Autore Topic: [360] Dead Rising  (Letto 1349 volte)

0 Utenti e 1 visitatore stanno visualizzando questo topic.

Offline Stay Black

  • TFP Service
  • Condottiero
  • *****
  • Post: 5.565
[360] Dead Rising
« il: 08 Gen 2008, 11:04 »
Dead Rising

Quando si parla di zombie e videogiochi, nessuno ha più voce in capitolo di Capcom. La saga di Resident Evil è lì a testimoniarlo.
Dead Rising lo ribadisce con forza e freschezza.

Frank è un reporter fotografico che fiuta un possibile scoop a Willamette, una cittadina di 53.594 abitanti. La storia si svolge all'interno di un centro commerciale assediato dagli zombie e l'unico vero scopo è sopravvivere per 3 giorni e presentarsi sul tetto in tempo per riprendere l'elicottero che ci ha trasportati fin lì. Ma la natura di giornalista di Frank (assieme alla curiosità del giocatore) lo porterà ad indagare su cosa sta accadendo, mettendo a repentaglio la propria vita, cercando di salvare alcuni sopravvissuti e facendo luce sui fatti.
Il gioco è un'avventura in tempo reale (il tempo scorre indipendentemente dalle azioni del giocatore), cadenzata dagli avvenimenti della trama principale, vere e proprie missioni da
portare a termine entro il tempo prestabilito se si vuole vedere il finale del gioco, con missioni secondarie al contorno, che consistono per lo più nel salvataggio di alcuni superstiti. Questi vanno individuati (spesso è Otis il custode ad avvisarci di persone avvistate tramite le telecamere a circuito chiuso del mall), raggiunti e scortati fino alla Security Room, uno dei pochi posti del gioco precluso agli zombie.
Talvolta dovremo confrontarci con degli psicopatici che hanno perso la ragione. Ogni psicopatico ha una sua storia e viene introdotto da una cut-scene realizzata (come tutte le altre) col motore del gioco. Le cut-scene godono di una superba regia e di dialoghi ben scritti. Inoltre gli psicopatici, seppur spesso rispondenti a clichè da cinema horror, sono credibili nella loro follia, rendendosi protagonisti dei momenti più violenti e intensi del gioco.
Durante i 3 giorni le cose da fare sono tantissime.
Frank dovrà fare fotografie per documentare il suo scoop, ricevendo punti per le foto migliori, divise per categorie: violente, drammatihe, comiche, sexy. Dovrà completare le missioni necessarie per fare piena luce sugli avvenimenti. Dovrà provare a portare in salvo i superstiti. Scattare foto e salvare superstiti offrono un sano godimento videoludico e
ricompensano il giocatore con punti esperienza, che fanno avanzare Frank di livello.
Frank migliora in tutto: salute massima, numero di oggetti trasportabili, velocità (skill importantissima, visto che il tempo è più che mai tiranno). Questo è indispensabile, in quanto il gioco presenta una difficoltà medio-alta e solo con un'opportuna crescita del personaggio è possibile ottenere molte soddisfazioni da una partita.
Ma i veri protagonisti dell'avventura sono i milioni di zombie. Sono ovunque, sono tanti e tutti affamati. Per fortuna sono anche stupidi e poco agili, trovando la loro unica forza nel numero (sono davvero tanti). Per ucciderli si possono utilizzare le armi più svariate.
Praticamente ogni oggetto del centro commerciale può essere utilizzato come arma. Tra le più curiose, si segnalano il rubinetto-doccia (esilarante ciò che accade allo zombie malcapitato di turno), la palla da bowling e i manichini. Ovviamente ci sono anche le armi più convenzionali, comprese pistole e fucili, di cui si può fare incetta nell'armeria a North Plaza, una delle zone del mall.
Dead Rising non è esente da difetti.
A livello tecnico, il gioco non eccelle. Mentre musica ed effetti sonori sono da applausi, la grafica avrebbe potuto essere più definita. Inoltre, occasionalmente si presentano cali nel frame-rate.
Il sistema di salvataggio è irritante: c'è un solo slot disponibile per il salvataggio, cosa limitante e fastidiosa quando il tempo ci bracca e non sappiamo se ne abbiamo a sufficienza per completare il caso che stiamo seguendo. Si rischia seriamente di salvare in un momento in cui è già diventato impossibile portare a termine un capitolo fondamentale del gioco. In questi casi l'unica soluzione è ricominciare, con la consolazione di poterlo fare salvando i progressi dello status di Frank.
Anche la gestione dell'inventario crea qualche problema. Disponendo di un unico inventario comune sia per le armi che per il cibo (che ristora energia), non di rado capita di rompere l'arma che si sta utilizzando e di ritrovarsi con del cibo in mano. Poichè il tasto delegato all'utilizzo di armi e cibo è lo stesso, capita di ritrovarsi a mangiare una mela nel bel mezzo di un combattimento contro 100 zombie inferociti.
Sono difetti, questi, che non pregiudicano la godibilità del titolo, ma che fanno rabbia proprio perchè erano facilmente evitabili e perchè denunciano una certa superficialità che invece non si riscontra in altri reparti: basti pensare alla cura messa nel personalizzare tutte le armi presenti nel gioco, ognuna con una sua resistenza, un suo peso, una sua
efficacia contro gli zombie.
Dead Rising non è un gioco da finire e riporre sullo scaffale, perchè così facendo si perderebbe molto di ciò che ha da offrire. E non mi riferisco alle due modalità sbloccabili (Extra, da completare per vedere il vero finale del gioco, e Infinity).
E' impossibile vedere tutto alla prima partita e questo non è un difetto. Il gioco è così godibile che, quando lo si finisce per la prima volta, non si vede l'ora di ricominciarlo con le skill potenziate di Frank, per tentare di far fuori più psicopatici o di salvare più sopravvissuti, cercando di fare meglio, di battere l'high score, di entrare in classifica su Xbox Live. Vi ritroverete a limare il tempo impiegato per ogni missione, cercando di far quadrare il puzzle, sfruttando ogni singolo secondo, alla ricerca della partita perfetta.
D'altra parte è proprio questa l'essenza più antica e più pura del Videogioco.
the more we know, the less we show