12%.
Italia 9 novembre 2011. Intervento degli usurai legalizzati (leggi sempre FMI/UE), per controllare che i sacrifici vengano effettivamente messi in pratica. In questo momento i tassi dei titoli di stato italiani superano la soglia psicologica del 7%.
E quando un tasso di interesse di un titolo di stato è superiore al 7-8%, quel paese è destinato ad indebitarsi all'infinito.