Autore Topic: [PS2] Front Mission 5: Scars of the War  (Letto 2086 volte)

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Offline Prikaz 227

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[PS2] Front Mission 5: Scars of the War
« il: 14 Nov 2007, 00:47 »
Si vede subito che Square-Enix ha profuso piu’ impegno e piu’ soldi in questo progetto rispetto al predecessore. Testimoni ne sono, da una parte, la lunga e galvanizzante introduzione. Dall’altra le numerose cut-scene che farciscono il gioco e la grafica in-game, interessate da un tangibile ritocco verso l’alto senza influire sui tempi di caricamento.
   
Due sono i capisaldi dell’esperienza Front Mission: combattimento strategico a turni e customizzazione.

   Il sistema di gioco riprende elementi del passato e ne aggiunge di nuovi: Wanzer nemici e del proprio party si muovono attraverso enormi mappe, caratterizzate da peculiari condizioni climatiche e differenti regole di ingaggio. Questo garantisce un minimo di varieta’ alla trentina di missioni del gioco, invero piuttosto omogenee per quel che riguarda gli obiettivi.
Sei classi differenziano ciascun pilota, cosi’ da creare una specializzazione verso un tipo di arma o di funzionalita’. L’utilizzo intensivo dei mezzi di offesa e difesa ne aumenta progressivamente il livello e permette di sbloccare le abilita’ (skill) correlate.
Queste ultime devono essere acquistate dal giocatore sborsando preziosi Ep e attivate, collocandole negli appositi e limitati slot.
Enhancement Point e numero di Skill slot crescono col level up dei piloti, cosi’ come i tradizionali Ap (Action Point), che determinano qualita’ e quantita’ delle azioni performabili.
Introdotto in Fm4, anche in questo episodio e’ presente il Link Sistem. Pianificare con attenzione le relazioni fra Wanzer e le priorita’ di attacco e copertura permette di essere ancora piu’ letali, oltre a rendere maggiormente spettacolare e strategico lo svolgimento delle battaglie.
Su queste basi si innesta l’innovativo e destabilizzante elemento del fuoco amico. Posizionare i propri mezzi lungo la linea di tiro di un compagno significa ricevere un’ulteriore e inaspettata dose di piombo. Questo stravolge i tradizionali pattern di attacco basati sull’accerchiamento indiscriminato del nemico ma, di converso, stimola a preparare diaboliche trappole per gli avversari.
Il pacchetto di gioco e’ completato da un’utile modalita’ Simulator e da un’Arena dove e’ possibile scommettere sulle prestazioni dei propri Wanzer in match 1-1, 2-2, 3-3. L’intero scontro e’ regolato dalla Cpu, purtroppo dotata di un’Ai imbarazzante.

   La fase di Set Up e Upgrade dei mezzi e’ stata in parte rivista.
Snelliti i menu’, ora raggruppati in un unico schema.
Conservata intatta la possibilita’ di acquisto di pezzi separate o di set completi.
Introdotto il nuovissimo processo di rimodellamento delle parti. L’utilizzo dei remodelling point (elargiti dai dialoghi coi Npc o conquistati con prestazioni esemplari sul campo di battaglia) su componenti standard permette di ottenere pezzi unici, caratterizzati da peculiari bonus. Questa novita’ incentiva la sperimentazione e irrobustisce la profondita’ strategica del titolo.

   L’unico deterrente all’acquisto di Front Mission 5 e’ rappresentato dalla barriera linguistica, purtroppo totale per quanto riguarda lo svilupparsi della narrazione.
Se infatti i menu’ tradotti in inglese agevolano i volenterosi giocatori occidentali, perdersi buona parte delle sfumature della trama indispettisce e ridimensiona in parte il godimento complessivo del gioco.
Peccato perche’ l’impeccabile bilanciamento della difficolta’ e la presenza di bivi nella scelta delle missioni invoglia addirittura a successivi completamenti.
Ne Shagu Nazad!